San Mattia, apostolo

IL TESTIMONE SCELTO DAL CIELO

Oggi - 14 maggio 2026 - giovedì della VI settimana di Pasqua, la Chiesa celebra la festa di San Mattia, apostolo. 

Le origini del nome e i primi passi alla sequela di Cristo


Il suo originale nome teoforo ebraico è “Mattityahu” o la sua forma abbreviata “Mattathias” (nella traslitterazione nel nostro alfabeto), con il significato di “Dono di Dio”. Nel Nuovo Testamento, scritto in greco, il nome viene adattato in “Matthias”, sebbene in alcuni importanti manoscritti antichi si riscontri la variante grafica “Maththías”. Da questa forma greca deriva direttamente il latino ecclesiastico “Matthias”, che la tradizione medievale e volgare ha successivamente semplificato in “Mathias” o nell'italiano “Mattia”. Di lui non si conosce molto. Si sa solo che era un ebreo probabilmente nato a Gerusalemme, in Giudea, nel I secolo dopo Cristo. Faceva probabilmente parte dei settanta o settantadue discepoli più vicini al gruppo degli apostoli, che Gesù mandò a due a due davanti a sé per predicare in ogni città e luogo dove stava per recarsi, come riporta il Vangelo secondo Luca (Lc 10, 1-24). Sarebbe rimasto con tale ristretto gruppo dal momento in cui ricevette il battesimo da Giovanni il Battista, fino all'Ascensione al Cielo di Cristo, venendo quindi associato ai rimanenti undici apostoli in sostituzione di Giuda Iscariota, che aveva tradito Gesù e si era suicidato. È storicamente e teologicamente quasi certo che Mattia fosse stato un discepolo del Precursore prima di seguire Gesù. Tuttavia, della sua appartenenza alla predetta cerchia più vicina agli apostoli non si ha sicurezza. Infatti, anche lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea (265 circa - 340 circa), nella sua “Storia Ecclesiastica”, rileva come non esistesse alcun elenco dei settantadue discepoli di Gesù (distinti dagli apostoli), pur rilevando che: “… Si racconta anche che Mattia, che fu aggregato al gruppo degli apostoli al posto di Giuda, e anche il suo compagno che ebbe l’onore di simile candidatura furono giudicati degni della stessa scelta tra i settanta …” (Storia Ecclesiastica I, 12, 3).

L'elezione nel Collegio Apostolico e il mistero delle fonti

La sua inclusione nel numero dei più stretti discepoli di Cristo - come si legge nel primo capitolo degli Atti degli Apostoli - non avvenne per scelta di un singolo individuo, ma fu conseguenza dell’accorato discorso tenuto da San Pietro, che, un giorno non precisato dopo l’Ascensione, parlando alla piccola comunità cristiana di Gerusalemme, sostenne che bisognava trovare un sostituto del traditore Giuda Iscariota e riportare a dodici il numero degli apostoli, lasciando all’assemblea ampia libertà sulla scelta. Si procedette allora alla ricerca di candidati ritenuti meritevoli, da scegliere tra coloro che erano stati compagni dei dodici per tutto il tempo in cui il Signore Gesù aveva vissuto in mezzo a loro, incominciando dal battesimo amministrato da Giovanni e fino al giorno in cui Gesù si era elevato in cielo. Furono individuati due fratelli di fede che soddisfacevano tutti i requisiti, dei quali uno era proprio Mattia e l’altro Giuseppe detto Barsabba soprannominato “il Giusto”, che ritennero meritevoli in uguale misura. A questo punto, non potendo scegliere diversamente, fecero un sorteggio tra i due, dopo aver pregato e invocato il Signore affinché la scelta cadesse sul candidato più idoneo. Il sorteggio designò Mattia, che fu così aggregato agli apostoli (At 1, 15-26). Egli, dunque, è l’unico dei dodici che non ricevette direttamente la chiamata da Gesù, pur essendo stato con Lui dall’inizio alla fine della Sua vita pubblica e della Sua predicazione, tanto da diventarne poi testimone della morte e risurrezione. Su di lui, esistono solo racconti provenienti da varie “tradizioni”, privi però di comprovato supporto storico, che parlano della sua predicazione e della sua morte per la fede in Gesù, chi dice in Giudea, chi invece in Etiopia. 

