Santi Paolo Miki e compagni

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Oggi - ๐Ÿ” ๐Ÿ๐ž๐›๐›๐ซ๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - venerdรฌ della IV settimana del tempo ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria dei ๐’๐š๐ง๐ญ๐ข ๐๐š๐จ๐ฅ๐จ ๐Œ๐ข๐ค๐ข ๐ž ๐‚๐จ๐ฆ๐ฉ๐š๐ ๐ง๐ข, ๐ฆ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ข.
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Il gruppo - conosciuto anche come "Martiri del Giappone” o “Martiri di Nagasaki” - mix straordinario, eterogeneo e coraggioso di provenienze e vocazioni, era formato da:
- missionari Europei: sei frati Francescani (cinque spagnoli e un messicano) e un chierico della Compagnia di Gesรน (Paolo Miki era giapponese, ma Gesuita);
- una maggioranza di laici giapponesi: venti fedeli locali, tra cui catechisti, medici, artigiani e perfino tre giovanissimi accoliti (il piรน piccolo, Luigi Ibaraki, aveva solo dodici anni).
Questa gloriosa schiera rese la testimonianza suprema a Nagasaki (sulla costa sud-occidentale dell'isola di Kyushu, la piรน meridionale delle quattro grandi isole del Giappone), il 5 febbraio 1597. La loro eroica morte segna l'inizio di una lunga e gloriosa epopea di fede in terra nipponica.
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L'evangelizzazione del Giappone ebbe inizio nel marzo 1541, quando il Gesuita spagnolo San Francesco Saverio (1506-1552), su mandato di re Giovanni III del Portogallo e con il titolo di Nunzio Apostolico per le colonie portoghesi, salpรฒ da Lisbona verso
quei territori, che venivano chiamati "Indie Orientali Portoghesi" (o, in lusitano "Estado da India"), con capitale Goa.
Tuttavia, nel 1547, mentre si trovava in Malacca (sulla costa sud-occidentale della Malesia peninsulare), Saverio incontrรฒ Anjiro (poi battezzato come Paolo della Santa Fede), un fuggiasco giapponese che gli parlรฒ con entusiasmo della cultura e della spiritualitร  del suo popolo. Affascinato dal suo racconto, il missionario si convinse che i giapponesi, essendo un popolo "molto desideroso di sapere", fossero particolarmente pronti a ricevere il Vangelo. Partรฌ quindi per l'arcipelago e sbarcรฒ a Kagoshima (nell'isola nipponica di Kyushu),il 15 agosto 1549, diventando il primo missionario a portare il cristianesimo in Giappone.
Nonostante la sua permanenza fu breve, Saverio gettรฒ basi solidissime di evangelizzazione. L'opera fu proseguita da altri Gesuiti e da Francescani, seguiti da Domenicani e Agostiniani, con un successo straordinario: nel 1590, a soli quarant'anni dal primo sbarco, i cristiani giapponesi erano giร  circa 200.000, con Nagasaki (sulla stessa isola) eletta a cuore pulsante della cristianitร  orientale.
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Paolo Miki nacque intorno al 1556 a Tsunokuni, presso Kioto, nell’isola di Honshu, la piรน grande e centrale del Giappone (dove si trova la capitale Tokyo). Figlio di un nobile samurai convertito, ricevette il battesimo a cinque anni. Cresciuto in un ambiente di profonda fede, nel 1578 entrรฒ nel noviziato della Compagnia di Gesรน. Si formรฒ nei vicini collegi di Azuchi e Takatsuki, distinguendosi per intelligenza e profonda cultura. Questa sua preparazione gli permise di dialogare con ogni ceto sociale: dai dotti monaci buddisti e shintoisti ai contadini piรน umili. Sebbene non fosse stato ancora ordinato sacerdote - a causa della mancanza di un vescovo residente in Giappone - Paolo era giร  un predicatore instancabile e stimatissimo per la sua umiltร  e lealtร .
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L'orizzonte sereno della missione si oscurรฒ nel 1587. Il potente signore della guerra Toyotomi Hideyoshi, spesso indicato come “shogun”, sebbene tecnicamente ricoprisse la carica di “taiko” (titolo onorifico di altissimo prestigio, che lo poneva nella piรน ristretta cerchia attorno all'imperatore), temendo l'influenza straniera, emanรฒ un editto di espulsione per i missionari occidentali. La persecuzione divenne sistematica: chiese distrutte, confische e condanne al rogo per chi non rinnegava la fede. Il rigore colpรฌ specialmente i collaboratori indigeni, visti come traditori delle tradizioni nazionali, concentrandosi nelle cittร  di Kyoto, Osaka e Nagasaki, dove le comunitร  dei credenti in Gesรน erano piรน numerose e attive.
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Nel dicembre 1596, la persecuzione raggiunse il culmine. Paolo Miki fu arrestato insieme ai compagni Gesuiti Giovanni di Goto e Giacomo Kisai, a sei francescani spagnoli provenienti dalle Filippine e a diciassette laici (tra cui catechisti e persino dei ragazzi).
Dopo essere stati mutilati dell'orecchio sinistro e portati in giro per le cittร  per essere scherniti, furono condotti a Nagasaki. Il 5 febbraio 1597, sulla collina di Tateyama, furono innalzate ventisei croci. Paolo, legato al legno, non smise di predicare il perdono, invitando i presenti alla conversione e perdonando i suoi carnefici. Morirono tra preghiere e canti di salmi, bagnando col sangue quella terra che sarebbe diventata feconda di nuove conversioni.
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L'eroismo di questi primi martiri giapponesi fu riconosciuto dalla Chiesa universale nel XIX secolo. Paolo Miki e i suoi venticinque compagni furono beatificati da papa Urbano VIII il 14 settembre 1627 e proclamati santi dal Beato papa Pio IX l'8 giugno 1862. La loro memoria resta un faro di speranza per le piccole ma vivaci comunitร  cristiane dell'Asia.
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