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Oggi - ππ π¦ππ«π³π¨ ππππ- martedΓ¬ della V settimana di Quaresima, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, πππ§ππ πππππ«π’π§π ππ’ ππ―ππ³π’π, π―ππ«π π’π§π π π«ππ₯π’π π’π¨π¬π.
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Katarina (Caterina) - questo il suo nome nella materna lingua svedese - nacque intorno al 1331, probabilmente a Finsta, nell'Uppland, regione costiera orientale del Regno di Svezia che si affaccia sul Mar Baltico, secondogenita degli otto figli della nobile famiglia cattolica Gudmarsson. Suo padre Ulf era cavaliere, mentre la madre Birgitta (Brigida) una nobile, che sarebbe diventata in seguito la famosa Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa. Fin dalla piΓΉ tenera etΓ , grazie anche all’influenza della cattolicissima famiglia d’origine e soprattutto della mamma, fu profondamente attratta dalla vita spirituale, manifestando presto il desiderio di consacrarsi al Signore.
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Purtroppo, perΓ², attorno al 1347, quando aveva circa sedici anni, il padre la destinΓ² a un matrimonio molto conveniente, com’era consuetudine in quei tempi, costringendola a rinunciare alle sue aspirazioni religiose. SposΓ² cosΓ¬, contro il suo volere, il nobile cattolico Eggard von Kyren. Nonostante la forzatura, tuttavia, Dio volle che lo sposo si rivelasse un uomo pio, buono, profondamente religioso e assiduo ai Sacramenti, cosicchΓ© potΓ© presto giungere al compromesso, in perfetto accordo col marito, di pronunciare voto di castitΓ matrimoniale. Nel 1349, col consenso del coniuge che non poteva muoversi poichΓ© si era seriamente ammalato, accompagnΓ² la madre Brigida che, unitamente al proprio confessore, si recΓ² in pellegrinaggio a Roma per l’Anno Santo del 1350, indetto dal Pontefice Clemente VI. Quando giunse il momento di tornare in Patria, perΓ², decise di rimanere nella CittΓ Eterna con la madre, per condividere la vita spirituale che quest’ultima aveva deciso di condurvi, nel palazzo che aveva affittato nella centrale Piazza Farnese.
In questa sede, nel 1369, la pia madre aveva dato vita ad un ramo dell’Ordine delle suore “del Santissimo Salvatore” (dette comunemente “Brigidine”), da lei precedentemente fondato nel monastero di Vadstena (Regno di Svezia). La vita comunitaria effettiva e l'approvazione della Regola, infatti, ebbero il loro fulcro nella localitΓ svedese, poichΓ© a Roma Brigida visse piΓΉ una dimensione di pellegrina e fondatrice "in itinere".
Proprio durante il lungo soggiorno romano, la tradizione agiografica narra un celebre episodio prodigioso: si racconta che un cervo apparve improvvisamente per proteggere la giovane Caterina dalle insidie di alcuni malintenzionati che cercavano di rapirla o molestarla durante le sue uscite caritatevoli. L'animale, facendosi scudo alla santa, permise a lei di mettersi in salvo, restando da allora il simbolo della protezione divina che vegliΓ² sulla sua purezza e sulla sua incolumitΓ nella CittΓ Eterna.
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Qui apprese la notizia della morte del marito, avvenuta il GiovedΓ¬ Santo di quell'anno stesso. Da quel momento partecipΓ² con ancor piΓΉ totale dedizione all'intensa attivitΓ religiosa della genitrice, come detto la futura Santa Brigida. Visse pertanto nell'assiduitΓ della preghiera, nella pratica della piΓΉ austera penitenza, coltivando eroicamente la virtΓΉ e non dimenticandosi di fare il bene, soprattutto verso i piΓΉ poveri, ogni qualvolta ne aveva la possibilitΓ . PartecipΓ² con la madre a lunghi pellegrinaggi, tra gravi pericoli dai quali le due sante si sarebbero salvate piΓΉ volte solo per intervento soprannaturale. L’ultimo pellegrinaggio in ordine di tempo fu quello tanto agognato in Terra Santa.
Dopo la morte della mamma, avvenuta il 23 luglio 1373, assunse la guida dell’Ordine delle Brigidine ed accompagnΓ² le reliquie della genitrice in Patria, fino al convento di Vadstena nella contea dell'ΓstergΓΆtland. Questo monastero era quello dove Brigida aveva a suo tempo creato la sua prima comunitΓ di tipo cenobitico, dove si accoglievano, in conventi di clausura separati, sia uomini sia donne, sotto un’unica regola di vita religiosa ispirata al modello di San Bernardo di Chiaravalle. In questo monastero entrΓ² infine come monaca nel 1375, divenendone la prima Badessa nel 1380. Fu di nuovo a Roma per partecipare al processo di canonizzazione di sua madre.
Tornata a Vadstena, ormai sfinita e malata, vi morì il 24 marzo del 1381 e le spoglie furono tumulate nella chiesa del monastero, divennero oggetto di venerazione per i tanti visitatori. Nei suoi riguardi, fu concessa l'autorizzazione al culto (equivalente alla canonizzazione) nel 1484, da papa Innocenzo VIII.
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Roberto Moggi
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