San Pietro "Crisologo", vescovo e dottore della Chiesa

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Oggi - ๐Ÿ‘๐ŸŽ ๐ฅ๐ฎ๐ ๐ฅ๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - giovedรฌ della XVII settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la memoria facoltativa di ๐’๐š๐ง ๐๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐จ “๐‚๐ซ๐ข๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ๐ ๐จ”, ๐ฏ๐ž๐ฌ๐œ๐จ๐ฏ๐จ ๐ž ๐๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š.
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Petrus (Pietro) - questo il suo nome in latino - รจ indicato con l’epiteto “ Crisologo ”, che deriva dal greco “ Chrysรณlogos ” (traslitterato nel nostro alfabeto), composto da “ chrysรณs ” (oro) e “ lรณgos ” (parola). Significa letteralmente " dalle parole d'oro " o " dal discorso d'oro ". Questo attributo gli fu assegnato storicamente a partire dal VII secolo, per via della sua straordinaria eloquenza e della brevitร  efficace dei suoi sermoni. Ha la stessa logica dell'epiteto di San Giovanni " Crisostomo " (" Bocca d'oro "). Di lui si hanno pochissime notizie, provenienti per lo piรน dal “ Liber pontificalis Ecclesiae ravennatis ” (Libro pontificale della Chiesa ravennate) del presbitero e storico di Ravenna (oggi capoluogo dell’omonima provincia della regione Emilia-Romagna) Andrea Agnello, detto per l’appunto Agnello “ Ravennate ” o “ di Ravenna ” (800 circa-850 circa). L’opera fu scritta attorno all'anno 840, ben quattro secoli dopo la vita di Pietro, ed รจ pertanto di una limitata attendibilitร . Tuttavia, nonostante la circoscritta affidabilitร  cronologica complessiva di Agnello, resta un documento fondamentale perchรฉ riflette la forte autocoscienza e il prestigio che la Chiesa ravennate intendeva rivendicare rispetto a Roma e Costantinopoli. In base alla tradizione piรน accreditata, sappiamo che Pietro nacque verso il 405 o 406 a Forum Cornelii (oggi Imola, in provincia di Bologna e nella regione Emilia-Romagna), cittร  lungo la via Emilia, a metร  strada tra Forlรฌ e Bologna.
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Il vescovo di Imola in carica al momento della sua nascita, il futuro santo Cornelio detto appunto “ di Imola ” (morto nel 446), secondo la testimonianza successivamente rilasciata da Pietro stesso in uno dei suoi scritti, lo battezzรฒ e lo istruรฌ in campo culturale e spirituale, formandolo e facendogli da padre spirituale fino al momento in cui lo ascrisse al clero della locale cattedrale e lo ordinรฒ diacono. Del resto della sua giovinezza non sappiamo altro, mentre le uniche notizie ragguardevoli su di lui concernono la sua ordinazione a vescovo di Ravenna e il periodo del proprio ministero episcopale in tale diocesi, elevata a sede metropolitana della Chiesa intorno al 431 e in quel periodo capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Secondo quanto riportato nel menzionato “ Liber pontificalis ”, fu papa Sisto III (regnante dal 432 al 440) a consacrarlo vescovo di Ravenna, probabilmente nel 433, dopo aver avuto una sua visione in compagnia dell’apostolo San Pietro e di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna. La critica storica moderna, comunque, considera la visione come una leggenda agiografica posteriore, di epoca medievale, creata per legittimare l'origine divina del titolo metropolitano di Ravenna. Verosimilmente si tratta di un racconto inserito da Agnello proprio per motivi di prestigio locale. Nel medesimo anno, Pietro tenne il suo primo discorso da vescovo, alla presenza di due importanti personaggi: il medesimo pontefice e l’imperatrice Galla Placidia (392 circa-450), figlia dell'imperatore Teodosio I “ il Grande ” (dal 379 al 395), sorella di Onorio e di Arcadio, rispettivamente imperatori d'Occidente (dal 395 al 423) e d'Oriente (dal 395 al 408), sposa di Costanzo III (370-421), collega di Onorio nell'impero e madre di Valentiniano III, nominato imperatore ad appena quattro anni d’etร  sotto la sua tutela (dal 425 al 455).
