Santa Rosa da Lima

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ‘ ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - XXI domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐‘๐จ๐ฌ๐š ๐๐š ๐‹๐ข๐ฆ๐š, ๐ฏ๐ž๐ซ๐ ๐ข๐ง๐ž.
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Isabel (Isabella) - questo il suo nome di battesimo nella materna lingua spagnola - nacque il 20 aprile 1586 a Ciudad de los Reyes , allora capoluogo del Vicereame del Perรน, situato all’incirca nella parte centro-occidentale dell'America del Sud e appartenente all’Impero di Spagna (oggi Lima, capitale della Repubblica del Perรน in Sudamerica). La cittร  era stata creata nel 1535 con il predetto nome (celebrante la festa dell'Epifania del 6 gennaio, giorno dei Re Magi). Suo fondatore era stato il comandante Francisco Pizarro, uno dei “ Conquistadores ” spagnoli (termine che in italiano si traduce “ Conquistatori ” ed indica i soldati, esploratori e avventurieri iberici che, tra il XV e il XVII secolo, sottomisero gran parte delle Americhe in nome e per conto della Corona di Spagna). Tuttavia, nel 1586 era giร  molto diffuso il nome di Lima , impostosi nel tempo per la sua brevitร , nato dalla corruzione spagnola del nome indigeno del fiume locale, il Rรญmac. Il capoluogo, che si affaccia sull’arida costa dell’Oceano Pacifico, caratterizzata dalla “Garรบa”, una fitta e perenne nebbia umida che rende il clima della cittร  unico e austero, era celebre per le enormi ricchezze che custodiva, particolarmente in oro, sottratte allo sconfitto re degli Incas Atahualpa e al suo popolo, da parte dei soldati sottoposti a Pizarro.
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Isabella era la decima dei tredici figli d’una nobile famiglia iberica, formata dalla madre donna Maria de Oliva e da don Gaspar Flores, Gentiluomo preminente di una formazione militare detta “ Compagnia degli archibugi ”, emigrato dalla Spagna prima in Portorico (isola delle grandi Antille, nel Mar dei Caraibi) e poi a Lima. I genitori le imposero il nome di Isabella, ma la sua balia indigena, Mariana, la chiamรฒ da subito Rosa, secondo l’usanza india di dare alle bambine il nome di un fiore che ne evidenziasse la bellezza. Fin da piccola manifestรฒ i segni di una forte spiritualitร  cristiana. Nel 1591, ad appena cinque anni d’etร , decise di digiunare a giorni alterni. A sei anni giร  si sottoponeva a penitenze per mortificare la vanitร , come quando nascose degli aghi in una coroncina da mettere tra i capelli, che la sua mamma le aveva preparato per un giorno di festa (fatto storicamente documentato nei processi di canonizzazione). Anche la scoperta dell’ascetismo fu per Rosa incredibilmente precoce e - raccontano le tante agiografie sul suo conto - fin da piccolissima, contemplava l’immagine di Gesรน “ Ecce Homo ”, fino a maturare una fede mistica di forte stampo, fatta di sacrifici fisici, eroismo e fervore. Piรน tardi, al momento della cresima ricevuta dall'allora arcivescovo di Lima Turibio de Mogrovejo (1538-1606), che sarebbe anche lui diventato santo, le fu formalmente confermato l’appellativo di Rosa, al quale fu aggiunta la specificazione “ di Santa Maria ”, secondo la consuetudine dell’epoca, per esprimere il tenerissimo amore che, fin dalla piรน tenera etร , Rosa manifestava per la Santa Vergine, soprattutto sotto il titolo di Regina del Rosario.
