San Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ’ ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - venerdรฌ della XIX settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐’๐š๐ง ๐Œ๐š๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฆ๐ข๐ฅ๐ข๐š๐ง๐จ ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š ๐Š๐จ๐ฅ๐›๐ž, ๐ฌ๐š๐œ๐ž๐ซ๐๐จ๐ญ๐ž ๐ž ๐ฆ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ž.
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Rajmund (Raimondo) - questo il suo nome di battesimo nella natia lingua polacca - nacque l'8 gennaio 1894 a Zdunska-Wola, presso Lodz, in una zona della Polonia centrale allora sottomessa all’Impero Russo (attualmente in Polonia). La famiglia d’origine era di modeste condizioni economiche e ferventemente cattolica, tanto che entrambi i genitori erano terziari francescani. Suo padre, Julius Kolbe, era di etnia, lingua e cultura tedesche (ma pienamente integrato nel tessuto sociale polacco), mentre la madre, Marianna Dฤ…browska, era polacca. Il suo nucleo familiare si trasferรฌ presto nella vicina cittadina di Pabianice, dove Raimondo frequentรฒ le scuole primarie. Fin da piccolo, frequenti erano i segni di una particolare predilezione del Cielo per lui. Un giorno, quand’era ancora un bambino, dopo aver compiuto una qualche marachella, la madre lo rimproverรฒ affettuosamente dicendogli: “ Raimonduccio, non so che cosa ne sarร  di te! ”. Lui prese molto sul serio questo rimprovero e pregรฒ tanto la Madonna, affinchรฉ lo illuminasse sul suo futuro. Fu cosรฌ che, andato in chiesa, la Santa Vergine gli apparve con due corone in mano, una bianca e una rossa. Guardandolo con amore, gli chiese quale avesse voluto e, lui, per divina ispirazione, subito capรฌ che la bianca significava la purezza e la rossa il martirio, rispondendo prontamente di volerle entrambe. Allora la Vergine lo guardรฒ con dolcezza e, dopo avergli raccomandato di amare intensamente Gesรน, scomparve. In quell’occasione, avvertรฌ precocemente la propria vocazione sacerdotale e chiaramente comprese che, per corrispondere all’invito della Madre di Dio, doveva consacrarsi al Signore nell'Ordine Francescano. La sua vocazione fu cosรฌ forte che nel 1907, a soli tredici anni, entrรฒ nel seminario dei Frati Minori Conventuali (Famiglia francescana), di Leopoli, in un’altra zona della Polonia orientale, all’epoca assoggettata all’Impero Austro-Ungarico (oggi in Ucraina), dove frequentรฒ gli studi secondari.
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In quel convento, il 4 settembre 1910, cominciรฒ il noviziato, che terminรฒ il 5 settembre 1911 con l’emissione della professione semplice, ricevendo il nome religioso di fra Massimiliano. Nella tradizione dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali dell'epoca, infatti, il nome ecclesiale veniva assegnato dal Superiore al momento dell'ingresso in noviziato (la cosiddetta “ Vestizione ”). Per proseguire la sua formazione religiosa e sacerdotale fu trasferito a Roma, dove dimorรฒ dal 1912 al 1919 presso il " Collegio Serafico Internazionale " del suo ordine religioso, continuando a manifestare quelle virtรน religiose che giร  lo rivelavano degno figlio di San Francesco. Qui emise la professione solenne, il 1° novembre 1914, in occasione della quale chiese e ottenne il permesso di poter aggiungere " Maria " al proprio nome religioso. Questa fu un'iniziativa totalmente sua, dettata dalla sua immensa e personale devozione all'Immacolata. Nel 1915 conseguรฌ a pieni voti la laurea in filosofia, mentre la sua fede si andava sempre piรน rafforzando e si irrobustiva la sua profonda venerazione verso Maria Santissima. In un medesimo disegno di Dio, amava contemplare la presenza di Maria Immacolata che sta al vertice della partecipazione e della collaborazione rispetto all’incarnazione redentrice e all'azione santificante dello Spirito. Si sentiva inoltre fortemente e responsabilmente inserito nella storia e nella vita della Chiesa, come in quella del suo Ordine Francescano, tanto da ardere dal desiderio di operare all’edificazione e difesa del Regno di Dio, sotto il patrocinio