San Valentino

Il 14 febbraio di ogni anno, immancabilmente, in tutto il mondo si celebra la memoria di π’πšπ§ π•πšπ₯𝐞𝐧𝐭𝐒𝐧𝐨, 𝐯𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐨 𝐞 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐒𝐫𝐞, definita volgarmente “π…πžπ¬π­πš 𝐝𝐞𝐠π₯𝐒 𝐒𝐧𝐧𝐚𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐒”.
π‹πž 𝐨𝐫𝐒𝐠𝐒𝐧𝐒
Valentino era un vescovo cristiano vissuto all’incirca nella seconda metΓ  del III secolo, durante il regno dell’imperatore romano Claudio II (dal 268 al 270). La piΓΉ antica notizia che lo riguarda Γ¨ in un documento ufficiale della Chiesa dei secoli V-VI, dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel secolo VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna e la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, oltre che il successivo martirio di questi e loro tumulazione.
Dalle varie fonti sappiamo che Valentino, dal 197 cittadino e vescovo di “Interamna Nahars” (l’odierna Terni, capoluogo dell’omonima provincia della regione Umbria), divenne famoso per la santitΓ  della sua vita, per la caritΓ  ed umiltΓ , per lo zelante apostolato e per i miracoli che Dio gli permise di fare. Conosciutissimo, venne invitato a Roma da un certo Cratone, altolocato personaggio e famoso oratore in greco e latino, perchΓ© risanasse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito prodigiosamente il giovane, lo convertΓ¬ al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del prefetto romano della cittΓ  di Terni.
𝐈π₯ 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐒𝐫𝐒𝐨
In epoca di ricorrenti persecuzioni contro i cristiani, l’operato di Valentino non passΓ² inosservato ed egli fu arrestato e incarcerato nella sua Terni. Durante la prigionia, si narra che abbia compiuto diversi miracoli, tra cui la guarigione della figlia cieca del suo carceriere, Asterius. Prima della propria esecuzione, si dice che Valentino abbia scritto una lettera ad una sua pia discepola molto attiva nella locale comunitΓ  ecclesiale, firmandola affettuosamente “dal tuo Valentino”, espressione che alcuni ritengono essere all’origine dell’uso moderno delle lettere d’amore scambiate in questa festivitΓ .
Mentre finora la vicenda del Santo era collocata tra il 197, data della sua consacrazione episcopale, ed il 273, ritenuta la data del suo martirio, rendendo difficile pensare che possa avere esercitato l’episcopato per oltre settant’anni, ora la data del martirio Γ¨ stata fissata al 14 febbraio del 269. Il suo corpo fu dai discepoli sepolto fuori Terni, lungo la Via Flaminia.
π‹πš 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐒𝐭𝐚 𝐝𝐞π₯π₯𝐚 “π…πžπ¬π­πš 𝐝𝐞𝐠π₯𝐒 𝐈𝐧𝐧𝐚𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐒”
La ricorrenza liturgica di San Valentino fu istituita ufficialmente nel 496 da Papa Gelasio I, probabilmente per sostituire la festivitΓ  pagana dei “Lupercalia”, festa romana dedicata alla fertilitΓ  e all’amore. Con il passare dei secoli, il 14 febbraio divenne sempre piΓΉ associato all’amore romantico, soprattutto grazie alla diffusione della tradizione cortese nel Medioevo. Oggi, San Valentino Γ¨ celebrato in tutto il mondo con scambi di biglietti, fiori, cioccolatini e gesti romantici tra innamorati. Sebbene le tradizioni varino da paese a paese, il messaggio centrale della giornata rimane lo stesso: celebrare l’amore in tutte le sue forme, ricordandoci anche l’importanza del coraggio e della fede, valori che continuano a ispirare le coppie di tutto il mondo.
π‘ͺ𝒉𝒆 𝒍’π’‚π’Žπ’π’“π’† π’–π’Žπ’‚π’π’ 𝒏𝒐𝒏 π’”π’Šπ’‚ 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏 π’”π’†π’π’•π’Šπ’Žπ’†π’π’•π’, π’Žπ’‚ 𝒖𝒏𝒂 π’•π’†π’”π’•π’Šπ’Žπ’π’π’Šπ’‚π’π’›π’‚ π’‚π’–π’•π’†π’π’•π’Šπ’„π’‚ 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒄𝒆 π’…π’Š π‘ͺπ’“π’Šπ’”π’•π’. π‘ͺπ’π’Žπ’† 𝑺𝒂𝒏 π‘½π’‚π’π’†π’π’•π’Šπ’π’ 𝒉𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒕𝒕𝒐 π’Šπ’ 𝒅𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒂𝒄𝒓𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍'π’–π’π’Šπ’π’π’† 𝒕𝒓𝒂 𝒍𝒆 π’‚π’π’Šπ’Žπ’†, π’‘π’“π’†π’ˆπ’‰π’Šπ’‚π’Žπ’ π’‚π’‡π’‡π’Šπ’π’„π’‰π’†́ π‘«π’Šπ’ π’„π’π’π’•π’Šπ’π’–π’Š 𝒂 π’”π’„π’“π’Šπ’—π’†π’“π’† 𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂 π’”π’•π’π’“π’Šπ’‚, 𝒓𝒆𝒏𝒅𝒆𝒏𝒅𝒐 π’π’ˆπ’π’Š 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 π’ˆπ’†π’”π’•π’ 𝒖𝒏 π’“π’Šπ’‡π’π’†π’”π’”π’ 𝒅𝒆𝒍 𝑺𝒖𝒐 π’‚π’Žπ’π’“π’† π’Šπ’π’‡π’Šπ’π’Šπ’•π’. 𝑩𝒖𝒐𝒏𝒂 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒂 π’•π’–π’•π’•π’Š, π’„π’–π’”π’•π’π’…π’Š π’…π’Š 𝒖𝒏𝒂 π’‘π’“π’π’Žπ’†π’”π’”π’‚ 𝒃𝒆𝒏𝒆𝒅𝒆𝒕𝒕𝒂!Roberto Moggi 
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