Sant'Agostino, vescovo e dottore della Chiesa

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ– ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - venerdรฌ della XXI settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ, ๐ฏ๐ž๐ฌ๐œ๐จ๐ฏ๐จ ๐ž ๐๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š (๐ฌ๐จ๐ฅ๐ž๐ง๐ง๐ข๐ญ๐š̀ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ’๐Ž๐ซ๐๐ข๐ง๐ž ๐๐ข ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ, ๐œ๐ก๐ž ๐๐š ๐ฅ๐ฎ๐ข ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž ๐ง๐จ๐ฆ๐ž).
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Aurelius Augustinus (Aurelio Agostino) - questi i suoi due nomi latini, ma abitualmente chiamato solo con il secondo - noto con la specificazione “ d'Ippona ” (diocesi della quale sarร  vescovo per quarant’anni e dove morรฌ), nacque il 13 novembre 354 nell'antica cittadina berbera di Tagaste, in Numidia, territorio della Provincia Romana d’Africa, appartenente all’Impero Romano, corrispondente pressappoco alla parte nord-orientale dell’odierna Algeria, dall’entroterra desertico al mare Mediterraneo (oggi Souk Ahras, in Algeria). Era il primo dei tre figli del pagano Patricius (Patrizio), consigliere municipale e modesto proprietario terriero di Tagaste, dal carattere difficile, collerico e d’indole infedele. Di lui non si conosce l'anno preciso di nascita, ma venne al mondo e visse a Tagaste, durante l'amministrazione dell’imperatore Costantino “ il Grande ” (dal 306 al 337) e dei suoi successori. Morรฌ nel 371 (alcune fonti indicano il 372), quando Agostino aveva circa 16-17 anni. Sua madre si chiamava Monica (circa 331-387), donna buona e devota di religione cristiana che diventerร  anch’essa santa (che la Chiesa ha ricordato ieri). Agostino, di etnia berbera o punica, ma romano di lingua, cultura e sentimento, con il fratello Navigius (Navigio) e la sorella, della quale ignoriamo il nome e che rimane ufficialmente anonima, ebbe un'educazione profondamente cristiana, fortemente voluta dalla piissima madre, che se ne fece carico personalmente. Patrizio, nonostante il carattere collerico, non ostacolรฒ mai gli studi del figlio e, alla fine, capitolรฒ davanti alle preghiere di Monica. Si convertรฌ, divenne catecumeno e morรฌ battezzato nel 371. Questo dimostra la santitร  " silenziosa " di Monica che convertรฌ prima il marito e poi il figlio. Monica soffrรฌ molto anche per non aver potuto fare battezzare i figli. Storicamente, infatti, nell'Impero Romano del IV secolo, era comune posticipare il battesimo all'etร  adulta (lo stesso Patrizio si battezzรฒ solo in punto di morte). Patrizio non si oppose al sacramento per cattiveria o totale rifiuto del cristianesimo, ma per mentalitร  pagana dell'epoca (il battesimo cancellava tutti i peccati, quindi si tendeva a darlo alla fine della vita).
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Nel 371, Patrizio morรฌ e Monica, rimasta vedova, dovette prendere in mano le redini della famiglia e l'amministrazione dei beni, non tralasciando mai, comunque, di essere attenta educatrice cristiana per la prole. Agostino, tuttavia - che pure studiava con passione e profitto, forte d’una acuta intelligenza - si dimenticรฒ in quegli anni degli insegnamenti impartitigli dalla madre e, sedotto dalla cupidigia del mondo, si diede ad una condotta dissoluta e libertina. In questa vita sregolata, si accostรฒ all’eresia del Manicheismo , dottrina fondata dal sedicente profeta iraniano Mani (da cui prese il nome), che predicava un'elaborata cosmologia dualistica che descriveva la lotta tra il bene e il male, rappresentati il primo dalla luce e dal mondo spirituale e, il secondo, dalle tenebre e dal mondo materiale. Non pago - sempre alla ricerca della veritร  che รจ Dio - in seguito si avvicinรฒ al Neoplatonismo , una scuola filosofica antica di estrazione pagana, data da una particolare interpretazione del pensiero di Platone (donde il termine) elaborato in etร  ellenistica, che riassume in sรฉ diversi altri elementi della filosofia greca, diventando la principale scuola filosofica antica del III secolo. Per Agostino non fu un errore dottrinale, ma una tappa fondamentale: fu proprio la lettura dei filosofi neoplatonici (come Plotino) ad aiutarlo a superare il