Sant’Eliseo, profeta

LA SALVEZZA DI DIO NELLA STORIA D’ISRAELE

Oggi - 14 giugno 2026 - XI domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, Sant’Eliseo, profeta. 


Le origini, il nome e la terra del successore di Elia

Il suo nome proviene dal latino “Eliseus”, derivato dal greco antico “Elisaios”, che ha origine a sua volta nell’ebraico “Elisah” (entrambi nella loro traslitterazione nel nostro alfabeto), nome formato da “Eli” (Dio) e “yasha o yeša” (salvezza), col significato di “Dio è salvezza” o “Dio salva”. Nacque verosimilmente nel IX secolo a.C. nell’antico Israele, probabilmente ad Avel Mehola (che in ebraico antico significa letteralmente "Prato della danza"). Era un villaggio nel territorio della tribù di Manasse che sorgeva nella Valle del Giordano, a sud della storica città di Beit She'an, in un'area pianeggiante e molto fertile a ovest del fiume Giordano, in corrispondenza del passaggio in cui il torrente Wadi al-Malih sbocca nella valle principale (Oggi Abelmeula, nella parte centro-orientale dell’odierno Stato di Israele e precisamente nella Cisgiordania (“West Bank”), una zona controllata e amministrata parzialmente dall'Autorità Palestinese e da Israele stesso). Nato dalla ricca famiglia ebraica del possidente Safàt, presto si trasferì a Sebaste, antica capitale della Samaria, o comunque nella stessa regione montuosa, situata tra la Galilea e la Giudea.

Il mantello della profezia e i grandi prodigi operati nel nome del Signore

Fu profeta in Israele sotto i regni di Ioram (853-842 a.C.), Iehu (842-815 a.C.), Ioacaz (815-798 a.C.) e Ioash (798-783 a.C.). Eliseo fu scelto come discepolo dall’ormai anziano profeta Elia, dopo avere ricevuto una profezia sul Monte Oreb (regione del Sinai), nella quale Dio gli diceva di aver scelto Eliseo come suo erede spirituale. In effetti, dice il Primo libro dei Re, nella Bibbia: “… Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Eliseo, figlio di Safàt, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto ...” (1Re 19, 15-16). Eliseo era un uomo deciso e lo dimostra la prontezza con cui rispose al gesto simbolico di Elia che, per ordine di Jahvè (nome proprio di Dio nel monoteismo ebraico), lo consacrò profeta e suo successore. Si legge, infatti, sempre nel Primo libro dei Re: “… Partito di lì, Elia trovò Eliseo, figlio di Safàt. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: “Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò”. Elia disse: “Va e torna, perché sai che cosa ho fatto per te”. Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Terminato il pasto, si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio ...” (1Re 19, 19-21). Elia adottò così Eliseo come un figlio e lo investì del suo ruolo profetico. Questo evento è datato circa quattro anni prima della morte del Re d'Israele Acab (873-852 a.C.). Eliseo continuò l'opera di Elia in modo encomiabile, tanto da potersi dire che il significato ebraico del suo nome (“Dio è salvezza” o “Dio salva”) rispose bene alla missione che fu chiamato a svolgere tra il popolo di Israele.

Eliseo fu il principale discepolo di Elia, finché quest’ultimo non venne “rapito in cielo” su un cocchio infiammato, sulla strada per Gerico (deserto della Giudea). Da quel momento, raccolto il testimone del maestro, molti sono i prodigi da lui compiuti nella sua veste di profeta. Stendendo il prodigioso mantello lanciatogli addosso dal maestro, Eliseo divise le acque del Giordano, rese potabile l’acqua di Gerico, riportò in vita il figlio della sunamita che lo ospitava e moltiplicò i pani sfamando un centinaio di persone. Altri miracoli molto noti realizzati da lui, sono:
-    Il miracolo di Naaman il Siro: È forse il miracolo più famoso di Eliseo (2 Re 5), citato persino da Gesù nel Vangelo di Luca. Eliseo guarisce dalla lebbra il generale straniero Naaman facendolo lavare sette volte nel Giordano. Mostra l'apertura della salvezza di Dio anche ai non israeliti.
-    Il miracolo postumo: Il secondo libro dei Re (2 Re 13, 21) racconta che persino dopo la sua morte, il solo contatto con le ossa di Eliseo nel sepolcro risuscitò un uomo morto che era stato gettato nella sua tomba.
Morì intorno al 785 a.C. senza lasciare scritti e venne sepolto in Samaria, dove, ai tempi di San Girolamo (347-420), che visse a lungo nella Palestina romana, esisteva ancora il suo sepolcro.

... Per l’intercessione di Sant’Eliseo profeta, il Signore conceda a ciascuno di noi la stessa sua prontezza nel lasciare le cose del mondo per seguire la chiamata divina. Che la nostra vita possa testimoniare ogni giorno, con coraggio e carità, la verità racchiusa nel suo nome: "Dio è salvezza".
Immagine: "Il profeta Eliseo", olio su tavola dipinto, nel 1566 circa, dal pittore, architetto, storico dell'arte e biografo toscano Giorgio Vasari (1511-1574). Dove il profeta si trova al centro, con la barba bianca e la mano sinistra alzata, con un mantello sulla testa. L'opera si trova nel Museo Nazionale della Galleria degli Uffizi, a Firenze.
Roberto Moggi
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