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Secondo un’altra tradizione, tuttavia, fu sotto il pontificato di papa Celestino I (sulla cattedra dal 422 al 432), futuro santo, che Pietro fu eletto e consacrato vescovo di Ravenna. La cronotassi ufficiale dei vescovi di tale cittร , redatta dalla locale arcidiocesi di Ravenna-Cervia, lo porta, infatti, al diciottesimo posto, dal 426 al 450, primo metropolita. Il suo discorso d'ingresso nell’episcopato, anche in questo caso, lo avrebbe pronunciato alla presenza delle massime autoritร  imperiali, tra cui la precitata imperatrice Galla Placidia. Dal V secolo, su iniziativa probabilmente della stessa imperatrice, fervente cristiana e figura centrale nella storia di quel periodo, Pietro cominciรฒ a essere indicato col giร  citato appellativo di “Crisologo”, per la magnifica eloquenza con cui esponeva le veritร  di fede. Negli anni seguenti al 430 circa, sorse l’eresia cristologica del “ Monofisismo ”, termine usato, nella teologia cattolica e nella storiografia occidentale, per indicare la forma di cristologia eretica elaborata dal monaco bizantino e “ archimandrita ” (superiore di un monastero di rito greco ortodosso) Eutiche, che negava la duplice natura divina e umana del Cristo, la quale ultima era assorbita da quella divina, unica presente. Pietro Crisologo gli si oppose fermamente. La sua risposta all’eretico (nota come “ Lettera ad Eutiche ”), รจ un pilastro dell'ecclesiologia cattolica, in cui scrisse formalmente: " Ti esortiamo a prestare ubbidiente attenzione a tutto ciรฒ che รจ stato scritto dal beatissimo Papa della cittร  di Roma, poichรฉ il beato Pietro, che vive e presiede nella sua sede, offre la veritร  della fede a coloro che la cercano ". Questo esprime perfettamente il concetto del primato petrino. Nel 449, dopo che il grave errore teologico di Eutiche era stato condannato dal sinodo di Costantinopoli, il metropolita orientale interpellรฒ Pietro Crisologo quale metropolita della sede imperiale d’Occidente e lui gli rispose ribadendo la retta dottrina cristologica e lo esortรฒ a rivolgersi al papa, che allora era il futuro santo Leone I detto “ Magno ” (dal 440 al 461), come a dire che il primato della Santa Sede, stabilito per volontร  divina, rimaneva tale e non poteva certo essere intaccato dal declino della Roma Imperiale.
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Il Monofisismo , infine, fu condannato come eretico dal Concilio di Calcedonia del 451, che proclamava in Cristo la rappresentazione concreta e la personificazione della natura divina con l'umana. In seguito, insieme all’imperatrice Galla Placidia, diede inizio all’edificazione della basilica di San Pietro, a Classe, presso Ravenna, ormai perduta. Questa basilica, detta “Petriana”, che era situata nella zona suburbana di Classe ed รจ andata distrutta da un terremoto nell'VIII secolo, non va confusa con la celebre Sant'Apollinare in Classe, edificata nel secolo successivo. Fu ancora lui a consacrare la chiesa di San Giovanni Evangelista, la piรน antica di Ravenna, voluta dalla stessa sovrana dopo un voto fatto al discepolo prediletto di Gesรน, durante una tempesta in mare. Pietro Crisologo morรฌ dov’era cresciuto, a Forum Cornelii (oggi Imola), il 2 dicembre 450. Gran parte degli storici odierni, perรฒ, tende a spostare la sua morte un po' piรน avanti, precisamente tra il 451 e il 458, poichรฉ vi sono indizi della sua presenza ai dibattiti successivi al Sinodo di Costantinopoli del 448. Volle essere sepolto vicino alla tomba del martire San Cassiano di Imola (250-305 circa), patrono principale della diocesi imolese. Ancora oggi รจ sepolto nel duomo di Imola, in un sarcofago posto nella navata di sinistra della cripta. Quasi tre secoli piรน tardi, il vescovo di Ravenna San Felice (morto nel 725) compilรฒ una raccolta delle omelie del suo predecessore, per un totale di 176, sebbene in seguito l’elenco sia stato in parte rimaneggiato. Nel 1729, per i suoi sermoni (in cui il santo, fra le tante cose, confuta le eresie, spiega efficacemente il mistero dell’Incarnazione e il Credo apostolico, esalta san Giovanni Battista e la Beata Vergine e ricorda il sacrificio eroico di Sant’Apollinare). Papa Benedetto XIII (dal 1724 al 1730) l’ha proclamato dottore della Chiesa, con il titolo ufficiale di " Doctor Homiliarum " ( Dottore delle Omelie ), proprio in virtรน della straordinaria efficacia, concisione e ricchezza teologica dei suoi sermoni.
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Roberto Moggi
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