San Nicola da Tolentino, sacerdote

๐ˆ๐‹ ๐’๐Ž๐‹๐„ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐€ ๐Œ๐€๐‘๐‚๐€ ๐„ ๐‹’๐€๐•๐•๐Ž๐‚๐€๐“๐Ž ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐„ ๐€๐๐ˆ๐Œ๐„ ๐’๐€๐๐“๐„
Oggi - ๐Ÿ๐ŸŽ ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐ž ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - giovedรฌ della XXIII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari santi e beati, ๐’๐š๐ง ๐๐ข๐œ๐จ๐ฅ๐š ๐๐š ๐“๐จ๐ฅ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ง๐จ, ๐ฌ๐š๐œ๐ž๐ซ๐๐จ๐ญ๐ž ( ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ’๐Ž๐ซ๐๐ข๐ง๐ž ๐๐ข ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ, ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ฉ๐š๐ญ๐ซ๐จ๐ง๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ซ๐จ๐ฏ๐ข๐ง๐œ๐ข๐š ๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐ข๐š๐ง๐š ๐’๐ˆ๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐š ).
๐ˆ๐ฅ ๐๐จ๐ง๐จ ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐ง๐จ๐ฆ๐ž ๐ž ๐ข ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐ข ๐ฉ๐š๐ฌ๐ฌ๐ข ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ž๐๐ž
Nicola - questo il suo nome di battesimo - nacque intorno al 1245 a Sant'Angelo in Pontano, nel territorio della Marca d'Ancona, nel cuore centro-orientale della Penisola Italiana (oggi in provincia di Macerata, nella regione Marche). In quel periodo, il paese era sottoposto alla giurisdizione della storica Abbazia di Santa Maria di Farfa (oggi in provincia di Rieti, nella regione Lazio). Il nome gli fu imposto dai benestanti quanto anziani genitori, Compagnone de' Guarinti e Amata de' Guidiani, in onore di San Nicola di Bari. Durante un pellegrinaggio alla tomba del taumaturgo nel capoluogo pugliese, i coniugi avevano infatti impetrato la grazia di concepire quel figlio che fino ad allora non erano riusciti ad avere. Nei registri civili dell'epoca il giovane era censito con la specificazione “ di Compagnone ”, una formula patronimica che ne indicava la discendenza paterna.
Durante l’infanzia, il fanciullo ebbe modo di conoscere i frati dell’ Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino , che intorno al 1250 avevano edificato un convento a ridosso delle mura meridionali del suo paese natale. Rimasto profondamente colpito dalla loro spiritualitร , Nicola meditรฒ continuamente il desiderio di consacrarsi a Dio. Cosรฌ, verso il 1257, alla tenera etร  di circa dodici anni e con il pieno consenso della famiglia, iniziรฒ la sua formazione spirituale e intellettuale. In questo periodo si distinse a tal punto negli studi che, ancora prima di averli terminati, fu nominato canonico della locale chiesa di San Salvatore.
๐‹๐š ๐ฉ๐š๐ซ๐จ๐ฅ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐œ๐จ๐ง๐ฏ๐ž๐ซ๐ญ๐ž ๐ž ๐ฅ'๐š๐›๐›๐ซ๐š๐œ๐œ๐ข๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ'๐Ž๐ซ๐๐ข๐ง๐ž
Intorno al 1259, il giovane Nicola ascoltรฒ una predica dell’Eremitano frate Reginaldo, un predicatore assai stimato che si trovava di passaggio nel convento di Sant'Angelo in Pontano. Il religioso commentava con fervore il celebre passo della Prima Lettera di Giovanni: « Non amate il mondo, nรฉ le cose del mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non รจ in lui » e « E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontร  di Dio rimane in eterno! » (1Gv 2, 15,17). Quella specifica esortazione colpรฌ cosรฌ nel profondo l'animo del giovane da spingerlo ad abbandonare ogni prospettiva di carriera ecclesiastica secolare per entrare definitivamente come novizio nell'Ordine degli Eremiti.
In seguito, prima di ricevere l’ordinazione sacerdotale, fu inviato in diversi monasteri agostiniani della Marca: San Ginesio, Recanati, Macerata e Fermo. I biografi del tempo specificano che ovunque si dimostrรฒ un modello cristallino di generoso impegno verso la perfezione evangelica. Nel 1263, a meno di diciannove anni, emise i voti solenni e, nel 1269, fu ordinato sacerdote, dando inizio a una feconda attivitร  di predicatore e confessore.
La sua esistenza fu da subito rigorosamente ascetica e alla totale sequela di Cristo. Il suo esempio portรฒ frutti abbondanti nell’attivitร  pastorale: le sue parole entravano direttamente nel cuore della gente, spingendo molti a cambiare vita e a convertirsi sinceramente. Era l'incarnazione del monaco umile, buono e caritatevole, ma al tempo stesso colto e preparato, a tal punto che gli fu affidato per alcuni anni il delicato compito di maestro dei novizi.
