๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐: ๐๐ ๐๐๐๐๐๐
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Oggi - ๐๐ ๐๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐๐๐ - lunedรฌ della XIX settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la festa di ๐๐๐ง ๐๐จ๐ซ๐๐ง๐ณ๐จ, ๐๐ข๐๐๐จ๐ง๐จ ๐ ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐.
๐๐ ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐ข๐ฌ๐ฉ๐๐ง๐ข๐๐ก๐ ๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐ฎ๐จ๐ฅ๐ ๐๐ข ๐๐๐ซ๐๐ ๐จ๐ณ๐ณ๐
Le notizie su Laurentius (Lorenzo) - questo il suo nome in latino, che deriva da Laurus (alloro), la pianta con cui si incoronavano i vincitori. Un richiamo profetico alla sua futura " corona " di martire - sono scarse. Nacque nel 225 (ma secondo altre fonti tra il 225 e il 230) a Osca, piccolo centro alle falde dei Pirenei, nella provincia romana dell’Hispania Tarraconensis (oggi Huesca nella regione dell’Aragona, Spagna). Secondo le fonti agiografiche tradizionali, nacque da genitori profondamente cristiani, tradizionalmente identificati in Oronzio e Pazienza, venerati a loro volta come santi dalla tradizione locale spagnola. La tradizione narra che Lorenzo ricevette fin da piccolissimo i sacramenti dell'iniziazione cristiana e crebbe in un ambiente domestico improntato alla fede, distinguendosi fin dall'infanzia per la sua docilitร e rettitudine. Ancora ragazzo fu inviato nella vicina cittร romana di Caesaraugusta (oggi Saragozza), per completarvi gli studi umanistici e teologici in una delle piรน autorevoli scuole. Qui strinse una sincera e limpida amicizia con uno dei suoi istitutori, il futuro papa e santo Sisto II (dal 257 al 258), uno dei maestri piรน conosciuti e apprezzati dell’istituto e persona in vista nella locale comunitร cristiana.
๐'๐๐ซ๐ซ๐ข๐ฏ๐จ ๐ ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ ๐ข๐ฅ ๐ฆ๐ข๐ง๐ข๐ฌ๐ญ๐๐ซ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ญ๐̀
Giunto al termine del proprio ciclo di studi, decise di seguire lo stimato maestro che intendeva trasferirsi a Roma e partรฌ con lui per la metropoli, che oltre ad essere la Capitale dell’Impero era ormai anche il centro universale della cristianitร . Il loro trasferimento avvenne in un anno non precisato dalle fonti, ma collocabile tra il 250 e il 256. Giunto nell’Urbe, dopo che si fu ben inserito nel nuovo ambiente sociale e religioso frequentandone la comunitร dei credenti in Gesรน, si distinse presto per le sue innate virtรน di caritร verso i poveri e integritร dei costumi. Cosรฌ, quando il suo antico educatore, il 30 agosto 257, fu eletto papa col nome di Sisto II, questi lo nominรฒ “Arcidiacono di Roma” e capo dei cosiddetti “Sette diaconi romani del Pontefice”, un’istituzione della Chiesa del tempo che ricalcava esattamente il modello dei primi sette diaconi scelti dagli Apostoli negli Atti degli Apostoli (At 6, 1-6) per il servizio delle mense e dei poveri. Fra i tanti incarichi di fiducia che gli furono assegnati, tutti molto importanti, doveva sovrintendere all’amministrazione dei beni ecclesiastici, ricevere le offerte, custodirle e provvedere con esse ai bisognosi, agli orfani e alle vedove. Per queste mansioni, eseguite con amore e in modo impeccabile, Lorenzo fu uno dei personaggi piรน noti della prima cristianitร di Roma.