materialismo manicheo e a capire che Dio รจ puro Spirito. Egli, in ogni modo, fu sempre, nel profondo del suo animo, alla ricerca del vero Dio. Verso il 371, a 17-18 anni circa, per mettere un freno agli impeti dell'erompente giovinezza e restare in sintonia con quelli che erano i costumi della “ buona societร  ” dell’epoca, si accompagnรฒ stabilmente con una ragazza della sua cittร  o, secondo altre fonti, conosciuta a Cartagine, alla quale rimase sempre fedele, come fosse unito in un vincolo matrimoniale [cfr. “ Confessioni ” 4, 2, 2 (Le “ Confessioni ”, in latino “ Confessiones ”, sono un'opera autobiografica in XIII libri di Agostino d'Ippona, padre della Chiesa, scritta nel 398)]. Proprio come nel caso della sorella, non conosciamo il nome della donna con cui Agostino convisse. Nelle sue “ Confessioni ” e in tutte le sue altre opere, egli non menziona mai il suo nome di battesimo, riferendosi a lei semplicemente come la sua " compagna " o " concubina ". La definisce come colei che gli era legata da un patto di fedeltร  amorosa. Fu un amore profondo e duraturo, la loro unione more uxorio non fu una breve avventura, ma una vera e propria convivenza stabile durata circa 15 anni. Dalla loro unione venne alla luce, nel 372, il loro amatissimo figlio Adeodatus (Adeodato), il quale prematuramente morirร , non ancora ventenne, tra il 389 e il 391. Molto significativo il nome del figlio: “ Adeodatus ” significa " Dato da Dio ". รˆ un dettaglio agiografico splendido: nonostante fosse nato fuori dal matrimonio sacramentale, Agostino vide sempre in quel bambino un dono immenso della Grazia divina, lodandone l'incredibile intelligenza nelle sue opere (come il dialogo De Magistro ).
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Nel 383, all'etร  di ventinove anni, cedette all'irresistibile attrazione che l'Italia, la sua arte e la sua cultura avevano per lui e tanti giovani della sua etร . Tuttavia, il motivo principale e piรน stringente della sua fuga da Cartagine fu professionale: Agostino era esasperato dall'indisciplina e dalla sfacciataggine degli studenti cartaginesi (i cosiddetti “ eversores ” o " sovvertitori ") e cercava a Roma una scuola dove gli studenti fossero piรน composti e rispettosi. Cosรฌ, trovandosi per gli studi nella grande metropoli portuale di Carthago (Cartagine, capoluogo della Provincia Romana d’Africa), nell’autunno dello stesso anno decise di raggiungere Roma imbarcandosi per gli approdi di Porto o Ostia, i porti dell’Urbe. Conscio che la madre, giunta in quel capoluogo per stare con lui e cercare di condurlo sulla retta via, voleva seguirlo nel viaggio, diede vita a uno stratagemma che รจ sicuramente uno dei momenti narrativi ed emotivi piรน intensi della vita di Agostino, descritto magistralmente nel Libro V delle “Confessioni”. Monica era decisa a seguire il figlio in Italia e Agostino, non volendo la sua presenza, ricorse a un inganno. La notte della partenza, le fece credere di dover andare al porto solo per salutare un amico che aspettava il vento favorevole per salpare, convincendola con l’inganno a passare la nottata in preghiera in una cappella vicina all’ancoraggio, dedicata alla memoria di San Cipriano (il celebre martire cartaginese). Mentre Monica piangeva e pregava per il destino spirituale del figlio, Agostino si imbarcรฒ con favore di vento durante la notte, lasciandola a terra da sola. Al mattino, Monica scoprรฌ lo scalo vuoto e la nave giร  lontana. Dopo pochi giorni di navigazione (solitamente ne occorrevano per quella tratta tra i 3 ed i 5 in condizioni favorevoli), Agostino sbarcรฒ nel porto laziale presso l’Urbe e vi s’intrattenne per un po’, portandosi poi a Mediolanum, che era capitale dell'Impero Romano d'Occidente e importante centro politico, militare ed economico, dove egli - forte dei suoi studi e della sua cultura - prese ad insegnare, ricoprendo una cattedra di retorica, mentre sempre piรน si riavvicinava al cristianesimo. All’inizio del 385, finalmente, la madre potรฉ imbarcarsi anch’essa per Ostia, da dove poi lo raggiunse a Milano. Da quel momento in poi, Monica rimase sempre col figlio, pregando incessantemente per la sua conversione, tra dolori spirituali e lacrime, non cessando mai di seguirlo e consigliarlo.
