Santa Teresa di Calcutta

๐‹๐€ ๐Œ๐€๐“๐ˆ๐“๐€ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐€ ๐๐‘๐Ž๐•๐•๐ˆ๐ƒ๐„๐๐™๐€: ๐ƒ๐€๐‹ ๐’๐ˆ๐‹๐„๐๐™๐ˆ๐Ž ๐ƒ๐„๐‹ ๐‚๐‡๐ˆ๐Ž๐’๐“๐‘๐Ž ๐€๐‹ ๐†๐‘๐ˆ๐ƒ๐Ž ๐ƒ๐„๐†๐‹๐ˆ ๐”๐‹๐“๐ˆ๐Œ๐ˆ
Oggi - ๐Ÿ“ ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐ž ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - sabato della XXII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria facoltativa di ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐“๐ž๐ซ๐ž๐ฌ๐š ๐๐ข ๐‚๐š๐ฅ๐œ๐ฎ๐ญ๐ญ๐š, ๐ฏ๐ž๐ซ๐ ๐ข๐ง๐ž (๐‘๐‘œ๐‘š๐‘ข๐‘›๐‘’๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘›๐‘œ๐‘ก๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ “๐‘€๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘Ž” ๐‘œ “๐‘€๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐ถ๐‘Ž๐‘™๐‘๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘Ž”).
๐ˆ๐ฅ ๐ซ๐ข๐œ๐ก๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฆ๐ž๐ฆ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ฅ๐ข๐ญ๐ฎ๐ซ๐ ๐ข๐œ๐š ๐ž ๐ฅ๐ž ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐›๐š๐ฅ๐œ๐š๐ง๐ข๐œ๐ก๐ž
๐ด๐‘›๐‘—๐‘’๐‘ง๐‘’̈ (Agnese) ๐บ๐‘œ๐‘›๐‘ฅโ„Ž๐‘’ (“๐ต๐‘œ๐‘๐‘๐‘–๐‘œ๐‘™๐‘œ” o “๐บ๐‘’๐‘Ÿ๐‘š๐‘œ๐‘”๐‘™๐‘–๐‘œ”) - questi i due nomi albanesi ricevuti dai genitori (il primo in onore di Sant’Agnese e il secondo in ossequio alla tradizione locale di imporre anche un nome floreale alle bambine) - nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, cittร  di piรน etnie, culture, lingue e religioni della Macedonia, nella regione europea orientale dei Balcani, all’epoca appartenente all'Impero Ottomano (era il centro amministrativo del Vilayet del Kosovo). Tuttavia, Subito dopo la sua nascita, a seguito delle Guerre Balcaniche (1912-1913), l'Impero Ottomano perse la regione. La Macedonia settentrionale e occidentale fu annessa direttamente al Regno di Serbia. Skopje stessa fu incorporata come capoluogo di distretto serbo nel 1913. Questo assetto durรฒ fino alla fine della Prima Guerra Mondiale (1918), quando il Regno di Serbia confluรฌ nel neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi divenuto Regno di Jugoslavia (oggi capitale della Repubblica di Macedonia del Nord, al confine con la Grecia). Agnese - come venne sempre chiamata fin da piccola - venuta alla luce nella benestante e cattolica famiglia ๐ต๐‘œ๐‘—๐‘Ž๐‘ฅโ„Ž๐‘–๐‘ข, di etnia e madre lingua albanese, crebbe nella tribolata terra di Macedonia, dove le diverse etnie e religioni non convivevano sempre nel modo migliore e piรน pacifico.
