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Oggi - ๐๐ ๐๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐๐๐ - mercoledรฌ della XXI settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, ๐๐๐ง๐ญ’๐๐ฅ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ง๐๐ซ๐จ ๐๐ข ๐๐๐ซ๐ ๐๐ฆ๐จ, ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐.
๐๐ฅ ๐๐๐ง๐ ๐๐ฅ๐จ ๐ญ๐ซ๐ ๐ฅ๐ ๐๐๐ ๐ข๐จ๐ง๐ข: ๐ฅ๐ ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐๐ ๐ข๐ณ๐ข๐๐ง๐ ๐ ๐ฅ๐ ๐ญ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐ฆ๐จ๐ง๐ข๐๐ง๐ณ๐ ๐ฌ๐๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐
Di Alexander - questo il suo nome in latino - si hanno poche notizie, provenienti per lo piรน dagli atti del suo martirio, secondo la lettera pubblica di Eucherius (Eucherio), santo e vescovo di Lugdunum nella Gallia dal 434 circa al 450 (oggi Lione, in Francia). Questa missiva, inviata al venerabile vescovo Salvius (Salvio), fu la prima passio dei martiri della Legione Tebea (a cui Alessandro apparteneva). Si ritiene che egli sia vissuto a cavallo tra il III e IV secolo e che fosse un ufficiale dell’esercito imperiale romano, cristiano, originario della provincia dell’Egitto, forse della cittร di Tebe, nel sud di quel territorio lungo il corso del fiume Nilo. Rivestiva il grado di centurione (“ centurio ”), ufficiale esperto scelto tra i soldati piรน anziani e valorosi, responsabile della disciplina, dell'addestramento e del combattimento della sua unitร di circa 80-100 soldati dell’apprezzata e fedele Legione Tebana o Tebea (che prendeva nome dalla stessa cittร egiziana, dove aveva sede). Questa legione era composta interamente da soldati cristiani di quella zona, la Tebaide. Detto reparto era comandato da Mauritius (Maurizio) - futuro santo martirizzato nel 287 circa - quale “ Legatus Legionis ” ( Legato della legione ), alto ufficiale di rango senatoriale, nominato direttamente dall'imperatore.
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La rinomata unitร militare, normalmente schierata ai confini orientali dell'Impero, fu operativa in Mesopotamia nel corso del III secolo, fino a quando, orientativamente nel 300, fu trasferita nell'Europa centrale e schierata tra la Gallia e la Germania, su ordine dell'imperatore Diocleziano (regnante dal 284 al 305). Qui la Legione ebbe il compito di difendere, alle dipendenze del Cesare Massimiano (250-310), i confini nord-orientali dell’Impero contro i Quadi e i Marcomanni, popolazioni barbare che dal fiume Reno tracimavano nella Gallia. I soldati tebani eseguirono brillantemente gli ordini, assicurando la difesa di quei confini, ma, quando Massimiano ordinรฒ loro di attaccare e sterminare - senza validi motivi - alcune popolazioni ribelli giร convertite al cristianesimo, stanziali nella Provincia della Raetia (Rezia, corrispondente pressappoco a parte dell’odierna Svizzera), essi, fratelli di fede, si rifiutarono. Massimiano, allora, ordinรฒ una crudele punizione per l'unitร militare che di fatto si era ammutinata, facendo applicare a loro carico la cosiddetta “ decimazione ”, che consisteva nell’immediata esecuzione capitale, mediante decapitazione, di un legionario scelto casualmente ogni dieci, mentre tutti erano schierati militarmente sotto sorveglianza.