di Maria Immacolata, e di incoraggiare i confratelli a un rinnovato filiale e cavalleresco servizio alla Madre di Dio. Questi sentimenti di fede e di zelo, uniti alla sua spiritualitร  profondamente mariana (che egli stesso sintetizzรฒ nel motto: “ … Rinnovare ogni cosa in Cristo attraverso l'Immacolata … ”), sono alla base dell’istituzione della “ Milizia di Maria Immacolata ” o “ Milizia dell’Immacolata ” (sigla “ M.I. ”), cui diede vita e statuto a Roma, martedรฌ 16 ottobre 1917: un’associazione pubblica di fedeli, universale e internazionale, i cui membri riconoscono, nel Mistero dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, il punto focale della loro spiritualitร , teologia e apostolato. I predetti sentimenti, ancora, costituiscono il fermento che animerร  tutta la vita spirituale e apostolica di Massimiliano, fino al suo martirio di caritร .
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Il luogo esatto di fondazione della “ Milizia ”, fu una stanzetta situata all'interno del Collegio Serafico Internazionale dei Frati Minori Conventuali, che all'epoca si trovava a pochi passi dal Foro Romano e dal colle Palatino. In quel medesimo edificio aveva sede anche la Pontificia Facoltร  Teologica " San Bonaventura ", dove egli risiedeva e portava avanti i suoi studi universitari. Alla fondazione, Massimiliano non era solo: diede vita al movimento la sera di quel martedรฌ insieme ad altri sei confratelli, tra polacchi e italiani, studenti come lui. L’istituzione avvenne in un clima di forte tensione e fervore spirituale. L'Europa era sconvolta dalla Prima Guerra Mondiale, e a Roma si erano appena concluse le accese manifestazioni anticlericali e massoniche per il bicentenario della massoneria (che avevano visto sfilare cortei fin sotto le finestre del Vaticano), evento che spinse Massimiliano a voler creare un " esercito spirituale " pacifico per convertire i cuori. Fu ordinato sacerdote il 28 aprile 1918, e celebrรฒ la prima messa il giorno successivo nella chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte (luogo della conversione dell'ebreo Alfonso Ratisbonne per mezzo dell'Immacolata, dettaglio che Kolbe amava immensamente). Nel 1919 raggiunse anche la laurea in teologia. Gli anni di formazione spirituale avevano aperto lo spirito di fra Massimiliano a un’acuta penetrazione e profonda contemplazione del Mistero di Cristo. Egli amava considerare, nel piano salvifico di Dio, la Volontร  del Padre che per mezzo del Figlio e dello Spirito Santo crea. santifica e salva il mondo. Nel 1919 Massimiliano tornรฒ in Patria, che aveva finalmente guadagnato l'indipendenza l’anno precedente in seguito alla Prima Guerra Mondiale, come “ Repubblica di Polonia ” ( la seconda ). Qui, nonostante le difficoltร  di una grave malattia che lo costringeva a prolungate degenze nel sanatorio di Zakopane, nel sud del Paese, si dedicรฒ con ardore all'esercizio del ministero sacerdotale e all’organizzazione pratica della Milizia dell’Immacolata (M.I.). Nel 1919, nella cittร  polacca di Cracovia, ottenne il consenso del locale arcivescovo a stampare una “pagella d’iscrizione” alla Milizia e potรฉ reclutare fra i fedeli i primi “ Militi dell'Immacolata ”. Nel mese di gennaio 1922 diede inizio alla pubblicazione della rivista “ Rycerz Niepokalanej ” (“ Il Cavaliere dell'Immacolata ”), organo ufficiale della M.I., mentre a Roma, in data 2 gennaio 1922, il cardinale Basilio Pompilj, all'epoca Vicario Generale di Sua Santitร  per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano, approvava canonicamente la Milizia come “ Pia Unione ”. Questo riconoscimento segnรฒ un momento di svolta per il movimento fondato da Massimiliano Kolbe: il decreto canonico la eresse ufficialmente sotto il titolo di " Pia Unione della Milizia di Maria Immacolata ”, dando alla Milizia la sua prima esistenza giuridica formale all'interno della Chiesa cattolica. Fu il primo e fondamentale gradino che permise poi a Papa Pio XI, pochi anni piรน tardi (nel 1927), di elevarla ulteriormente a " Pia Unione Primaria ", consentendole di aggregare altre sezioni in tutto il mondo.