๐‹๐š ๐œ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฏ๐จ๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฏ๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐จ ๐ฅ'๐ˆ๐ซ๐ฅ๐š๐ง๐๐š
Fin da piccola respirava, in quella autentica “๐ถโ„Ž๐‘–๐‘’๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž” che era la sua famiglia, aria di preghiera e caritร  evangelica. I suoi genitori elargivano beneficenza a piene mani a tutti i bisognosi, mentre preghiera e Santo Rosario quotidiano erano il loro collante. In questo clima familiare di grande spiritualitร , si sviluppรฒ in lei una precoce vocazione religiosa missionaria, della quale parlรฒ ampiamente ai Padri Gesuiti che reggevano la parrocchia cattolica locale del Sacro Cuore, che lei frequentava assiduamente. Furono proprio i Gesuiti a parlarle delle missioni che le suore dell’“๐ผ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐ต๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž ๐‘‰๐‘’๐‘Ÿ๐‘”๐‘–๐‘›๐‘’ ๐‘€๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž”, chiamate comunemente “๐‘†๐‘ข๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐ฟ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘œ” (“๐‘†๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘  ๐‘œ๐‘“ ๐ฟ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘œ”), portavano avanti in India e a metterla in contatto con la casa madre dell’istituto in Irlanda. Una volta presa la decisione di farsi suora missionaria, Agnese compรฌ un passo drastico per l'epoca: lasciรฒ direttamente la sua cittร  natale e la sua famiglia. Il 26 settembre 1928, a 18 anni appena compiuti, prese un treno dalla stazione di Skopje. Fece un lungo viaggio attraverso l'Europa (passando per Zagabria e la Francia) fino ad arrivare via nave in Inghilterra e poi, il 12 ottobre 1928, a Rathfarnham, un sobborgo di Dublino dove si trovava l’Abbazia denominata “๐‘‘๐‘– ๐ฟ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘œ” e la casa madre delle predette suore, in Irlanda (all’epoca parte del Regno Unito). Qui indossรฒ per la prima volta l'abito religioso ed entrรฒ formalmente nel postulato dell'ordine, ricevendo il nome di Suor ๐‘€๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ฆ ๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘Ž (Maria Teresa). Trascorse le settimane successive a studiare intensamente le primissime nozioni di inglese e ad abituarsi alla vita della congregazione.
๐‹'๐š๐ฉ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐จ ๐ข๐ง ๐ˆ๐ง๐๐ข๐š ๐ž ๐ ๐ฅ๐ข ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ ๐ง๐จ๐ฏ๐ข๐ณ๐ข๐š๐ญ๐จ ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ'๐ข๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ
Giร  nei primi giorni di dicembre del 1928, destinatavi dalla Direzione delle suore, si imbarcรฒ su una nave diretta nella colonia britannica dell’India, arrivando il 6 gennaio 1929 a Calcutta, metropoli portuale che sorge sul delta del fiume Gange (sul braccio chiamato fiume Hooghly), a circa 130 chilometri a nord del Golfo del Bengala, parte dell'Oceano Indiano. Da qui si spostรฒ fino al convento di Darjeeling, a circa 645 chilometri nell’entroterra indiano, una localitร  collinare sulle pendici dell'Himalaya dove le Suore di Loreto avevano la loro casa di formazione. Lรฌ trascorse due anni intensi di noviziato, imparando la lingua bengalese e le regole dell'ordine, ove completรฒ la sua formazione religiosa. Il 24 maggio 1931, concluse formalmente il noviziato emettendo i suoi primi voti religiosi temporanei (povertร , castitร  e obbedienza). Fu proprio in quel giorno che scelse ufficialmente il nome di Suor ๐‘€๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ฆ ๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘Ž (con il quale era giร  chiamata), in onore di Santa Teresa di Lisieux (la patrona delle missioni, della quale era molto devota). Subito dopo la professione dei voti, nel maggio del 1931, i superiori la destinarono alla comunitร  di “๐ฟ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘œ ๐ธ๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘ฆ”, situata a Calcutta. In questa grandissima cittร  non andรฒ ancora a servire i poveri per strada, ma assunse i compiti tradizionali delle Suore di Loreto. Fu assegnata come insegnante di geografia e storia alla “๐‘†๐‘ก. ๐‘€๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ฆ'๐‘  ๐ต๐‘’๐‘›๐‘”๐‘Ž๐‘™๐‘– ๐‘€๐‘’๐‘‘๐‘–๐‘ข๐‘š ๐‘†๐‘โ„Ž๐‘œ๐‘œ๐‘™” (Scuola media bengalese Santa Maria), una scuola superiore femminile gestita dalle suore. Insegnava parlando in bengalese alle ragazze del popolo e in inglese alle giovani di famiglie facoltose, principalmente di origine anglosassone. Con gli anni dimostrรฒ grandi capacitร  organizzative, tanto che nel 1944 ne divenne persino la direttrice (“๐‘ƒ๐‘Ÿ๐‘–๐‘›๐‘๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘™”). In questa prima destinazione, dove rimase per quasi vent'anni (fino al 1948), Madre Teresa visse dentro le mura protette del convento, ma fu proprio guardando fuori dalle finestre della scuola e muovendosi in risciรฒ per la cittร  che il suo cuore iniziรฒ a stringersi per la miseria delle baraccopoli circostanti.
