Sul Capelin, d'inverno

Freddo, disagio,
fatica dell'ascesa?
Che cosa meglio
di questo cielo di cobalto,
di quest'aria pungente
e pura
che ti arrubina
il volto
e ti pizzica
la pelle?
Che cosa meglio
di questo silenzio
armonioso,
rotto appena
da improvvisi fruscii,
un trillo,
un discreto, debole
cinguettio?
La mente è sgombra
da qualsiasi pensiero.
All'improvviso so
che nulla è meglio.
Forse, l'amore?
ib
Iole Barberis
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