DAL SERVIZIO ALL’IMPERATORE ALLA GLORIA DI CRISTO
Oggi - 12 maggio 2026 - martedì della VI settimana di Pasqua, la Chiesa celebra la memoria facoltativa dei Santi Nereo e Achilleo, martiri.
Tra storia e leggenda: i servi di Flavia Domitilla
Di Nereus (Nereo) e Achilleus (Achilleo) - questi i loro nomi in latino - si hanno notizie tramandate da due distinte tradizioni riportate negli annali della Chiesa. Secondo la prima, che trova riscontro in un passio d’autore ignoto del V secolo circa, le loro figure sarebbero strettamente collegate a Santa Flavia Domitilla, comunemente nota come Domitilla (60-100 d.C. circa), della nobilissima famiglia dei Flavi e parente dell’imperatore Domiziano (regnante dall’81 al 96), che la liturgia ha ricordato lo scorso 7 maggio. Nereo e Achilleo sarebbero stati due schiavi eunuchi di religione cristiana al servizio personale di Domitilla. Ricevuto il battesimo probabilmente da San Pietro apostolo, i due operarono un’instancabile evangelizzazione della loro padrona, riuscendo a convertirla poco prima delle nozze combinate con il nobile Aureliano. Il rifiuto del matrimonio e il voto di castità della giovane scatenarono l’ira di Domiziano, che esiliò i due servi insieme a Domitilla sull'isola di Ponza, prima di condannarli al martirio, avvenuto verosimilmente negli ultimi decenni del I secolo tra l’arcipelago pontino e il litorale di Terracina.
L’iscrizione di Damaso: soldati convertiti dalla Grazia
L’altra tradizione, riportata da papa San Damaso I (sul soglio pontificio dal 366 al 384) e inclusa nel vigente Martirologio Romano, li ricorda invece come due amici, ufficiali dell’esercito romano durante la persecuzione scatenata dall’imperatore Diocleziano (sul trono dal 284 al 305). Toccati dalla Grazia, si sarebbero convertiti al cristianesimo gettando le armi e rifiutando di eseguire gli ordini violenti dei superiori. Per questa loro coraggiosa testimonianza e per il rifiuto di sacrificare agli dei pagani, affrontarono il martirio nel IV secolo. In questa versione, la loro "milizia" muta radicalmente: da soldati del Cesare a soldati di Cristo, testimoniando che la pace del Vangelo è più forte di ogni comando terreno.
Il culto nei secoli: dalle Catacombe alla Basilica del Celio
Indipendentemente dalla diversità delle due versioni, è storicamente accertato che i corpi di entrambi i martiri, insieme a quello di Santa Domitilla, furono sepolti a Roma nelle catacombe sulla via Ardeatina, sorte su terreni di proprietà della famiglia imperiale. Sul luogo della loro prima sepoltura fu eretta una basilica sotterranea, tuttora visitabile. Nell'814, papa Leone III, per preservare le reliquie, le traslò nell'antica chiesa nel rione Celio, a breve distanza dalle Terme di Caracalla. Fu poi sotto il pontificato di San Gregorio Magno che la chiesa, divenuta basilica e a loro intitolata, assunse particolare rilievo, diventando il cuore della devozione a questi due testimoni che, con lo stesso ardore, offrirono la vita per il Signore.
… Che l'esempio dei Santi Nereo e Achilleo ispiri in ciascuno di noi il coraggio del “cambiamento”: come loro seppero deporre le armi terrene e le sicurezze umane per rivestire l'armatura della Luce, così anche noi possiamo rispondere con prontezza alla chiamata del Signore.
Immagine: "I Santi Domitilla, Nereo e Achilleo" (dove Nereo è sulla sinistra con il mantello rosso e Achilleo sulla destra con quello celeste), olio su tela dipinto, nel 1608, dal pittore fiammingo Peter Paul Rubens (1577-1640). L'opera si trova all'interno della chiesa di Santa Maria in Vallicella, meglio conosciuta come Chiesa Nuova, in pieno centro di Roma.
