Santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata Vergine Maria

๐ˆ ๐’๐€๐๐“๐ˆ ๐†๐„๐๐ˆ๐“๐Ž๐‘๐ˆ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐€ ๐•๐„๐‘๐†๐ˆ๐๐„ ๐Œ๐€๐‘๐ˆ๐€: ๐‚๐”๐’๐“๐Ž๐ƒ๐ˆ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐€ ๐๐‘๐Ž๐Œ๐„๐’๐’๐€ ๐„ ๐‘๐€๐ƒ๐ˆ๐‚๐ˆ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐€ ๐‘๐„๐ƒ๐„๐๐™๐ˆ๐Ž๐๐„
Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ” ๐ฅ๐ฎ๐ ๐ฅ๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - XVII domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda i ๐’๐š๐ง๐ญ๐ข ๐†๐ข๐จ๐š๐œ๐œ๐ก๐ข๐ง๐จ ๐ž ๐€๐ง๐ง๐š, ๐ ๐ž๐ง๐ข๐ญ๐จ๐ซ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ž๐š๐ญ๐š ๐•๐ž๐ซ๐ ๐ข๐ง๐ž ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š.
๐‹๐ž ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐จ๐ง๐จ๐ฆ๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐ก๐ž ๐ž ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐จ๐ง๐ญ๐ข ๐š๐ฉ๐จ๐œ๐ซ๐ข๐Ÿ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ญ๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž
Yehoyakhin o Yehoyakime (Gioacchino) e Hannah (Anna), sono i loro nomi nella materna lingua ebraica (traslitterata nel nostro alfabeto), rispettivamente con il significato di “ Dio rende forti ” (il primo) e “ Grazia ” (il secondo). Di queste due importanti figure della storia della salvezza, non si possiedono notizie certe, dato che non v’รจ alcuna traccia di loro nei Vangeli canonici (secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni) e le notizie giunteci sono ricavate dalla tradizione e da testi considerati apocrifi (non autentici), come il “ Vangelo dello Pseudo-Matteo ” e il “ Protovangelo di Giacomo ”. Il primo รจ un testo scritto in latino, probabilmente tra l'VIII e il IX secolo, da autore anonimo, nonostante il titolo faccia riferimento a Matteo, uno degli apostoli. Il secondo, noto anche come “ Vangelo dell'Infanzia di Giacomo ” o semplicemente come “ Vangelo di Giacomo” , che tratta ampiamente della coppia, invece, รจ attribuito dalla tradizione critica e dalla patristica a Giacomo “ il Minore ”, il " fratello del Signore ", primo vescovo di Gerusalemme (non al “Maggiore”, il figlio di Zebedeo). Trattandosi di un apocrifo, l'autore reale resta anonimo, ma lo pseudonimo usato dal testo punta proprio a Giacomo “il Minore”. Si tratta di uno scritto del II secolo, composto probabilmente tra il 140 e il 170 in lingua greca, che espande e rielabora le narrazioni canoniche sulla divina nativitร  e sull'infanzia di Gesรน, contenute nei Vangeli secondo Matteo e Luca, presentando anche un'esposizione dell'educazione impartitagli dalla mamma Maria. รˆ il piรน antico scritto cristiano che sostenga la verginitร  di Maria prima, durante e dopo la gravidanza, alla nascita del Signore. Le elaborazioni posteriori di tale documento, perรฒ, aggiunsero gradualmente nuovi particolari, che soltanto la devozione mariana andava dettando.