๐ˆ๐ฅ ๐ฆ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐จ ๐ฏ๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐Ÿ๐Ÿ๐ซ๐š๐ ๐ข๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐š๐ง๐ข๐ฆ๐ž ๐ฉ๐ฎ๐ซ๐ ๐š๐ง๐ญ๐ข
La sua condotta di vita integerrima era gradita al Cielo, che volle fargli dono di una vita mistica straordinariamente intensa. Al riguardo, la tradizione narra che una notte gli apparve l'anima del confratello fra Pellegrino da Osimo, avvolta nel fuoco del Purgatorio. Il defunto gli spiegรฒ che, a causa delle colpe commesse in vita, sarebbe dovuto andare perduto per l'eternitร , ma che la Divina Misericordia lo aveva salvato, destinandolo provvisoriamente alle fiamme per una lunga purificazione. Fra Pellegrino lo supplicรฒ di celebrare l’indomani stesso una Santa Messa di suffragio per lui e per le altre anime per ottenerne la liberazione.
Per mostrargli quanto fosse necessaria la sua intercessione attraverso il Sacrificio Eucaristico, l'anima lo invitรฒ a seguirlo. Nicola si trovรฒ cosรฌ trasportato in una visione del Purgatorio: davanti ai suoi occhi si aprรฌ una pianura immensa, dove innumerevoli anime di ogni etร , sesso, razza e condizione sociale venivano purificate dolorosamente in un mare di fuoco. Il defunto ribadรฌ che, essendo Nicola grandemente gradito al Cielo, la celebrazione richiesta avrebbe liberato lui e moltissimi altri spiriti afflitti.
Profondamente scosso da quella visione, il mattino seguente Nicola chiese ed ottenne dal priore il permesso di celebrare per un'intera settimana la Santa Messa per i defunti, unendovi ferventi preghiere e severe penitenze. Terminata la settimana, il confratello gli apparve nuovamente durante la notte, questa volta splendente di luce celeste, per ringraziarlo del prezioso aiuto che aveva spalancato a lui e a una moltitudine di anime le porte del Paradiso. Da allora, lo spirito di intercessione per le anime del Purgatorio divenne uno dei tratti distintivi della sua santitร .
๐ˆ ๐ญ๐ซ๐ž๐ง๐ญ'๐š๐ง๐ง๐ข ๐š ๐“๐จ๐ฅ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ง๐จ ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐Ÿ๐ข๐๐š ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ฆ๐š๐ฅ๐ข๐ ๐ง๐จ
Intorno al 1275, l'obbedienza lo destinรฒ al convento di Sant’Agostino a Tolentino (oggi in provincia di Macerata), cittadina il cui nome rimarrร  legato al suo per sempre, indicandone la definitiva dimora terrena e il fulcro del suo apostolato. Anche qui, in breve tempo, le sue omelie mossero a sincero pentimento numerosi cuori. Nicola si prese cura instancabilmente dei malati e dei poveri, per i quali non esitava a mendicare di porta in porta e che non di rado furono testimoni di clamorosi miracoli avvenuti per sua intercessione.
A Tolentino trascorse gli ultimi trent’anni della sua vita, sottoponendosi a dure mortificazioni corporali e predicando quasi ogni giorno, sebbene negli anni conclusivi fosse stato colpito da una dolorosa malattia che mise a dura prova la sua umana sopportazione. Durante questa lunga permanenza, la tradizione locale colloca il noto episodio del “ Ponte del Diavolo ”. Secondo il racconto, l'architetto Benevegna si trovava in grave difficoltร  durante la realizzazione di un ponte sul fiume Chienti, le cui arcate venivano sistematicamente distrutte nottetempo dall'impetuositร  del corso d’acqua. Preso dalla disperazione, l'uomo stipulรฒ un patto con il diavolo per poter completare l'opera.
๐‹๐จ ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š๐ญ๐š๐ ๐ž๐ฆ๐ฆ๐š ๐๐ž๐ฅ ๐ฉ๐จ๐ง๐ญ๐ž ๐ž ๐ฅ'๐ข๐ง๐ ๐š๐ง๐ง๐จ ๐š๐ฅ ๐ฆ๐š๐ฅ๐ข๐ ๐ง๐จ
Il demonio assicurรฒ il compimento del lavoro in una sola notte, ma in cambio pretese l'anima del primo essere vivente che avesse attraversato il varco. L'architetto Benevegna, pentitosi del patto scellerato, si rivolse disperato a Nicola. Il santo confessore escogitรฒ uno stratagemma ingegnoso: a costruzione ultimata benedisse l'opera, poi vi fece condurre un cane. Facendo rotolare sopra il ponte una grossa forma di formaggio verso l'altra sponda, richiamรฒ l’attenzione istintiva dell’animale, che si pose al suo inseguimento attraversandolo per primo. Il diavolo, accecato d'ira per essere stato sconfitto e non aver ottenuto alcuna anima umana, tentรฒ invano di distruggere l'infrastruttura con un colpo di corna, i cui segni, secondo la pietร  popolare, rimangono impressi nella pietra.
