Oggi - ๐ ๐๐๐๐๐ซ๐๐ข๐จ ๐๐๐๐ - giovedรฌ della IV settimana del tempo ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐๐๐ง๐ญ’๐๐ ๐๐ญ๐, ๐ฏ๐๐ซ๐ ๐ข๐ง๐ ๐ ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐.
๐๐ ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐ ๐ฅ๐ ๐ง๐จ๐๐ข๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐๐ฅ๐ญ๐ ๐๐ข ๐๐ซ๐ข๐ฌ๐ญ๐จ
Agatha (Agata) - questo il suo nome in latino, derivante dal termine greco “Agathรฉ”, che significa letteralmente “buona”, “virtuosa” o “nobile d'animo” - nacque verosimilmente tra il 229 e il 235, nel territorio della cittร ellenistica di Catina, alle pendici dell’Etna sulla sponda del mare Ionio, nella Provincia Romana di Sicilia (zona oggi identificabile nel quartiere di San Giovanni di Galermo, appartenente alla cittร di Catania, capoluogo dell’omonima provincia della regione Sicilia).
Bellissima ragazza, erede di una nobile famiglia cristiana, visse fin dall’adolescenza in castitร , desiderando appartenere totalmente a Cristo. Infine, verso i quindici anni, si donรฒ a Dio nelle mani del Pastore della sua diocesi, divenendo “Virgo Deo dicata” (Vergine consacrata a Dio).
In quell'epoca, le giovani che sceglievano questa strada ricevevano dal vescovo il “flammeum” (velo), che non era un semplice indumento, ma un paramento sacro dal profondo valore giuridico e religioso, durante una cerimonia ufficiale. Indossarlo significava dichiarare pubblicamente di essere "Sposa di Cristo", rendendo la fanciulla che lo portava intoccabile per gli uomini. Contrariamente all'iconografia moderna che lo ritrae spesso bianco, il velo di Agata era originariamente di colore rosso scarlatto (o rosso porpora). Questo colore nell'antica Roma era tipico delle spose, e le vergini cristiane lo adottarono per indicare le loro nozze mistiche con Dio.
๐๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐๐ง๐ณ๐ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐จ๐ง๐ฌ๐จ๐ฅ๐ ๐๐ฎ๐ข๐ง๐ณ๐ข๐๐ง๐จ
Agata serviva la comunitร come diaconessa, istruendo i catecumeni e preparando i fedeli ai sacramenti, testimoniando con zelo la propria appartenenza a Gesรน. Durante le persecuzioni contro i cristiani, Agata fu arrestata e condotta al locale Palazzo Pretorio davanti a Quinziano, proconsole romano. Questi, abbagliato dalla sua bellezza, tentรฒ di sedurla e di indurla all'apostasia per poterne abusare. Di fronte al netto rifiuto della giovane, il funzionario la affidรฒ per un mese ad Afrodisia, una cortigiana corrotta, sperando che i vizi e i festini osceni piegassero la sua virtรน. Tuttavia, Agata resistette indomita, ancorata alla preghiera e alla fedeltร al Signore, portando la stessa Afrodisia alla resa dinanzi a una fede cosรฌ incrollabile.
๐๐ฅ ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ข๐จ ๐ ๐ฅ’๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐ฏ๐๐ง๐ญ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ’๐๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ๐ฅ๐จ ๐๐ข๐๐ญ๐ซ๐จ
Furioso, Quinziano la convocรฒ nuovamente. Agata si presentรฒ vestita come una schiava: alla domanda sul perchรฉ una nobile si umiliasse cosรฌ, rispose che «la nobiltร suprema consiste nell'essere servi di Cristo». Iniziรฒ allora un calvario di torture atroci: fu stirata sui cavalletti, lacerata con pettini di ferro e ustionata. Al culmine dell'odio, Quinziano ordinรฒ che le fossero strappati i seni.
Ricondotta in cella morente, fu visitata a mezzanotte da una luce prodigiosa: l’Apostolo Pietro, accompagnato da un angelo, le apparve e risanรฒ miracolosamente le sue ferite e mutilazioni. Quando, giorni dopo, fu ricondotta al Pretorio, il proconsole vide sul suo corpo il prodigio, ma non si ravvide e ordinรฒ l'ultimo supplizio: che Agata fosse bruciata viva su carboni ardenti.
๐๐ฅ ๐ฌ๐๐ ๐ง๐จ ๐๐๐ฅ ๐๐ข๐๐ฅ๐จ ๐ ๐ข๐ฅ ๐ญ๐ซ๐๐ง๐ฌ๐ข๐ญ๐จ ๐๐ฅ ๐๐๐๐ซ๐
Mentre il fuoco consumava le carni, il velo di Agata rimase prodigiosamente intatto. Un violento terremoto scosse Catania proprio durante il supplizio, facendo crollare parte del Pretorio e uccidendo alcuni collaboratori del proconsole. La folla, vedendo in quel segno la collera divina per il martirio dell'innocente, si ribellรฒ. Agata, riportata in cella agonizzante, rese l'anima a Dio il 5 febbraio 251, dopo aver elevato un'ultima preghiera di ringraziamento per essere rimasta fedele al suo Sposo Celeste.
๐๐๐ญ๐ซ๐จ๐ง๐ ๐๐ข ๐๐๐ญ๐๐ง๐ข๐ ๐ ๐๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ๐๐ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ข๐ฅ ๐๐ฎ๐จ๐๐จ
Le sue reliquie, tornate a Catania il 17 agosto 1126, sono oggi custodite nel Duomo in un prezioso busto e in uno scrigno d’argento. Il suo velo, anch’esso colร conservato quale reliquia, รจ considerato la protezione piรน potente della cittร : a un anno esatto dalla sua morte, nel 252, fu usato dai catanesi per fermare una terribile eruzione dell'Etna. Da allora, Sant’Agata รจ invocata come protettrice contro i vulcani, gli incendi e le malattie del seno.
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