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In seguito, invero, la M.I. troverร  adesioni sempre piรน numerose tra sacerdoti, religiosi e fedeli di molte nazioni, attratti dal suo programma mariano e da una certa “ fama di santitร  ” che Massimiliano si era giร  guadagnato. Intanto, nella Polonia orientale, Kolbe ottenne di poter costituire, nel Convento Francescano di Grodno (oggi in Bielorussia), una tipografia e un centro editoriale autonomo che gli consentirono di pubblicare con piรน proficua tiratura “ Il Cavaliere dell’Immacolata ”, per potere - come lui diceva - “ … portare l'Immacolata nelle case, affinchรฉ le anime avvicinandosi a Maria ricevano la grazia della conversione e della santitร  … ”. Fu questa una meravigliosa esperienza di vita spirituale e apostolica che durรฒ cinque anni, preparando un'altra impresa. Nell’autunno del 1927, difatti, Massimiliano diede inizio alla costruzione, nei pressi della capitale Varsavia, di una vera e propria “ cittร -convento ” che chiamerร  “ Niepokalanow ” (“ Cittร  dell'Immacolata ”). Per la precisione, le tappe fondamentali di quell'anno cruciale si concentrarono nei mesi estivi e autunnali:
- 6 agosto 1927: sul terreno di Teresin donato dal principe Jan Drucki-Lubecki (situato a circa 42 chilometri da Varsavia), avvenne la benedizione della statua dell'Immacolata. Questo atto spirituale fu considerato la posa della "prima pietra" simbolica dell'intero complesso.
- 5 ottobre 1927: iniziarono ufficialmente i lavori materiali di costruzione dei primi edifici in legno, tra cui i padiglioni per la tipografia e la celebre cappella originaria. I primi frati giunsero sul posto proprio a fine estate per preparare il terreno.
- 7 dicembre 1927: la prima porzione del convento-cittร  venne ufficialmente consacrata e inaugurata, alla vigilia della festa dell'Immacolata Concezione, permettendo il definitivo trasferimento delle attivitร  editoriali e della comunitร  da Grodno.
Fin dagli inizi, Niepokalanรณw assunse la fisionomia di un'autentica “ Fraternitร  francescana ”, per l'importanza primaria data alla preghiera, per la testimonianza di vita evangelica e per l’alacritร  del lavoro materiale e apostolico dei suoi frati. Questi ultimi, formati e guidati personalmente da lui, vivevano in conformitร  alla Regola di San Francesco nello spirito della consacrazione all'Immacolata e collaboravano tutti nell’attivitร  editoriale e nell'uso di altri mezzi di comunicazione sociale, molto moderni e all’avanguardia per l’epoca, per l'incremento del Regno di Cristo e la diffusione della devozione alla Beata Vergine Maria. Ben presto Niepokalanรณw diventรฒ perciรฒ un importante e fecondo centro di crescita vocazionale, che accoglieva i sempre piรน numerosi aspiranti alla vita religiosa francescana nel suo seminario, e un centro editoriale che pubblicava in sempre piรน aumentata tiratura: “ Il Cavaliere dell’Immacolata ”, altre riviste per giovani e ragazzi e altre opere di divulgazione e formazione cristiana. Da questo convento-cittร , lo sguardo di Massimiliano spaziava sul mondo spinto dall'amore verso Cristo e Maria, nell’acceso desiderio che tutto il mondo si consacrasse all’Immacolata.
