Sant'Eriberto di Colonia

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ” ๐ฆ๐š๐ซ๐ณ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - lunedรฌ della IV settimana di Quaresima, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, ๐’๐š๐ง๐ญ’๐„๐ซ๐ข๐›๐ž๐ซ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐‚๐จ๐ฅ๐จ๐ง๐ข๐š, ๐ฏ๐ž๐ฌ๐œ๐จ๐ฏ๐จ.
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Heribert (Eriberto) - questo il suo nome nella natia lingua tedesca - nacque nel 970 circa a Wormatia, nel “comitatus” (contea) di Wormsgau, nella parte sud-occidentale dei territori tedeschi del Sacro Romano Impero, del quale era una delle sedi episcopali piรน influenti (oggi Worms, nello stato del Rheinland-Pfalz, Renania-Palatinato, del sud-ovest della Germania). Apparteneva a una delle famiglie piรน illustri della nobiltร  renana dell'epoca. Suo padre, il conte Hugo, governava la contea del Wormsgau, un territorio vasto che aveva appunto come centro principale Wormatia (l’odierna Worms). Ricevette la sua prima educazione presso la prestigiosa scuola della cattedrale della cittร , prima di proseguire gli studi nell'abbazia benedettina di Gorze, nei pressi di Metz, nella vicina regione della Lothringen, centro fondamentale per la riforma monastica dell'epoca, che spiega il rigore spirituale di Eriberto (oggi regione Lorena, in Francia). Attratto presto dalla vita spirituale, maturรฒ il desiderio di farsi monaco Benedettino, ma dovette rinunciarvi per la disapprovazione del padre, al quale doveva assoluta obbedienza. Malgrado ciรฒ, non abbandonรฒ mai i propri ideali, riuscendo in seguito a ottenere l’approvazione paterna e a entrare nella “scuola vescovile” della sua cittร  (antesignana degli odierni seminari) dove completรฒ la formazione clericale. Qui fu ordinato sacerdote nel 994, venendo anche fregiato del titolo di prevosto alla locale cattedrale.
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Grazie alle sue origini e alla sua preparazione, divenne uno dei consiglieri piรน stretti di Ottone III di Sassonia (980-1002), prima incoronato re di Germania (dal 983), poi re d’Italia (dal 996) e infine imperatore del Sacro Romano Impero (sempre dal 996). In quest’ultimo anno, il giovanissimo Ottone, quando aveva appena assunto la corona d’imperatore del Sacro Romano Impero, lo nominรฒ cancelliere imperiale per l’Italia e, nel 998, anche per la Germania, riunendo per la prima volta nella stessa persona le due importanti cariche. Sebbene fosse molto impegnato sul piano politico e sottoposto, quale accompagnatore di fiducia, ai numerosi viaggi che l’imperatore compiva in Italia, rimase sempre umile e morigerato, autentico sacerdote alla sequela di Cristo. Era talmente stimato, anche dai vertici della Chiesa, da essere in seguito nominato arcivescovo della grande diocesi di Kรถln (Colonia), nei medesimi territori germanofoni (oggi nella parte occidentale della Germania). Per prendere legittimamente possesso della sede, perรฒ, dovette prima scendere fino al meridione d’Italia, nella cittร  di Benevento (oggi capoluogo dell’omonima provincia della regione Campania), dove il 9 luglio 999 ricevette la relativa investitura episcopale dal neo eletto papa Silvestro II (dal 999 al 1003), che si trovava in quella cittร . Solo dopo, il giorno di Natale del medesimo anno, potรฉ essere consacrato nella cattedrale di Colonia, sua diocesi, dove volle recarsi a piedi nudi in segno di umiltร  e penitenza. Successivamente, durante l’ennesimo viaggio in Italia che lo vide come sempre a fianco dell’imperatore Ottone III, quest’ultimo si ammalรฒ mentre si trovava a Castel Paterno presso Faleria, nell’alto Lazio (oggi in provincia di Viterbo, regione Lazio) ed egli lo curรฒ personalmente, fino alla morte avvenuta il 23 gennaio 1002. Dopo essersi personalmente occupato di organizzare il corteo funebre per riportarne in Germania la salma assieme alle insegne imperiali, dovette interessarsi anche della successione al trono. Inizialmente non volle favorire l’avvicendamento alla corona di Enrico II detto “il Santo” (973-1024), parente del deceduto Ottone III e marito della principessa Cunegonda di Lussemburgo, che diventeranno entrambi santi.
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La “cautela” che manifestรฒ nei confronti di quest’ultimo, era legata probabilmente alla sua preferenza per Ermanno II di Svevia (morto nel 1003), altro pretendente al regno. Per questa sua posizione a lui avversa, Enrico II, diventato imperatore, lo fece rinchiudere per un breve periodo in prigione, fino a quando Eriberto non lo riconobbe come legittimo sovrano, ma da allora cadde comunque in disgrazia, vivendo nell'ombra fino all’ultimo, anche se, con il tempo, il rapporto migliorรฒ un po’. Eriberto, infatti, accompagnรฒ il nuovo Imperatore in un viaggio a Roma, fece da mediatore con la casata di Lussemburgo, sostenne la decisione del sovrano di creare la diocesi di Bamberg (Bamberga), nel nord della Baviera tedesca, che fu effettivamente fondata nel 1007 con il consenso del pontefice e aiutรฒ il nuovo Imperatore lealmente in diversi altri modi, agendo sempre perรฒ da uomo di Dio. Offriva ai poveri tutto il denaro che riusciva a risparmiare, andava nelle case e negli ospedali per assistere gli ammalati e conduceva un’intensa vita spirituale. Fu un pastore di anime che non smise mai di pensare alle cose di Dio e non perse mai l’umiltร , nemmeno quando l’imperatore lo volle come suo consigliere e braccio destro nella guida del Sacro Romano Impero. Nel 1021 Enrico II, riconoscendo le virtรน di Eriberto, gli chiese umilmente perdono per gli errori commessi nei suoi confronti. L’Arcivescovo, giร  considerato santo nell’arco della sua vita terrena, morรฌ il 16 marzo dello stesso anno 1021 e fu sepolto nel monastero benedettino di Deutz, presso Colonia, che lui stesso aveva fondato.
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Roberto Moggi
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