Sant'Etelberto, re

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ’ ๐Ÿ๐ž๐›๐›๐ซ๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - Martedรฌ della I settimana di Quaresima, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, ๐’๐š๐ง๐ญ’๐„๐ญ๐ž๐ฅ๐›๐ž๐ซ๐ญ๐จ ๐‘๐ž.
In questo tempo di purificazione e ascolto, la sua figura brilla come esempio di accoglienza della Parola e di sapiente guida per il popolo di Dio.
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Aethelberht o Edilbertus: cosรฌ il suo nome risuonava rispettivamente nell'idioma germanico dei suoi padri e nella lingua latina della Chiesa. Nato intorno al 552 nel Kent, regione della Britannia sud-orientale, egli crebbe in una terra carica di storia. Quello che fu l'antico Cantium romano, dopo il ritiro delle legioni di Roma nel V secolo, si era trasformato in un regno autonomo (cuore dell'odierna contea inglese che unisce la periferia di Londra al Canale della Manica, con sede a Canterbury). In questo crocevia di popoli e culture, Etelberto fu chiamato a regnare, ignaro che la Provvidenza lo avrebbe reso il primo sovrano anglosassone a piegare il ginocchio dinanzi alla Croce.
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Le principali testimonianze sulla sua vita giungono a noi attraverso la “Historia Francorum” (Storia dei Franchi), opera monumentale di San Gregorio di Tours (538-594). Nel 590, Etelberto, nobile ancora legato ai culti pagani, ricevette la corona del Kent a Canterbury. La svolta della sua vita, tuttavia, avvenne a Parigi, la capitale del continentale Regno dei Franchi, dove prese in sposa la principessa cattolica Berta, figlia di re Cariberto e della regina Ingoberga, sovrani di quel Paese.
Questo matrimonio non fu solo un atto di alta diplomazia che garantรฌ ad Etelberto l'alleanza con il potente Regno Franco, ma divenne il canale della Provvidenza. Re Cariberto, infatti, acconsentรฌ alle nozze a una condizione imprescindibile: che la figlia potesse continuare a professare liberamente la fede cattolica. Cosรฌ, Berta giunse nel Kent accompagnata dal fidato cappellano Liuhard (Letardo), futuro santo. Grazie alla testimonianza di vita della pia sposa e al fervore del vescovo locale, il cuore di Etelberto iniziรฒ a aprirsi alla conoscenza di Gesรน e alla bellezza del Vangelo.
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Nel 597, la storia del Kent giunse a una svolta epocale con l'arrivo da Roma del monaco Benedettino Agostino, inviato da Papa San Gregorio I “Magno” (dal 590 al 604) per evangelizzare i popoli anglosassoni. Agostino, che la storia celebrerร  come “l'Apostolo d'Inghilterra”, giunse alla corte di Etelberto alla guida di un drappello di missionari, sostenuto dall'instancabile mediazione della regina Berta.
L'incontro avvenne alla vigilia di Pentecoste sotto l'ombra di una maestosa quercia: il re, ancora legato alle superstizioni pagane, scelse quel luogo sacro agli antichi dรจi sperando che la forza dell'albero potesse schermarlo dalla 'magia' dei cristiani e annullare il potere delle loro parole. Ma la Grazia fu piรน forte del timore: lungi dal resistere, Etelberto rimase profondamente toccato dal messaggio di Cristo. In un prodigio di conversione che segnรฒ il destino di un'intera nazione, il sovrano decise di farsi battezzare da Agostino stesso. Non solo accolse la fede personalmente, ma aprรฌ le porte della sua capitale ai monaci, permettendo loro di predicare liberamente e vedendo cosรฌ fiorire, in brevissimo tempo, una moltitudine di nuove conversioni.
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Divenuto il primo sovrano anglosassone a ricevere il lavacro battesimale, Etelberto pose ogni sua risorsa al servizio del Vangelo, avviando la costruzione di numerosi luoghi di culto. In un gesto di profonda umiltร  e devozione, cedette il proprio palazzo reale ad Agostino - nel frattempo consacrato vescovo di Canterbury - affinchรฉ divenisse sede della missione. Collaborรฒ poi alla ricostruzione di un’antica chiesa dedicata al Santo Salvatore, sorta sulle vestigia di un precedente tempio romano, che sarebbe divenuta la Chiesa Metropolitana d’Inghilterra.
La sua sollecitudine non si fermรฒ qui: eresse un monastero dedicato ai Santi Pietro e Paolo (che in seguito prenderร  il nome di Sant’Agostino) e nel 601 accolse con onore il monaco Mellito, anch’esso giunto da Roma con nuovi missionari. Ricevette con filiale obbedienza una lettera di Papa San Gregorio Magno, il quale lo esortava a sradicare i culti pagani e a guidare i suoi sudditi verso la Veritร . Per onorare il suo impegno straordinario, il Pontefice gli inviรฒ doni preziosi, riconoscendo in lui il nuovo “Costantino” delle terre del Nord.
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L'opera di Etelberto non si limitรฒ alle mura delle chiese: egli redasse il primo codice legislativo anglosassone, ponendo tra i suoi cardini la tutela della Chiesa e un equo sistema di indennitร . Il suo zelo missionario travalicรฒ i confini del Kent, giungendo a influenzare il regno dei Sassoni e il loro re Saberto nella vicina Londra. Dopo aver affrontato con fede il lutto per l'amata regina Berta, Etelberto rese l'anima a Dio il 24 febbraio del 616 (o 618).
Fu sepolto accanto alla sua sposa e a Sant’Agostino nella chiesa abbaziale dei Santi Pietro e Paolo a Canterbury, dove le sue spoglie furono in seguito traslate sotto l’altare maggiore. La sua canonizzazione, avvenuta per acclamazione popolare e confermata dalla storia, rese onore al sovrano che aveva innestato la stirpe inglese nel tronco della cristianitร . Sulla sua tomba, meta di incessanti pellegrinaggi, una lampada rimase accesa per secoli come simbolo della luce della fede da lui portata, finchรฉ i venti della Riforma nel XVI secolo non ne interruppero il bagliore, ma non il ricordo, che ancora oggi brilla nel cuore dei fedeli.
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Roberto Moggi 
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