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L’amore sincero ricevuto dalla nutrice, con la quale crebbe e alla quale rimase sempre affettivamente legata come a una vera madre, รจ sicuramente una delle ragioni che la portarono a volere bene e a prendersi cura con grande slancio degli indios, in un periodo storico in cui essi erano completamente sottomessi e schiavizzati dai bianchi. Si chiedeva perchรฉ i suoi connazionali conquistatori spagnoli, cristiani e pertanto chiamati dal Vangelo all’amore e alla compassione per il prossimo, portassero invece nel “ Nuovo Mondo ” tanta sopraffazione e violenza verso le popolazioni locali. Intanto, come voleva la famiglia, si appassionava allo studio, imparava l’arte del ricamo e curava amorevolmente i fiori nel giardino di casa (per questa sua predilezione diverrร  la patrona dei giardinieri). Tutte queste incombenze, comunque, non le impedivano di trovare tempo, energie, cibo e denari per assistere poveri e malati, anche quelli colpiti dalle malattie piรน ripugnanti. A un certo punto, tuttavia, la sua famiglia dovette rinunciare all’agiatezza sino allora sperimentata, a causa di una serie di dissesti economici. Rosa, ormai giovinetta, non si disperรฒ nรฉ si tirรฒ indietro e aiutรฒ l’ormai povero bilancio di casa girando nelle abitazioni dei nobili di Lima, per vendere i suoi ricami e i suoi fiori. Cosรฌ, dopo aver dolorosamente conosciuto sulla propria pelle la povertร  piombata nella sua famiglia, scoprรฌ, nel suo alacre girovagare per i vari quartieri cittadini, una povertร  ben maggiore e molto piรน umiliante, quella degli indios ridotti praticamente in uno stato di schiavitรน, avviliti dalle privazioni e circondati di disprezzo.
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Fu in questo periodo che lesse alcuni testi su Santa Caterina da Siena (1347-1380), rimanendo letteralmente affascinata dalla sua spiritualitร , tanto che la santa italiana diventรฒ per lei - con sue parole - “ madre e sorella ”. La conoscenza della spiritualitร  di Santa Caterina, modello di misticismo contemplativo e di servizio ai fratelli, fu per Rosa fonte di un’accesa vocazione alla vita religiosa. Cosรฌ, a vent’anni, il 10 agosto 1606, vestรฌ l’abito di Terziaria Domenicana proprio come Santa Caterina, costretta ad accontentarsi di questo a causa della mancanza a Lima di un convento del Secondo Ordine Domenicano. Curiosamente, Rosa profetizzรฒ che ne sarebbe sorto uno proprio a Lima (il Monastero di Santa Catalina ), cosa che avvenne pochi anni dopo la sua morte. Con la vestizione religiosa, volle chiamarsi nella Chiesa con il nome giร  confermatole a suo tempo di “ Rosa di Santa Maria ”, ritirandosi in una casupola isolata fatta costruire in fondo al giardino di casa, che diventerร  la sua cella monastica nell’assenza di un convento in cittร . I “ Terziari ” (dal latino “ Tertiarius ”, “ relativi al terzo ”), cioรจ le persone che vivono secondo la “ terza regola ” dei vari ordini religiosi, infatti, possono stare sia in convento sia nel mondo. Tantissime furono le manifestazioni mistiche che la riguardarono. Godette prestissimo di estasi, che avvenivano ogni giorno dal giovedรฌ al sabato, durante le quali gioiva di soffrire tutti i tormenti della Passione di Cristo, giungendo al piรน alto grado di unione mistica. La Madonna, da parte sua, non mancรฒ mai durante la sua vita di comunicarle il dono della “ Infanzia spirituale ”, fino a farle condividere la gioia e l'onore di stringere spesso tra le braccia il Bambino Gesรน. Nel frattempo, dopo avere rifiutato un matrimonio molto conveniente, costituรฌ in “ Eremitaggio ” la piccola casupola fatta erigere nel fondo del giardino della casa paterna, entrando sempre piรน nell’intimitร  della sua amata Santa Caterina da Siena, della quale emulรฒ le esperienze, tra cui il “ Matrimonio mistico ”, ovvero una fortissima unione spirituale tra Dio e l'anima umana, oppure tra il fedele e Cristo, che si paragona spesso ad un fidanzamento o matrimonio. Continuรฒ a dedicarsi a severe penitenze, che andavano a sommarsi alle tante avversitร , incomprensioni e malattie d’ogni genere che dovette affrontare.