๐๐ ๐ฉ๐๐ซ๐ฌ๐๐๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐ข ๐๐๐ฅ๐๐ซ๐ข๐๐ง๐จ ๐ ๐ฅ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐๐ณ๐ข๐ ๐๐๐ฅ ๐ฉ๐๐ฉ๐
Intanto l’imperatore Valeriano (dal 253 al 260) intensificรฒ la persecuzione dei cristiani, tanto che il 6 agosto 258, lui, lo stesso pontefice e i diaconi Felicissimo e Agapito furono arrestati mentre si trovavano nel Cimitero (o Catacomba) di Pretestato, sulla Via Appia, proprio mentre il papa sedeva sulla cattedra episcopale e stava per celebrare la messa. Mentre i soldati portavano via il Santo Padre per sottoporlo al giudizio che prevedeva la morte - spiega un resoconto tramandato, che perรฒ a tratti si ammanta di leggenda - il devoto e fedele Lorenzo, conscio che l’amato papa e amico sarebbe stato ucciso, pur se in catene con gli altri membri del clero, coraggiosamente cercรฒ di condividerne l’ormai imminente martirio, pregando Sisto II di chiedere agli aguzzini di essere martirizzati insieme. A questo proposito, nel dialogo tra Lorenzo e Sisto II, la tradizione (riportata da Sant'Ambrogio nel “De Officiis”) tramanda una frase bellissima di Lorenzo: "Dove vai, o padre, senza il tuo figlio? Dove vai, o santo sacerdote, senza il tuo diacono?". Il papa gli avrebbe profeticamente risposto che non lo abbandonava, avvertendolo che a lui era riservata una prova piรน grande e che lo avrebbe seguito sulla strada del martirio dopo tre giorni. Il pontefice e gli altri diaconi, dopo essersi rifiutati di abiurare la vera fede, subirono quasi subito il martirio. Lorenzo, invece, come capo dei diaconi, fu risparmiato per farsi consegnare quelli che gli aguzzini ritenevano essere i “tesori della Chiesa”. In seguito Lorenzo fu dato in custodia al centurione Ippolito, che lo rinchiuse in un sotterraneo adibito a prigione della propria abitazione.
๐๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐ข๐ ๐ข๐จ ๐ง๐๐ฅ ๐๐๐ซ๐๐๐ซ๐ ๐ ๐ฅ๐ ๐ซ๐๐๐๐ข๐ ๐๐๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐๐๐๐ญ๐ญ๐จ
In questo luogo buio, umido e angusto si trovava imprigionato anche un certo Lucillo, un pagano privo di vista dalla nascita. Lorenzo confortรฒ il compagno di prigionia, lo incoraggio, lo catechizzรฒ alla dottrina di Cristo e, servendosi di una polla d’acqua che sgorgava dal suolo, lo battezzรฒ seduta stante. Immediatamente, col rito, Lucillo ebbe miracolosamente la vista. Il centurione Ippolito, che controllava spesso i carcerati, avendo personalmente costatato il fatto prodigioso, colpito dalla serenitร e mansuetudine dei prigionieri e illuminato dalla grazia di Dio, si convertรฌ anch’egli e si fece cristiano ricevendo il battesimo da Lorenzo stesso. La conversione del Centurione fu tanto forte e sincera che in seguito, riconosciuto come seguace di Gesรน, non volle abiurare, venendo legato alla coda di cavalli e fatto trascinare per sassi e rovi fino alla morte. Intanto il prefetto di Roma (che la tradizione identifica in Cornelio Secolare (o un magistrato di nome Partenio) - ma secondo altre versioni lo stesso imperatore Valeriano - convinto anch’egli che i cristiani possedessero chissร quali grandi tesori nascosti, convocรฒ Lorenzo, pensando che come primo diacono egli fosse anche il tesoriere della Chiesa e gli ordinรฒ di consegnargli tutte le ipotizzate ricchezze.
๐ ๐ฏ๐๐ซ๐ข ๐ญ๐๐ฌ๐จ๐ซ๐ข, ๐ข๐ฅ ๐๐ฎ๐จ๐๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ ๐ซ๐๐ญ๐ข๐๐จ๐ฅ๐ ๐ ๐ข๐ฅ ๐ญ๐ซ๐ข๐จ๐ง๐๐จ ๐ง๐๐ข ๐๐ข๐๐ฅ๐ข
Lorenzo non si scompose nรฉ si mostrรฒ spaventato, rispondendo di essere pronto a farlo, ma di avere bisogno di tempo per raccoglierli. Ottenuto, allo scopo, di potere uscire dalla prigione sia pur vigilato, radunรฒ tutti i poveri e i malati che potรฉ trovare in giro, invitandoli a seguirlo nel luogo ove si teneva il giudizio. Qui, nel giorno stabilito per l’udienza, li mostrรฒ al prefetto (o all’imperatore), spiegando che quelli erano i soli grandi tesori della Chiesa di Cristo, della quale costituivano l’oro, mentre le vergini e le vedove ne erano le perle e pietre preziose. Furioso - narra la “traditio” - il prefetto condannรฒ Lorenzo a un supplizio particolarmente lento e crudele. Il 10 agosto 258, il Diacono, all’etร di soli trentatrรฉ anni, fu condotto in un luogo poco lontano dalla prigione e, spogliato delle vesti, fu legato a una graticola sotto la quale bruciavano carboni ardenti. I testimoni di questa straziante scena descriveranno poi, molto stupiti da ciรฒ, la gioia sovrumana e la letizia divina che s’irradiava dal volto del giovane condannato. Lucido e senza un solo lamento, dopo un po’ di tempo che stava sulla graticola, si sarebbe rivolto ai suoi torturatori chiedendo loro di voltarlo di lato, essendo ormai “cotto” dall’altro. Questi lo girarono e, dopo qualche minuto, alzรฒ gli occhi al Cielo, pregรฒ per la conversione di Roma e finalmente rese l’anima a Dio. Alcuni senatori romani che avevano assistito al supplizio crudele, di fronte a tanto coraggio, sicuramente di provenienza divina, si convertirono al cristianesimo, ne ottennero il corpo e lo fecero seppellire nelle catacombe dette di Santa Ciriaca (dal nome della pia matrona che le offerse per la sepoltura), sulla via Tiburtina presso il cosiddetto Campo Verano (l’attuale cimitero del Verano, dove oggi sorge in suo onore la basilica di San Lorenzo fuori le Mura).