Un altro episodio mistico singolare, che lo colloca di diritto tra i grandi santi mariani, รจ legato alla notte del 10 dicembre 1294, quando Nicola ebbe la visione degli Angeli celesti che trasportavano in volo la Santa Casa di Nazaret, deponendola sul colle di Loreto. Il frate agostiniano fu inoltre un potente esorcista, ministero che continuรฒ a esercitare anche dopo la sua nascita al Cielo, come testimoniano i numerosissimi ex voto che lo ritraggono come taumaturgo e liberatore degli indemoniati in ogni epoca.
๐ˆ๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐ข๐ ๐ข๐จ ๐๐ž๐ข ๐ฉ๐š๐ง๐ข๐ง๐ข ๐›๐ž๐ง๐ž๐๐ž๐ญ๐ญ๐ข ๐ž ๐ฅ๐ž ๐ฏ๐ข๐ซ๐ญ๐ฎ̀ ๐ง๐š๐ฌ๐œ๐จ๐ฌ๐ญ๐ž
Celebri sin dal Medioevo sono i cosiddetti “ Panini di San Nicola ” (chiamati anche panini benedetti o miracolosi ). Si tratta di piccoli pani senza lievito, impastati con sola acqua e farina, che vengono confezionati e benedetti presso il Santuario. Questo antico uso rappresenta un importante sacramentale della Chiesa, legato a un miracolo della vita del santo: colpito da una gravissima malattia, Nicola ricevette la grazia della guarigione per intercessione della Vergine Maria, che gli aveva ordinato in visione di mangiare un po' di pane intinto nell'acqua. Ancora oggi vengono distribuiti ai fedeli come segno di devozione, con la raccomandazione di recitare una preghiera prima di consumarli per invocare la salute del corpo e il progresso nella fede.
Tuttavia, erano le sue virtรน piรน umili ad attirare maggiormente le anime a Dio: il popolo ne venerava la mitezza, la luminosa semplicitร  e l'eroica custodia della castitร , che preservรฒ intatta per tutta la vita attraverso la preghiera e la penitenza. Il suo amore piรน grande rimasero sempre le anime del Purgatorio. Per loro ottenne dai superiori il permesso speciale di celebrare quotidianamente la Messa di suffragio, una devozione incessante nata proprio dopo la straordinaria visione giovanile del confratello fra Pellegrino da Osimo.
๐ˆ๐ฅ ๐ญ๐ซ๐š๐ง๐ฌ๐ข๐ญ๐จ ๐š๐ฅ ๐‚๐ข๐ž๐ฅ๐จ ๐ž ๐ฅ๐š ๐ ๐ฅ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐๐ž๐ ๐ฅ๐ข ๐š๐ฅ๐ญ๐š๐ซ๐ข
Il 10 settembre 1305, dopo un’intensa esistenza interamente spesa all’insegna del Vangelo, Nicola - il severo penitente, il tenero taumaturgo e il grande predicatore sempre obbediente alla Regola di Sant’Agostino - rese piamente l’anima a Dio nel convento di Tolentino. Considerato santo giร  in vita, il suo corpo fu inumato nella chiesa conventuale (oggi Basilica) dove riposa tuttora all'interno del monumentale " Cappellone" a lui dedicato.
Il processo di canonizzazione iniziรฒ nel 1325 sotto il pontificato di papa Giovanni XXII, ma a causa delle complesse vicende storiche della Chiesa del tempo si concluse ufficialmente solo nel 1446, quando papa Eugenio IV lo iscrisse nell'albo dei santi. Oggi San Nicola รจ universalmente invocato come patrono delle anime del Purgatorio, protettore delle puerpere e dei fanciulli nelle difficoltร  dell’infanzia, degli appestati, dei naufraghi e dei carcerati, oltre che custode amatissimo della cittร  di Tolentino.