๐‹๐š ๐ง๐จ๐ญ๐ญ๐ž ๐จ๐ฌ๐œ๐ฎ๐ซ๐š ๐ž ๐ฅ๐š "๐œ๐ก๐ข๐š๐ฆ๐š๐ญ๐š ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐œ๐ก๐ข๐š๐ฆ๐š๐ญ๐š"
Durante questo periodo, il Signore fece sperimentare alla sua anima la dura prova spirituale della cosiddetta “๐‘›๐‘œ๐‘ก๐‘ก๐‘’ ๐‘œ๐‘ ๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž” o “๐‘๐‘ข๐‘–๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™’๐‘Ž๐‘›๐‘–๐‘š๐‘Ž”, con la sofferenza per l’improvviso apparente “๐‘ ๐‘–๐‘™๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘–๐‘œ” del Signore, che le pareva quasi essersi allontanato da lei. Questo particolare “๐‘“๐‘’๐‘›๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘œ”, infatti, รจ un periodo di buio interiore assoluto, nel quale non si avverte alcuna percezione della presenza di Dio, con conseguente tristezza, paura, angoscia, confusione e solitudine, anche se si rivela poi molto utile per potersi maggiormente avvicinare al Sommo Creatore. Alla fine, perรฒ, la prova finรฌ e dal Cielo le fu donata quella che lei considerava la sua autentica vocazione. Era il 10 settembre 1946 quando avvertรฌ, mentre si recava in treno a un corso di esercizi spirituali nella cittร  di Darjeeling, la voce di Cristo che la chiamava a vivere in mezzo agli “๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘– ๐‘‘๐‘’๐‘”๐‘™๐‘– ๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘–", fondando una nuova congregazione di suore. Lei stessa, nella corrispondenza epistolare con i superiori, riportรฒ la richiesta fattale dalla “๐‘‰๐‘œ๐‘๐‘’”: “… ๐‘‰๐‘œ๐‘”๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘€๐‘–๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘’ ๐‘–๐‘›๐‘‘๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘’, ๐‘†๐‘ข๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐ถ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก๐‘Ž̀, ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ ๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘–๐‘™ ๐‘š๐‘–๐‘œ ๐‘“๐‘ข๐‘œ๐‘๐‘œ ๐‘‘’๐‘Ž๐‘š๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘“๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘– ๐‘๐‘–๐‘ข̀ ๐‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘–, ๐‘”๐‘™๐‘– ๐‘Ž๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘™๐‘Ž๐‘ก๐‘–, ๐‘– ๐‘š๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘œ๐‘›๐‘‘๐‘–, ๐‘– ๐‘๐‘Ž๐‘š๐‘๐‘–๐‘›๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‘๐‘Ž. ๐‘†๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘– ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘ฃ๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž ๐‘€๐‘’, ๐‘’ ๐‘™๐‘’ ๐‘ ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘œ๐‘“๐‘“๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘™๐‘Ž ๐‘™๐‘œ๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘€๐‘–๐‘œ ๐‘Ž๐‘š๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘’๐‘๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘Ž ๐‘€๐‘’ ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘’ ๐‘Ž๐‘›๐‘–๐‘š๐‘’”.
