San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa

๐ˆ๐‹ ๐‚๐Ž๐๐’๐Ž๐‹๐„ ๐ƒ๐ˆ ๐ƒ๐ˆ๐Ž ๐„ ๐ˆ๐‹ ๐’๐„๐‘๐•๐Ž ๐ƒ๐„๐ˆ ๐’๐„๐‘๐•๐ˆ
Oggi - ๐Ÿ‘ ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐ž ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - giovedรฌ della XXII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐’๐š๐ง ๐†๐ซ๐ž๐ ๐จ๐ซ๐ข๐จ ๐Œ๐š๐ ๐ง๐จ, ๐ฉ๐š๐ฉ๐š ๐ž ๐๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š.
๐ˆ๐ฅ ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐œ๐จ ๐ž ๐ฅ๐ž ๐ง๐จ๐›๐ข๐ฅ๐ข ๐ซ๐š๐๐ข๐œ๐ข
Gregorius (Gregorio) - questo il suo nome in latino - nacque a Roma intorno al 540 (datazione piรน accettata dagli storici), proprio mentre infuriava la cosiddetta guerra greco-gotica (535-553) e la cittร  - che aveva ceduto il titolo di capitale a Ravenna - era contesa, con il resto della penisola italiana, tra il Regno degli Ostrogoti e l’Impero Bizantino. Era figlio del senatore Gordiano, che apparteneva alla nobile famiglia degli Anicii o Anici (“Gens Anicia ”), la piรน eminente e ricca tra le famiglie senatoriali romane giร  dalla fine del IV secolo. La sua casata d’origine, peraltro, รจ indicata dal poeta Prudenzio (348-413) come la prima dell’Urbe a professarsi apertamente cristiana ed รจ ritenuta la stessa da cui discese San Benedetto da Norcia (480-547), fondatore dell’ordine monastico che, da lui, prende il nome di “Benedettino”. Sua madre Silvia (520-592), che diventerร  poi santa, a parere di alcuni agiografi era pure nata nella Cittร  Eterna da una povera famiglia, anche se secondo altri vantava nobili origini siciliane.
๐ƒ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฆ๐š๐ ๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐š๐ญ๐ฎ๐ซ๐š ๐œ๐ข๐ฏ๐ข๐ฅ๐ž ๐š๐ฅ ๐œ๐ก๐ข๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐จ
Dopo aver ricevuto un’educazione di tutto rispetto adeguata al suo lignaggio, alla morte del padre entrรฒ nell’amministrazione pubblica capitolina, ricoprendo, molto giovane, la prestigiosa carica di “Praefectus Urbi ” ( Prefetto della cittร  ). In questa veste รจ citato in un documento databile all'anno 573. A Roma ebbe modo di conoscere la spiritualitร  del giร  citato Benedetto da Norcia, di cui divenne grande e devoto discepolo oltre che fondamentale biografo.
๐‹๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐š๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ ๐ฅ๐ข ๐€๐ง๐ ๐ฅ๐ข ๐ž ๐ฅ'๐š๐ฌ๐œ๐ž๐ฌ๐š ๐š๐ฅ ๐’๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐จ
Affascinato dal suo carisma e dalla sua spiritualitร , volle imitarlo e decise di farsi anch’egli monaco Benedettino, trasformando i suoi possedimenti sul colle romano del Celio e in Sicilia in altrettanti monasteri, per dedicarsi quindi, con assiduitร , alla spiritualitร  contemplativa e alla lettura della Bibbia. Gregorio, perรฒ, non potรฉ dimorare a lungo nel suo monastero sul Celio, poichรฉ il regnante papa Pelagio II (dal 579 al 590), di cui era divenuto il segretario, lo inviรฒ quale “ apocrisario ” (legato pontificio) alla corte imperiale di Costantinopoli, capitale dell’Impero Romano d’Oriente, dove ben presto si guadagnรฒ la stima dell'imperatore Maurizio I (dal 582 al 602), di cui battezzรฒ il figlio Teodosio. S’intrattenne sul posto per sei anni, facendo rientro a Roma nel 586. Al suo arrivo nella Cittร  Eterna - narra la tradizione - mentre tornava al proprio convento, assistette al triste spettacolo della vendita come schiavi di un gruppo di giovani prigionieri pagani “ angli ” (inglesi), originari della Britannia (odierna Inghilterra), esposti al pubblico per essere ceduti al miglior offerente. Erano giovani di bell’aspetto, tanto che riferendosi a essi, esclamรฒ rattristato: “ … Non angli, sed angeli … ” (“ Non angli ma Angeli dovrebbero esser chiamati! … ”). Da quel momento Gregorio custodรฌ sempre nel suo cuore il vivissimo desiderio di convertire gli angli e i popoli di tutta la Britannia, desideroso di salvarli e renderli uomini liberi, mentre aspettava solo il momento piรน favorevole per agire. Intanto, ad appena quattro anni dal rientro nell’Urbe, la sua fama era talmente grande che, il 3 settembre 590, alla morte di Pelagio II, fu eletto al Soglio Pontificio dietro l'entusiasmo del popolo e le insistenze del clero e del senato di Roma, assumendo il nome di Gregorio I.
