San Nicola di Flรผe, eremita

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ ๐ฆ๐š๐ซ๐ณ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - sabato della IV settimana di Quaresima, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, ๐’๐š๐ง ๐๐ข๐œ๐จ๐ฅ๐š ๐๐ข ๐…๐ฅ๐ฎ̈๐ž, ๐ฉ๐š๐๐ซ๐ž ๐๐ข ๐Ÿ๐š๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐ž๐ ๐ž๐ซ๐ž๐ฆ๐ข๐ญ๐š.
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Niklaus (Nicola) - questo il suo nome nella natia lingua tedesca - nacque nel 1417 a Flรผeli, frazione di Sachseln, presso Luzern (Lucerna), nella parte centrale germanofona di quella che era una federazione di territori sita a ridosso delle Alpi, a nord della Penisola Italiana, la “prima bozza” di quella che sarebbe diventata la Confederazione Elvetica, di fatto sottoposta ancora al Sacro Romano Impero (oggi Flรผeli-Ranft, nel cantone Obwalden, al centro della Svizzera tedesca). La sua famiglia d’origine apparteneva alla classe dei contadini liberi e agiati che ricoprivano cariche pubbliche (una sorta di "aristocrazia contadina"), anche se non era nobile di sangue nel senso feudale del termine. Il padre, Heinrich Von Flรผe, profondamente cattolico, era membro del governo di quel circondario. Il piccolo Nicola respirรฒ nell’ambiente domestico, fin dalla piรน tenera etร , un’aria profondamente spirituale, imparando ad amare il Signore sopra ogni cosa e sentendosi precocemente chiamato alla vita religiosa.
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Tuttavia, suo malgrado, non potรฉ soddisfare il proprio desiderio per circa ventisette anni. Infatti, tra il 1433 e il 1460 - periodo contrassegnato da continue guerre nella sua area geografica - prese parte, con ruoli di comando anche elevati, a diverse campagne militari con le truppe della predetta confederazione di regioni locali, dette cantoni, che ambivano all’indipendenza dall’Impero, distogliendolo dai suoi antichi propositi spirituali. Per di piรน, attorno ai trent’anni, terminata la campagna bellica compresa tra il 1440 e il 1444 circa, per obbedienza ai genitori, dovette piegarsi a sposare la piissima e cattolica Dorotea Wyss Von Schwendi, anch’essa di rango altolocato, con la quale convisse circa vent’anni e da cui ebbe dieci figli. In questo lungo periodo di contese militari, comunque, pur non mancando mai di fare il suo dovere di ufficiale, si distinse sempre per il suo spirito cristiano e umanitario, manifestato - ad esempio - dalla protezione e dalla clemenza che manifestava verso i vinti, i prigionieri, le donne, i vecchi e i bambini, oltre che dal divieto di saccheggio di chiese, conventi e case, imposto alle sue truppe.
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Rientrato in Patria, grazie alla sua fulgida intelligenza, ricoprรฌ anche le cariche civili di podestร  della sua cittร , consigliere, giudice cantonale e deputato del suo cantone a quella che era chiamata la “Dieta federale”, una sorta di parlamento della nascente Confederazione. Tuttavia, nonostante gli eventi della vita lo avessero fino a quel momento soggiogato, il suo animo travagliato era sempre rimasto alla costante ricerca di Dio. Trovรฒ pace solo quando si ritirรฒ, in solitudine e preghiera, nell’aspra e impervia zona montuosa del Ranft, attorno a un burrone solitario (oggi nel cantone Obwalden, nel centro-nord della Svizzera). Fu qui che i contadini e i pastori locali, nel 1468, affascinati dalla sua grazia, dal suo misticismo e dalla sua cultura, gli costruirono un piccolo rifugio con attigua cappella. Da quel momento prese a essere affettuosamente chiamato da tutti “Bruder Klaus” (“Fratello Nicola”), dove Klaus รจ un affettuoso diminutivo del suo nome. Incontrato finalmente quel Signore che da sempre aveva bramato, la chiamata a una radicale vita spirituale si fece inarrestabile. Cosรฌ, nel 1467, quando aveva cinquant’anni, dopo una profonda crisi spirituale e con il consenso della moglie, essendo il figlio piรน piccolo ancora neonato, decise definitivamente di consacrarsi a Dio e farsi eremita, ritirandosi per sempre in quella zona isolata. Le pendici del monte dove si trovava il suo minuscolo eremo personale, erano sempre gremite di gente che accorreva da lui anche da lontano, per chiedere consigli e preghiere, ma anche guarigioni e miracoli, che puntualmente arrivavano. Fra i tanti pellegrini, accorrevano a lui anche personalitร  eminenti della Chiesa, dell’aristocrazia e delle amministrazioni civili. Riportano le fonti che in modo assolutamente prodigioso, per i diciannove anni e mezzo passati nell’isolamento dell’eremo del Ranft, Nicola visse nutrendosi della sola particola della Santa Comunione. Storicamente, questo fatto fu sottoposto a un'indagine rigorosa dalle autoritร  del Canton Obvaldo nel 1471. Queste sorvegliarono l'eremo per un mese prima di confermare che non mangiava davvero nulla se non l'Eucaristia. รˆ un punto di forza storico vagliato dalle autoritร  civili dell'epoca.
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Dal Ranft Nicola non uscรฌ mai, tranne che quando andava in chiesa nel piccolo villaggio di Sachseln e, per tre volte, allo scopo di salvare - con la sua autorevole mediazione - quella che era la “nascente unitร  dei Cantoni”, il seme della nazione elvetica. Invero, in un periodo di turbolenze e dispute fra cantoni, le autoritร  cosiddette “federali” ricorsero a lui per ottenere la pace per la sua terra e furono da lui orientate alla riconciliazione, tanto che, nella “Dieta di Stans” del 1481, fu costituita, con otto cantoni, la prima Confederazione Elvetica, in altre parole la Svizzera. I suoi interventi per conservare la pace ebbero un successo assoluto, che perdurรฒ per i secoli a seguire fino ai nostri giorni e gli valsero il titolo, in Svizzera, di “Padre della Patria”. Morรฌ nel suo eremo il 21 marzo 1487 e il suo corpo fu inumato in una cappella sepolcrale presso il vecchio campanile della chiesa parrocchiale di Sachseln (cantone Obwalden, Svizzera), dove ancora si trova. Il processo canonico, apertosi nel 1587, si finรฌ solo il 15 maggio 1947, quando il papa Servo di Dio Pio XII lo canonizzรฒ, dichiarandolo patrono principale della Svizzera e della Guardia Svizzera Pontificia. In Svizzera e nei paesi di lingua tedesca, per motivi pastorali e liturgici (evitare che la festa cada sempre in Quaresima), San Nicola di Flรผe รจ celebrato ufficialmente il 25 settembre, come solennitร .
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Roberto Moggi

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