LA SORGENTE DELL’AMORE INFINITO: STORIA E TEOLOGIA DELLA SOLENNITA’
Oggi - 12 giugno 2026 - venerdì della X settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Il Mistero Liturgico e le Radici della Devozione
L’odierna celebrazione è una cosiddetta festa “mobile", la cui data può variare tra il 22 maggio e il 25 giugno d’ogni anno liturgico, in relazione a quella della Pasqua, cadendo il venerdì successivo alla seconda domenica dopo Pentecoste (che quest’anno è stata il 24 maggio), ovvero il venerdì dopo la solennità del Corpus Domini (celebrato il 7 giugno). Con il culto al Sacratissimo (o Sacro) Cuore di Gesù, la Chiesa intende onorare l’amore e la misericordia che, in modo incommensurabile, il Signore riversa gratuitamente sugli uomini. Doni ineffabili rappresentati proprio dal Suo Cuore, simbolo dell’umanità intimamente unita con la Divinità (unione della natura umana e divina nella persona di Gesù), cui spetta la nostra adorazione (riservata solo a Dio). Da un punto di vista storico vediamo che, anche se già celebrata fin dall’antichità cristiana, questa devozione cominciò a diffondersi a partire dal XVII secolo, nell’allora Regno di Francia. I suoi grandi promotori furono i santi, tutti francesi:
- Jean (Giovanni) Eudes (1601-1680), sacerdote, che fu l’iniziale e più ardente apostolo del culto ai Sacri Cuori di Gesù e Maria;
- Marguerite Marie (Margherita Maria) Alacoque (1647-1690), monaca e mistica, che ne propagò il culto grazie alle rivelazioni private fattele da Gesù stesso;
- Claude (Claudio) de la Colombière (1641-1682), Gesuita e confessore personale della predetta santa, che, in ausilio ad essa, pure ne diffuse la devozione.
Le grandi visioni di Paray-le-Monial
Tuttavia, la vera apostola della propagazione di questa devozione è Santa Margherita Maria Alacoque. In particolare sono molto importanti, riguardo a questa solennità, le mistiche visioni e rivelazioni che ebbe la grazia di ricevere. Quando essa entrò, il 20 giugno 1671, nel noviziato delle Suore delle Visitazione (dette “Visitandine”) di Paray-le-Monial (nel centro-est della Francia), già arricchita da doni divini, questi si accentuarono. Ebbe numerose manifestazioni mistiche, fino a quando, nel 1673, cominciò ad avere le grandi visioni che resero famoso il suo nome. Si tratta di quattro episodi principali con altrettante rivelazioni, oltre a numerosi altri di minore importanza:
- La prima visione la ebbe il 27 dicembre 1673, festa di San Giovanni Evangelista, quando Gesù le apparve e lei si sentì “tutta investita della Divina presenza”. Il Figlio di Dio la invitò a occupare il posto che San Giovanni apostolo aveva durante l’Ultima Cena, vicino al Suo cuore, dicendole: “… Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelto per adempiere questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me …”.
- Il secondo episodio avvenne agli inizi del 1674, un venerdì, quando il Divino Cuore si manifestò su un trono di fiamme, più raggiante del sole e trasparente come cristallo, circondato da una corona di spine, simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce, perché, dal primo istante che era stato formato, era già pieno d’ogni amarezza.
- Sempre nel 1674 Gesù le apparve la terza volta, anche in quest’occasione un venerdì, dopo la festa del Corpus Domini. Si presentò tutto sfolgorante di gloria, con le sue cinque piaghe brillanti come soli, dai quali uscivano fiamme da ogni parte e soprattutto col suo mirabile petto che somigliava a una fornace, nel quale, essendosi prodigiosamente aperto, lei vide l’amabile e amante Cuore, la vera sorgente di quelle fiamme impetuose. Poi Gesù, lamentando l’ingratitudine degli uomini e la noncuranza rispetto ai suoi sforzi per far loro del bene, le chiese di supplire a queste negligenze. La sollecitò inoltre a fare la Comunione il primo venerdì di ogni mese e a prostrarsi con la faccia a terra dalle ventitré a mezzanotte nella notte tra il giovedì e il venerdì, indicando così le due devozioni della Comunione al primo venerdì del mese e dell’ora santa di adorazione.
