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๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐’
Oggi - ๐๐ ๐ฅ๐ฎ๐ ๐ฅ๐ข๐จ ๐๐๐๐ - venerdรฌ della XVII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐๐๐ง๐ญ’๐๐ ๐ง๐๐ณ๐ข๐จ ๐๐ข ๐๐จ๐ฒ๐จ๐ฅ๐, ๐ฉ๐ซ๐๐ฌ๐๐ข๐ญ๐๐ซ๐จ.
๐๐ฅ ๐ฌ๐๐ ๐ง๐จ ๐๐๐ฅ ๐๐ฎ๐จ๐๐จ: ๐๐ ๐๐ง̃๐ข๐ ๐จ ๐ ๐๐ ๐ง๐๐ญ๐ข๐ฎ๐ฌ
Il suo nome di battesimo era Iรฑigo , "castiglianizzazione" dell’appellativo medievale basco Eneko o Enneco , che significa " mio piccolo " o " mio caro ", mentre le corrette forme storiche italianizzate sono Innico o Enecone . Iรฑigo e Ignazio sono due nomi storicamente e linguisticamente indipendenti, in quanto il secondo deriva dal latino antico Egnatius poi evolutosi in Ignatius . Tuttavia, nel Medioevo iberico, si tese erroneamente a latinizzare Iรฑigo , confondendolo e identificandolo con Ignatius, per via della mera somiglianza fonetica. Fu la successiva scelta del Santo di assumere il nome Ignatius, a sdoganare definitivamente l'errata idea che fossero lo stesso nome. Dalla nascita (1491) fino alla conversione e ai suoi primi anni di studi universitari, egli si firmava e si faceva chiamare esclusivamente Iรฑigo , ma, attorno al 1537 (durante il suo soggiorno a Parigi e l'ordinazione sacerdotale), decise volontariamente di cambiarlo nel castigliano Ignacio (Ignazio). Nelle lettere ufficiali e in quelle destinate a persone fuori dalla Penisola Iberica iniziรฒ a firmarsi Ignatius . Le due motivazioni principali dietro questa transizione sono:
- quella spirituale (La devozione): Egli scelse questo nome in onore di Sant'Ignazio di Antiochia, vescovo e martire del II secolo (durante la sua formazione spirituale, rimase profondamente colpito dalle lettere di questo Padre della Chiesa e dal suo totale e "infuocato" amore per Cristo, un modello che voleva imitare nella sua nuova vita religiosa);
- quella pratica (L'internazionalitร ): Il nome Iรฑigo era tipicamente basco e difficile da pronunciare e comprendere al di fuori della penisola iberica. Poichรฉ Ignazio stava studiando a Parigi con compagni di varie nazionalitร e si preparava a fondare un ordine universale (la Compagnia di Gesรน), preferรฌ adottare la forma latina Ignatius.
๐๐ ๐ฌ๐ฉ๐๐๐ ๐ ๐ข๐ฅ ๐๐๐ง๐ง๐จ๐ง๐: ๐ฅ'๐ข๐ฅ๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ ๐ฅ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ฆ๐จ๐ง๐๐๐ง๐
Nacque in data imprecisata del 1491, nel castello di famiglia sito ad Azpeitia, nella provincia basca di Guipรบzcoa appartenente al Regno di Spagna. Ultimo dei tredici figli della famiglia aristocratica Lรณpez de Oรฑaz y Loyola , legata da lontani rapporti parentali con la casa reale di Spagna, crebbe in un ambiente improntato ai valori cortesi e alle ambizioni di potere e affermazione. Nel 1506, rimasto orfano di entrambi i genitori, si trasferรฌ nella cittร di Arรฉvalo, nella vicina regione della Castiglia, al seguito del ministro delle finanze del re di Spagna Fernando II d’Aragona, detto “ il Cattolico ” (1452-1516), alto funzionario di cui era probabilmente parente, il quale gli impartรฌ una buona educazione “ cavalleresca ” piรน che religiosa, educandolo a puntare su “ opere grandi ”. Ignazio non perse tempo nel rendersi “ visibile ” e ben presto gli abitanti di Arรฉvalo lo conobbero come cavaliere di grande audacia nei tornei, ma anche come giovane molto presente a danze e feste, abile suonatore di “ vihuela ” (antico strumento musicale a corda della famiglia dei liuti, diffuso nelle corti). Le arti, la guerra, le competizioni erano il pane di cui si cibava. Cercava solo la gloria, il potere e l’apparire. Il 20 maggio 1521, perรฒ, accadde un episodio che lo segnรฒ profondamente, facendolo seriamente riflettere sul senso stesso della vita. In quell’occasione, fornรฌ prova della sua caparbietร e destrezza accorrendo in armi a difendere il castello di Pamplona, nella Navarra, formalmente un regno autonomo sotto la stessa corona, assediato dalle truppe francesi, diventando subito il “ punto di riferimento ” per la difesa del maniero. In quella battaglia, un colpo di cannone lo ferรฌ gravemente alle gambe, rompendogliene una in piรน punti e ferendo malamente l’altra. Caduto lui, quelli della fortezza si arresero subito ai francesi. Nel suo animo superbo, le brutte ferite alle gambe, con il rischio concreto di rimanere paralizzato o di venire amputato, e la presa della fortezza da parte del nemico, assunsero la dimensione della sconfitta del suo mondo e forse anche del suo orgoglio, che rimase intaccato profondamente. Dopo quindici giorni di degenza a Pamplona, fu trasportato in barella alla casa paterna. Il suo stato era grave e piรน volte si temette per la sua vita. Solo dopo dolorosissime operazioni stoicamente sopportate e molte sofferenze, potรฉ ristabilirsi, pur non potendosi reggere bene sulla gamba e rimanendo zoppicante per il resto della vita.
