San Turibio De Mogrovejo

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ‘ ๐ฆ๐š๐ซ๐ณ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - lunedรฌ della V settimana di Quaresima, la Chiesa consente la commemorazione di ๐’๐š๐ง ๐“๐ฎ๐ซ๐ข๐›๐ข๐จ ๐๐ž ๐Œ๐จ๐ ๐ซ๐จ๐ฏ๐ž๐ฃ๐จ, ๐ฏ๐ž๐ฌ๐œ๐จ๐ฏ๐จ.
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Toribio (Turibio) Alfonso - questi i suoi due nomi di battesimo nella natia lingua spagnola, il secondo uguale alla forma italiana, ma noto solo col primo - nacque il 16 novembre 1538 a Mayorga, presso Valladolid, nella regione Castiglia del Regno di Spagna (oggi regione Castiglia e Lรจon, nel nord-ovest della Spagna), dalla nobile famiglia De Mogrovejo y Robledo. Ebbe fin da piccolo un’eccellente istruzione culturale e religiosa, in modo consono al suo lignaggio, fino al completamento degli studi giuridici universitari. Laureatosi brillantemente, divenne prima docente di diritto nell’importante ateneo di Salamanca, nella medesima regione, poi, nel febbraio 1571, presidente del Tribunale dell’Inquisizione a Granada, nella regione dell’Andalusia, la piรน meridionale del Regno. Nel maggio 1579, il re di Spagna Filippo II (1527-1598), che ne apprezzava le non comuni doti morali e intellettive, lo segnalรฒ al papa Gregorio XIII (dal 1572 al 1585), affinchรฉ lo nominasse arcivescovo di Lima, capitale del Vicereame del Perรน, nell’America del sud, appartenente alla Corona di Spagna. Il pontefice ne autorizzรฒ la nomina nel corso dello stesso anno, che divenne esecutiva solo dopo che fu ordinato sacerdote e quindi consacrato vescovo nel 1580.
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Turibio si imbarcรฒ quindi per l’America meridionale, giungendo in Perรน dove, il 12 maggio 1581, prese possesso della sede arcivescovile di Lima, che da sei anni era, di fatto, priva di una guida e versava in una situazione di grave decadenza economica e morale. Prese ben presto coscienza delle terribili realtร  sociali in cui si trovava gran parte della popolazione indigena e degli schiavi, che in gran numero erano fatti venire dall'Africa. Fu in quel frangente che comprese come la sua strada fosse proprio nella vita spesa per gli ultimi, dedicandosi anima e corpo al servizio della Chiesa e del suo popolo, attraverso un'intensa attivitร  missionaria e impegnandosi per debellare queste orrende piaghe, mentre visitava gran parte del territorio della sua giurisdizione. Aveva preso molto sul serio l’alto ufficio al quale era stato destinato, e la sua opera fu subito energica e volta a sollevare la Chiesa locale dai tanti mali nei quali era caduta, oltre che a stabilire una vera giustizia sociale. Egli promosse la riforma del clero peruviano e, nel 1582, ad appena un anno dal suo arrivo, convocรฒ il III Concilio Limense, cioรจ di Lima (1582-1583), al quale parteciparono prelati di tutta l’America spagnola e in cui si affrontarono questioni fondamentali, riguardanti l’evangelizzazione degli indios, la catechesi e la predicazione nelle lingue native.