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A Mediolanum, orientativamente nei primi mesi del 385 (ma alcuni storici oscillano tra la fine del 384 e l'inizio del 386), ci fu il doloroso episodio della separazione dalla sua compagna. Sotto la pressione di Santa Monica, la compagna storica venne rimandata in Africa per fare spazio al fidanzamento ufficiale con una ricca ereditiera milanese. Agostino cadde in una profonda depressione per il dolore e, non riuscendo a mantenere la castitร  nei due anni di attesa del matrimonio, prese addirittura una seconda e provvisoria concubina. Agostino si era stabilito a Milano nell'autunno del 384 per ricoprire il prestigioso incarico di professore di retorica imperiale e la compagna e il figlio Adeodato lo avevano raggiunto lรฌ dall'Africa. La madre, Santa Monica, voleva a tutti i costi favorire la carriera e la stabilitร  sociale del figlio. Trovรฒ per lui una promessa sposa milanese, una ragazzina di ottima famiglia, ma ancora troppo giovane per sposarsi legalmente (bisognava attendere altri due anni). Poichรฉ la legge romana non permetteva di avere una concubina se si era ufficialmente fidanzati, la compagna storica dovette essere allontanata. La povera donna accettรฒ l’amaro sacrificio della separazione con straordinaria dignitร . Salutรฒ Agostino a Milano, lasciรฒ il figlio Adeodato alle cure del padre e si imbarcรฒ nuovamente per fare ritorno in Africa, dove si consacrรฒ a Dio in castitร . Come accennato, Agostino visse questo distacco a Milano come un vero dramma personale. Nelle “ Confessioni ” scrive che la donna rimase ferita tanto quanto lui e che il proprio cuore venne lacerato dal distacco. Paradossalmente, il matrimonio combinato non si celebrรฒ mai perchรฉ l'anno successivo (il 386) Agostino visse la sua conversione definitiva e scelse il celibato. Nella capitale imperiale, nel frattempo, Agostino aveva potuto conoscere il locale vescovo e teologo Aurelius Ambrosius (Aurelio Ambrogio), noto solo col nome Ambrogio, futuro Santo e dottore della Chiesa (morto nel 397), di cui ascoltรฒ le predicazioni rimanendone letteralmente affascinato, tanto - essendo fondamentalmente rimasto sempre cristiano nel cuore - da convertirsi e riaccostarsi definitivamente a Gesรน. Agostino, da professore di retorica, andรฒ inizialmente ad ascoltare il vescovo solo per giudicare la sua eloquenza e lo stile oratorio. Tuttavia, mentre studiava come Ambrogio parlava, iniziรฒ a penetrare nel suo cuore ciรฒ che Ambrogio diceva, scoprendo cosรฌ la bellezza delle Scritture interpretate non alla lettera, ma nello spirito. La conversione del suo cuore, naturalmente, avvenne, per grazia di Dio, anche per merito delle incessanti preghiere e delle lacrime di dolore versate copiosamente per lui da sua madre.