๐๐ ๐ฏ๐๐ ๐ฅ๐ข๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ซ๐ฆ๐ข ๐ ๐ข ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐ข ๐๐จ๐ฆ๐ฉ๐๐ ๐ง๐ข: ๐ง๐๐ฌ๐๐ ๐ฅ๐ ๐๐จ๐ฆ๐ฉ๐๐ ๐ง๐ข๐ ๐๐ข ๐๐๐ฌ๐ฎ̀
Nei giorni in cui fu costretto a un'esasperante immobilitร , cominciรฒ a leggere molto, ogni opera che trovava in casa, soprattutto libri su Gesรน e vite dei santi. Cosรฌ, gradualmente, in lui qualcosa andรฒ mutando e cominciรฒ il processo di conversione a Cristo, dove trasferiva l’aspirazione, ormai delusa, di un'ambiziosa carriera militare, approdando a quello dell'impegno spirituale, attraverso la gloria riservata ai santi. Durante il periodo di convalescenza, cominciรฒ a dedicarsi alla preghiera e alla meditazione, scrivendo diversi appunti che in seguito avrebbero dato vita ai suoi notissimi “ Esercizi Spirituali ”. Sognava di partire pellegrino a Gerusalemme e, in attesa di realizzare tale desiderio, una volta ristabilito, decise di partire per i santuari mariani della Penisola Iberica, con una particolare sosta presso il celebre Santuario di Montserrat, monastero benedettino su un’omonima montagna, nella Catalogna. Qui, durante una vera e propria veglia dedicata alla Madonna, come un antico cavaliere, depose i suoi paramenti militari ai piedi dell'immagine della Vergine Maria, considerando chiusa per sempre la sua esperienza militare. Poco dopo, il 25 marzo 1522, visse da eremita laico in una grotta presso Manresa, sempre in Catalogna e fu ospite dei frati Domenicani nel loro convento locale e, da quel momento, assunse il nuovo nome religioso di Ignacio (Ignazio), probabilmente, come detto, per la sua speciale devozione verso Sant'Ignazio di Antiochia. In questo convento, Ignazio praticรฒ un severo ascetismo che gli causรฒ un grave indebolimento del fisico e dello spirito, tanto da fargli addirittura pensare al suicidio. In questo periodo contraddistinto da penitenze, digiuni e rimorsi per la vita passata, Ignazio si convertรฌ completamente e profondamente. Partรฌ quindi per la Francia, per completare gli studi presso la prestigiosa universitร della Sorbona a Parigi. Fu cosรฌ che, il 15 agosto del 1534, Ignazio e altri sei studenti dell’ateneo: Pierre Favre (francese), Francisco de Jasso Azpilicueta Atondo y Aznares de Javier (noto in Italia come Francesco Saverio, spagnolo), Diego Laรญnez, Alfonso Salmerรณn, Nicolรกs Bobadilla (spagnoli) e Simรฃo Rodrigues (portoghese), s’incontrarono a Montmartre, nel centro di Parigi, legandosi reciprocamente con un voto di povertร , castitร e obbedienza e fondando il nucleo iniziale (l'associazione), di un ordine a carattere internazionale che sarร poi chiamato, con un termine d'origine militare, la “ Compagnia di Gesรน ”, nelle intenzioni finalizzata al servizio missionario e di ospitalitร a Gerusalemme, con l’impegno al trasferimento incondizionato dei sacerdoti, in qualsiasi luogo il papa avesse loro ordinato. Fu deciso in quella stessa occasione, sia pure marginalmente, un quarto voto che si aggiunse ai soliti tre monacali, quello dell’assoluta obbedienza al pontefice, che richiama il valore militare della disciplina.