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Tuttavia, la sua intensa attivitร  evangelica, non disgiunta da una grande caritร  finalizzata a innalzare le sorti del popolo indigeno e degli schiavi, finรฌ per compromettere del tutto i rapporti con le corrotte autoritร  coloniali locali. La sua ostinazione a fare il bene e a voler redimere gli oppressi, infatti, gli procurรฒ l’inimicizia della nobiltร  e dei grandi latifondisti spagnoli, facendo sรฌ che le stesse autoritร  dl Vicereame lo ostacolassero e interferissero anche nelle materie ecclesiastiche, dando luogo a frequenti dispute. Anche lo stesso vicerรฉ del Perรน, Francisco de Toledo (dal 1569 al 1581), che pure ebbe modo di conoscerlo per meno di un anno, non tralasciรฒ di lamentarsi del suo comportamento presso il Consiglio delle Indie, organo di controllo locale della Corona. I contrasti continuarono anche con i successori, come il Conte di Villar. Non furono solo il rigore riformatore di Turibio e la sua incorruttibilitร  a causare imbarazzo e malumore nei potenti, ma anche la sua continua assenza da Lima e dalla Corte, che riduceva il fasto della vita sociale della capitale, giacchรฉ, a quei tempi, un arcivescovo era spesso un personaggio della vita sociale della nobiltร . Esperto di diritto e mosso da ardente zelo apostolico, in effetti, era frequentemente assente dalla capitale coloniale a causa delle continue e reiterate visite apostoliche in tutta la sua vastissima arcidiocesi, condotte spesso a piedi e percorrendo migliaia di chilometri. Al clero e ai notabili che giustificavano le proprie malefatte asserendo che “quello era il costume del posto”, lui rispondeva prontamente che “Cristo era Veritร  e non costume”. I contrasti e le prove con il potere locale non mancavano, ma Turibio non si scoraggiava perchรฉ era consapevole della sua grande missione.
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Imparรฒ a parlare i maggiori idiomi locali e fece stampare il Catechismo in spagnolo e nelle lingue indie locali Quechua e Aymara. Suddivise sapientemente, inoltre, l’insegnamento catechistico, formando distinti corsi per bambini, ragazzi, adulti analfabeti e persone istruite. Nel 1591 fondรฒ a Lima il primo seminario del continente americano, che oggi porta il suo nome, mentre durante il suo episcopato il numero delle parrocchie crebbe da 150 a 250, grazie ai suoi contatti e alla collaborazione con i missionari francescani e domenicani presenti nel Nuovo Mondo. Non meno importante fu la sua opera nel dare applicazione locale alle direttive del Concilio di Trento (1545-1563). Grazie alla sua sollecitudine, inoltre, furono costruite strade, scuole, ospedali e conventi, di cui potรฉ beneficiare tutto l’immenso territorio ricadente nel suo arcivescovado, sede metropolitana la cui giurisdizione si estendeva ben oltre i confini del Perรน attuale. Trascorse circa metร  dei suoi venticinque anni di episcopato percorrendo instancabilmente quelle terre, battezzando e cresimando decine di migliaia di fedeli, tra cui ci furono ben tre futuri santi: confermรฒ la cresima a Rosa da Lima (1586-1617) e Martino de Porres (1579-1639), collaborando con Francesco Solano (1549-1610). Con la sua predicazione appassionata e la sua grande caritร , che arrivava al punto di fargli donare ai bisognosi i suoi stessi vestiti e a non badare a spese per gli ammalati, fu un autentico “padre” e convertรฌ innumerevoli indigeni, che andava a trovare nei loro talvolta inaccessibili villaggi, pur di far loro conoscere Cristo, perchรฉ il pensiero dei beni celesti era il motore della sua vita quotidiana. Nel suo quarto di secolo di episcopato nel Nuovo Mondo, organizzรฒ la Chiesa peruviana in otto diocesi e indisse dieci sinodi diocesani e tre provinciali. Favorรฌ la cura parrocchiale anche da parte dei religiosi e fu molto severo con i sacerdoti che si sottomettevano ai cosiddetti “Conquistadores” (in italiano “Conquistatori”), avventurieri che, per mero arricchimento, sterminavano e riducevano in schiavitรน le popolazioni locali, avviando lo sfruttamento economico di quei territori.
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La sua fu una vita da autentico Pastore al servizio del suo popolo e alla sequela di Cristo, per il quale si consumรฒ, finchรฉ a Saรฑa Grande, nel nord del Paese, trovรฒ l’estremo riposo il 23 marzo 1606, nel corso della sua ultima visita pastorale, in una povera cappella a quasi 500 chilometri da Lima. Il suo corpo incorrotto fu trasportato l'anno successivo nella cattedrale di San Giovanni Battista a Lima, ove fu tumulato in una delle cappelle, dove a tutt’oggi riposa. Fu canonizzato nel 1726 dal pontefice Benedetto XIII. Il 10 maggio 1983, papa San Giovanni Paolo II lo proclamรฒ Patrono dell'Episcopato Latino-Americano.
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Roberto Moggi
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