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รˆ in questo quadro e in questo momento che si colloca il celebre episodio detto “ della conversione ” o “ del giardino di Milano ”, riconducibile circa all’agosto 386. Si tratta del cuore pulsante delle “ Confessioni ” e rappresenta la svolta drammatica e poetica dell'intera vita di Agostino. Egli si trova a meditare nel giardino della casa che aveva affittato a Milano, lacerato da una tempesta spirituale: la sua mente era ormai conquistata dalla veritร  cristiana, ma la sua volontร  era ancora incatenata dalle passioni giovanili e dalle ambizioni di carriera. Sopraffatto dal dolore, si rifugiรฒ sotto un albero di fico, scoppiando in un pianto a dirotto e gridando a Dio: " Fino a quando? Domani, domani? Perchรฉ non ora? ". Fu proprio in quel momento che sentรฌ una voce fanciullesca (forse un bimbo o una bimba intenti in un gioco nelle vicinanze) che ripeteva come un canto: " Tolle, lege! Tolle, lege! " ("Prendi e leggi! Prendi e leggi!"). Agostino non ebbe dubbi e immediatamente interpretรฒ la voce come un comando divino. Corse al suo tavolo, afferrรฒ il volume delle Lettere di San Paolo e lo aprรฌ a caso. Il suo sguardo cadde sul passo della Lettera ai Romani (Rm 13, 13-14): " Non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze... rivestitevi invece del Signore Gesรน Cristo ". In un istante, prodigiosamente, l'ansia svanรฌ. Agostino scriverร  che una luce di certezza penetrรฒ nel suo cuore, disperdendo tutte le ombre del dubbio. Corse immediatamente dalla madre Monica, insieme all'amico Alipio, per annunciarle che la sua anima รจ finalmente libera. Questo non fu un semplice cambio di filosofia, ma una vera folgorazione mistica: l'uomo di lettere si arrese definitivamente all'Amore di Dio, rinunciando alla cattedra e al matrimonio per consacrarsi interamente alla vita ascetica. La conversione nel giardino fu in gran parte la conseguenza del vuoto e della disperazione in cui Agostino era precipitato dopo aver perso la sua concubina. In quel giardino, Agostino capรฌ che nessuna donna e nessuna carriera potevano colmare il suo cuore, decidendo cosรฌ di rompere anche il nuovo fidanzamento che aveva appena intrapreso, per consacrarsi interamente a Dio. Agostino si spostรฒ poi, sempre seguito dalla genitrice, a Cassiciaco presso Milano (oggi Cassago Brianza, provincia di Lecco, regione Lombardia), ove si preparรฒ al battesimo, discutendo sapientemente con la madre e altri di filosofia e cose spirituali. In effetti, lo studio dei filosofi antichi, egregiamente portato a compimento in passato, lo aiutรฒ ancora di piรน a scoprire all'interno del proprio io la luce del vero, arrivando cosรฌ alla percezione di Dio e combattendo contro il materialismo con il suo “Principio dell'interioritร ”, filosofia che si riferisce al ritorno dell'uomo a sรฉ stesso, all'abbandono delle esperienze esteriori e alla ricerca della veritร  divina che risuona dentro di noi, nell'intimo del nostro essere. Introspezione che pone l'accento sulla connessione tra l'anima e Dio, trovando la vera realtร  e la guida morale nell'interioritร  dell'individuo, piuttosto che nelle certezze esteriori e mondane.
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Come detto, il merito principale della sua conversione va ricercato nella preghiera incessante e fiduciosa di Monica sua madre, che non lo abbandonรฒ mai, osservandone il percorso spirituale e chiedendo a Dio, con fiducia e fervore, che si convertisse. Per molti anni, instancabilmente e con immutata fiducia, pregรฒ perchรฉ il cuore e la mente del figlio finalmente si aprissero e potesse avere un incontro autentico con il Signore, orientandosi verso la volontร  di Dio. Cosรฌ - alla fine di un sofferto percorso di crescita interiore - il 25 aprile 387, Agostino ricevette finalmente il battesimo dallo stesso vescovo Ambrogio, nella diocesi di Milano. Da allora la sua vita fu spesa solo per il Signore e, nel 391, a seguito di un profondo discernimento spirituale, si consacrรฒ nella vita religiosa. L’amore materno di Monica e le sue preghiere incessanti avevano favorito la conversione di Agostino e, forte di questa grazia ricevuta, ella pensรฒ che fosse giunta l’ora di tornare a casa e, nell’anno 387 stesso, lasciรฒ Milano diretta a Roma in compagnia di Agostino, per imbarcarsi per l’Africa al porto di Ostia. Qui affittรฒ unitamente al figlio una casa, in attesa della prima nave utile. Fu, questa sosta, un periodo carico di intensi e profondi dialoghi spirituali tra i due, che Agostino riportรฒ in seguito nel suo noto libro “ Le Confessioni ”. Questo periodo cosรฌ spiritualmente profondo ha un nome ben preciso nella teologia e nella mistica cattolica: รจ la celebre “ Estasi di Ostia ”. Fu un momento di contemplazione condivisa in cui madre e figlio, affacciati a una finestra che dava sul giardino della casa, toccarono per un istante con la mente la Sapienza eterna. Durante l’attesa, improvvisamente Monica si ammalรณ, forse di malaria e in nove giorni morรฌ, il 27 agosto 387, senza che si potesse fare nulla per salvarla. La fedeltร  di Monica al Signore era stata comunque premiata. In una delle parti piรน toccanti delle predette “ Confessioni ”, Agostino riferisce come sua madre abbia identificato chiaramente la sua missione di vita con il riportare alla fede i propri figli. Dopo aver fatto tumulare il corpo della madre nella chiesa di Sant'Aurea a Ostia, Agostino tornรฒ in Africa, dove si diede alla vita monastica di preghiera e a continuare gli studi.