Roberto Moggi
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Oggi - 12 maggio 2026 - martedì della VI settimana di Pasqua, la Chiesa celebra la memoria facoltativa dei Santi Nereo e Achilleo, martiri.
Tra storia e leggenda: i servi di Flavia Domitilla
Di Nereus (Nereo) e Achilleus (Achilleo) - questi i loro nomi in latino - si hanno notizie tramandate da due distinte tradizioni riportate negli annali della Chiesa. Secondo la prima, che trova riscontro in un passio d’autore ignoto del V secolo circa, le loro figure sarebbero strettamente collegate a Santa Flavia Domitilla, comunemente nota come Domitilla (60-100 d.C. circa), della nobilissima famiglia dei Flavi e parente dell’imperatore Domiziano (regnante dall’81 al 96), che la liturgia ha ricordato lo scorso 7 maggio. Nereo e Achilleo sarebbero stati due schiavi eunuchi di religione cristiana al servizio personale di Domitilla. Ricevuto il battesimo probabilmente da San Pietro apostolo, i due operarono un’instancabile evangelizzazione della loro padrona, riuscendo a convertirla poco prima delle nozze combinate con il nobile Aureliano. Il rifiuto del matrimonio e il voto di castità della giovane scatenarono l’ira di Domiziano, che esiliò i due servi insieme a Domitilla sull'isola di Ponza, prima di condannarli al martirio, avvenuto verosimilmente negli ultimi decenni del I secolo tra l’arcipelago pontino e il litorale di Terracina.
L’iscrizione di Damaso: soldati convertiti dalla Grazia
L’altra tradizione, riportata da papa San Damaso I (sul soglio pontificio dal 366 al 384) e inclusa nel vigente Martirologio Romano, li ricorda invece come due amici, ufficiali dell’esercito romano durante la persecuzione scatenata dall’imperatore Diocleziano (sul trono dal 284 al 305). Toccati dalla Grazia, si sarebbero convertiti al cristianesimo gettando le armi e rifiutando di eseguire gli ordini violenti dei superiori. Per questa loro coraggiosa testimonianza e per il rifiuto di sacrificare agli dei pagani, affrontarono il martirio nel IV secolo. In questa versione, la loro "milizia" muta radicalmente: da soldati del Cesare a soldati di Cristo, testimoniando che la pace del Vangelo è più forte di ogni comando terreno.
Il culto nei secoli: dalle Catacombe alla Basilica del Celio
Indipendentemente dalla diversità delle due versioni, è storicamente accertato che i corpi di entrambi i martiri, insieme a quello di Santa Domitilla, furono sepolti a Roma nelle catacombe sulla via Ardeatina, sorte su terreni di proprietà della famiglia imperiale. Sul luogo della loro prima sepoltura fu eretta una basilica sotterranea, tuttora visitabile. Nell'814, papa Leone III, per preservare le reliquie, le traslò nell'antica chiesa nel rione Celio, a breve distanza dalle Terme di Caracalla. Fu poi sotto il pontificato di San Gregorio Magno che la chiesa, divenuta basilica e a loro intitolata, assunse particolare rilievo, diventando il cuore della devozione a questi due testimoni che, con lo stesso ardore, offrirono la vita per il Signore.
… Che l'esempio dei Santi Nereo e Achilleo ispiri in ciascuno di noi il coraggio del “cambiamento”: come loro seppero deporre le armi terrene e le sicurezze umane per rivestire l'armatura della Luce, così anche noi possiamo rispondere con prontezza alla chiamata del Signore.
Immagine: "I Santi Domitilla, Nereo e Achilleo" (dove Nereo è sulla sinistra con il mantello rosso e Achilleo sulla destra con quello celeste), olio su tela dipinto, nel 1608, dal pittore fiammingo Peter Paul Rubens (1577-1640). L'opera si trova all'interno della chiesa di Santa Maria in Vallicella, meglio conosciuta come Chiesa Nuova, in pieno centro di Roma.
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