Trasfigurazione deel Signore

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Oggi - ๐Ÿ” ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - giovedรฌ della XVIII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la festa della ๐“๐ซ๐š๐ฌ๐Ÿ๐ข๐ ๐ฎ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐’๐ข๐ ๐ง๐จ๐ซ๐ž.
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Con il termine “ Trasfigurazione ”, in campo liturgico e teologico, intendiamo l’evento salvifico in cui Gesรน, sul monte Tabor, ha manifestato la sua gloria divina attraverso un repentino mutamento del suo aspetto: il suo corpo รจ divenuto glorioso e sfolgorante e le sue vesti candidissime, anticipando ai discepoli lo splendore della Risurrezione. Questo prodigio avvenne mentre apparivano gli antichi patriarchi Mosรจ ed Elia che si misero a conversare con il Signore, fino all’udirsi una voce dal cielo proveniente da una nube, quella di Dio Padre, che dichiarรฒ la natura divina del Figlio. Il miracolo si compรฌ alla presenza dei tre piรน intimi apostoli del Signore: Pietro, Giacomo il Maggiore e Giovanni, con i quali Egli era salito sulla cima del predetto monte (nella regione storica della Galilea, oggi in Israele).
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L’episodio รจ narrato nei tre Vangeli sinottici: Matteo ( Mt 17, 1-8 ), Marco ( Mc 9, 2-8 ) e Luca ( Lc 9, 28-36 ), che spiegano come questa manifestazione sia avvenuta dopo la cosiddetta “ Confessione ” o “ Professione di fede ” di San Pietro, il quale aveva affermato che “ Gesรน รจ il Cristo ”, cioรจ il Messia ebraico ( Mt 16, 13-20; Mc 8, 27-30 e Lc 9, 18-21 ). Con tale fenomeno straordinario, il Signore manifestรฒ ai tre discepoli la propria gloria di Figlio di Dio, mostrando la sublime condizione che avrebbe assunto il suo corpo dopo la Risurrezione. La Trasfigurazione, quindi, ci offre un anticipo della venuta gloriosa di Cristo, quando anche i corpi mortali d’ogni uomo giusto saranno “ trasformati ” allo stesso modo… anzi, per l’appunto “ trasfigurati ”, come spiega San Paolo apostolo nella sua Lettera ai Filippesi: « …il quale trasfigurerร  il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso… » ( Fil 3, 21 ).
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L’odierna festa, dunque, commemora questo episodio della vita di Gesรน, dove lo splendore di Cristo trasfigurato richiama la sua trascendenza; la presenza di Mosรจ ed Elia simboleggia la Legge e i Profeti che hanno annunciato sia la venuta del Messia sia la sua passione e glorificazione, mentre la nube si riferisce a manifestazioni di Dio giร  documentate nell’Antico Testamento. Lo sfolgorante candore delle sue vesti bianche, invece, puรฒ essere interpretato come quello della Sua Santa Chiesa, che, nonostante i peccati degli uomini, รจ sempre pura e candida. L’evento avviene su un monte (il Tabor) e questo รจ un dato importante, poichรฉ nella tradizione biblica i monti sono per eccellenza i luoghi della rivelazione di Dio. Il ricordo dell’incredibile esperienza segnรฒ profondamente la vita dei tre apostoli e la riprova รจ data dal fatto che Pietro, nella sua seconda lettera indirizzata ai primi cristiani per confortarli e sostenerli nella persecuzione, ricorda l’episodio con queste parole: « …Siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre, quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: “Questi รจ il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” ». Poi precisa: « Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte » ( 2 Pt 1, 16-18 ).
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La Trasfigurazione, dunque, rivela agli apostoli Cristo come non lo conoscevano nella vita di tutti i giorni. Gesรน stava davanti a loro come il Figlio di Dio, al quale bisogna prestare fede assoluta e obbedienza. Durante il prodigioso accadimento, il volto di Gesรน divenne “ altro ”, “ diverso ”: pur essendo lo stesso di prima, in realtร  in esso traspariva qualcosa d’insolito, mentre anche le sue vesti si trasformarono, diventando candide come la luce. Il volto e le vesti di Cristo rivelano l’invisibile splendore e la bellezza di Dio. Gesรน appare nella sua gloria di Figlio di Dio, cosรฌ i suoi tre discepoli possono cominciare a intuire ciรฒ che Egli intende quando parla della sua Risurrezione. I discepoli, durante l’episodio, sono sopraffatti dalla gioia e, per bocca di Pietro, dicono: « Signore, รจ bello per noi restare qui! » ( Mt 17, 4 ). Si tratta di una reazione che tutti abbiamo sperimentato quando ci siamo trovati a vivere un momento di consolazione o di unione profonda con il Signore.
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L’evidenziata “ trasformazione ” del Signore, quindi, รจ un anticipo di Paradiso dove contempleremo Cristo non per un momento, ma per un’eternitร  senza fine. La condizione per conseguire il traguardo della vita eterna ci รจ posta da Dio stesso: quella di ascoltare Gesรน: « Questi รจ il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo! » ( Lc 9, 35 ). La Trasfigurazione, celebrata anche dalla Chiesa ortodossa e da altre confessioni cristiane, era giร  comune alle Chiese d’Oriente nel V secolo. Alla fine dello stesso secolo era celebrata anche dalla Chiesa Assira d’Oriente ( storicamente connessa a Nestorio ); mentre nel VII secolo รจ documentata nella Siria occidentale. In Occidente le prime testimonianze della festa risalgono alla metร  del IX secolo, finchรฉ se ne hanno attestazioni nei secoli XI e XII a Roma, nella Basilica Vaticana. Papa Callisto III, nel 1457, la inserรฌ nel Calendario Romano come ringraziamento per la vittoria ottenuta dalla coalizione cristiana sui Turchi a Belgrado, il 6 agosto 1456. Tuttavia, la data del 6 agosto fu stabilita originariamente anche in relazione alla festa dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), poichรฉ secondo un'antica tradizione l’episodio della Trasfigurazione avvenne 40 giorni prima della Crocifissione.
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