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Nel 1930, mai stanco di donarsi totalmente ai fratelli, Massimiliano parti missionario per l'Estremo Oriente. Nel mese di aprile approdรฒ in Giappone e raggiunse la cittร  di Nagasaki, giร  evangelizzata negli ultimi decenni del 1500 da alcuni missionari Gesuiti, e qui, accolto benevolmente dal vescovo, dopo appena un mese era giร  in grado di pubblicare in lingua giapponese “ Il Cavaliere dell'Immacolata ”. Fece poi costruire, sulle pendici del monte Hicosan alla periferia della cittร , un nuovo convento-cittร  che prese il nome giapponese (traslitterato) di “ Mugenzai no Sono ” (“ Giardino dell'Immacolata ”). Quella posizione, apparentemente " scomoda " e criticata da altri all'epoca, si rivelรฒ provvidenziale perchรฉ protesse il convento dalla devastazione della bomba atomica nel 1945, che esplose sul versante opposto della montagna. Nella cittร -convento nipponica organizzรฒ e formรฒ la nuova comunitร  francescana missionaria, sul tipo di quella di Niepokalanรณw. I risultati si rivelarono presto assai confortanti. Si moltiplicavano conversioni e battesimi e tra i giovani battezzati maturavano vocazioni religiose e sacerdotali, per cui anche “ Mugenzai no Sono ” divenne fecondo centro vocazionale e sede di un noviziato e di un seminario filosofico-teologico. L'attivitร  editoriale arrivรฒ a pubblicare la locale edizione de “ Il Cavaliere ”, con una tiratura di 50.000 copie e una redazione perfezionata. Massimiliano, autentico apostolo di Maria, avrebbe voluto fondare altre " Cittร  dell'Immacolata " in varie altre parti del mondo, ma nel 1936 dovette ritornare in Polonia per riprendere la guida di Niepokalanรณw ed essere, secondo i disegni di Dio, testimone dell'amore di Cristo e di Maria di fronte al mondo, nella terribile ora incombente. Negli anni dal 1936 al 1939, Niepokalanรณw raggiunse il massimo sviluppo della sua attivitร  vocazionale e editoriale e Massimiliano, ricco delle nuove esperienze acquisite in Giappone, si dedicรฒ non solo a impartire un’intensa formazione spirituale alle numerose vocazioni che continuamente affluivano, ma anche a curare l’efficiente organizzazione dell'apostolato stampa. Circa ottocento frati, tutti consacrati all'Immacolata, erano intenti alla redazione, alla stampa e alla diffusione di libri, opuscoli e periodici tra i quali " Il Cavaliere ", con tiratura fino a 1.000.000 di copie, e il quotidiano cattolico popolare " Piccolo Giornale " (“ Maล‚y Dziennik ”), che raggiungeva le 130.000 copie nei giorni feriali e le 250.000 in quelli festivi. Lanciato a Niepokalanรณw il 27 maggio 1935, il Maล‚y Dziennik nacque dall'audace intuizione mediatica di padre Kolbe: creare un quotidiano cattolico di informazione generale che potesse fare concorrenza alla stampa laica, liberale o di orientamento socialista. Nel frattempo Massimiliano ebbe l'opportunitร  di dedicarsi anche a completare l'organizzazione della M.I. ormai diffusa nel mondo. Si festeggiรฒ nel 1937 il ventennale di fondazione dell’organizzazione mariana ed egli lo commemorรฒ a Roma, dove nel mese di febbraio gettรฒ le basi per la creazione di una " Direzione Generale della Milizia dell’Immacolata ". Si giunse cosรฌ al settembre del 1939, quando ebbe inizio la tragica serie di prove, non disgiunte dal sangue, che Massimiliano aveva in un certo modo intravisto. Una folle ideologia antiumana e anticristiana, quella nazista, spinse le forze del poderoso esercito della Germania del cosiddetto “III Reich” a invadere la parte occidentale della Polonia, cosa che fu ripetuta sul lato orientale, non molti giorni dopo, come da precedenti accordi segreti intercorsi tra i due totalitarismi, da parte di un’altra feroce ideologia dittatoriale, quella comunista della cosiddetta Unione Sovietica, le cui enormi forze armate invasero e occuparono circa la metร  orientale del Paese.
