San Romano di Condat, abate

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ– ๐Ÿ๐ž๐›๐›๐ซ๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - sabato della I settimana di Quaresima, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, ๐’๐š๐ง ๐‘๐จ๐ฆ๐š๐ง๐จ ๐๐ข ๐‚๐จ๐ง๐๐š๐ญ, ๐š๐›๐š๐ญ๐ž.
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Di Romanus (Romano) - questo il suo nome in latino - noto come "di Condat" dal nome della localitร  francese dove fondรฒ il suo primo monastero, si conservano notizie preziose tratte principalmente dalla “Vita Patrum Jurensium” (Vita dei Padri del Giura). Questo documento, redatto da un autore anonimo intorno al 515, rappresenta una testimonianza fondamentale della vita monastica tra il V e il VI secolo nel massiccio del Giura (o Jura).
All'epoca, questa regione montuosa faceva parte della Provincia Romana della “Gallia Sequanorum” (“Gallia dei Sequani”), territorio dell'antica popolazione celtica dei Sequani, situato oggi tra la Francia e la Svizzera. รˆ proprio qui, tra fitte foreste e vette silenziose, che Romano scelse di ritirarsi per dedicarsi interamente alla preghiera.
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Romano nacque probabilmente intorno al 390 a Isarnodurum (l’odierna Izernore, nel sud-est della Francia) da una famiglia cristiana originaria della zona. Inviato dai genitori a studiare presso l’abbazia di Ainay, vicino a Lione, rimase profondamente colpito dalla lettura della “Vita e parole dei Padri del deserto”. Ispirato dagli anacoreti egiziani, uomini e donne che vivevano nel deserto egiziano tra il IV e il V secolo, decise di imitarne lo stile di vita.
Verso i trentacinque anni, si addentrรฒ nelle foreste inaccessibili del Giura e si stabilรฌ sotto un maestoso abete a Condat (oggi Saint-Claude). In quel luogo isolato trovรฒ l'essenziale: una sorgente d'acqua, terra da coltivare e, soprattutto, il silenzio necessario per la contemplazione.
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Poco tempo dopo, Romano fu raggiunto dal fratello Lupicino (anch'egli futuro santo). La loro convivenza non fu priva di difficoltร : provati dal gelo e dalla fame, i due fratelli furono colti dallo scoramento e decisero di abbandonare il loro rifugio.
Tuttavia, durante il cammino, una donna che li incontrรฒ lungo la strada li rimproverรฒ dolcemente, esortandoli a non cedere alle tentazioni di Satana che voleva allontanarli dalla loro missione. Incoraggiati da quelle parole, i due fratelli fecero ritorno a Condat, dove rimasero con rinnovata fermezza e gioia spirituale.
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La fama di santitร  dei due fratelli attirรฒ numerosi discepoli. Sorsero cosรฌ i monasteri di Condat e di Lauconne (oggi Saint-Lupicin), guidati congiuntamente da Romano e Lupicino, i quali, pur avendo caratteri molto diversi, operavano in perfetta armonia.
Ordinato sacerdote dal vescovo Ilario “di Besanรงon”, Romano continuรฒ la sua opera fondando, insieme al fratello, un monastero femminile a La Beaume (Saint-Romain-de-Roche) per la sorella Iole, che ne divenne la prima badessa. Intorno al 450, l'influenza di Romano si estese ulteriormente con la fondazione di Romainmรดtier, nell'attuale Svizzera tedesca.
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L'episodio piรน celebre della sua vita avvenne durante un viaggio verso Ginevra. Romano scelse di passare la notte nella capanna di due poveri lebbrosi, abbracciandoli con amore fraterno e privo di ogni timore. Al mattino, i due uomini si ritrovarono completamente guariti, testimoniando a tutta la cittร  la potenza della fede di Romano.
Uomo di straordinaria magnanimitร  e tolleranza, Romano si spense nel 463, mentre tornava a quella solitudine di Condat che aveva tanto amato. Romano fu inizialmente sepolto nel monastero femminile di La Beaume (oggi noto come Saint-Romain-de-Roche), che egli stesso aveva fondato per sua sorella Iole. Oggi i suoi resti riposano nella chiesa di Saint-Romain-de-Roche, situata nel comune di Pratz (oggi parte del comune fuso di Coteaux du Lizon), nel dipartimento dello Jura, in Francia.
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Roberto Moggi
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