๐๐ ๐ฆ๐ข๐ฅ๐ข๐ณ๐ข๐ ๐๐ข ๐๐ซ๐ข๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฌ๐จ๐ญ๐ญ๐จ ๐ฅ๐ ๐๐จ๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฉ๐๐ฉ๐๐ฅ๐: ๐ฎ๐ง ๐๐ซ๐๐ข๐ง๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ฅ๐ ๐๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐ข๐๐ซ๐ ๐๐๐ฅ ๐ฆ๐จ๐ง๐๐จ
Nel 1537, Ignazio e i suoi colleghi si recarono a Roma per ottenere l'approvazione del papa per il loro ordine religioso. Qui il pontefice Paolo III li lodรฒ e consentรฌ loro di ricevere l'ordinazione sacerdotale, che ottennero a Venezia (omonima Repubblica) il 24 giugno. Si dedicarono alla preghiera e ai lavori di caritร in Italia, anche perchรฉ il nuovo conflitto accesosi tra Impero, Venezia e Stato della Chiesa da una parte, contro l'Impero Ottomano dall’altra, rendeva impossibile qualsiasi viaggio a Gerusalemme, conquistata dai musulmani. Una congregazione di cardinali si dimostrรฒ favorevole al testo preparato da Ignazio e papa Paolo III confermรฒ l'Ordine con la bolla papale “ Regimini militantis ecclesiae ” (“ Al governo della Chiesa militante ”) del 27 settembre 1540, ma limitรฒ il numero dei suoi membri a sole sessanta unitร . Una limitazione che fu rimossa con una successiva bolla, la “Iniunctum nobis” (“Ci รจ stato ingiunto”) del 14 marzo 1543. L'ultima e definitiva approvazione della Compagnia di Gesรน fu data nel 1550 con la bolla “ Exposcit debitum ” (“ Il dovere richiede ”) di papa Giulio III. Ignazio, eletto come primo “Preposito Generale” della Compagnia di Gesรน, inviรฒ i suoi compagni come missionari in giro per tutto il mondo per creare scuole, istituti, collegi e seminari, penetrando attraverso la predica, la confessione e l'istruzione in tutti gli strati sociali. Spesso i sovrani dell'epoca ebbero come confessori e padri spirituali i Padri Gesuiti che ebbero modo cosรฌ di influire sulle condotte politiche dei governi. Voleva vivere a Gerusalemme, ma si ritroverร a Roma e lรฌ offrรฌ la sua obbedienza al papa di allora, Paolo III Farnese. L’Ordine, che doveva essere agile e mobile, capace di spostarsi sempre alle “frontiere” geografiche e intellettuali, con la sua completa disponibilitร ai desideri del Papa, si fregiรฒ del motto “Ad maiorem Dei gloriam” (“Per una gloria di Dio sempre piรน grande”), giungendo inevitabilmente ad avere non poche inimicizie tra i potenti. Questo modo di fare dinamico e risoluto, l’hanno ereditato anche coloro che s’ispirano alla spiritualitร ignaziana. Il suo modo di essere gli ha permesso di parlare con tutte le persone, dal papa ai re, fino alle persone meno istruite e ai bambini di strada. Oltre alla predicazione, Ignazio era attento anche al servizio ai piรน poveri, nel periodo romano, quando andava all’ospedale a trovare i poveri, lavava loro i piedi, a chi invece aveva bisogno di aiuto, dava l’elemosina in segreto. Attraverso il suo modo di vivere e grazie alla sua capacitร di conversare, conquistava “donne onorate, sposate e vedove” che gli finanziarono alcune opere di caritร molto importanti, ma anche persone come il futuro San Filippo Neri (1515-1595), di cui era il confessore. Storicamente, tra i due, a Roma, ci fu una grandissima ed eccezionale stima reciproca (San Filippo diceva che il volto di Ignazio risplendeva di luce), anche se si narra che avessero due temperamenti molto diversi: Ignazio piรน marziale e rigoroso, Filippo piรน incline all'allegria e alla spontaneitร " di strada ". ร un binomio meraviglioso della Roma del Cinquecento. Alcune pie donne lo aiutarono a Manresa, altre a Barcellona, altre ancora a Roma come ad esempio Vittoria Colonna, marchesa di Pescara.