- La quarta visione mistica ebbe luogo il 16 giugno 1675, durante l’ottava del Corpus Domini. Nostro Signore le disse che si sentiva ferito dalle irriverenze dei fedeli e dai sacrilegi degli empi, aggiungendo: “… Ciò che mi è ancor più sensibile è che sono i cuori a me consacrati che fanno questo …”. Gesù chiese in quell’occasione che il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini fosse dedicato a una festa particolare in onore del suo Sacratissimo Cuore, con comunioni per riparare alle offese da Lui ricevute. Indicò come esecutore della diffusione di questa devozione, il padre spirituale di Margherita, il Gesuita San Claudio de la Colombière, superiore della vicina casa dei Gesuiti a Paray-le-Monial.
Le promesse divine per i devoti
Margherita Maria visse con grande semplicità la sua esperienza di religiosa, ubbidì all’appello divino fatto attraverso le visioni e divenne l’apostola di una devozione che doveva trasportare i fedeli all’adorazione al Cuore Divino. Il Signore fece diverse promesse in favore dei devoti del suo Sacro Cuore, rivelate alla mistica, sintetizzate in dodici punti:
- I: “Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato”;
- II: “Io metterò la pace nelle loro famiglie”;
- III: “Io li consolerò in tutte le loro afflizioni”;
- IV: “Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in morte”;
- V: “Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese”;
- VI: “I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia”;
- VII: “Le anime tiepide diverranno fervorose”;
- VIII: “Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a una grande perfezione”;
- IX: “Io benedirò le case ove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata”;
- X: “Io darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti”;
- XI: “Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato”;
- XII: La cosiddetta “Grande Promessa”, legata alla comunione fatta nei primi venerdì del mese per nove mesi consecutivi.
Dall'universalità del culto alle congregazioni moderne
Le prime due cerimonie religiose relative a questa devozione, alla presenza della grande mistica e propagatrice, si officiarono il 20 luglio 1685 e poi il 21 giugno 1686, nel convento delle Suore delle Visitazione in Paray-le-Monial, alle quali parteciparono tutte le religiose della comunità. Tuttavia, il culto al Sacro Cuore di Gesù trionfò nel XIX secolo e il predetto convento divenne meta di continui pellegrinaggi. Nel 1856, con il Beato papa Pio IX (regnante dal 1846 al 1878), la festa del Sacratissimo Cuore divenne universale per tutta la Chiesa Cattolica. Sull’onda del culto che ormai coinvolgeva l’intero mondo cattolico, sorsero dappertutto cappelle, oratori, chiese, basiliche e santuari dedicati al Sacro Cuore di Gesù. Ricordiamo uno fra tutti, il Santuario del “Sacro Cuore” a Montmartre di Parigi (Francia), iniziato nel 1876 e terminato di costruire dopo quaranta anni. Affinché il culto del Sacro Cuore di Gesù uscisse e penetrasse nella vita sociale dei popoli, iniziò, a seguito di un’esortazione del medesimo pontefice Pio IX del 1876, un movimento di “Consacrazione al Cuore di Gesù”, fatta dai singoli (laici e consacrati) e dalle famiglie, fino ad arrivare al cuore delle nazioni. Fu tanto il fervore dedicato a questo culto, che per tutto il 1800 e primi decenni del 1900, di riflesso sorsero numerose congregazioni religiose a esso dedicate, sia maschili sia femminili. Tra queste si ricordano:
- la Congregazione dei “Sacerdoti del Sacro Cuore” (Dehoniani), fondata nel 1874 dal beato Léon (Leone) Dehon;
- la Congregazione dei “Figli del Sacro Cuore di Gesù” o “Missioni africane di Verona” (Comboniani), fondata nel 1867 da San Daniele Comboni;
- le “Dame del Sacro Cuore”, fondate nel 1800 da Santa Madeleine Sofie (Maddalena Sofia) Barat;
- le “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù”, fondate nel 1865 dalla beata Caterina Volpicelli, e diversi Istituti femminili che portano la stessa denominazione.
… Che il Sacratissimo Cuore di Gesù, fornace ardente di carità e oceano di misericordia, sia per ciascuno di noi il rifugio sicuro in ogni afflizione e la guida luminosa nel cammino quotidiano. In questa solennità, l'umanità intera e le nostre famiglie possano trovare nel Suo petto squarciato la pace che il mondo non sa dare. Buona Festa del Sacro Cuore!
Immagine: "Sacro Cuore di Gesù", olio su rame dipinto, nel 1767, dal pittore toscano Pompeo Girolamo Batoni (1708-1787). L'opera si trova all'interno della centralissima Chiesa del Gesù, a Roma.