๐ˆ๐ฅ ๐ฆ๐ข๐ซ๐š๐œ๐จ๐ฅ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ'๐€๐ซ๐œ๐š๐ง๐ ๐ž๐ฅ๐จ ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐š๐ฉ๐š ๐'๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž
Proprio in quel periodo, a Roma si diffuse una terribile pestilenza, che produsse morte e desolazione. Per implorare l'aiuto divino, Gregorio invitรฒ la popolazione terrorizzata a riunirsi in processione per tre giorni consecutivi, nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore. Volle Dio che di lรฌ a poco l’epidemia cessasse, mentre cominciรฒ a diffondersi la voce che, nell’ultimo giorno di preghiera, fosse apparso sulla Mole Adriana l'Arcangelo Michele, nell’atto di riporre la spada nel fodero, come per annunziare che le istanze dei fedeli, relative alla fine del contagio, erano state esaudite. Da allora, la tomba di Adriano mutรฒ nome in quello di “ Castel Sant'Angelo ” e una statua dell' Arcangelo Michele fu posta sulla sua cima, dove si trova ancora oggi. Come pontefice, Gregorio si dimostrรฒ uomo d’azione, pratico e intraprendente, tanto da essere soprannominato “ L'ultimo dei romani ”, nonostante fosse fisicamente esile e cagionevole di salute. Fu amministratore energico nelle questioni sociali e politiche, nel sostegno ai bisognosi e protettivo nelle questioni interne della Chiesa. Trattรฒ con molti stati europei.
๐ˆ๐ฅ ๐๐š๐ฉ๐š ๐๐ž๐ข ๐ฉ๐จ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข, ๐๐š๐ฅ๐ฅ'๐ˆ๐ง๐ ๐ก๐ข๐ฅ๐ญ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐’๐š๐ซ๐๐ž๐ ๐ง๐š
Con il re dei Visigoti Recaredo di Spagna, convertitosi al cattolicesimo, Gregorio fu in continui amicali rapporti, come fu in eccellente relazione con i sovrani dei Franchi. Con l'aiuto di questi e della regina angla Brunilde, riuscรฌ a tradurre in realtร  quello che era stato il suo sogno piรน antico e bello: la conversione della Britannia, che affidรฒ al frate romano Agostino poi detto “ di Canterbury ” (534-604), priore del monastero romano di Sant'Andrea, che pure diventerร  santo. La scelta di Gregorio fu giusta. Infatti, in meno di due anni, grazie alla tenace azione evangelizzatrice del frate Agostino, ben diecimila “ angli ”, compreso Edelberto re del Kent (uno dei regni della Britannia, vicino al canale della Manica), si convertirono a Cristo. Fu questo un grande successo di Gregorio. Egli si dedicรฒ anche ai problemi dell'Italia, provata da alluvioni, carestie e pestilenze, amministrando la cosa pubblica con equitร , supplendo all'incuria dei funzionari imperiali. Organizzรฒ la difesa di Roma minacciata da Agilulfo, re dei Longobardi, con i quali poi riuscรฌ a stabilire rapporti di buon vicinato e avviรฒ la loro conversione. Ebbe cura dei vecchi acquedotti romani, che fece sempre restaurare e tenere in uso, favorรฌ l'insediamento di coloni nei latifondi, eliminando ogni residuo di “ Servitรน della gleba ”. Sempre in Italia, in Sardegna, riuscรฌ ad allacciare amichevoli rapporti epistolari col re Ospitone della Barbagia, regione isolata nel centro dell’isola, dissuadendo la popolazione dall'idolatria e dal paganesimo e convertendo Ospitone stesso al cristianesimo.