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Una scelta religiosa tanto radicale scandalizzรฒ i benpensanti di Lima, molti dei quali la consideravano " fuori di testa ", mentre intanto alcuni, sia uomini sia donne, cominciarono a visitarla nel suo rifugio, rimanendo colpiti dalla sua spiritualitร , inconsueta per una ragazza cosรฌ giovane. La transizione dal rifiuto sociale (la considerazione come persona " fuori di testa ") alla venerazione popolare mette in luce la tipica dinamica agiografica dei grandi mistici, spesso incompresi in vita dalle autoritร  o dai benpensanti. Negli anni, la fama del suo ascetismo si diffuse in tutta la cittร  e nei dintorni, molti cominciarono a parlare delle sue estasi, durante le quali Rosa era in unione mistica con Cristo. Alla vita di preghiera e penitenza che conduceva nel nascondimento del suo minuscolo eremo, Rosa di Santa Maria univa la sollecitudine per gli altri. Diventรฒ l’infermiera della nonna malata a letto, continuรฒ i suoi lavori manuali di cucito e ricamo da vendere per soccorrere i piรน miseri e cominciรฒ ad accogliere nella casa paterna alcuni bambini e anziani abbandonati, quasi tutti di origine india. Purtroppo, perรฒ, il suo fisico cominciรฒ a cedere, macerato dalle mortificazioni, dai digiuni e dalle veglie, che la facevano dormire solo tre ore a notte, mentre il giorno era impegnata nella cura dei bisognosi. Nel 1614, la madre, preoccupata per le sue condizioni ormai quasi allo stremo, la convinse a lasciare la casupola in fondo al giardino e a trasferirsi nella casa di una coppia di nobili amici di famiglia, Donna Maria de Ezategui e Don Gonzalo de la Maza, funzionario nel Governo del Vicerรฉ.
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Qui Rosa, in compagnia dei due aristocratici che la amavano come una figlia, visse gli ultimi tre anni della sua esistenza in modo relativamente sereno, sempre immersa nel suo mondo spirituale. Morรฌ il 24 agosto 1617, a soli trentuno anni, sfinita dalle penitenze e dalla vita spesa interamente per il prossimo. Nello stesso anno fu data alle stampe a Lima la prima edizione del libro “ Vita di Rosa di Santa Maria ”, subito trasmessa a Roma, unitamente agli atti idonei all’inizio del processo canonico di santificazione, insieme a una supplica in tal senso dei Domenicani e degli altri ordini religiosi presenti nella capitale del Perรน. Analoga richiesta, poi, arrivรฒ in Vaticano anche dalla Corte Spagnola. Il processo fu aperto nel 1634 per speciale disposizione di papa Urbano VIII. Il pontefice Alessandro VII la proclamรฒ beata nel 1667 e, infine, Rosa da Lima, popolarissima non solo in Sud America ma anche nell’Europa cattolica, fu proclamata Santa da Papa Clemente X nel 1671. Il corpo di Rosa da Lima รจ sepolto a Lima all'interno della Basilica e Convento di Santo Domingo (nota anche come Basรญlica de Nuestra Seรฑora del Rosario ). Nel suo testamento, Rosa lasciรฒ scritto l'espresso desiderio di donare i propri resti ai frati domenicani. Per questo motivo, subito dopo la morte, fu inizialmente sepolta in forma privata all'interno del chiostro del convento. Tuttavia, a causa dell'immediata ed enorme devozione popolare nei suoi confronti, il corpo fu successivamente traslato all'interno della chiesa principale. Oggi i suoi resti riposano nella cripta sotterranea della Basilica, in un mausoleo di marmo situato nel transetto destro, sotto l'altare dedicato ai santi peruviani. Mentre la maggior parte del corpo riposa nella cripta, il suo cranio รจ custodito ed esposto separatamente all'interno della chiesa in un reliquiario speciale, posizionato accanto a quelli dei suoi contemporanei San Martรญn de Porres e San Juan Macรญas.
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Roberto Moggi
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