Roberto Moggi
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Oggi - 12 giugno 2026 - venerdì della X settimana del Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Il Mistero Liturgico e le Radici della Devozione
L’odierna celebrazione è una cosiddetta festa “mobile", la cui data può variare tra il 22 maggio e il 25 giugno d’ogni anno liturgico, in relazione a quella della Pasqua, cadendo il venerdì successivo alla seconda domenica dopo Pentecoste (che quest’anno è stata il 24 maggio), ovvero il venerdì dopo la solennità del Corpus Domini (celebrato il 7 giugno). Con il culto al Sacratissimo (o Sacro) Cuore di Gesù, la Chiesa intende onorare l’amore e la misericordia che, in modo incommensurabile, il Signore riversa gratuitamente sugli uomini. Doni ineffabili rappresentati proprio dal Suo Cuore, simbolo dell’umanità intimamente unita con la Divinità (unione della natura umana e divina nella persona di Gesù), cui spetta la nostra adorazione (riservata solo a Dio). Da un punto di vista storico vediamo che, anche se già celebrata fin dall’antichità cristiana, questa devozione cominciò a diffondersi a partire dal XVII secolo, nell’allora Regno di Francia. I suoi grandi promotori furono i santi, tutti francesi:
- Jean (Giovanni) Eudes (1601-1680), sacerdote, che fu l’iniziale e più ardente apostolo del culto ai Sacri Cuori di Gesù e Maria;
- Marguerite Marie (Margherita Maria) Alacoque (1647-1690), monaca e mistica, che ne propagò il culto grazie alle rivelazioni private fattele da Gesù stesso;
- Claude (Claudio) de la Colombière (1641-1682), Gesuita e confessore personale della predetta santa, che, in ausilio ad essa, pure ne diffuse la devozione.
Le grandi visioni di Paray-le-Monial
Tuttavia, la vera apostola della propagazione di questa devozione è Santa Margherita Maria Alacoque. In particolare sono molto importanti, riguardo a questa solennità, le mistiche visioni e rivelazioni che ebbe la grazia di ricevere. Quando essa entrò, il 20 giugno 1671, nel noviziato delle Suore delle Visitazione (dette “Visitandine”) di Paray-le-Monial (nel centro-est della Francia), già arricchita da doni divini, questi si accentuarono. Ebbe numerose manifestazioni mistiche, fino a quando, nel 1673, cominciò ad avere le grandi visioni che resero famoso il suo nome. Si tratta di quattro episodi principali con altrettante rivelazioni, oltre a numerosi altri di minore importanza:
- La prima visione la ebbe il 27 dicembre 1673, festa di San Giovanni Evangelista, quando Gesù le apparve e lei si sentì “tutta investita della Divina presenza”. Il Figlio di Dio la invitò a occupare il posto che San Giovanni apostolo aveva durante l’Ultima Cena, vicino al Suo cuore, dicendole: “… Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelto per adempiere questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me …”.
- Il secondo episodio avvenne agli inizi del 1674, un venerdì, quando il Divino Cuore si manifestò su un trono di fiamme, più raggiante del sole e trasparente come cristallo, circondato da una corona di spine, simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce, perché, dal primo istante che era stato formato, era già pieno d’ogni amarezza.
- Sempre nel 1674 Gesù le apparve la terza volta, anche in quest’occasione un venerdì, dopo la festa del Corpus Domini. Si presentò tutto sfolgorante di gloria, con le sue cinque piaghe brillanti come soli, dai quali uscivano fiamme da ogni parte e soprattutto col suo mirabile petto che somigliava a una fornace, nel quale, essendosi prodigiosamente aperto, lei vide l’amabile e amante Cuore, la vera sorgente di quelle fiamme impetuose. Poi Gesù, lamentando l’ingratitudine degli uomini e la noncuranza rispetto ai suoi sforzi per far loro del bene, le chiese di supplire a queste negligenze. La sollecitò inoltre a fare la Comunione il primo venerdì di ogni mese e a prostrarsi con la faccia a terra dalle ventitré a mezzanotte nella notte tra il giovedì e il venerdì, indicando così le due devozioni della Comunione al primo venerdì del mese e dell’ora santa di adorazione.