๐๐จ๐ง๐ญ๐๐ฆ๐ฉ๐ฅ๐๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐ง๐๐ฅ๐ฅ'๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐: ๐ฅ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ซ๐จ๐ฆ๐๐ง๐ ๐ ๐ ๐ฅ๐ข ๐จ๐ซ๐ข๐ณ๐ณ๐จ๐ง๐ญ๐ข ๐ข๐ง๐๐ข๐ง๐ข๐ญ๐ข
Il momento privilegiato delle sue preghiere era la notte, guardando il cielo e le stelle. A tal proposito ebbe a dire nei suoi scritti: “ Lo facevo spesso e molto a lungo, perchรฉ provavo a questa visione una grande energia per servire nostro Signore ”. Per questo motivo ripeteva: “ Com'รจ misera la terra, quando contemplo il cielo ”. Lasciando ancora scritto: “ L’amore deve porsi piรน negli atti che nelle parole ”, perchรฉ: “ L’amore consiste in una reciproca comunicazione ”, da cui deve nascere la capacitร di trovare Dio in ogni cosa. Viveva da monaco nel cuore della cittร ed era definito un “contemplativo nell’azione”, seguiva i ritmi della cittร da monaco, per questo previde che i Gesuiti potessero passare dalla Compagnia alla Certosa con facilitร . Le sue abitudini erano regolari, si alzava con le prime luci dell’alba, rimaneva talvolta a letto a pregare a causa dei dolori alla gamba, celebrava la Messa da solo in una stanzetta vicino alla sua camera, poi riprendeva a pregare per un paio d’ore. Gli ultimi quindici anni della sua vita fu costretto a vivere in una cameretta l’itineranza del pellegrino per governare i primi Gesuiti che, sparsi nel mondo, iniziavano a fondare residenze, scuole, istituti, collegi e seminari. Scrisse quasi settemila lettere, mentre i libri che teneva in camera si limitavano al Vangelo e all’Imitazione di Cristo. Mangiava da solo e come superiore di comunitร sappiamo che perdonava qualsiasi peccato grave dei Gesuiti eccetto quelli che favoriscono la sfiducia e il pettegolezzo e che dividevano la comunitร . La cittร dunque era il suo monastero. Nella Roma del Cinquecento che aveva circa cinquantamila abitanti, Ignazio scelse di collocare strategicamente le sue residenze nel cuore della cittร . Nella piazza del Collegio Romano a Roma si puรฒ capire cosa sia stata la missione per Ignazio. Lรฌ si trova l’antico Collegio romano in cui preparava il clero nel mondo e una piccola casa, chiamata Santa Marta, in cui accoglieva e recuperava le prostitute, infatti cultura e azione sociale per Ignazio andavano insieme. Orizzonti universali, eccellenza negli studi, formazione integrale della persona, legame con il mondo moderno sono, fin dall’inizio, le principali caratteristiche della missione educativa del Collegio Romano, che รจ diventato poi l’Universitร Gregoriana. Morรฌ da solo verso le 07,00 del mattino del 31 luglio 1556. Venne sepolto il 1ยบ agosto nella chiesa di Santa Maria della Strada a Roma, ma nel 1637 il suo corpo fu collocato in un'urna di bronzo dorato, nella Cappella di Sant'Ignazio della Chiesa del Gesรน in Roma. Alla sua morte la Compagnia di Gesรน aveva giร piรน di millecinquecento presbiteri sparsi in tutto il mondo. Fu canonizzato il 12 marzo 1622 da papa Gregorio XV.
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๐ผ๐๐๐๐๐๐๐. "๐๐๐๐ก'๐ผ๐๐๐๐ง๐๐ ๐๐ ๐ฟ๐๐ฆ๐๐๐", ๐๐๐๐ ๐ ๐ข ๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐, ๐ก๐๐ ๐๐ 1620 ๐ ๐๐ 1622, ๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ก๐๐ ๐๐๐ข๐ ๐
๐ข๐๐๐๐ (1577-1640). ๐ฟ'๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐ก๐๐๐ฃ๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ข๐ ๐๐ข๐, ๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ (๐ถ๐๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐.๐.๐ด.).
Roberto Moggi
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