๐‹๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฏ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐š̀, ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ซ๐ž๐ ๐ก๐ข๐ž๐ซ๐š ๐ž ๐ข๐ฅ ๐›๐š๐œ๐ข๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐จ๐ซ๐ญ๐š ๐'๐Ž๐ซ๐จ
Il Protovangelo di Giacomo spiega che Anna era un’israelita della tribรน di Giuda, figlia del sacerdote di Betlemme Mathan, con discendenza, quindi, dalla stirpe di Davide. Secondo altre fonti apocrife, invece, sarebbe stata figlia di Achar e sorella di Esmeria, madre di Elisabetta e dunque nonna di Giovanni Battista. Gioacchino, dal canto suo, รจ tramandato come uomo virtuoso e molto ricco della stirpe di Davide, che era solito offrire una parte del ricavato dei suoi beni al popolo e una parte in sacrificio a Dio. Gioacchino e Anna erano sposati e vivevano insieme a Gerusalemme, ma non ebbero figli per oltre vent’anni. Non generare prole, per gli ebrei di quell’epoca, era segno della mancanza della benedizione e del favore di Dio. Proprio per questo, un giorno, nel portare le sue offerte al Tempio, Gioacchino fu duramente redarguito da un tale Ruben (forse un sacerdote o uno scriba), che sosteneva che Gioacchino fosse indegno di avvicinarsi al Tempio e di presentare le sue offerte, proprio per non avere procreato. Gioacchino, umiliato e sconvolto da quelle parole, decise di ritirarsi nel deserto e per quaranta giorni e quaranta notti implorรฒ Dio, fra lacrime e digiuni, di dargli una discendenza. Anche Anna trascorse lunghi giorni in preghiera chiedendo a Dio la grazia della maternitร , fino a quando le suppliche al Cielo dei due coniugi furono ascoltate. Cosรฌ un Angelo apparve separatamente a entrambi e li avvertรฌ che stavano per diventare genitori. L’incontro fra i due sulla porta della loro casa, dopo che ognuno aveva ricevuto l’annuncio, si arricchรฌ di dettagli leggendari. Il bacio che i due sposi si sarebbero scambiati, รจ stato tramandato come dato dinanzi alla Porta Aurea di Gerusalemme, il luogo in cui, secondo una tradizione ebraica, si manifestava la presenza divina e si sarebbe manifestato l’avvento del Messia. Ampia l’iconografia di tale bacio davanti alla nota porta, quella attraverso la quale Gesรน avrebbe fatto il suo ingresso nella Cittร  Santa la Domenica delle Palme. Alcuni mesi dopo il ritorno di Gioacchino dal deserto, Anna diede alla luce Maria.
๐‹๐š ๐ง๐š๐ฌ๐œ๐ข๐ญ๐š ๐๐ข ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š, ๐ฅ๐š ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐š๐œ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐š๐ฅ ๐“๐ž๐ฆ๐ฉ๐ข๐จ ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฆ๐ข๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐ซ๐ž๐ฅ๐ข๐ช๐ฎ๐ข๐ž
La bimba fu cresciuta tra le affettuose premure del papร  e le amorevoli attenzioni della mamma, nella casa dei due, che si trovava nei pressi della piscina di Betzaeta. Qui, nel XII secolo, i Cavalieri Crociati costruirono una chiesa, ancora oggi esistente, dedicata ad Anna. Quando Maria compรฌ i tre anni, per ringraziare Dio secondo la tradizione ebraica, Gioacchino e Anna la presentarono al Tempio per consacrarla e porla al servizio dello stesso, cosรฌ come avevano promesso nelle loro preghiere. Di Gioacchino gli apocrifi non riferiscono altro, mentre su Anna aggiungono che sarebbe vissuta fino alla bella etร  di ottant’anni. Sarebbe morta a Gerusalemme e i suoi resti pare siano stati custoditi a lungo in Terra Santa, fino a quando furono trasferite in Europa, nell’odierna Francia e tumulate in una cappella scavata sotto la cattedrale di Apt nella regione meridionale francese nota oggi come Provenza. Di queste reliquie si sarebbero poi “ perse le tracce ”, fino al loro “ ritrovamento ” e all’ufficiale identificazione, accompagnati da alcuni miracoli.