- La quarta visione mistica ebbe luogo il 16 giugno 1675, durante l’ottava del Corpus Domini. Nostro Signore le disse che si sentiva ferito dalle irriverenze dei fedeli e dai sacrilegi degli empi, aggiungendo: “… Ciò che mi è ancor più sensibile è che sono i cuori a me consacrati che fanno questo …”. Gesù chiese in quell’occasione che il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini fosse dedicato a una festa particolare in onore del suo Sacratissimo Cuore, con comunioni per riparare alle offese da Lui ricevute. Indicò come esecutore della diffusione di questa devozione, il padre spirituale di Margherita, il Gesuita San Claudio de la Colombière, superiore della vicina casa dei Gesuiti a Paray-le-Monial.
Le promesse divine per i devoti
Margherita Maria visse con grande semplicità la sua esperienza di religiosa, ubbidì all’appello divino fatto attraverso le visioni e divenne l’apostola di una devozione che doveva trasportare i fedeli all’adorazione al Cuore Divino. Il Signore fece diverse promesse in favore dei devoti del suo Sacro Cuore, rivelate alla mistica, sintetizzate in dodici punti:
- I: “Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato”;
- II: “Io metterò la pace nelle loro famiglie”;
- III: “Io li consolerò in tutte le loro afflizioni”;
- IV: “Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in morte”;
- V: “Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese”;
- VI: “I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia”;
- VII: “Le anime tiepide diverranno fervorose”;
- VIII: “Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a una grande perfezione”;
- IX: “Io benedirò le case ove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata”;
- X: “Io darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti”;
- XI: “Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato”;
- XII: La cosiddetta “Grande Promessa”, legata alla comunione fatta nei primi venerdì del mese per nove mesi consecutivi.
Dall'universalità del culto alle congregazioni moderne
Le prime due cerimonie religiose relative a questa devozione, alla presenza della grande mistica e propagatrice, si officiarono il 20 luglio 1685 e poi il 21 giugno 1686, nel convento delle Suore delle Visitazione in Paray-le-Monial, alle quali parteciparono tutte le religiose della comunità. Tuttavia, il culto al Sacro Cuore di Gesù trionfò nel XIX secolo e il predetto convento divenne meta di continui pellegrinaggi. Nel 1856, con il Beato papa Pio IX (regnante dal 1846 al 1878), la festa del Sacratissimo Cuore divenne universale per tutta la Chiesa Cattolica. Sull’onda del culto che ormai coinvolgeva l’intero mondo cattolico, sorsero dappertutto cappelle, oratori, chiese, basiliche e santuari dedicati al Sacro Cuore di Gesù. Ricordiamo uno fra tutti, il Santuario del “Sacro Cuore” a Montmartre di Parigi (Francia), iniziato nel 1876 e terminato di costruire dopo quaranta anni. Affinché il culto del Sacro Cuore di Gesù uscisse e penetrasse nella vita sociale dei popoli, iniziò, a seguito di un’esortazione del medesimo pontefice Pio IX del 1876, un movimento di “Consacrazione al Cuore di Gesù”, fatta dai singoli (laici e consacrati) e dalle famiglie, fino ad arrivare al cuore delle nazioni. Fu tanto il fervore dedicato a questo culto, che per tutto il 1800 e primi decenni del 1900, di riflesso sorsero numerose congregazioni religiose a esso dedicate, sia maschili sia femminili. Tra queste si ricordano:
- la Congregazione dei “Sacerdoti del Sacro Cuore” (Dehoniani), fondata nel 1874 dal beato Léon (Leone) Dehon;
- la Congregazione dei “Figli del Sacro Cuore di Gesù” o “Missioni africane di Verona” (Comboniani), fondata nel 1867 da San Daniele Comboni;
- le “Dame del Sacro Cuore”, fondate nel 1800 da Santa Madeleine Sofie (Maddalena Sofia) Barat;
- le “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù”, fondate nel 1865 dalla beata Caterina Volpicelli, e diversi Istituti femminili che portano la stessa denominazione.
… Che il Sacratissimo Cuore di Gesù, fornace ardente di carità e oceano di misericordia, sia per ciascuno di noi il rifugio sicuro in ogni afflizione e la guida luminosa nel cammino quotidiano. In questa solennità, l'umanità intera e le nostre famiglie possano trovare nel Suo petto squarciato la pace che il mondo non sa dare. Buona Festa del Sacro Cuore!
Immagine: "Sacro Cuore di Gesù", olio su rame dipinto, nel 1767, dal pittore toscano Pompeo Girolamo Batoni (1708-1787). L'opera si trova all'interno della centralissima Chiesa del Gesù, a Roma.
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