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La violenza e la persecuzione dilaganti si abbatterono anche su Niepokalanรณw, che ricadeva nella parte invasa dai nazisti, dov’era rimasto solo un ridotto numero di frati. Tuttavia, Massimiliano affrontรฒ la situazione con eroica fermezza e caritร . Egli accolse nel convento chiunque ne aveva bisogno: profughi, feriti, deboli, affamati, scoraggiati, ricercati, cristiani ed ebrei, ai quali offrรฌ ogni possibile conforto spirituale e materiale. Niepokalanรณw divenne un rifugio per circa 3.000 profughi polacchi, tra cui circa 1.500 ebrei cacciati dalle zone incorporate nel Reich, che Kolbe sfamรฒ e protesse senza alcuna distinzione. Il 19 di settembre 1939, la Gestapo, la Polizia nazista, procedette alla deportazione di Massimiliano e del piccolo gruppo dei frati di Niepokalanรณw presso il campo di concentramento di Amtitz in Germania (oggi Gฤ™bice, in Polonia), dove egli animรฒ i fratelli a trasformare la prigione in una missione di testimonianza. Poterono tutti rientrare liberi a Niepokalanรณw nel mese di dicembre, e riprendere un certo ritmo di attivitร  nonostante le devastazioni subite dai vari reparti. La nuova autoritร  amministrativa imposta in quella parte di Polonia dal nazismo, conosceva assai bene la potenza spirituale cristiana che Niepokalanรณw rappresentava in Polonia contro ogni forma d’ingiustizia e di errore, e conosceva inoltre le ferme intenzioni che animavano i frati “ Cavalieri di Maria Immacolata ”, perchรฉ lo stesso Massimiliano aveva apertamente fatto questa dichiarazione: “ … Siamo pronti a sacrificare la vita per i nostri ideali … ”. La Gestapo perรฒ, preferรฌ ricorrere all'inganno per incriminare Massimiliano. Fu, infatti, arrestato il 17 febbraio 1941 e rinchiuso nel carcere di Pawiak, dove subรฌ i primi oltraggi e le prime torture dalle guardie naziste; il 28 maggio fu trasferito nel campo di concentramento chiamato in tedesco Auschwitz ( Oswiecim in polacco) situato nella parte di paese sottoposta alla Germania con il nome di “ Governatorato Generale di Polonia ”, tristemente famoso. La presenza di Padre Kolbe nei vari blocchi del campo della morte fu una presenza luminosa, rivelatrice della presenza di Dio e del Suo amore per tutti gli uomini. Egli fu, in quel luogo tenebroso e demoniaco, sacerdote testimone della fede, pronto a dare ogni genere di aiuto e la stessa vita per gli altri; frate francescano testimone evangelico di caritร  e messaggero di pace e di bene per i fratelli; Cavaliere di Maria Immacolata che all'amore della Madre divina affida tutti gli uomini. Coinvolto nelle terribili sofferenze inflitte dagli aguzzini, egli pregava e faceva pregare, sopportava e perdonava, illuminava e fortificava nella fede, assolveva peccatori e infondeva speranza. Era pronto al dono supremo cui aveva aspirato fin dagli anni giovanili dando alla sua caritร  la dimensione evangelica sintetizzata nel motto latino: “ Da te ipsum aliis = Amor ” [“ Da (dona) te stesso agli altri, questo รจ amore ”].