๐ˆ๐ฅ ๐œ๐š๐ง๐ญ๐จ ๐ฅ๐ข๐ญ๐ฎ๐ซ๐ ๐ข๐œ๐จ, ๐ ๐ฅ๐ข ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐ข ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ซ๐ข๐ญ๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐š๐ฅ ๐๐š๐๐ซ๐ž
Riorganizzรฒ a fondo la Liturgia Romana, mettendo in ordine le fonti liturgiche anteriori, componendo nuovi testi e promuovendo quel tipo di canto tipicamente liturgico che, dal suo nome si chiama appunto “ Gregoriano ”. Ha lasciato un gran numero di opere e componimenti scritti: numerosi sermoni (dei quali quaranta sui vangeli sono riconosciuti autentici, ventidue su Ezechiele e due sul Cantico dei cantici); alcuni dialoghi (di cui il piรน famoso รจ quello sulla vita di San Benedetto da Norcia) e ben 848 lettere, sopravissute nel suo " Registro papale delle lettere " (“ Registrum Gregorii ”). Questa collezione serve come inestimabile fonte primaria di studio su quegli anni e documenta ampiamente sulla sua molteplice attivitร  e dimostrano la sua grande familiaritร  con la Sacra Scrittura. A seguito delle notevoli quanto importanti opere compiute, Gregorio divenne noto con l’appellativo di “ Magno ” (in altre parole “ Grande ”, proprio per la sua grandezza). Infatti, si puรฒ giustamente dire che egli sia stato il primo pontefice a porre il papato sulla via della potenza, utilizzando anche il potere temporale della Chiesa, anche se, al tempo stesso, non dimenticรฒ l'aspetto spirituale del proprio compito. Gregorio I morรฌ a Roma il 12 marzo 604, dopo aver sofferto per vari anni di gotta, venendo sepolto nella Basilica di San Pietro. Dopo due diverse provvisorie collocazioni, nel 1606, durante la ricostruzione rinascimentale di San Pietro, i resti furono definitivamente collocati sotto l'attuale altare della Cappella Clementina, dove si trovano ancora oggi. Per la sua grande opera letteraria gli fu conferito il titolo di dottore della Chiesa. A proclamarlo ufficialmente tale fu papa Bonifacio VIII, il 20 settembre 1295.
