Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore

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Oggi - ๐Ÿ“ ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - mercoledรฌ della XVIII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria facoltativa della ๐ƒ๐ž๐๐ข๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐š๐ฌ๐ข๐ฅ๐ข๐œ๐š ๐๐ข ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š ๐Œ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ž.
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Questa ricorrenza ricorda, per l’appunto, la dedicazione dell’omonima grande basilica del centro di Roma. Il vocabolo “ dedicazione ” รจ il termine liturgico corretto e specifico per l'atto con cui un edificio stabile ( la chiesa fisica ) viene sottratto all'uso profano e destinato per sempre in modo esclusivo al culto divino. L'edificio viene " dedicato " a Dio in onore di un santo o di un mistero (in questo caso, Maria Madre di Dio).
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La Basilica Papale di Santa Maria Maggiore - questo il suo esatto titolo - considerata il piรน antico santuario mariano dell’occidente, fu fatta erigere - sullo spazio dove si trovava una chiesa che il pontefice Liberio (dal 352 al 366) aveva ricavato da un preesistente tempio pagano - da papa San Sisto III (dal 432 al 440), dedicandola alla Vergine Santissima col titolo di “ Madre di Dio ”, che le era stato solennemente attribuito nell’anno 431 dal Concilio di Efeso (cittร  greca sulla costa mediterranea dell’Anatolia, oggi nella Turchia asiatica). Sisto III decise di ricostruire e dedicare la basilica proprio per celebrare il trionfo dottrinale contro l'eresia di Nestorio, il quale negava a Maria il titolo di “ Theotรณkos ” (in greco “ Madre di Dio ”). Questo tempio mariano per eccellenza, รจ una delle quattro basiliche pontificie di Roma (unitamente a San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura) ed รจ indicato con l’aggettivo di “ Maggiore ” per evidenziarne la preminenza su tutte le altre chiese intitolate, ovunque nel mondo, alla Beata Vergine Maria. Tra le maggiori basiliche di Roma, รจ rimasta la sola a conservare le strutture originali del suo tempo, sia pure arricchite da aggiunte successive.
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Autentico gioiello di monumentale grandezza, ricco di bellezze artistiche e architettoniche dal valore inestimabile, da circa sedici secoli domina la cittร  di Roma, quale luogo dove arte e spiritualitร  si fondono in un connubio perfetto, offrendo ai visitatori quelle emozioni uniche proprie delle grandi opere dell'uomo ispirate a Dio e da Dio. Presenta al suo interno alcune particolaritร  che la rendono unica, come i mosaici della navata centrale e dell'arco trionfale, risalenti al V secolo, realizzati durante il pontificato di Papa San Sisto III e quelli dell'abside, la cui esecuzione fu affidata al frate francescano, pittore e mosaicista Jacopo Torriti (nato nella metร  del XIII e morto all'inizio del XIV secolo) per ordine di Papa Niccolรฒ IV (dal 1288 al 1292). Inoltre, pregevoli sono:
- Il pavimento in stile “ cosmatesco ” (del XII e XIII secolo circa) donato dai cavalieri Scoto Paparone e figlio nel 1288;
- il soffitto cassettonato in legno dorato disegnato nel 1450 dall’architetto Giuliano San Gallo (1445-1516), che la tradizione vuole dorato utilizzando il primo oro giunto dalle Americhe, donato alla Chiesa dai reali di Spagna;
- il presepe del XIII secolo di Arnolfo da Cambio;
- le numerose cappelle (da quella Borghese a quella Sistina, dalla Sforza alla Cesi, da quella del Crocefisso a quella quasi scomparsa di San Michele);
- l'altare maggiore opera di Ferdinando Fuga, in seguito arricchito dal genio dell’architetto Giuseppe Valadier (1762-1839);
- la reliquia della Sacra Culla;
- il battistero.
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Ogni colonna, ogni quadro, ogni scultura, ogni singolo tassello di questa Basilica compendia storicitร  e sentimenti religiosi. L'incontro con la Basilica di Santa Maria Maggiore รจ un'esperienza che arricchisce umanamente e spiritualmente. Non รจ raro, infatti, cogliere i visitatori in atteggiamento di ammirazione verso la coinvolgente bellezza delle sue opere cosรฌ com’รจ facile costatare la devozione di tutte quelle persone che, di fronte all'immagine di Maria, qui venerata con il dolce titolo di " Salus Populi Romani " [“ Salute (o Salvezza) del Popolo Romano ”], nell’accezione di “ Protettrice ”, cerca conforto e sollievo. Quest’ultimo, รจ il titolo dato nel XIX secolo all'icona bizantina raffigurante la Madonna col Bambino che si trova nella cappella Paolina o Borghese, opera attribuita tradizionalmente al pennello di San Luca Evangelista. Dal 26 aprile 2025, giorno dei suoi funerali ufficiali, i resti mortali di papa Francesco (dal 2013 al 2025) riposano all’interno della basilica. La salma รจ sepolta vicino all'altare di San Francesco, nella navata laterale sinistra, tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza, come da sue volontร  legate alla grande devozione e legame speciale che aveva con l'immagine della Madonna “ Salus Populi Romani ” custodita nella basilica.
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Il 5 agosto d’ogni anno, lo stesso giorno in cui si fa memoria della dedicazione della basilica, รจ rievocato in essa, durante una solenne celebrazione liturgica, il cosiddetto " Miracolo della Neve ”. Di fronte agli occhi commossi dei tanti partecipanti, una cascata di petali bianchi (a imitazione di fiocchi di neve) discende dal soffitto ammantando l'ipogeo e creando quasi un'unione ideale tra l'assemblea e la Madre di Dio. Il miracolo in questione รจ quello della nevicata avvenuta la notte del 5 agosto 358, proprio sul colle Esquilino. Narra una tardiva leggenda che la Madonna, apparendo quella stessa notte a Papa Liberio e a un Patrizio romano, li avrebbe invitati a costruire una chiesa a lei dedicata lร  dove di mattino avrebbero trovato la neve. Durante la notte una prodigiosa nevicata, ricoprendo l'area esatta dell'edificio che si sarebbe dovuto costruire, avrebbe confermato la visione, inducendo il Papa e il ricco Patrizio a metter mano alla costruzione del primo grande santuario mariano, che in ricordo della prodigiosa nevicata prese inizialmente il nome di Santa Maria " ad Nives " (“ della Neve ”).
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Poco meno di un secolo dopo, come noto, Papa San Sisto III, per ricordare la celebrazione del Concilio di Efeso del 431, nel quale era stata proclamata la maternitร  divina di Maria, ricostruรฌ la chiesa nelle dimensioni attuali. Dal 1983 il “ Miracolo della Neve ” รจ rievocato con uno spettacolo di suoni e luci nella piazza antistante alla Basilica, dove nella tarda serata รจ fatta cadere una nevicata artificiale. Il Pontefice San Giovanni Paolo II, fin dall'inizio del suo pontificato, volle che una lampada ardesse giorno e notte sotto l'icona della “ Salus Populi Romani ”, all’interno della Basilica, a testimonianza della grande importanza di questo titolo mariano.
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Roberto Moggi
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