๐‹'๐ž๐ฏ๐จ๐ฅ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐œ๐ฎ๐ฅ๐ญ๐จ ๐ž ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ž๐ฅ๐ข๐œ๐ž ๐ฎ๐ง๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฅ๐ข๐ญ๐ฎ๐ซ๐ ๐ข๐œ๐š
Il culto di Sant'Anna esisteva in oriente giร  nel VI secolo e si diffuse in occidente nel X, mentre piรน recente รจ il culto di San Gioacchino, con inizio timido intorno al 900 - 1000, mentre nell’oriente cristiano giร  nel VI secolo si avevano manifestazioni liturgiche rilevanti, specialmente in collegamento con le feste mariane quali la Concezione e la Nativitร . Nel corso dei secoli la Chiesa li ha sempre ricordati in date diverse. Nel 1481, Papa Sisto IV introdusse la festa di Sant’Anna nel Breviario Romano, fissandone la data al 26 luglio (probabile giorno della morte). Nel 1584, il Pontefice Gregorio XIII inserรฌ la celebrazione liturgica di Sant’Anna nel Messale Romano estendendola a tutta la Chiesa. Nel 1510 fu Papa Giulio II, invece, a inserire nel calendario liturgico la memoria di San Gioacchino, alla data del 20 marzo, poi piรน volte spostata nei secoli successivi. Con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, nel 1969, i genitori di Maria sono stati “ ricongiunti ”, da Papa San Paolo VI, in un’unica celebrazione il 26 luglio.
… ๐‘ฐ๐’ ๐’’๐’–๐’†๐’”๐’•๐’‚ ๐’‡๐’†๐’๐’Š๐’„๐’† ๐’“๐’Š๐’„๐’๐’“๐’“๐’†๐’๐’›๐’‚, ๐’†๐’๐’†๐’—๐’Š๐’‚๐’Ž๐’ ๐’๐’‚ ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’‚ ๐’๐’๐’…๐’† ๐’‚ ๐‘ซ๐’Š๐’ ๐’‘๐’†๐’“ ๐’Š๐’ ๐’…๐’๐’๐’ ๐’…๐’†๐’Š ๐‘บ๐’‚๐’๐’•๐’Š ๐‘ฎ๐’Š๐’๐’‚๐’„๐’„๐’‰๐’Š๐’๐’ ๐’† ๐‘จ๐’๐’๐’‚, ๐’Ž๐’๐’…๐’†๐’๐’๐’Š ๐’Š๐’๐’”๐’–๐’‘๐’†๐’“๐’‚๐’ƒ๐’Š๐’๐’Š ๐’…๐’Š ๐’”๐’‘๐’†๐’“๐’‚๐’๐’›๐’‚ ๐’„๐’๐’๐’•๐’“๐’ ๐’๐’ˆ๐’๐’Š ๐’”๐’‘๐’†๐’“๐’‚๐’๐’›๐’‚ ๐’† ๐’…๐’Š ๐’‡๐’†๐’…๐’†๐’๐’•๐’‚̀ ๐’„๐’๐’๐’Š๐’–๐’ˆ๐’‚๐’๐’† ๐’‡๐’†๐’„๐’๐’๐’…๐’‚๐’•๐’‚ ๐’…๐’‚๐’๐’๐’‚ ๐’ˆ๐’“๐’‚๐’›๐’Š๐’‚. ๐‘ณ๐’‚ ๐’๐’๐’“๐’ ๐’Š๐’๐’•๐’†๐’“๐’„๐’†๐’”๐’”๐’Š๐’๐’๐’† ๐’๐’•๐’•๐’†๐’๐’ˆ๐’‚ ๐’‚ ๐’•๐’–๐’•๐’•๐’Š ๐’๐’๐’Š ๐’† ๐’‚๐’๐’๐’† ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’† ๐’‡๐’‚๐’Ž๐’Š๐’ˆ๐’๐’Š๐’†, ๐’Š๐’ ๐’…๐’๐’๐’ ๐’…๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’‘๐’‚๐’›๐’Š๐’†๐’๐’›๐’‚ ๐’๐’†๐’๐’๐’† ๐’‘๐’“๐’๐’—๐’† ๐’† ๐’๐’‚ ๐’ˆ๐’Š๐’๐’Š๐’‚ ๐’…๐’Š ๐’•๐’“๐’‚๐’”๐’Ž๐’†๐’•๐’•๐’†๐’“๐’† ๐’๐’‚ ๐’‡๐’†๐’…๐’† ๐’‚๐’๐’๐’† ๐’๐’–๐’๐’—๐’† ๐’ˆ๐’†๐’๐’†๐’“๐’‚๐’›๐’Š๐’๐’๐’Š. ๐‘ผ๐’ ๐’‘๐’†๐’๐’”๐’Š๐’†๐’“๐’ ๐’„๐’๐’๐’Ž๐’ ๐’…๐’Š ๐’ˆ๐’“๐’‚๐’•๐’Š๐’•๐’–๐’…๐’Š๐’๐’† ๐’† ๐’…๐’Š ๐’ƒ๐’†๐’๐’†๐’…๐’Š๐’›๐’Š๐’๐’๐’† ๐’—๐’‚๐’…๐’‚ ๐’๐’ˆ๐’ˆ๐’Š ๐’‚ ๐’•๐’–๐’•๐’•๐’Š ๐’Š ๐’๐’๐’๐’๐’Š ๐’† ๐’‚๐’ˆ๐’๐’Š ๐’‚๐’๐’›๐’Š๐’‚๐’๐’Š ๐’…๐’†๐’๐’๐’† ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’† ๐’„๐’๐’Ž๐’–๐’๐’Š๐’•๐’‚̀, ๐’“๐’‚๐’…๐’Š๐’„๐’Š ๐’‘๐’“๐’†๐’›๐’Š๐’๐’”๐’† ๐’„๐’‰๐’† ๐’๐’–๐’•๐’“๐’๐’๐’ ๐’Š๐’ ๐’‘๐’“๐’†๐’”๐’†๐’๐’•๐’† ๐’…๐’†๐’๐’๐’‚ ๐‘ช๐’‰๐’Š๐’†๐’”๐’‚: ๐’‘๐’๐’”๐’”๐’‚๐’๐’ ๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’“๐’† ๐’“๐’Š๐’‡๐’๐’†๐’•๐’•๐’†๐’“๐’† ๐’๐’‚ ๐’”๐’‚๐’ˆ๐’ˆ๐’†๐’›๐’›๐’‚ ๐’…๐’†๐’ ๐’„๐’–๐’๐’“๐’† ๐’† ๐’๐’‚ ๐’•๐’†๐’๐’†๐’“๐’†๐’›๐’›๐’‚ ๐’…๐’Š ๐‘ซ๐’Š๐’.
๐ผ๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘’: "๐ผ ๐‘†๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘– ๐บ๐‘–๐‘œ๐‘Ž๐‘๐‘โ„Ž๐‘–๐‘›๐‘œ ๐‘’ ๐ด๐‘›๐‘›๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘€๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘™๐‘’๐‘”๐‘”๐‘’", ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘ข๐‘Ž ๐‘–๐‘› ๐‘š๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘š๐‘œ ๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘๐‘œ, ๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ง๐‘ง๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž, ๐‘›๐‘’๐‘™ 1899 , ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘œ ๐‘ ๐‘๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ๐‘›๐‘’๐‘ ๐‘’ ๐‘ˆ๐‘”๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘›๐‘œ๐‘›๐‘– (1836-1919). ๐ฟ'๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž - ๐‘“๐‘Ž๐‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘š๐‘œ๐‘›๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘”๐‘Ÿ๐‘ข๐‘๐‘๐‘œ ๐‘ ๐‘๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™'๐‘Ž๐‘™๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐ท๐‘œ๐‘™๐‘๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘– - ๐‘ ๐‘– ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘Ž๐‘™๐‘™'๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘’๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘†๐‘Ž๐‘› ๐‘‡๐‘œ๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘ ๐‘œ ๐ต๐‘’๐‘๐‘˜๐‘’๐‘ก, ๐‘Ž ๐‘‰๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ๐‘›๐‘Ž (๐‘๐‘Ž๐‘๐‘œ๐‘™๐‘ข๐‘œ๐‘”๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™'๐‘œ๐‘š๐‘œ๐‘›๐‘–๐‘š๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘–๐‘›๐‘๐‘–๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘’๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‰๐‘’๐‘›๐‘’๐‘ก๐‘œ). Roberto Moggi
Home page   ARGOMENTI

Commenti