San Giovanni Battista de La Salle, sacerdote

L’APOSTOLO DELLA SCUOLA E IL MAESTRO DEI POVERI

Oggi - 07 aprile 2026 - martedì fra l’Ottava di Pasqua, la Chiesa ricorda San Giovanni Battista de La Salle, sacerdote e fondatore.

Le radici a Reims e la chiamata al sacerdozio


Jean-Baptiste (Giovanni Battista) - questo il suo nome nella natia lingua francese - nacque il 30 aprile 1651 a Reims, nella regione Champagne sita nel nord-est dell’allora Regno di Francia (oggi capoluogo del dipartimento della Marne, Francia). Egli venne al mondo in una agiata famiglia appartenente alla cosiddetta “Nobiltà di toga” (“Noblesse de robe”), un ceto legato alle cariche amministrative e giudiziarie. Suo padre, Louis de La Salle, magistrato presso il tribunale di Reims, voleva che seguisse la propria remunerativa carriera, ma egli, presto attratto dalla vita religiosa, anelava al sacerdozio. Era tanto portato verso la spiritualità che, il 7 gennaio 1667, a soli sedici anni, fu nominato canonico della locale Cattedrale. 

L’incontro con la miseria e il discernimento a Parigi

A partire dal 1670, andò a studiare teologia a Parigi presso l’importante università della Sorbona, autorità suprema in materia dottrinale in Francia. Entrò così nel seminario Saint-Sulpice (San Sulpizio) della medesima città, frequentando le lezioni all’ateneo. Nel 1671 morì la madre e, nel 1672, anche il padre, trovandosi costretto ad occuparsi della difficoltosa amministrazione del cospicuo patrimonio familiare. Fu ordinato sacerdote il 9 aprile 1678 e due anni dopo, nel 1680, ottenne il dottorato. Sacerdote alla sequela di Cristo, restò profondamente scandalizzato dalla triste realtà dei pochi privilegiati che vivevano nell’abbondanza e nel lusso, mentre la grande maggioranza del popolo era nell’indigenza, sopravvivendo miseramente sia nelle campagne che nei centri urbani, in spogli, sporchi e malsani alloggi o addirittura per strada. Solo qualche fortunato nucleo familiare poteva mandare i figli a scuola e i giovani, per lo più analfabeti, avevano in genere poche speranze di un futuro migliore, venendo spinti dalla disperazione verso il vizio e il malaffare. Mosso a pietà da questo drammatico quadro sociale, sofferente per la triste condizione dei bambini e dei ragazzi, che, troppo spesso, a causa dell’inevitabile degrado morale e spirituale, erano lontani dalla salvezza terrena ed eterna, Giovanni Battista si sentì chiamato a “fare qualcosa”.

La spogliazione evangelica e la nascita dei Fratelli

Così, grazie alle sue qualità e alla sua cultura, cominciò a impegnarsi attivamente con un gruppo di adolescenti di misera estrazione sociale e culturale, abbandonati a sé stessi, privi di cure, guida e assistenza, istituendo per essi una scuola popolare gratuita. Per realizzare il pio intendimento, con spirito pienamente evangelico, adoperò il suo patrimonio, vendette la casa paterna, dove ormai viveva solo e ricusò il ruolo di canonico e i relativi introiti. Con la somma ricavata, circondatosi di alcuni bravi maestri che condividevano la sua spiritualità, il 25 maggio 1684 fondò una comunità di secolari consacrati che divenne nota col nome di “Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane”, laici che gestivano scuole completamente gratuite per il popolo bisognoso. La sua opera, però, fu contrastata da talune autorità ecclesiastiche alquanto corrotte e asservite ai potenti, che si opponevano alla creazione di questa nuova forma di vita religiosa laicale, temendo di perdere il controllo sulle masse e i relativi benefici. Inoltre, i metodi innovativi e l’insistenza sulla gratuità dell’insegnamento per tutti, indipendentemente dal lignaggio e dalle possibilità economiche degli studenti, suscitarono l’ostilità anche delle autorità didattiche e scolastiche del tempo. Tra il 1691 e il 1694, l'opera attraversò una crisi profondissima, segnata da defezioni e povertà estrema. Per cercare di venire a capo della triste situazione, Giovanni Battista e alcuni fedelissimi andarono in ritiro spirituale a Vaugirard, all'epoca un villaggio rurale situato alle porte di Parigi, appena fuori dalle mura della città (oggi un quartiere perfettamente integrato nel centro urbano cittadino). Fu in questo ritiro che egli, insieme ai suoi due compagni più fedeli, pronunciò il celebre “Voto Eroico”, promettendo di stabilire la Società anche se fossero rimasti soli e costretti a vivere di solo pane.