๐‹'๐ฎ๐ฌ๐œ๐ข๐ญ๐š ๐๐š๐ฅ ๐œ๐ก๐ข๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐ž ๐ฅ'๐š๐›๐›๐ซ๐š๐œ๐œ๐ข๐จ ๐œ๐จ๐ง ๐ ๐ฅ๐ข ๐ฌ๐ฅ๐ฎ๐ฆ ๐๐ข ๐‚๐š๐ฅ๐œ๐ฎ๐ญ๐ญ๐š
Cosรฌ Madre Teresa, il 16 agosto 1948, varcรฒ definitivamente i cancelli del convento di ๐ฟ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘œ ๐ธ๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘ฆ, intenzionata a servire i “๐‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘– ๐‘๐‘–๐‘ข̀ ๐‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘–” nelle loro baraccopoli. Tuttavia, contrariamente a quanto si pensa, non si incamminรฒ immediatamente a piedi nei bassifondi quel giorno stesso. Il suo percorso d'uscita seguรฌ tappe precise, dettate dall'obbedienza e dalla prudenza pratica. Il giorno dell'addio - successivo alla festa dell'Assunzione - dopo aver ottenuto il faticoso permesso di “๐‘’๐‘ ๐‘๐‘™๐‘Ž๐‘ข๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’” da papa Pio XII, oggi Venerabile (che le consentiva di vivere fuori dal chiostro pur rimanendo suora), si tolse il pesante abito nero delle Suore di Loreto e indossรฒ per la prima volta il celebre sari di rozzo cotone bianco con tre strisce azzurre, acquistato al mercato per pochissime rupie. Con sรฉ aveva soltanto un biglietto del treno e 5 rupie, simbolo della totale spogliazione e fiducia nella Provvidenza che la guidavano. Era una somma volutamente ridicola per le spese di una persona, utile appena a pagare i primissimi pasti o i trasporti minimi in risciรฒ, a testimonianza del fatto che Madre Teresa scelse di farsi povera tra i poveri, rinnegando ogni sicurezza materiale. Invece di gettarsi subito nelle baraccopoli senza una preparazione adeguata, la sua prima meta fu la cittร  di Patna. Lรฌ trascorse circa tre o quattro mesi presso le “๐‘†๐‘ข๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘€๐‘’๐‘‘๐‘–๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘€๐‘–๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘’” per frequentare un corso intensivo di infermieristica e primo soccorso. Sapeva che per aiutare i disperati delle strade doveva prima imparare a curare le loro piaghe, la dissenteria e la tubercolosi.
๐‹๐š ๐๐ข๐ฌ๐œ๐ž๐ฌ๐š ๐š ๐Œ๐จ๐ญ๐ข๐ฃ๐ก๐ž๐ž๐ฅ ๐ž ๐ฅ๐š ๐ง๐š๐ฌ๐œ๐ข๐ญ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Œ๐ข๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐š๐ซ๐ข๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐š๐ซ๐ข๐ญ๐š̀
Rientrata a Calcutta a dicembre, trovรฒ un alloggio provvisorio presso le “๐‘ƒ๐‘–๐‘๐‘๐‘œ๐‘™๐‘’ ๐‘†๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘– ๐‘ƒ๐‘œ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘–”. Il vero e proprio momento in cui si incamminรฒ sola e a piedi nei bassifondi avvenne il 21 dicembre 1948. Quando effettuรฒ questa prima immersione nei bassifondi, lo fece in una neonata Repubblica Indiana, indipendente da appena un anno (fu fondata il 15 agosto 1947) e ancora profondamente ferita dalle tensioni della "๐‘ƒ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘–๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’" (divisione del Paese in India, a maggioranza induista, e Pakistan, a preponderanza islamica). Quel giorno, incamminandosi da sola a piedi, vestita con un “sari” (tradizionale indumento femminile del subcontinente indiano, composto di un telo leggero avvolto sul corpo) di colore bianco (quello del lutto in India) bordato di azzurro (colore mariano), entrรฒ nella baraccopoli di Motijheel, una delle piรน miserabili della cittร . Non aveva una struttura, nรฉ soldi, nรฉ compagne. Iniziรฒ semplicemente sedendosi per terra e disegnando le lettere dell'alfabeto sulla terra battuta con un bastone per insegnare ai bambini di strada che non avevano nulla. Cominciรฒ a lavare le ferite dei malati e a dare conforto ai moribondi abbandonati sui marciapiedi. Nelle sue note personali scrisse che quel primissimo impatto in solitudine fu spaventoso e che provรฒ una profonda tentazione di tornare indietro al benessere del collegio, ma scelse di restare per fedeltร  alla sua promessa. Continuรฒ, giorno dopo giorno, ad andare in cerca dei dimenticati, dei “parรฌa” (gli ultimi della societร  indiana, i “fuori casta” o “quinta casta” nel sistema sociale e religioso induista), dei malati e dei moribondi abbandonati, che andava a soccorrere e raccogliere, mentre giacevano circondati dai topi o coperti dagli insetti, persino nelle fogne a cielo aperto. Iniziรฒ cosรฌ la sua nuova vita solitaria al servizio dei “piรน poveri tra i poveri”, sostenuta da un’incrollabile fede nella Divina Provvidenza.
