San Leonida di Alessandria

MAESTRO DI SAPIENZA E TESTIMONE DEL SANGUE

Oggi - 22 aprile 2026 - mercoledì della III settimana di Pasqua, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, San Leonida di Alessandria, martire. 

Il genitore nel "Tempio dello Spirito Santo": la formazione di Origene

Di Leonídas (Leonida) - questo il suo nome sia in greco (traslitterato nel nostro alfabeto) che in latino - non si conosce quasi nulla ad eccezione del martirio. È noto come “Padre di Origene”, poiché genitore di tale famoso presbitero e filosofo di cultura greca (185-254), considerato tra i principali scrittori e teologi cristiani dell'epoca patristica, oltre che uno dei Padri della Chiesa, anch’egli venerato come santo. Leonida nacque nella grande città portuale mediterranea di Alessandria d’Egitto, metropoli multietnica e multiculturale, a prevalente cultura ellenistica, dell’allora Provincia Imperiale Romana dell’Egitto (oggi nell’omonima repubblica dell’Africa settentrionale). Venne al mondo verosimilmente verso la metà del II secolo (intorno al 150-160), da una famiglia cristiana di lingua e cultura greca. Uomo di grande sapere, era maestro di retorica nella sua città, dove viveva con la moglie e i sette figli. Il maggiore di questi, il precitato Origene, dotato di grande intelligenza, completò studi di alto livello in campo filosofico, letterario e religioso, imparando addirittura a memoria la Sacra Scrittura. A questo proposito, il vescovo e scrittore di pari cultura ellenistica Eusebio da Cesarea di Palestina (circa 265-340), nella sua “Storia Ecclesiastica”, riferisce che Leonida, vedendo che il figlio Origene mostrava grande interesse per la Sacra Scrittura, lo avviò allo studio della stessa prima ancora che a quello delle discipline classiche. Aggiunge, nell’opera, che Leonida si rallegrava della facilità di apprendimento del figlio, ringraziava Dio di questo dono e, quando il ragazzo dormiva, gli baciava con amore il petto, considerandolo il Tempio dello Spirito Santo. 

La palma del martirio sotto Settimio Severo e il trionfo della fede

Intanto, sotto il regno dell’imperatore romano Settimio Severo (dal 193 al 211), ripresero le feroci persecuzioni contro i cristiani. In Egitto, il locale governatore Leto, oltre ad accanirsi sulle comunità cittadine dei seguaci di Gesù, fece rastrellare dall’esercito tutto il deserto della Tebaide, al centro circa della provincia, dove vivevano e pregavano pacificamente i buoni anacoreti, rinsecchiti dal digiuno e riarsi dal sole, completamente isolati dal mondo, senza dare il benché minimo fastidio alle Autorità, facendone strage. Le persecuzioni si rivelarono particolarmente feroci proprio ad Alessandria d’Egitto, dove anche Leonida, che non aveva voluto nascondersi e aveva continuato apertamente a testimoniare il Vangelo, fu arrestato. In considerazione del grande credito che godeva tra il popolo, fu condotto in catene direttamente davanti al governatore e, come di consuetudine, alternativamente minacciato di atroci castighi e sedotto in mille modi affinché abiurasse la fede in Cristo e sacrificasse pubblicamente agli dei. In quel doloroso e terribile frangente, suo figlio Origene, ancora molto giovane, gli scrisse una lettera accorata e ricca di fede e amore, per esortarlo a perseverare nell’amicizia con Gesù senza curarsi dei legami terreni, oltre che a guardarsi dal cambiare idea per desiderio di soccorrere la sua famiglia. Così, Leonida non solo restò saldo più che mai nel proprio credo, rifiutando di salvarsi la vita tradendo il Signore, ma il pensiero dei familiari che sarebbero rimasti soli non turbò i suoi ultimi giorni di vita terrena. Infatti, dopo essere stato condannato a morte, quando giunse il momento dell’esecuzione, porse sorridendo il petto alla spada che lo trafisse. Subì il martirio nella sua città, l’anno 202, ma secondo altre fonti il 204. I suoi beni furono sequestrati e la vedova e i sette figli orfani furono letteralmente “buttati in mezzo alla strada”, privi di qualsiasi ricovero e mezzo di sostentamento, venendo, però, provvidenzialmente accolti e mantenuti da una pia donna benestante della locale comunità cristiana. 

… Che l'esempio del santo martire Leonida accenda nei nostri cuori il desiderio della Verità e la fortezza nel testimoniare il Vangelo. Possa la sua intercessione proteggere le famiglie e guidare i genitori nell'educazione cristiana dei figli, affinché ogni casa sia, come la sua, un riflesso del Tempio dello Spirito Santo.
Immagine: "San Leonida di Alessandria", miniatura tratta dal Liber Chronicarum (Cronache di Norimberga) di Hartmann Schedel,  stampato a Norimberga (Germania) dalla bottega di Wilhelm Pleydenwurff, nel 1493. L'opera originale si trova nella Stadtbibliothek Nürnberg (Biblioteca Civica di Norimberga), a Norimberga (Germania).
 

Commenti