Una rivoluzione pedagogica tra ostacoli e innovazioni 

Questa fede incrollabile portò, nel 1694, i primi dodici Fratelli a emettere i voti perpetui, sancendo la nascita definitiva dell'Istituto e garantendo la stabilità della missione educativa nonostante le tempeste. Giovanni Battista e i suoi compagni, che si facevano chiamare “Fratelli”, riuscirono in breve tempo a creare una rete di scuole gratuite e di buona qualità, che pian piano si estese a tutto il Regno di Francia, dove gli studenti erano raggruppati per capacità e profitto, onde ottenere i massimi risultati nell’apprendimento. In detti istituti, l’istruzione era impartita nella lingua del popolo e non in Latino (come si usava all’epoca), agevolando parecchio la comprensione di tutte le materie. Il programma didattico comprendeva la perfetta integrazione tra istruzione religiosa e discipline di studio, al quale anche i genitori degli alunni, in modo assolutamente innovativo, erano chiamati a partecipare. Introdusse inoltre la lezione “simultanea” (tutti gli alunni ascoltano lo stesso maestro), che all'epoca fu una rivoluzione rispetto al metodo individuale. In generale, Giovanni Battista fu all’avanguardia pure nella sperimentazione di programmi per la preparazione dei docenti laici, di corsi domenicali per giovani studenti lavoratori e per il recupero dei carcerati, per i quali realizzò in Francia uno dei primi istituti. Fu anche pioniere nella fondazione di scuole di formazione, professionali e superiori di lingue moderne, arti e scienze. 

L’eredità universale del Patrono degli Educatori

Egli è considerato il capostipite dell’unificazione dell'istruzione in Francia e un grande innovatore nel campo della pedagogia. Ha scritto meditazioni ispirate sul ministero dell'insegnamento, un catechismo, testi di "buone maniere" e altre opere, vere e proprie risorse per insegnanti e studenti. Nel 1705, chiamato a Rouen, nella regione Normandia, dall’arcivescovo di quella diocesi, vi aprì un pensionato a Manoir de Saint-Yon, un sobborgo della predetta città. Qui, consumato dalle penitenze e dalle evangeliche fatiche, morì il 7 aprile 1719, poche settimane prima del suo sessantottesimo compleanno. La sua opera si diffuse rapidamente in Francia e, dopo la sua morte, continuò a diffondersi nel mondo intero. Nel 1900, Anno Santo, fu proclamato Santo dal papa Leone XIII. Il 15 maggio 1950, per la santità della sua vita e la forza dei suoi scritti, fu dichiarato dal pontefice Pio XII patrono di tutti coloro che operano nel campo dell’educazione. 

… Per intercessione di San Giovanni Battista de La Salle, il Signore illumini il cuore di ogni educatore e doni ai giovani la sapienza che conduce alla Salvezza. Che il suo esempio di carità operosa ci guidi nel riconoscere il volto di Cristo in ogni bambino e in ogni prossimo incontrato sul nostro cammino.
Immagine: "San Giovanni Battista de La Salle e due discepoli", statua in bronzo a fusione realizzata, nel 1930, dallo scultore romano Domenico Mastroianni (1876-1962). L'opera si trova presso il Castello di Racconigi (in provincia di Cuneo, regione Piemonte).
Roberto Moggi
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