Santa Monica, madre di Sant'Agostino

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ• ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - giovedรฌ della XXI settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐Œ๐จ๐ง๐ข๐œ๐š, ๐ฆ๐š๐๐ซ๐ž ๐๐ข ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ (๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ’๐Ž๐ซ๐๐ข๐ง๐ž ๐๐ข ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ).
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Monica - questo il suo nome latino, invariato in italiano - nacque verso il 331 o 332 in quella che era la Provincia Romana d’Africa, appartenente all'Impero Romano (oggi corrispondente pressappoco alla Tunisia settentrionale e centrale, alla costa orientale dell'Algeria e alla costa occidentale della Libia), con capoluogo Carthago (Cartagine). Questo territorio, nonostante le origini per lo piรน berbere e puniche dei suoi abitanti, era profondamente influenzato dalla cultura latina e romana. Suo paese natale fu probabilmente la piccola Tagaste (oggi Souk Ahras, nell’Algeria settentrionale), che si trovava circa settanta chilometri a sud-est della piรน nota Ippona (l’odierna Annaba, nella medesima zona). Monica proveniva da una famiglia berbera cristiana di buone condizioni economiche. รˆ storicamente provato che a Tagaste la lingua amministrativa e quotidiana della classe medio-alta fosse il latino (seppur con fonetica africana). Il berbero era parlato nelle campagne circostanti; รจ probabile che Monica lo comprendesse, ma parlava correntemente il latino. Monica leggeva le Scritture nella versione latina (la “ Vetus Latina ”). Ebbe modo di studiare e acquisire una buona cultura, particolarmente sulla Bibbia. Intelligente, affettuosa e di carattere forte, giovanissima fu data in sposa al suo concittadino pagano Patricius (Patrizio), modesto proprietario terriero dal carattere “difficile”, collerico e d’indole infedele. Il 13 novembre 354, a ventidue anni, diede alla luce a Tagaste il figlio primogenito Aurelius Augustinus (Aurelio Agostino), comunemente chiamato col solo secondo nome. Ebbe poi un altro figlio, che venne chiamato Navigium (Navigio), e infine una figlia di cui ignoriamo il nome, dei quali le fonti, purtroppo, non forniscono ulteriori dettagli sugli anni di nascita o sulla distanza temporale tra le rispettive venute al mondo. Tuttavia, la tradizione successiva e alcune fonti agiografiche attribuiscono a sua figlia il nome di Perpetua , che divenne poi badessa del monastero di Ippona.
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Monica, pur dotata di una fortissima fede, con deducibile dolore fu privata della gioia di fare battezzare alla nascita i propri figli perchรฉ il loro padre, Patrizio, era pagano e si rifiutรฒ categoricamente di concedere il necessario assenso da capofamiglia. Dovette soffrire immensamente per questo. Si sa comunque che impartรฌ a tutti e tre un'educazione profondamente cristiana. Anche la sua vita matrimoniale non fu facile, ma, mediante la sua instancabile e fiduciosa preghiera, oltre che alla sua indole mite e dolce ammantata d’umiltร , riuscรฌ infine a vincere le “ asprezze caratteriali ” del marito, che nel 371 si convertรฌ al cristianesimo e si battezzรฒ, prima di morire l'anno seguente. Dopo questo lutto, Monica, che aveva trentanove anni, dovette prendere in mano la cura dei figli e l’amministrazione della casa e dei beni di famiglia. In quegli anni, nonostante tutti i suoi sforzi per non farlo deviare dalla retta via, sempre accompagnando l’azione con l’incessante e fervorosa preghiera, patรฌ molto per la condotta dissoluta e libertina del primogenito Agostino. Il ragazzo, infatti, dotato di una vivace intelligenza, pur studiando con passione e profitto, si dimenticรฒ in quegli anni degli insegnamenti cristiani ricevuti dalla madre e che ella gli ricordava sempre. Sedotto dalla cupidigia del mondo, si diede a una vita sregolata, dedita ai vizi e alla concupiscenza della carne, finendo per accostarsi all’ Eresia Manicheista , dottrina spirituale elaborata dal persiano Mani (da cui prese il nome) nel III secolo, fondata soprattutto sull'identificazione di due principi assoluti: il bene e il male, in perpetuo e insanabile contrasto tra loro. Non pago - sempre inconsciamente alla ricerca della Veritร  che รจ Dio - si avvicinรฒ in seguito alla Filosofia Neoplatonista , una particolare interpretazione del pensiero di Platone (da cui il termine) che venne redatta in etร  ellenistica, e che riassume in sรฉ diversi altri elementi della filosofia greca, diventando la principale scuola filosofica antica dal III secolo. Celebre รจ l’episodio avvenuto in Africa, quando un vescovo (di cui Agostino non fa il nome), vedendo Monica piangere incessantemente per il figlio manicheo, la consolรฒ con la famosa frase: " รˆ impossibile che un figlio di cosรฌ tante lacrime vada perduto! ".
