San Medardo di Noyon, vescovo

IL VESCOVO DELLA CARITA’ E PROTETTORE TRA STORIA E LEGGENDA

Oggi - 8 giugno 2026 - lunedì della X settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, San Medardo di Noyon, vescovo.

Dalla Gallia romana alla vocazione: le radici storiche di un Santo merovingio 

Di Medardus (Medardo) - questo il suo nome in Latino, noto anche con la specificazione “di Noyon” (titolo legato alla fase finale del suo ministero, quando unificò le sedi vescovili di Noyon e Tournai, nel Regno dei Franchi), si conosce poco. Le scarne notizie sul suo conto ci sono giunte attraverso due “vitae” del 560 circa, di poco posteriori alla sua morte, entrambe dovute al poeta latino Venantius Fortunatus (Venanzio Fortunato, 530-609), una delle quali in versi. Da queste, sappiamo che Medardo nacque verosimilmente tra gli ultimi anni del 400 e i primi del 500, nella Gallia già romana governata dai Franchi, probabilmente nel paese che ora si chiama Salency, oppure ad Augusta Viromandensium (oggi entrambe località della Francia settentrionale, la prima nei pressi di Noyon, in Piccardia e la seconda corrispondente all’attuale Saint-Quentin, nell’Aisne). La sua famiglia d’origine era nobile e cristiana, con padre di stirpe franca e madre gallo-romana. Il padre, Nectar o Nectardus, fu uno dei nobili Franchi che con re Childerico I conquistarono la Gallia, dove conobbe e sposò la madre Protagia. Seguendo una precoce vocazione, decise di diventare presbitero. Durante gli studi intrapresi a Viromandensium, ebbe come compagno Eleuterio (morto nel 532), detto “di Tournai” poiché fu vescovo di tale città, anch’esso futuro santo, che gli predisse la sua futura elezione proprio all’episcopato di Tournai (oggi nella Vallonia, sud-ovest del Belgio francofono). 

I prodigi della generosità, il coraggio della fede e l'eredità di Saint-Médard

Ordinato sacerdote, si distinse per la sua grande generosità verso tutti i bisognosi, persino verso i ladri. Un giorno, infatti, ne sorprese alcuni che tentavano di allontanarsi dopo avere sottratto un grande quantitativo di uva e una mucca dalla campagna della chiesa, ma furono da lui prontamente perdonati e lasciati liberi con il maltolto. Un'altra volta, narrano le cronache, furono le api che si ribellarono a chi le privava del loro miele, ma egli le invitò prodigiosamente a restare calme e pazientare. Verso il 532, morto il suo vecchio amico Eleuterio, vescovo di Tournai, fu effettivamente chiamato a succedergli, così come gli era stato predetto dal medesimo, rimanendo in carica circa quindici anni. Per la precisione, la tradizione vuole che Medardo fosse prima vescovo di Noyon (dal 531 circa) e che solo in un secondo momento, intorno al 532, gli fosse affidata anche la cattedra di Tournai, unificando le due diocesi, proseguendo il suo episcopato fino al 545. Di questo periodo conosciamo un episodio raccontatoci sempre da Venanzio Fortunato, questa volta nella sua “Vita di Santa Radegonda”. Quest’ultima (518-587), bellissima figlia del re di Turingia Bertario, fu condotta alla corte del re dei Franchi Clotario I (dal 558 al 561) in stato di schiavitù unitamente ai suoi germani, quale “bottino di guerra”, a seguito della sconfitta in battaglia dell’esercito paterno. Clotario finì per invaghirsene e la prese in moglie contro la sua volontà, fino a quando, dopo che questi ebbe assassinato uno dei suoi fratelli, la regina riuscì a fuggire, chiedendo asilo proprio a Medardo, quale vescovo, con la supplica di essere consacrata. Anche se preoccupato per le conseguenze politiche, pratiche, morali e canoniche del suo doveroso aiuto, Medardo, senza temere la reazione del re, la accolse e la consacrò diaconessa, concedendole di entrare in convento. Tuttavia, al contrario di quanto temuto, Clotario riconobbe la sua colpa e, da allora, mostrò sempre ammirazione per Medardo. Quando quest’ultimo morì poco dopo a Noyon (o secondo altre fonti nella vicina Soissons), verso il 560, Clotario ne fece trasportare le spoglie a Soissons, all’epoca sua capitale, dove fu seppellito. Su quella tomba il suo successore, re Sigeberto (dal 561 al 575), fece costruire in suo onore una celebre abbazia con annesso monastero, che porta tuttora il nome di Saint-Médard. Il culto per il santo si diffuse rapidamente. San Medardo fu uno dei vescovi più popolari dei suoi tempi e alla sua vita sono legate numerose leggende. Una di queste narra come da piccolo un’aquila lo proteggesse dalla pioggia dispiegando su di lui le proprie ali. Per questo è patrono dei fabbricanti e commercianti di ombrelli. 

… Per intercessione di San Medardo di Noyon, il Signore ci conceda un cuore generoso e intrepido, capace di accogliere il prossimo con carità e di testimoniare il Vangelo senza alcun timore umano. San Medardo protegga i nostri raccolti, benedica il nostro quotidiano operare e ci custodisca sotto la sua ala protettrice.
Immagine: "San Medardo di Noyon", statua in pietra bianca di Chauvigny, realizzata, tra il 1862 e il 1899 circa, dallo scultore francese Edmond Prévôt (1838-1892). L'opera si trova all'interno di una caratteristica nicchia ricavata nella facciata della vecchia scuola femminile del paese, situata proprio di fronte al Municipio, a Saint Médard d'Eyrans (Nuova Aquitania, Francia).
Roberto Moggi
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