Annunciazione del Signore

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ“ ๐ฆ๐š๐ซ๐ณ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ”- mercoledรฌ della V settimana di Quaresima, la Chiesa celebra la solennitร  dell’๐€๐ง๐ง๐ฎ๐ง๐œ๐ข๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐’๐ข๐ ๐ง๐จ๐ซ๐ž.
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Nella Chiesa, il termine “Annunciazione” si riferisce all’incontro tra Maria e l’arcangelo Gabriele, apparsole nella sua casa del piccolo villaggio di Nazareth, in Galilea (regione allora appartenente al Regno di Giudea, cliente dell'Impero Romano). Fu un incontro destinato a cambiare completamente le sorti dell’umanitร , giacchรฉ fu in quell’occasione che la creatura celeste, quale messaggero di Dio, annunciรฒ alla ragazza la sua imminente prodigiosa gravidanza nel suo stato verginale - per opera dello Spirito Santo - di un bambino che sarebbe stato il Figlio di Dio, chiamato Gesรน.
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Di questo episodio, basilare nella storia della Salvezza, si ha ampia contezza nel Vangelo secondo Luca, che si proclama oggi nella Santa Messa (cfr. Lc 1, 26-38). Questo brano ha intento principalmente cristologico e riflette su Gesรน Cristo “Vero Dio e vero uomo”, descrivendo, in modo semplice e comprensibile a chiunque, l'Incarnazione del Figlio dell’Altissimo. La narrazione di Luca incentra l’attenzione su Gesรน, sulla sua “messianicitร ” e sulla sua "figliolanza divina", evidenziando l'azione creatrice dello Spirito Santo, che rende realmente presente nel grembo verginale di Maria il "Figlio di Dio". Nel corso dell’Annunciazione - spiega sempre l’evangelista - Gabriele annunciรฒ a Maria anche il miracoloso concepimento di un figlio da parte della di lei cugina Elisabetta, pur se ormai vecchia e sterile (Lc 1, 36), mettendo come un “sigillo di garanzia” sull’immenso disegno di Dio, cui nulla รจ impossibile. Maria, senza esitare, non solo credette al celeste messaggero, ma offrรฌ liberamente e pienamente la sua persona al piano divino, dichiarandosi serva del Signore e accettando che avvenisse in lei quello che Gabriele le aveva manifestato.
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Dall’istante stesso di quel suo “sรฌ” docile e abbandonato alla Divina Volontร , Maria amorevolmente custodรฌ nel suo grembo il primogenito dell’umanitร  nuova, Gesรน, il nuovo Adamo. La dottrina cattolica afferma infatti con certezza che l'Incarnazione del Verbo รจ avvenuta esattamente nell'istante in cui Maria ha pronunciato il suo "sรฌ", il suo “Fiat”. Il concepimento di Gesรน nel grembo verginale di Maria per opera dello Spirito Santo รจ avvenuto nel momento preciso in cui lei ha risposto all'angelo: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola" (Luca 1,38). In quell'istante, il Figlio di Dio ha assunto la natura umana nel grembo verginale di Maria, facendola diventare “Arca della Nuova Alleanza”, titolo con il quale รจ invocata dalla Chiesa. Come l'antica Arca conteneva le Tavole della Legge, Maria contiene il Legislatore stesso. Nell’Antico Testamento l’arca era simbolo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo, ma nel Nuovo testamento il simbolo ha ceduto il posto alla realtร : Dio non abita piรน in un mobile, ma in una persona, in un cuore, in Maria.