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Nella tarda estate del 383, Agostino, all'etร  di ventinove anni, cedette all'irresistibile attrazione che l'Italia e la sua cultura avevano per tanti giovani come lui e decise di imbarcarsi a Cartagine per raggiungerla. Si recรฒ nel grande porto africano in compagnia della madre Monica, che sempre orante cercava di conquistarlo definitivamente a Cristo. Qui Monica, l’anno successivo, dovette subire anche l’ulteriore amarezza dell’imbarco del figlio nottetempo, di nascosto mentre lei dormiva, senza essere minimamente avvertita, rimanendo sola in quella cittร . Passรฒ la notte in lacrime, pregando sulla tomba del vescovo di Cartagine Cipriano (morto martire nel 258), futuro santo. Infine, nella primavera del 385 (circa un anno e mezzo dopo), anch’essa si imbarcรฒ dalla stessa cittร  per Ostia, il porto di Roma (oggi quartiere marittimo della Capitale), da dove poi raggiunse il figlio a Mediolanum (oggi Milano, capoluogo della regione Lombardia), che era capitale dell'Impero Romano d'Occidente e importante centro politico, militare ed economico, dove Agostino ricopriva una cattedra di retorica e si era riavvicinato al cristianesimo. Qui, infatti, Agostino aveva avuto la grazia di conoscere il locale vescovo Ambrogio (forse 334-397), grande teologo, futuro santo e dottore della Chiesa, che, attraverso le sue catechesi e l’esempio lo aveva conquistato a Gesรน. Monica era sempre attenta a conseguire, con la testimonianza della propria vita integerrima, la parola e la preghiera, la conversione del figlio, non tralasciando di discorrere con lui e altri familiari di filosofia e cose spirituali, sempre con grande sapienza, al punto che Agostino volle trascrivere nei suoi scritti le parole sapienti della madre cosรฌ tanto affranta. A Milano, Ambrogio definรฌ Monica " la madre di cosรฌ tante lacrime ". Egli nutriva una venerazione immensa per lei, lodandone lo zelo e la fede di fronte ad Agostino stesso. Il modo di fare di Monica, finalizzato a “ scuotere ” l’anima del figlio, era per altro meritorio quanto particolare, perchรฉ all'epoca alle donne non era permesso prendere la parola in una pubblica discussione. Era sempre attenta a lui, studioso brillante e molto intelligente, ma ancora materialista, osservandone il percorso di vita, mentre pregava con fervore che si convertisse definitivamente a Cristo. Donna coraggiosa, credente e molto cosciente del suo ruolo sociale, orientรฒ tutta la sua vita sulla fede in Dio. Sognava per i figli un futuro sereno e florido - come ogni mamma al mondo - ma, come spesso accade, le cose non andarono come le aveva sperate, imparando allora ad affidarsi totalmente a Dio, alla Sua Santa Volontร , a rispettare i Suoi tempi e a non sostituirsi a Lui, sperimentando una personale conversione.
