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Oggi - ๐๐ ๐ฌ๐๐ญ๐ญ๐๐ฆ๐๐ซ๐ ๐๐๐๐ - venerdรฌ della XXIII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, i ๐๐๐ง๐ญ๐ข ๐๐ซ๐จ๐ญ๐จ ๐ ๐๐ข๐๐๐ข๐ง๐ญ๐จ, ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ข.
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Di Protus e Hyacintus (Proto e Giacinto) - questi i loro nomi in lingua latina - si conoscono pochissimi dettagli biografici certi. Erano fratelli di sangue, entrambi cristiani, che vissero nel III secolo ad Alessandria d’Egitto e consumarono il loro sacrificio cruento a Roma, presumibilmente durante la violenta persecuzione contro i cristiani scatenata sotto il regno dell'imperatore Valeriano (attorno agli anni 257-260).
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Secondo un successivo passio tardivo, che a tratti appare ammantato di elementi leggendari e romanzeschi, i due erano fratelli carnali di religione cristiana, schiavi eunuchi al servizio della ricca e potente famiglia pagana del nobile funzionario imperiale Filippus (Filippo). Quest'ultimo era il prefetto romano di Alessandria d’Egitto, la popolosa e multiculturale metropoli marittima dell'Africa settentrionale dotata di un grandioso porto sul Mar Mediterraneo. La tradizione racconta che i due fratelli, con la loro luminosa testimonianza di vita quotidiana e la parola ispirata dalla grazia, convertirono al cristianesimo Eugenia, la figlia dell'alto burocrate, che la Chiesa oggi venera come Santa Eugenia di Roma (25 dicembre).
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La narrazione prosegue spiegando come i due giovani schiavi favorirono l'ingresso di Eugenia in un monastero per proteggerla. Quando la situazione familiare e politica ad Alessandria cambiรฒ - ed Eugenia decise di abbracciare pienamente la fede e la vita consacrata - la ragazza scelse di fare ritorno a Roma, la cittร d'origine della sua nobile stirpe. Proto e Giacinto viaggiarono insieme a lei, accompagnandola come fidati servitori e custodi spirituali. Una volta stabilitasi nell’Urbe, la ragazza affidรฒ i due fidati eunuchi all'amica Bassilla, romana, anch'essa desiderosa di abbracciare la vera fede, affinchรฉ avessero un rifugio e, al contempo, la istruissero nelle veritร dottrinali. A seguito della sua conversione, tuttavia, Bassilla venne denunciata dal fidanzato pagano. Il magistrato dell'Urbe la condannรฒ a morte insieme ai due giovani maestri di fede, che subirono il martirio (la tradizione archeologica attesta che furono probabilmente arsi vivi o decapitati).
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Al di lร degli elementi romanzati del passio, l'esistenza storica e il martirio dei due santi sono pienamente comprovati da solide prove documentarie e archeologiche. Che fossero fratelli รจ esplicitamente affermato dai celebri carmi del pontefice San Damaso I (305-384). Inoltre, il loro culto รจ saldamente attestato fin dal IV secolo, comparendo nella antichissima Depositio martyrum di Roma (che ne fissa il dies natalis proprio all'11 settembre), nel Sacramentario Gelasiano , nel Gregoriano e nel Calendario marmoreo napoletano . I loro corpi vennero originariamente deposti nel cimitero di Bassilla lungo l'antica via Salaria vetus , catacomba che in seguito prese il nome di Catacomba di Sant'Ermete.
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Per secoli si ritenne che le loro spoglie fossero state interamente traslate nelle chiese urbane durante il Medioevo. Tuttavia, il 21 marzo 1845, l'archeologo gesuita Giuseppe Marchi compรฌ una scoperta eccezionale nella Catacomba di Sant'Ermete: rinvenne la tomba di san Giacinto del tutto inviolata. Fu un evento straordinario per l'archeologia cristiana, poichรฉ si trattava dell'unica sepoltura catacombale di un martire giunta intatta fino all'epoca moderna. Il loculo era identificato da una lastra marmorea con l'iscrizione "Yacinthus martyr" e le ossa recavano evidenti segni di bruciature. Oggi le reliquie dei due santi sono custodite in luoghi differenti a Roma: i resti di San Proto sono venerati nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini (presso l'altare dei Santi Cosma e Damiano), mentre le preziose ossa ritrovate di San Giacinto sono custodite nella cappella del Palazzo di Propaganda Fide in Piazza di Spagna (Rione Colonna), storica sede di proprietร della Santa Sede che fin dal 1626 ospita la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
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