๐'๐ข๐ญ๐ข๐ง๐๐ซ๐๐ซ๐ข๐จ ๐ฅ๐๐ฎ๐ซ๐๐ญ๐๐ง๐จ: ๐ฅ๐ ๐ญ๐ซ๐ ๐๐ก๐ข๐๐ฌ๐ ๐๐๐ฅ ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ข๐จ ๐ ๐๐จ๐ฆ๐
Un semplice giovane diacono, la cui vita era stata povera e nascosta, ebbe cosรฌ il suo martirizzato corpo portato alla sepoltura da membri del piรน alto Organo legislativo e politico che esisteva a quel tempo sulla terra, il Senato di Roma. A ricordare il suo martirio, registrato dal Martirologio Romano al 10 agosto del 258, saranno poi erette a Roma tre chiese, nei luoghi degli episodi salienti della sua passione. La prima รจ San Lorenzo in Fonte, sul luogo della sua prigionia (oggi via Urbana), una piccola chiesa neoclassica costruita sulla casa del centurione Ippolito, nelle cui prigioni sotterranee Lorenzo fu imprigionato. Negli ambienti sotto terra, รจ possibile vedere la fonte dove il martire attinse l’acqua per battezzare il suo compagno di prigionia Lucillo. La seconda รจ San Lorenzo in Panisperna, sul luogo del suo martirio (oggi via Panisperna), secondo la tradizione fondata dall’imperatore Costantino sul luogo del martirio, che custodisce nella cripta il luogo dove fu approntata la graticola utilizzata per il supplizio. Nella chiesa รจ possibile ammirare un grande affresco del suo martirio. La terza รจ, come detto, San Lorenzo al Verano, nome completo Basilica Papale di San Lorenzo Fuori le Mura al Campo Verano, sul luogo della sua sepoltura (Oggi piazzale del Verano).
๐๐ ๐ซ๐๐ฅ๐ข๐ช๐ฎ๐ข๐ ๐ข๐ง ๐๐ฎ๐๐ข๐ง๐ ๐ ๐ฅ๐ “๐๐จ๐ญ๐ญ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฌ๐ญ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐๐๐ง๐ญ๐ข”
Nella basilica di San Lorenzo in Lucina, invece รจ custodita, all’interno di un’urna del 1700, la graticola del martirio e, sotto l'altare maggiore, anche le catene con cui Lorenzo fu legato. La “Notte di San Lorenzo” - quella di oggi 10 agosto, data del suo martirio - รจ una notte “particolare”, con una storia che intreccia astronomia, religione e antichitร . Nelle ore di buio, infatti, si possono ammirare le “Stelle di San Lorenzo”, che in realtร sono le Perseidi, uno sciame meteorico che rende spettacolare il cielo notturno nel periodo intorno a questa data. Non si tratta di stelle vere e proprie, ma di piccoli frammenti di comete, che entrando nell'atmosfera terrestre bruciano a causa dell'attrito, creando le scie luminose che vediamo. La tradizione delle “stelle cadenti”, comunque, ha origini molto antiche e fu associata al martirio di San Lorenzo. I carboni ardenti della sua passione sulla graticola e particolarmente le scintille del fuoco, furono associati al predetto fenomeno e chiamate perciรฒ anche “Lacrime di San Lorenzo”.
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Roberto Moggi
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