… ๐‘ท๐’†๐’“ ๐’Š๐’๐’•๐’†๐’“๐’„๐’†๐’”๐’”๐’Š๐’๐’๐’† ๐’…๐’Š ๐‘บ๐’‚๐’ ๐‘ฎ๐’“๐’†๐’ˆ๐’๐’“๐’Š๐’ ๐‘ด๐’‚๐’ˆ๐’๐’, ๐’Š๐’ ๐‘ช๐’๐’๐’”๐’๐’๐’† ๐’…๐’Š ๐‘ซ๐’Š๐’, ๐’Š๐’ ๐‘บ๐’Š๐’ˆ๐’๐’๐’“๐’† ๐’„๐’๐’๐’„๐’†๐’…๐’‚ ๐’‚ ๐’„๐’Š๐’‚๐’”๐’„๐’–๐’๐’ ๐’…๐’Š ๐’๐’๐’Š ๐’๐’‚ ๐’ˆ๐’“๐’‚๐’›๐’Š๐’‚ ๐’…๐’Š ๐’–๐’๐’‚ ๐’‡๐’†๐’…๐’† ๐’๐’‘๐’†๐’“๐’๐’”๐’‚, ๐’๐’‚ ๐’‡๐’๐’“๐’•๐’†๐’›๐’›๐’‚ ๐’๐’†๐’Š ๐’Ž๐’๐’Ž๐’†๐’๐’•๐’Š ๐’…๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’‘๐’“๐’๐’—๐’‚ ๐’† ๐’๐’ ๐’”๐’‘๐’Š๐’“๐’Š๐’•๐’ ๐’…๐’Š ๐’–๐’Ž๐’Š๐’๐’† ๐’”๐’†๐’“๐’—๐’Š๐’›๐’Š๐’ ๐’—๐’†๐’“๐’”๐’ ๐’Š ๐’‡๐’“๐’‚๐’•๐’†๐’๐’๐’Š ๐’‘๐’Š๐’–̀ ๐’ƒ๐’Š๐’”๐’๐’ˆ๐’๐’๐’”๐’Š. ๐‘ฐ๐’ ๐‘บ๐’Š๐’ˆ๐’๐’๐’“๐’† ๐’„๐’Š ๐’„๐’๐’๐’„๐’†๐’…๐’‚, ๐’”๐’–๐’๐’'๐’†๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’Š๐’ ๐’…๐’Š ๐‘บ๐’‚๐’ ๐‘ฎ๐’“๐’†๐’ˆ๐’๐’“๐’Š๐’, ๐’…๐’Š ๐’†๐’”๐’”๐’†๐’“๐’† ๐’—๐’†๐’“๐’Š "๐’—๐’Š๐’ˆ๐’Š๐’๐’‚๐’๐’•๐’Š" ๐’๐’†๐’๐’๐’ ๐’”๐’‘๐’Š๐’“๐’Š๐’•๐’, ๐’‘๐’“๐’๐’๐’•๐’Š ๐’‚ ๐’„๐’–๐’”๐’•๐’๐’…๐’Š๐’“๐’† ๐’๐’‚ ๐‘ท๐’‚๐’“๐’๐’๐’‚ ๐’๐’†๐’ ๐’„๐’–๐’๐’“๐’† ๐’† ๐’‚ ๐’ˆ๐’๐’๐’“๐’Š๐’‡๐’Š๐’„๐’‚๐’“๐’† ๐‘ซ๐’Š๐’ ๐’„๐’๐’ ๐’๐’† ๐’๐’‘๐’†๐’“๐’† ๐’…๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’‚ ๐’—๐’Š๐’•๐’‚. ๐‘บ๐’‚๐’ ๐‘ฎ๐’“๐’†๐’ˆ๐’๐’“๐’Š๐’ ๐‘ด๐’‚๐’ˆ๐’๐’, ๐’‘๐’“๐’†๐’ˆ๐’‚ ๐’‘๐’†๐’“ ๐’๐’๐’Š.
๐ผ๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘’: "๐‘†๐‘Ž๐‘› ๐บ๐‘Ÿ๐‘’๐‘”๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ ๐‘€๐‘Ž๐‘”๐‘›๐‘œ", ๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘ ๐‘ข ๐‘ก๐‘Ž๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘๐‘–๐‘œ๐‘๐‘๐‘œ ๐‘‘๐‘–๐‘๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘œ, ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘–๐‘™ 1473 ๐‘’๐‘‘ ๐‘–๐‘™ 1475, ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘–๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐ด๐‘›๐‘ก๐‘œ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ ๐‘‘๐‘Ž ๐‘€๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘›๐‘Ž (1425/1435-1479). ๐ฟ'๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘ ๐‘– ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ƒ๐‘–๐‘›๐‘Ž๐‘๐‘œ๐‘ก๐‘’๐‘๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘ƒ๐‘Ž๐‘™๐‘Ž๐‘ง๐‘ง๐‘œ ๐ด๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘’๐‘™๐‘™๐‘–๐‘ , ๐‘Ž ๐‘ƒ๐‘Ž๐‘™๐‘’๐‘Ÿ๐‘š๐‘œ (๐‘๐‘Ž๐‘๐‘œ๐‘™๐‘ข๐‘œ๐‘”๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘’๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘†๐‘–๐‘๐‘–๐‘™๐‘–๐‘Ž).
Home page   ARGOMENTI

Commenti