๐‹๐จ ๐ฌ๐ฏ๐ข๐ฅ๐ฎ๐ฉ๐ฉ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ'๐จ๐ฉ๐ž๐ซ๐š ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐ž๐ซ๐ฏ๐ข๐ณ๐ข๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ'๐จ๐ฆ๐›๐ซ๐š ๐๐ข ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š
A poco a poco, attratte dal suo carisma e dal suo luminoso esempio, si aggregarono a lei alcune sue ex-allieve e altre ragazze ancora, di ogni ceto sociale. Il suo nome era diventato sinonimo di una caritร  sincera e disinteressata, vissuta direttamente alla sequela di Cristo e insegnata a tutti. Dal primo gruppo di giovani che la seguirono, sorse cosรฌ a Calcutta la “Congregazione delle Missionarie della Caritร ”, che giunse al riconoscimento diocesano il 7 ottobre 1950. In questo frangente adottรฒ il nome piรน semplice di “Madre Teresa”. Bambini, anziani, disabili, barboni, lebbrosi, malati mentali, orfani, prigionieri, prostitute, ragazze madri, tossicomani, uomini e donne di ogni religione, tutti gli esclusi e che si sentivano non amati dalla societร  iniziarono a trovare conforto fisico e spirituale nella Congregazione di Madre Teresa, da lei dedicata, con parole sue: “… al Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia e Regina del mondo …”, perchรฉ, continuava: “… รจ nata (la Congregazione) su sua richiesta e grazie alla sua continua intercessione si รจ sviluppata e continua a crescere …”. Attraverso Maria, Teresa voleva portare Cristo ai poveri e i poveri a Cristo. Un moribondo, che aveva soccorso in una fogna, curato e ripulito dai vermi, disse un giorno: “… Ho vissuto come un animale per la strada, ma sto per morire come un Angelo …”. Insegnava a orientare le proprie azioni di caritร  da chi c’รจ piรน vicino, dalle persone della nostra famiglia, specificando: “… da quelli che vivono vicino a me e che sono poveri, ma non per mancanza di pane, bensรฌ perchรฉ non cercano Dio …”.
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Mentre l'Istituto si espandeva a livello globale, Madre Teresa assunse una posizione pubblica sempre piรน netta contro l'aborto e la contraccezione, considerandoli gravi minacce alla pace e definendo i paesi che li consentono come i "piรน poveri tra i poveri". Il 17 ottobre 1979 le fu conferito a Oslo il Premio Nobel per la Pace, che dichiarรฒ di accettare esclusivamente "in nome dei poveri". In quella circostanza ribadรฌ con forza la centralitร  della vita e della famiglia, pronunciando il celebre attacco all'aborto quale principale distruttore della pace. I lettori possono ritrovare le parole esatte del suo discorso e le sue riflessioni sulla vita non nata nei documenti di riferimento citati. Alla domanda su come promuovere la pace mondiale, rispose esortando le persone a tornare alle proprie case per amare le famiglie. L'operato della religiosa si concluse il 5 settembre 1997 a Calcutta, dove รจ sepolta, lasciando in ereditร  pochissimi beni personali. Beatificata nel 2003 e canonizzata nel 2016 da Papa Francesco, la sua spiritualitร  cristocentrica ed eucaristica ha trovato sintesi nel motto "Ho sete" presente nelle cappelle delle Missionarie della Caritร . Donna stimata universalmente anche nell'India in minoranza cristiana, la sua testimonianza di caritร  contemplativa continua a ispirare devozione e rispetto universale.
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