Ascensione del Signore

IL MISTERO DELLA SALITA AL CIELO: IL RITORNO DEL RISORTO ALLA GLORIA DEL PADRE

Oggi - 17 maggio 2026 - VII domenica di Pasqua, la Chiesa celebra la solennità dell’Ascensione del Signore. 

Significato, etimologia e geografia del Mistero

Col termine “Ascensione” (dal latino “Ascensionis”, derivato dal verbo della stessa lingua “Ascensio”, col significato di “ascendere”, cioè “salire”), si designa la “salita al cielo” di Gesù, quaranta giorni dopo essere risorto. La tradizione vuole che l’Ascensione di Gesù al cielo sia avvenuta sul Monte degli Ulivi presso Gerusalemme, consacrandolo come “Monte dell'Ascensione”. 

La testimonianza delle Scritture e il racconto degli Atti

Questo prodigioso avvenimento, l’ultimo della vita terrena di Cristo, è descritto nei Vangeli secondo Marco (Mc 16, 19) e Luca (Lc 24, 50-53), oltre che negli Atti degli Apostoli dello stesso Luca (At 1, 6-11 e 1, 9-12). In quest’ultimo testo ne troviamo un’interessante descrizione: “… Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato …” (At 1, 9-12). Tuttavia, nell'anno liturgico corrente (Anno A), il Vangelo del giorno non è quello di Marco o Luca, bensì la conclusione di quello secondo Matteo (Mt 28, 16-20). È il celebre brano del mandato missionario in Galilea, in cui Gesù promette: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

La professione di fede e l'attesa della Parusia

Dell’Ascensione, parla anche la preghiera del Credo cosiddetto “degli Apostoli”, dove la salita al cielo di Cristo è ricordata con queste parole: “… salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti ...”. Con l’ascesa al Padre, è terminata sulla terra la permanenza visibile di Gesù fra gli uomini. Egli tornerà alla “Parusìa” (dal termine greco “parousía”, traslitterato nel nostro alfabeto, che significa “presenza”), parola neotestamentaria che indica la seconda venuta del Signore alla fine dei tempi, per instaurare il Regno di Dio e per tenere il giudizio finale. Il termine si carica così di un peculiare significato escatologico in relazione all’attesa messianica del ritorno del Cristo. 

Il senso escatologico e la vocazione dell'uomo

L’odierna festa ci ricorda che aneliamo tutti al Cielo, perché veniamo da Dio che da sempre ci ha voluti nel suo amore in comunione con Lui e, pertanto, c’è una forza che “ci attira verso l’alto”. Il Cristo glorioso che ascende al Cielo riapre la comunicazione tra l’umanità peccatrice e il Padre, dandole nuovo spessore e profondità, segnando il tragitto della vocazione di ogni uomo. Come il sommo sacerdote, nei tempi antichi, una volta asperso il Santuario con il sangue dei sacrifici si presentava al popolo per comunicare la benedizione e il perdono di Dio, così Cristo ricomparirà alla fine dei tempi per introdurci nel possesso dei beni eterni che ha ottenuto per noi. Ora viviamo nell’attesa che è piena della benedizione di Cristo salito al cielo e che noi siamo chiamati a testimoniare ogni giorno con la nostra vita.

Le origini storiche e il trasferimento liturgico alla domenica

L’origine di questa celebrazione è molto antica ed è attestata già dal IV secolo. Per la Chiesa cattolica, l’Ascensione si colloca quaranta giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, oppure quello successivo alla VI domenica di Pasqua. Qualche anno addietro, però, la Santa Sede consentì alle conferenze episcopali nazionali di potere (non di dovere obbligatoriamente) trasferire la celebrazione dal giovedì, suo giorno naturale, alla domenica seguente, come ha fatto quella italiana, affinché vi fosse maggiore partecipazione di fedeli alle celebrazioni. Questo si decise a seguito della legge n. 54 del 5 marzo 1977, che ha soppresso alcune festività infrasettimanali agli effetti civili, spingendo la CEI a spostare la celebrazione liturgica per non privare i fedeli della partecipazione.

… Sia questa Solennità un tempo di grazia per riscoprire la nostra cittadinanza nei Cieli. Con lo sguardo fisso verso l'Alto e i piedi ben saldi sulle strade del mondo, camminiamo come testimoni gioiosi del Risorto. Buona e Santa Solennità dell'Ascensione del Signore!
Immagine: "Ascensione", scomparto centrale dello smembrato Polittico di San Pietro. Olio su tavola dipinto, tra il 1496 e il 1500, dal pittore umbro Pietro di Cristoforo Vannucci, noto come Divin Pittore, Pietro Perugino, o principalmente "Il Perugino" (1446-1523). L'opera, rubata durante le razzie napoleoniche, si trova attualmente presso il Musée des Beaux-Arts, a Lione (Francia).
Roberto Moggi
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