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Un aspetto fondamentale dell’Annunciazione, รจ quello della sua duplice natura: cristologica, giacchรฉ celebrante il mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio, ma anche mariana, per la particolare caratteristica e destinazione del messaggio anzidetto, tanto che la festa stessa รจ talvolta nota come “Annunciazione della Beata Vergine Maria” (titolo con il quale era conosciuta in passato). Questo prodigioso evento rappresenta forse il piรน alto e importante momento d’incontro tra l’umano e il divino, e per questo entrambi i protagonisti hanno uguale valore. Maria simboleggia l’attesa di Israele che trova finalmente compimento nell’arrivo del Salvatore. La sua accettazione del destino voluto per lei da Dio, l’obbedienza con cui si affida alla Sua volontร , e soprattutto l’immenso amore che la contraddistingue da questo momento in poi, sono indissolubilmente legati all’opera salvifica di Suo Figlio. In Maria la Salvezza รจ giร  una realtร , nell’istante stesso in cui la sua promessa รจ pronunciata: “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesรน. Sarร  grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darร  il trono di Davide suo padre e regnerร  per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrร  fine” (Lc 1, 31-33).
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Storicamente, degli inizi di questa solennitร  si ha attestazione in un canone del X Concilio Ecumenico di Toledo (Spagna) del 656, che ne evidenzia, giร  in quell’epoca, la diffusione in tutta la Chiesa, segno di origini ancora piรน antiche. L’attuale data di celebrazione, fissata al 25 marzo, รจ invece direttamente collegata a quella del Natale del Signore. Infatti, se partiamo dal 25 dicembre, data di nascita di Gesรน, ci basta andare indietro di nove mesi, la normale durata della gestazione umana, per individuare la data indicativa del suo miracoloso concepimento. L'Annunciazione รจ narrata con modi differenti anche nel Vangelo secondo Matteo. In questo vediamo come, dopo la prodigiosa gravidanza di Maria, un angelo apparve in sogno a Giuseppe, comunicandogli di tenere con sรฉ la moglie, che avrebbe partorito un figlio concepito per opera dello Spirito Santo (Mt 1, 18-25).
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Il saluto di Gabriele a Maria ben compendia il mistero dell’Annunciazione, evento centrale nella storia dell’uomo che rivela tutto l’amore di Dio per la sua creatura, chiamata a cooperare al suo disegno di salvezza. รˆ in questo messaggio che si realizza il primo compimento delle antiche promesse e l’attesa del Salvatore trova la sua risposta. Per manifestare la sua onnipotenza, Dio sceglie Nazareth, cittร  del tutto secondaria di una regione altrettanto periferica come la Galilea. Soprattutto, sceglie l’umilissima Maria, una semplice ragazza del popolo appena adolescente. La splendida pagina del vangelo di Luca, riferisce anche che Maria chiese come avrebbe potuto essere vergine e madre al tempo stesso, cosa umanamente impossibile. Questa stessa domanda, probabilmente, se la saranno posta tanti figli d’Israele, fin dal tempo dell’enigmatica profezia di Isaia, espressa nel settimo capitolo del suo libro, quando sentenziรฒ che “… la vergine concepirร  e partorirร  un figlio, che chiamerร  Emmanuele” (Is 7, 14), dove “Emmanuele” significa “Dio con noi”. Maria seppe proprio in quell’occasione che la vergine annunciata dal profeta era proprio lei, sentendosi chiarire che lo Spirito Santo sarebbe sceso su di lei, stendendo con la sua ombra la potenza dell’Altissimo e che, chi sarebbe nato da lei, sarebbe stato dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Quando Maria chiese: "come avverrร  questo", la teologia specifica che non fu un dubbio di fede (come quello di Zaccaria), ma una richiesta di "modalitร " (visto il suo proposito di verginitร ).
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Il Bambino concepito nel suo grembo verginale, premessa per la Redenzione dell’umanitร  attraverso il suo futuro sacrificio in Croce, รจ il segno tangibile della fedeltร  di Dio e del suo desiderio di salvare l’uomo, per renderlo partecipe della vita divina. Il Dio nascosto, di cui molti ebrei non osavano nemmeno pronunciare il nome, si era rivelato, facendosi carne nella pienezza dei tempi e manifestando giร  nel nome “Gesรน” - che significa “Dio salva” o “Dio รจ salvezza” - il motivo della sua discesa tra gli uomini.
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Roberto Moggi
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