Divergenze storiche: Dalla morte naturale al martirio

Mattia sarebbe morto verosimilmente nello stesso I secolo. Una tradizione, riportata dal teologo e scrittore San Clemente Alessandrino (150 circa - 215 circa) che cita Eracleone (maestro gnostico del II secolo d.C.), lo vuole scomparso per cause naturali. Una seconda, più tarda di oltre mille anni, associata al monaco bizantino Niceforo Callisto Xanthopoulos (1256-1335), lo dice martire per crocifissione e sepolto in Etiopia (Africa), anche se la regione così denominata sarebbe in realtà il Ponto Eusino (regione costiera sul Mar Nero della Penisola Anatolica, oggi nella Turchia asiatica), dove Mattia si sarebbe recato dopo un primo periodo di predicazione in Giudea. Infatti, nell'antichità, il termine "Etiopia" veniva usato in modo generico per indicare terre remote o specifiche aree anatoliche (come la Colchide e il Ponto). Una terza, riferita al Breviario Romano - Martirologio di Floro, invece, ne afferma il martirio in Palestina, poiché accusato di essere nemico della legge mosaica. Sarebbe stato lapidato da ebrei e finito da un soldato romano che gli avrebbe tagliato la testa con un colpo di scure. 

Il cammino delle reliquie tra Roma, Treviri e Padova

Un’ulteriore tarda tradizione, vuole che il corpo di Mattia sia stato ritrovato a Gerusalemme nel 325 dall’imperatrice Sant’Elena (248-329), madre dell’imperatore romano Costantino I (274-337) e di lì trasportato a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove fonti medievali e rinascimentali (la Leggenda Aurea di Iacopo da Varagine e Onofrio Panvinio) lo danno presente nell’urna di porfido sotto l’altare maggiore, insieme alle reliquie di San Girolamo. La testa, separata, era invece custodita in un reliquiario. Anche gli Annali di Treviri (oggi Trier in Germania) dell’anno 754 (ma la loro redazione è di molto più tarda) affermano la sepoltura di Mattia a Gerusalemme. Sempre a Treviri, un’aggiunta posteriore agli Atti apocrifi di Mattia, fa giungere nella città tedesca il corpo dell’apostolo, direttamente da Gerusalemme. Un’altra tradizione cerca di conciliare le prime due, parlando di una traslazione da Gerusalemme a Treviri con tappa a Roma. A Treviri, il corpo di Mattia sarebbe stato ritrovato nel 1127, durante la ricostruzione della Basilica (ora a lui intitolata) collegata all’adiacente convento Benedettino. Lì, nel mezzo della navata centrale, tuttora si mostra il suo sepolcro, nel luogo dove allora fu collocato. Altre reliquie che una tradizione medievale attribuisce all’apostolo sono infine conservate nella Basilica di Santa Giustina a Padova, ma recentissime indagini scientifiche sembrano escludere tale attribuzione. 

… Per intercessione di San Mattia, apostolo della Provvidenza scelto dal Cielo per ricostruire l'unità dei Dodici, il Signore ci conceda la grazia di essere testimoni credibili e gioiosi della Sua Risurrezione nelle vicende di ogni giorno.
Immagine: "San Mattia apostolo", olio su tavola di quercia dipinto, tra il 1610 e il 1612 , dal pittore fiammingo Pieter Paul Rubens (1577-1640). L'opera si trova presso il Museo Nazionale del Prado, a Madrid (Spagna).
Roberto Moggi
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