Santi Vescovi della Chiesa Romana

Oggi - 7 luglio 2026 - martedì della XIV settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, i Santi Vescovi della Chiesa Romana (memoria obbligatoria nella diocesi di Roma). 

L’odierna memoria liturgica - vigente dal 7 luglio 2023 - ricorda in una sola data tutti i santi vescovi della diocesi di Roma - ovvero i pontefici - evitando così di celebrarne singolarmente le relative memorie, come in precedenza. Si tratta di una delle novità introdotte dal Calendario proprio della diocesi di Roma, elaborato dalla Commissione incaricata dall’allora cardinale vicario Angelo De Donatis e presieduta da padre Giuseppe Midili OC, approvato dal Dicastero del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il 25 aprile 2023, che rivede e aggiorna l’ultima versione, risalente al lontano 1972. Ogni diocesi, infatti, ha un suo calendario particolare, nel quale sono ricordati in modo speciale i santi legati a quel territorio. La Chiesa di Roma, tuttavia, costituisce un caso a sé perché, come ha spiegato il medesimo cardinale vicario: «La scelta di usare lo schema romano come base per il calendario universale, operata dopo il Concilio di Trento con l’edizione del Messale e del Breviario, ha determinato che molte figure di santità eminenti per la vita della diocesi di Roma siano già celebrate nel calendario universale. Alla luce di ciò per l’Urbe si è elaborato non tanto un vero calendario proprio, ma piuttosto una integrazione particolare, locale, al calendario romano che in essa si è costituito e ha preso forma lungo i secoli». Non solo, come ha sottolineato padre Giuseppe Midili, all’epoca direttore dell’Ufficio liturgico diocesano: «Non era pensabile inserire nel calendario di Roma tutte le figure di santità che sono state coinvolte con la nostra diocesi, perché la maggior parte dei grandi santi è passata per Roma, o ha fondato qui case e istituti». Ha ancora evidenziato De Donatis, che: «Le dimensioni della diocesi, la presenza e la sepoltura nel suo territorio di numerosissimi santi e beati, la presenza di tanti organi di governo degli istituti di vita consacrata avrebbero determinato l’inserimento di molteplici figure nel calendario proprio. Tuttavia, appare evidente l’impossibilità di contenere nell’arco dell’anno i nomi di tutti». «Si è dovuto pertanto ipotizzare» - ha ripreso padre Midili - «… un calendario che desse enfasi a quelle figure di santità che sono legate alla vita della diocesi e di cui c’è un culto attestato in tutto il territorio di Roma, cioè verso cui il popolo cristiano manifesta una particolare devozione. Le altre figure, di fatto, si possono celebrare come memoria facoltativa lì dove la comunità li venera e li ricorda». Di qui l’idea anche di raggruppare alcune celebrazioni, come quella dei pontefici santi (l’odierna celebrazione) o dei santi romani. Per questa ragione si sono raccolti in un’unica memoria i Santi Papi, Successori sulla Cattedra di Pietro, nell’ottava della solennità dei Santi Pietro e Paolo, la cui festa è il 29 giugno. 

Immagine: "Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano", comunemente detta "Basilica di San Giovanni in Laterano", la cattedrale dell'Urbe. Fu fondata a Roma dall'imperatore Costantino "il Grande" tra il 313 e il 318, subito dopo l'Editto di Milano, sui terreni confiscati alla ricca famiglia dei Laterani. Consacrata nel 324 da papa Silvestro I, è la chiesa più antica d'Occidente e la prima basilica pubblica della cristianità. Distrutta nei secoli da terremoti, saccheggi e incendi, l'edificio attuale deve il suo monumentale aspetto interno a Francesco Borromini, che la ricostruì in stile barocco per il Giubileo del 1650, mentre la maestosa facciata settecentesca fu progettata da Alessandro Galilei. Per oltre un millennio, prima del trasferimento in Vaticano, il complesso del Laterano fu la sede unica e ufficiale dei papi.
Roberto Moggi
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