Beata Vergine Maria Madre della Chiesa

IL CAMMINO STORICO E TEOLOGICO DI UNA MEMORIA UNIVERSALE

Oggi - 25 maggio 2026 - lunedì della VIII settimana del Tempo Ordinario - la  Chiesa celebra la memoria obbligatoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa.

Una festa "mobile" istituita da papa Francesco


Questa celebrazione mariana è una di quelle cosiddette “mobili”, ovvero una ricorrenza liturgica che non ha una data fissa sul calendario civile, ma varia di anno in anno. Nel caso in specie, la memoria è mobile perché è legata al ciclo della Pasqua: si festeggia infatti ogni anno il lunedì subito dopo la domenica di Pentecoste. L’istituzione dell’odierna memoria ha origine recente, essendo stata iscritta nel Calendario Romano Generale con decreto dell’11 febbraio 2018 della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, a firma di papa Francesco. Il decreto, intitolato “Ecclesia Mater”, è stato diramato in occasione del centosessantesimo anniversario della prima apparizione mariana di Lourdes (11 febbraio 1858), rendendo la memoria obbligatoria per tutta la Chiesa.

Dal Cenacolo al mistero della Croce: il legame d'amore

Già nel Cenacolo, Maria iniziò la propria materna missione, pregando con gli apostoli riuniti intorno a lei in attesa della venuta dello Spirito Santo. La scelta della collocazione di questa ricorrenza al lunedì dopo Pentecoste, quindi, è legata proprio a questo episodio. I motivi che hanno sostenuto l’introduzione di questa nuova memoria, sono brevemente descritti nel già citato decreto, laddove si rileva particolarmente la maturazione della venerazione di Maria da parte dei fedeli, a seguito di una migliore comprensione della Sua presenza “nel mistero di Cristo e della Chiesa”. Questa celebrazione, spiega il testo: “… aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti …”. La Madonna, rileva ancora la disposizione di papa Francesco: “… accettò il testamento d’amore del Figlio suo e accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero …”. Specifica, infine, il documento del dicastero vaticano: “… nel corso dei secoli la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti quelli che rinascono in Cristo e anche di Madre della Chiesa, come appare in testi di autori spirituali e pure del magistero di Benedetto XIV e Leone XIII”. 

Il Concilio Vaticano II e i fondamenti teologici della maternità spirituale

Tali considerazioni, effettivamente, ripropongono quanto già espresso in passato dalla Chiesa. Nel capitolo VIII della Costituzione Dogmatica “Lumen Gentium” (“Luce delle Genti”), la seconda delle quattro del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965), promulgata il 21 novembre 1964 dal pontefice San Paolo VI (dal 1963 al 1978), si volle solennemente riconoscere a Maria il titolo di “Madre della Chiesa” a conclusione della terza sessione del Concilio Vaticano II, affermando che essa è: “… Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amatissima …”, auspicando che l’intero popolo cristiano rendesse sempre più onore alla Madre di Dio con questo soavissimo nome. In effetti, il sentimento del popolo cristiano, nel corso di due millenni di storia, aveva già in vario modo colto il legame filiale che unisce strettamente i discepoli di Cristo alla loro Santissima Madre. Il significato teologico di questa festa si fonda sul legame indissolubile tra Maria, lo Spirito Santo e la nascita della comunità dei credenti, con alcuni punti centrali:
-    Il nesso con la Pentecoste: la scelta di celebrarla il lunedì dopo Pentecoste non è casuale. La Pentecoste segna la nascita della Chiesa attraverso la discesa dello Spirito Santo; ponendo Maria il giorno successivo, si sottolinea che lei era presente nel Cenacolo a pregare con gli Apostoli, agendo come madre premurosa della neonata comunità.
-    La maternità spirituale: come Maria ha generato Gesù, capo del "corpo mistico" (la Chiesa), così per estensione genera spiritualmente tutti i fedeli che di quel corpo fanno parte. La sua maternità non si esaurisce con Cristo, ma continua nel tempo per ogni cristiano.
-    Il modello di fede: Maria viene indicata come la prima e perfetta discepola. La Chiesa guarda a lei per imparare come accogliere la Parola di Dio, come custodirla nel cuore e come portarla nel mondo.
-    La guida nel cammino: la festa ricorda ai fedeli che la Chiesa non è un'istituzione astratta, ma una famiglia che ha una madre celeste che intercede, protegge e guida il cammino dei credenti verso la santità.

Dalle intuizioni dei Padri della Chiesa al Calendario Liturgico Generale

Il titolo di Maria Madre della Chiesa, d’altronde, ha radici profonde. Il fatto che la Vergine Maria sia Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa era già in qualche modo considerato, a partire dalle parole “profetiche” di Sant’Agostino d’Ippona (354-430) e del papa San Leone I Magno (dal 440 al 461). Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa. L’altro, poi, evidenziando che la nascita del Capo è anche quella del Corpo, indica che Maria è al contempo Madre di Cristo, Figlia di Dio e madre delle membra del Suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Si tratta d’importanti riflessioni scaturite da quello che possiamo chiamare “il testamento” di Gesù morente in croce, riportato nel Vangelo secondo Giovanni, in cui si narra che Maria stava ai piedi della Croce e Cristo, prima di spirare, le affidò il discepolo prediletto, Giovanni, dicendo: “… Donna, ecco tuo figlio! …”, aggiungendo poi rivolto a Giovanni: “… Ecco tua madre! …” (cf. Gv 19, 26-27). Ai nostri giorni, in occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione del 1975, la Santa Sede propose una messa votiva in onore della Madre della Chiesa, in seguito inserita nel Messale Romano, senza che fosse però parte delle memorie inserite ufficialmente nel Calendario liturgico. Poi, dal 1980, nelle “Litanie lauretane” - per volontà di papa San Giovanni Paolo II - la Madonna è stata venerata esplicitamente come Madre della Chiesa. Nel 1986, ancora, sempre durante il pontificato di papa Wojtyla, furono pubblicati altri formulari nella raccolta di messe della Beata Vergine Maria. In seguito fu concesso alle conferenze episcopali di alcune singole nazioni (come la Polonia e l’Argentina), diocesi e famiglie religiose che ne avevano fatta richiesta, di aggiungere questa celebrazione al loro calendario particolare. Alla luce di quanto precede, quindi, ci si può rendere conto di come l’odierna celebrazione voglia promuovere e favorire la consapevolezza del senso materno della Chiesa, nei presbiteri, nei religiosi e nei fedeli. 

… Che il Signore ci conceda di saper guardare a Maria con la stessa fiducia filiale degli Apostoli nel Cenacolo e che la Vergine Santissima, Madre del Redentore e di tutti i redenti, custodisca le nostre famiglie, sostenga i pastori della Chiesa e interceda per il mondo intero. Buona memoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa!
Immagine: "Mater Ecclesiae" (Madre della Chiesa), mosaico policromo raffigurante la Beata Vergine Maria con Bambino (che riproduce fedelmente l'antica "Madonna della Colonna" presente all'interno della Basilica Vaticana). Nella parte inferiore del mosaico sono presenti lo stemma di papa San Giovanni Paolo II (1978-2005) e il suo motto "Totus tuus" (Tutto tuo). Sotto, invece, si può leggere la scritta in caratteri bronzei: «Mater Ecclesiae». Opera installata nel dicembre 1981 per volere del predetto pontefice, dai mosaicisti vaticani, su progetto dell'architetto spagnolo vivente Javier Cotelo (nato nel 1932). L'opera si trova sulla facciata angolare superiore del Palazzo Apostolico che domina Piazza San Pietro, a Roma.
Roberto Moggi
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