… ๐‘ช๐’‰๐’† ๐’Š๐’ ๐‘บ๐’Š๐’ˆ๐’๐’๐’“๐’†, ๐’‘๐’†๐’“ ๐’Š๐’๐’•๐’†๐’“๐’„๐’†๐’”๐’”๐’Š๐’๐’๐’† ๐’…๐’Š ๐‘บ๐’‚๐’ ๐‘ต๐’Š๐’„๐’๐’๐’‚ ๐’…๐’‚ ๐‘ป๐’๐’๐’†๐’๐’•๐’Š๐’๐’, ๐’„๐’๐’๐’„๐’†๐’…๐’‚ ๐’‚ ๐’„๐’Š๐’‚๐’”๐’„๐’–๐’๐’ ๐’…๐’Š ๐’๐’๐’Š ๐’๐’‚ ๐’ˆ๐’“๐’‚๐’›๐’Š๐’‚ ๐’…๐’Š ๐’„๐’‚๐’Ž๐’Ž๐’Š๐’๐’‚๐’“๐’† ๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’“๐’† ๐’๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’‘๐’–๐’“๐’†๐’›๐’›๐’‚ ๐’…๐’†๐’ ๐’„๐’–๐’๐’“๐’†, ๐’๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’„๐’‚๐’“๐’Š๐’•๐’‚̀ ๐’๐’‘๐’†๐’“๐’๐’”๐’‚ ๐’—๐’†๐’“๐’”๐’ ๐’Š ๐’‘๐’๐’—๐’†๐’“๐’Š ๐’† ๐’๐’†๐’๐’๐’ ๐’›๐’†๐’๐’ ๐’Š๐’๐’”๐’•๐’‚๐’๐’„๐’‚๐’ƒ๐’Š๐’๐’† ๐’‘๐’†๐’“ ๐’Š๐’ ๐’”๐’–๐’‡๐’‡๐’“๐’‚๐’ˆ๐’Š๐’ ๐’…๐’†๐’Š ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’Š ๐’‡๐’“๐’‚๐’•๐’†๐’๐’๐’Š ๐’…๐’†๐’‡๐’–๐’๐’•๐’Š. ๐‘บ๐’‚๐’ ๐‘ต๐’Š๐’„๐’๐’๐’‚ ๐’”๐’Š๐’‚ ๐’‘๐’†๐’“ ๐’๐’† ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’† ๐’‡๐’‚๐’Ž๐’Š๐’ˆ๐’๐’Š๐’† ๐’”๐’„๐’–๐’…๐’ ๐’„๐’๐’๐’•๐’“๐’ ๐’๐’† ๐’Š๐’๐’”๐’Š๐’…๐’Š๐’† ๐’…๐’†๐’ ๐’Ž๐’‚๐’๐’Š๐’ˆ๐’๐’, ๐’ƒ๐’‚๐’๐’”๐’‚๐’Ž๐’ ๐’๐’†๐’๐’๐’† ๐’Š๐’๐’‡๐’†๐’“๐’Ž๐’Š๐’•๐’‚̀ ๐’…๐’†๐’ ๐’„๐’๐’“๐’‘๐’ ๐’† ๐’‡๐’‚๐’“๐’ ๐’๐’–๐’Ž๐’Š๐’๐’๐’”๐’ ๐’…๐’Š ๐’„๐’๐’๐’—๐’†๐’“๐’”๐’Š๐’๐’๐’†. ๐‘บ๐’‚๐’ ๐‘ต๐’Š๐’„๐’๐’๐’‚, ๐’๐’“๐’‚ ๐’‘๐’“๐’ ๐’๐’๐’ƒ๐’Š๐’”. 
๐ผ๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘’: "๐‘†๐‘Ž๐‘› ๐‘๐‘–๐‘๐‘œ๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘Ž ๐‘‡๐‘œ๐‘™๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘›๐‘œ", ๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘ ๐‘ข ๐‘ก๐‘Ž๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘Ž ๐‘“๐‘Ž๐‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐‘ข๐‘› ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘–๐‘๐‘œ ๐‘ ๐‘š๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘œ (๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ง๐‘ง๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘–๐‘™ 1454 ๐‘’ ๐‘–๐‘™ 1469), ๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ง๐‘ง๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ก๐‘œ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘ƒ๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐ต๐‘’๐‘›๐‘’๐‘‘๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘’' ๐น๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘๐‘’๐‘ ๐‘โ„Ž๐‘–, ๐‘›๐‘œ๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘ข๐‘›๐‘’๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐‘ƒ๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐น๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘๐‘’๐‘ ๐‘๐‘Ž (1412-1492). ๐ฟ'๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘ ๐‘– ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ ๐‘–๐‘™ ๐‘€๐‘ข๐‘ ๐‘’๐‘œ ๐‘ƒ๐‘œ๐‘™๐‘‘๐‘– ๐‘ƒ๐‘’๐‘ง๐‘ง๐‘œ๐‘™๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘€๐‘–๐‘™๐‘Ž๐‘›๐‘œ.
Home page   ARGOMENTI
Se commenti, non restare ๐€๐ง๐จ๐ง๐ข๐ฆ๐จ. Aggiungi al testo il tuo nome o quello del tuo profilo Facebook. Grazie.

Commenti