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Tornรฒ in Africa nel 388, fu ordinato sacerdote nel 391 e nel 395, ormai ovunque conosciuto e stimato, fu eletto per acclamazione popolare vescovo di Ippona, importante centro e diocesi a circa settanta chilometri dalla natia Tagaste (consacrato poi nel 396). Nei successivi trentacinque anni di ministero, diffuse la dottrina cattolica in tutta la sua giurisdizione, anche a rischio della propria stessa vita. La sua attivitร  episcopale fu davvero prodigiosa, tanto quella ordinaria per la sua diocesi, quanto quella straordinaria per la Chiesa d'Africa e universale. Tra i tanti impegni ordinari, possiamo considerare il ministero della parola, attuato con la predicazione ininterrotta per due volte a settimana, soprattutto sabato e domenica, ma spesso anche due volte al giorno e per piรน giornate consecutive; le udienze episcopali ampiamente concesse per ascoltare i problemi del popolo e anche per giudicare cause civili e penali, che gli occupavano non raramente tutta la giornata; la cura dei poveri, dei malati, degli anziani, delle vedove e degli orfani; la formazione del clero, con il quale fu paterno, ma anche rigoroso; l'organizzazione di monasteri maschili e femminili; l'intervento a favore dei fedeli presso le autoritร  civili e la difficile amministrazione dei beni ecclesiastici. Ancor maggiore fu l'attivitร  straordinaria, nella quale sono compresi i molti e lunghi viaggi per presenziare ai frequenti concili ecumenici africani o per venire incontro ai bisogni di altri vescovi; la copiosa dettatura di lettere per rispondere a quanti, da ogni parte e di ogni ceto, si rivolgevano a lui con mille diverse richieste e per vari motivi; infine la difesa della fede, che, come visto, lo indusse ad intervenire sempre contro le varie eresie della sua epoca. Fu, infatti, l'anima della conferenza del 411 tra vescovi cattolici e “donatisti”, cioรจ aderenti al Donatismo, un movimento religioso cristiano sorto in Africa nel 311 dalle idee del vescovo di Numidia Donato “ di Case Nere ” (da cui il nome), soprannominato " il Grande " per la sua notevole eloquenza, oltre che l'artefice principale della soluzione di questo vero e proprio scisma. Ancora si occupรฒ autorevolmente della controversia del “Pelagianesimo”, una dottrina cristiana secondo la quale il peccato originale fu dei soli progenitori, non dei discendenti, e non macchiรฒ la natura umana, sconfiggendolo grazie ai principi della sua dottrina, che nascono da Cristo e dalle Sacre Scritture, per le quali affermava che non sono possibili critiche o interpretazioni. Dotto teologo, รจ riconosciuto come il primo filosofo morale della religione Cristiana, attraverso il suo pensiero che riguarda il problema del peccato e della Grazia come unico mezzo di salvezza. Sostenne, contro il Manicheismo, la libertร  dell'uomo, il carattere personale della responsabilitร  etica e la negativitร  del male. Sviluppรฒ, sempre dal punto di vista filosofico, il tema dell'interioritร , in particolare sostenne che รจ nell'intimitร  della propria coscienza che si scopre Dio e si ritrova la certezza che fa superare il dubbio scettico. Tra le sue opere ricordiamo il celebre e giร  menzionato " Le Confessioni ", narrazione dei suoi errori di giovinezza e della sua conversione (397-400) e " La cittร  di Dio " (412-426), quadro della lotta tra il cristianesimo e il paganesimo traslata nella lotta tra la cittร  divina e la cittร  terrena. Morรฌ a Ippona il 28 agosto 430, durante un assedio dei Vandali (popolazione cosiddetta “ barbara ” che aveva invaso l’Impero Romano, giungendo fino in Africa). Agostino รจ venerato come santo dalla Chiesa cristiana sin da tempi remoti e nel 1298 fu annoverato tra i Dottori della Chiesa con il nome di “ Doctor Gratiae ” (Dottore della Grazia).
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Roberto Moggi
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