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Per molti anni, instancabilmente e con immutata fiducia nel Sommo Creatore, pregรฒ perchรฉ il cuore e la mente di Agostino finalmente si aprissero e potesse avere un incontro autentico con Cristo. Si spostรฒ poi, sempre accanto al figlio, a Cassiciaco presso Milano (oggi Cassago Brianza, in provincia di Lecco, nella regione Lombardia), ove Agostino, sempre piรน tornato in seno al cristianesimo, si preparava al proprio battesimo, che gli fu amministrato proprio da Sant’Ambrogio il 25 aprile 387. Insomma, tanto fece che il miracolo ci fu. Il suo amore materno e le sue preghiere incessanti avevano favorito la conversione di Agostino e, forte di questa grazia ricevuta, Monica pensรฒ che fosse giunta l’ora di tornare a casa e, nel 387, lasciรฒ Milano diretta a Roma in compagnia di Agostino, per imbarcarsi per l’Africa al porto di Ostia. Qui affittรฒ unitamente al figlio una casa, in attesa della prima nave utile. Fu, questa sosta, un periodo carico di intensi e profondi dialoghi spirituali tra i due, che Agostino riportรฒ in seguito nel suo noto libro “ Le Confessioni ”. Questo periodo cosรฌ spiritualmente profondo ha un nome ben preciso nella teologia e nella mistica cattolica: รจ la celebre “ Estasi di Ostia ”. Fu un momento di contemplazione condivisa in cui madre e figlio, affacciati a una finestra che dava sul giardino della casa, toccarono per un istante con la mente la Sapienza eterna. Il 27 agosto 387, nella cittadina portuale laziale, durante l’attesa della nave, Monica si ammalรฒ forse di malaria e in soli nove giorni morรฌ, all'etร  di cinquantasei anni, La sua fedeltร  al Signore era stata premiata, proprio con la morte corporale e la nascita al Cielo. Infatti, in una delle parti piรน toccanti delle sue predette “ Confessioni ”, Agostino riferisce come sua madre abbia identificato chiaramente la propria missione di vita con il riportare alla fede i propri figli. Inoltre, a Ostia, non molto prima di rendere l’anima al Creatore, disse al primogenito: “ … Figlio, nulla in questo mondo mi dร  diletto. Non so cos’altro devo fare o perchรฉ sono ancora qui, visto che tutte le mie speranze in questo mondo si sono realizzate. Avevo una ragione per voler vivere un po’ di piรน: vederti diventare cristiano prima di morire. Dio ha effuso i suoi doni su di me a questo riguardo, perchรฉ so che hai rinunciato alla felicitร  terrena per essere suo servo. E allora cosa faccio qui? … ”. Alcuni giorni dopo queste confidenze, quando si ammalรฒ, accorgendosi che non sarebbe sopravvissuta alla malattia, disse ad Agostino e al fratello di seppellirla sul posto senza preoccuparsi dei suoi resti mortali, chiedendo perรฒ un favore: “ … Ricordami all’altare del Signore ovunque tu sia … ”.
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Monica era una donna capace di realizzare, di rendere piรน umane le persone che aveva accanto a sรฉ. Guidรฒ il marito verso la fede cristiana, accompagnรฒ i figli nelle loro vicissitudini. Insomma, la madre di Agostino รจ il modello di una donna riuscita, che ha lentamente maturato la sua santitร . Desiderando che il figlio aderisse al credo cattolico, piรน volte il suo intervento di madre รจ stato in qualche modo invadente, ma, guidata da Dio, anche attraverso incontri provvidenziali, comprese che il suo atteggiamento doveva essere diverso, capรฌ che la sua presenza accanto al figlio doveva essere discreta, che le sue preghiere sarebbero state esaudite, ma secondo i disegni di Dio. Monica, la madre credente, รจ prima di tutto sorella nella fede del figlio Agostino, fiorito quando lei ha smesso di essere una presenza eccessiva. Monica, dunque, insegna alle donne di oggi a essere madri pazienti, capaci di attendere, con piena fiducia in Dio, che i figli maturino secondo tempi propri. Insegna, anche, a essere mogli virtuose e a pregare incessantemente, senza stancarsi, perchรฉ Dio esaudisce oltre ogni aspettativa. Monica, infatti, santa patrona delle persone che vivono un matrimonio difficile e che hanno figli caratterialmente e socialmente problematici, รจ l’amica consolatrice in Cielo, potente nell'intercessione, che comprende pienamente la disperazione dei genitori che si sentono impotenti e confusi mentre guardano i figli allontanarsi dalla Chiesa e perdersi nei vizi del mondo. Monica รจ venerata come santa dalla Chiesa cattolica, non per un atto di canonizzazione specifico, ma per il riconoscimento del suo culto e della sua santitร  attraverso i secoli, legata alla sua vita alla sequela di Cristo come madre di Sant'Agostino, una basilare figura della Chiesa. Il suo corpo fu inizialmente tumulato nella chiesa di Sant'Aurea di Ostia, ma, il 9 aprile 1430, le sue reliquie furono trasferite a Roma per ordine del papa Martino V. Fu proprio questo pontefice a voler dare una degna sepoltura romana alla madre del piรน grande Dottore della Chiesa occidentale. I suoi resti furono inumati all’interno della centralissima basilica romana di Sant'Agostino in Campo Marzio, dove ancora oggi riposano.
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