๐๐ฅ ๐ ๐ซ๐๐ง๐๐ ๐๐๐๐ข๐๐ข๐จ ๐๐ข ๐๐ ๐๐ฎ๐ง๐ฎ๐ฆ ๐ ๐ฅ๐ ๐๐ฎ๐ ๐ ๐ฆ๐ข๐ซ๐๐๐จ๐ฅ๐จ๐ฌ๐ ๐จ๐ฅ๐ญ๐ซ๐ ๐ฅ๐ ๐๐ฅ๐ฉ๐ข
L’ordine fu eseguito, ma, nonostante tutto, dopo l’orrenda strage, non si riuscรฌ a portare i sopravvissuti militi cristiani di Tebe, seguaci del Signore, a una cieca obbedienza contro i princรฌpi del vangelo. In seguito, infatti, quando furono ordinate ai tebani altre azioni repressive dello stesso tipo, contro popolazioni cristiane, l’intera legione rifiutรฒ di nuovo di prestarsi all’inumana disposizione. Tutti i militari restarono coraggiosamente fermi nel rifiuto di compiere qualsiasi tipo di violenza contro i loro fratelli di fede, cosa che portรฒ Massimiano a ordinare che ogni restante milite della legione, composta abitualmente da seimilaseicento legionari, fosse massacrato sul posto. Questo avvenne ad Agaunum , in Raetia (l'attuale Saint Maurice-en-Valais, nel cantone Vallese, Svizzera). Tra i pochissimi scampati all'eccidio, in modo miracoloso, vi erano proprio il Centurione e pochi militi a lui sottoposti, tra cui Cassio, Severino, Secondo e Licinio, unitamente ai quali attraversรฒ le Alpi e riparรฒ in Italia.
๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ซ๐๐๐ซ๐ข ๐๐ข ๐๐ข๐ฅ๐๐ง๐จ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฉ๐ซ๐๐๐ข๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ฉ๐ฎ๐๐๐ฅ๐ข๐๐: ๐ข๐ฅ ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ข๐จ ๐๐ข๐ง๐๐ฅ๐
Egli si recรฒ a Milano dove, perรฒ, fu riconosciuto e incarcerato. In carcere ricevette la visita di San Fedele e del vescovo San Materno e, proprio San Fedele, riuscรฌ a organizzarne la fuga, dandogli modo di riparare nella vicina Como (Lombardia), dove perรฒ fu nuovamente catturato. Riportato a Milano, fu condannato a morte per decapitazione, ma, durante l’esecuzione della sentenza, ai vari boia s’irrigidivano letteralmente le braccia, impedendo loro di procedere. Fu allora incarcerato di nuovo, ma riuscรฌ nuovamente a fuggire e raggiungere Bergamo (sempre in Lombardia). Qui fu ospitato dal patrizio Crotacio, anch’egli cristiano, che lo invitรฒ a nascondersi da lui per salvarsi la vita. Tuttavia, l'intrepido soldato ricusรฒ l’invito e, con sommo coraggio, iniziรฒ a predicare pubblicamente la Parola di Gesรน, convertendo molti bergamaschi, tra cui i futuri martiri Fermo e Rustico. Fu perciรฒ catturato ancora. La decapitazione, questa volta, fu eseguita pubblicamente il 26 agosto 303 nella stessa Bergamo, nel luogo ove oggi sorge in suo onore la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna, cosรฌ chiamata dalla colonna eretta sul suo sagrato per ricordare il punto preciso del martirio.
… ๐ฌ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐บ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐́, ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐
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๐ผ๐๐๐๐๐๐๐: "๐๐๐๐ก'๐ด๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ต๐๐๐๐๐๐", ๐๐๐๐ ๐ ๐ข ๐ก๐๐ฃ๐๐๐ - ๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ - ๐๐๐๐๐๐ก๐, ๐๐๐ 1525, ๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ต๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐, ๐๐๐ก๐ก๐ ๐ต๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ฟ๐ข๐๐๐ (1481-1532). ๐ฟ'๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐ก๐๐๐ฃ๐ ๐๐ก๐ก๐ข๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ข๐ ๐๐ข๐ ๐ ๐๐ก๐ข๐๐ก๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐, ๐๐ ๐ถ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ (๐.๐.๐ด.).

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