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Questo suo anelito, lo compรฌ con estremo slancio d’amore, quando, il 29 luglio 1941, una grigia mattina, durante l’adunata utilizzata per scegliere detenuti destinati per punizione alla morte, liberamente si offrรฌ di prendere il posto di un padre di famiglia polacco, condannato insieme con altri nove per ingiusta rappresaglia a seguito della fuga di un prigioniero, a morire di fame in una scura cella. Si trattava di una “ rappresaglia ” inumana e arbitraria motivata dal fatto che, nella notte precedente, un prigioniero della stessa baracca di Kolbe (il “ Blocco 14 ”) riuscรฌ a fuggire dal campo. Come di consuetudine, per l'intera giornata del 29 luglio, i prigionieri del blocco vennero costretti a rimanere in piedi sul piazzale, sotto il sole, senza cibo nรฉ acqua. Nel pomeriggio, il vicecomandante del campo ( l'SS-Hauptsturmfรผhrer Karl Fritzsch) passรฒ tra le file per selezionare arbitrariamente i 10 prigionieri destinati a morire di fame nel famigerato “ Blocco 11 ” (il bunker della morte) come punizione collettiva per la fuga. Quando, tra gli altri, fu selezionato Franciszek Gajowniczek (il prigioniero numero 5659), un povero padre di famiglia, l'uomo scoppiรฒ in lacrime gridando: " La mia sposa! I miei figli! Non li vedrรฒ mai piรน! ". Fu in quel momento preciso che il numero 16670, padre Massimiliano Kolbe, uscรฌ dalle righe e pronunciรฒ le famose parole: " Sono un sacerdote cattolico polacco, sono vecchio, voglio prendere il suo posto perchรฉ lui ha moglie e figli ". Il comandante nazista - prodigiosamente - acconsentรฌ, mentre di norma non era tollerato alcuna forma di colloquio con i prigionieri. Dopo questo incredibile prodigio, la vicenda si sposta all'interno del sotterraneo:
- Dal 29 luglio al 14 agosto 1941: Kolbe e i suoi 9 compagni rimasero rinchiusi nel bunker senza ricevere una goccia d'acqua o un pezzo di pane. Il santo trasformรฒ la cella della disperazione in un luogo di preghiera, intonando inni sacri e confortando gli altri condannati mentre morivano uno dopo l'altro.
- 14 agosto 1941: dopo oltre due settimane, essendo Kolbe ancora vivo e cosciente insieme ad altri tre superstiti, le guardie naziste decisero di liberare la cella iniettandogli una dose letale di acido fenico. Il santo morรฌ sussurrando " Ave Maria " alla vigilia della festa dell'Assunta.
Nel bunker “ della morte ”, il luogo preposto alla miserabile fine, dov’erano rinchiusi i condannati a morire di fame, Massimiliano fece risuonare con la preghiera il canto della vita redenta che non muore, il canto dell'amore che รจ l'unica forza creatrice, il canto della vittoria promessa ai fedeli in Cristo. Il 14 agosto 1941, vigilia della festa dell’Assunzione di Maria Santissima, rimasto in vita con pochi superstiti del gruppo di condannati, che aveva spiritualmente sostenuto fino alla fine, la ferocia inumana e anticristiana stroncรฒ la sua esistenza terrena con un’iniezione di acido fenico. Fu l’ultimo a lasciare questo mondo, sussurrando “ Ave Maria! ”. La Vergine Immacolata, che gli offrรฌ fin da ragazzo la corona della purezza e del martirio, lo attendeva in cielo. La fama della vita santa e dell'eroica morte di Padre Massimiliano Maria Kolbe si diffuse presto nel mondo, ovunque ammirata ed esaltata. Compiuti dalla Chiesa i processi e gli esami canonici di rito, il Santo Padre San Paolo VI lo proclamรฒ Beato il 17 ottobre 1971 e, il 10 ottobre 1982, il pontefice San Giovanni Paolo II lo proclamรฒ Santo, Martire e “ Patrono dei nostri difficili tempi ”.
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Roberto Moggi
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