Conversione di Sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa

IL RITORNO DELL'ANIMA ALLA VERITÀ

Oggi - 24 aprile 2026 - venerdì della III settimana di Pasqua, l’Ordine di Sant’Agostino celebra la festa della Conversione di Sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa (detta, nell’Ordine che da lui prende nome: “Conversione del Santo Padre Agostino”). 

La rinascita nell'acqua: il battesimo milanese


La festività commemora - come chiaramente indica il nome - il definitivo passaggio di Agostino dalla vita mondana e dal manicheismo al cristianesimo, frutto anche delle incessanti preghiere di sua madre, Santa Monica (331-387). Tale evento, un momento decisivo per la cristianità occidentale, è tradizionalmente individuato nella Veglia di Pasqua della notte tra il 24 e il 25 aprile 387, quando egli fu battezzato a Milano, nel Battistero di San Giovanni alle Fonti (i cui resti sono tuttora visitabili sotto il Duomo), dal locale vescovo Sant’Ambrogio (339/340-397), unitamente al figlio Adeodato, all’amico Alipio e alcuni discepoli.

Dal "Tolle lege" alla cattedra della Verità

La tradizione lega la conversione alla celebre scena (nota come del "Tolle lege"), avvenuta nell'agosto del 386 in un giardino di Milano, dove Agostino, udendo la voce di un bambino cantare "Tolle lege" (prendi e leggi), aprì le Lettere di San Paolo trovando la risposta definitiva alla sua ricerca della Verità. Tra ciò che accadde in giardino e il battesimo trascorsero circa otto mesi. Dopo l'episodio di agosto, Agostino si ritirò in meditazione a Cassiciacum nella campagna brianzola (l’odierna Cassago Brianza in provincia di Lecco, regione Lombardia) per l'autunno e l'inverno, tornando a Milano per ricevere il battesimo. Agostino si trovava a Milano per motivi professionali: nel 384 aveva ottenuto la prestigiosa cattedra di insegnamento della Retorica per quella città. Era una posizione ufficiale di altissimo livello, ottenuta grazie all'appoggio del prefetto di Roma, Simmaco, con lo scopo di fornire alla corte imperiale (che allora risiedeva a Milano) un oratore ufficiale che potesse controbilanciare l'influenza del vescovo Ambrogio. Tuttavia, paradossalmente, proprio l'incontro con l'eloquenza e la statura morale di Sant'Ambrogio fu uno dei fattori chiave che lo portarono alla conversione.

Il significato profondo della conversione come scelta

L’odierna ricorrenza, quindi, non ricorda solo un atto formale, ma il culmine di un travagliato percorso interiore. Bisogna specificare il vero significato della sua “conversione”, giacché questa non significò un passaggio dalla miscredenza alla vera fede, né dal paganesimo al cristianesimo. Infatti, in realtà Agostino non fu mai veramente “pagano”. Nel suo intimo egli fu sempre cristiano, almeno quanto è possibile esserlo senza prendere una decisione. La sua conversione fu proprio questa decisione: volgersi finalmente - cioè - non solo a Dio e a Cristo, ma a quello che egli stesso era già nel profondo del proprio animo. In ultima analisi, il processo della sua conversione si presenta come la scelta di trarre le conseguenze di ciò che già egli era nel profondo, finché giunse l’ora dell’ultima e definitiva decisione, con la quale l’interiore e l’esteriore, la coscienza e il comportamento di vita concordarono. 

Il Dottore della Grazia e l'eredità dell'Ordine Agostiniano

Come sappiamo, Sant’Agostino, grande filosofo e teologo di lingua e cultura latina, nato Aurelio Agostino e noto con la specificazione “d'Ippona” (in latino Aurelius Augustinus Hipponensis), venne al mondo a Tagaste, nella provincia romana della Numidia proconsolare, nell’Africa romana (oggi corrispondente a Souk Ahras, nel nord-est dell’Algeria, in prossimità del mare Mediterraneo), il 13 novembre 354, e morì a Ippona, sempre in quella provincia romana (oggi Annaba, nel nord-est dell’Algeria, sulla sponda del medesimo mare), il 28 agosto 430. È riconosciuto Padre e dottore della Chiesa cattolica, con l’appellativo di “Doctor Gratiae” ("Dottore della Grazia"), forse il maggiore rappresentante della patristica e il massimo pensatore cristiano del primo millennio, oltre che uno dei più grandi geni dell'umanità in assoluto. L’Ordine di Sant’Agostino, che da lui mutua il nome (in latino Ordo Fratrum Sancti Augustini), contraddistinto dalla sigla “OSA” data dalle iniziali, è un cosiddetto ordine mendicante maschile, di diritto pontificio, che fu fondato - dietro sollecitazione del papa Innocenzo IV (dal 1243 al 1254) - nel marzo dell'anno 1244, quando gli eremiti che si richiamavano alla figura di Agostino celebrarono un capitolo di fondazione a Roma, sotto la guida del cardinale Riccardo degli Annibaldi (dal 1237 al 1276) ed ebbe così inizio la storia dell'Ordine di Sant’Agostino. 

… Per i meriti e le preghiere del Grande Dottore d'Ippona, il Signore conceda a ciascuno di noi la grazia di ascoltare quella voce interiore che invita a “prendere e leggere” il libro della Vita. Ci sia concesso, seguendo l'esempio del Santo Padre Agostino, di trovare la pace in Colui per il quale i nostri cuori sono stati creati e nel quale solo possono riposare.
Immagine. "Il battesimo di Sant'Agostino", olio su tela dipinto, nella seconda metà del XVII secolo, dal pittore napoletano Luca Giordano (1634-1705). L'opera si trova presso il Museo Diocesano Donnaregina, a Napoli.
Roberto Moggi
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