San Policarpo, vescovo

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ‘ ๐Ÿ๐ž๐›๐›๐ซ๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - lunedรฌ della I settimana di Quaresima, la Chiesa consente la commemorazione di ๐’๐š๐ง ๐๐จ๐ฅ๐ข๐œ๐š๐ซ๐ฉ๐จ, ๐ฏ๐ž๐ฌ๐œ๐จ๐ฏ๐จ ๐ž ๐ฆ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ž.
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Di Polykarpos o Polycarpus (Policarpo) - questo il suo nome rispettivamente nella natia lingua greca (traslitterata nel nostro alfabeto) e in latino - noto anche con la specificazione “di Smirne”, si hanno poche notizie. Il suo nome, che significa letteralmente “Colui che porta molto frutto” o “Ricco di frutti”, era un destino. รˆ stato un uomo che ha fatto fruttificare la fede ricevuta dai primi testimoni.
Le notizie biografiche giunte fino a noi sono essenziali ma ugualmente preziose. Nacque intorno al 69, verosimilmente in una famiglia giร  cristiana, a Smyrne (Smirne), fiorente cittร  greca della Provincia Romana d’Asia (l'odierna Smirne, in Turchia). Situata sulla costa egea dell'Anatolia, la cittร  fu il palcoscenico in cui Policarpo mosse i suoi primi passi nella fede, in un'epoca ancora illuminata dalla viva voce degli Apostoli.
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In quel periodo, la Palestina era sconvolta dal conflitto tra l'Impero Romano e i giudei, culminato nel 70 con la caduta di Gerusalemme e la distruzione del Tempio, proprio come profetizzato da Gesรน (Cf. Lc 19, 41-44). La tragica guerra provocรฒ una vasta "Diaspora" (termine di origine greca significante letteralmente “esilio”, “dispersione”): uno sparpagliamento di profughi ebrei, tra cui molti cristiani, che cercarono rifugio in tutto il bacino del Mediterraneo, giungendo fino a Smirne. Come testimoniato dal suo allievo Sant’Ireneo di Lione (130 circa - 202 circa), il giovane Policarpo ebbe cosรฌ la grazia di incontrare i testimoni oculari del Signore. Affascinato dai loro racconti, decise di recarsi nella vicina Efeso per conoscere l'ultimo degli Apostoli viventi: San Giovanni Evangelista, il "discepolo prediletto", che divenne il suo maestro e la sua guida spirituale.
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La tradizione della Chiesa, sostenuta da figure del calibro di Sant’Ireneo, Tertulliano (uno dei piรน importanti scrittori, apologeti e teologi cristiani dell'antichitร ) e San Girolamo, รจ concorde nel considerare Policarpo un discepolo diretto degli Apostoli. Ireneo sottolinea con forza come egli avesse vissuto in familiaritร  con coloro che videro il Signore e come fosse stato ordinato vescovo per l'Asia proprio dagli Apostoli. Sebbene nelle fonti si parli genericamente di "Apostoli", รจ storicamente evidente che tale nomina sia avvenuta per mano di San Giovanni Evangelista, l'unico ancora in vita al termine del I secolo. Policarpo ricevette questa altissima responsabilitร  intorno ai trent'anni, verso il 99, diventando il custode della fede a Smirne proprio mentre si chiudeva l'era dei testimoni diretti di Cristo.
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Nonostante l’etร  avanzata di circa ottantacinque anni, Policarpo intraprese un lungo e faticoso viaggio verso Roma. Il suo intento era rendere omaggio alla Chiesa che, consacrata dal sangue di Pietro e Paolo, fungeva da centro dell’unitร  universale e custode della dottrina. Qui fu accolto con profondo rispetto da Papa Aniceto (dal 155 al 166), futuro santo, che vedeva in lui il legame vivente con l'Apostolo Giovanni. I due pastori affrontarono la delicata questione della data della Pasqua: mentre in Occidente si celebrava la domenica successiva al plenilunio di primavera, in Oriente si seguivano antiche tradizioni legate al calendario ebraico. Pur non raggiungendo un accordo definitivo sulla data, Policarpo e il Papa rimasero in piena comunione, dando al mondo una straordinaria testimonianza di caritร  e unitร  pur nella diversitร  delle consuetudini.
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Durante il suo soggiorno romano, Policarpo si trovรฒ a confrontarsi con diversi predicatori di dottrine eterodosse che cercavano nel Papa una legittimazione. Forte della sua santitร  e dell’ereditร  ricevuta da San Giovanni, egli riuscรฌ a ricondurre molti di essi alla vera dottrina. Tuttavia, la sua nota mansuetudine lasciava il posto a una severa fermezza di fronte all’ostinazione cosciente nell’errore. Celebre rimase il suo incontro con l'eretico Marcione di Sinope (85 circa - 160 circa): quando questi gli chiese se lo riconoscesse, Policarpo rispose con spiazzante franchezza: "Ti riconosco, sรฌ, ti riconosco come il primogenito di Satana". Per il santo Vescovo, infatti, l'integritร  del Vangelo era il bene piรน prezioso da custodire per la salvezza delle anime.
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Il glorioso martirio di Policarpo avvenne a Smirne il 23 febbraio 155 (o, secondo altre fonti, nel 167), sotto l'imperatore romano Antonino Pio (dal 138 al 161). Il racconto dettagliato di quei momenti ci รจ giunto attraverso la “Passio Polycarpi”, una preziosa lettera inviata dai cristiani di Smirne ai fratelli di Filomelio, un'altra cittร  dell'Asia Minore, situata nella regione storica della Frigia (oggi nella Turchia asiatica). Condannato al rogo, il Santo affrontรฒ la morte con una serenitร  tale da trasformare il supplizio in una liturgia di lode.
Non sappiamo, precisamente, dove i fedeli di Smirne collocarono le ossa risparmiate dal fuoco e raccolte con venerazione. Questo perchรฉ era consigliabile, all’epoca, non indicare per scritto l’ubicazione di un sepolcro cristiano, per evitare profanazioni da parte dei pagani. Oggi si ritiene che tale luogo fosse sul Monte Pagos, nell’immediato entroterra di Smirne, dove ora sorge un convento dei Frati Cappuccini. A Roma sono conservati frammenti delle sue ossa nella Chiesa di Santa Maria della Concezione in Campo Marzio, nell’omonimo rione del centro storico, sede della Rettoria di rito siro-antiocheno del Patriarcato di Antiochia di Siria. A Smirne gli รจ dedicata una parrocchia, sul cui altare maggiore si trova una statua con i segni della dignitร  vescovile secondo l’uso latino. Ogni anno la sua festa vi richiama i cristiani, anche da lontano, per stringersi attorno al Santo patrono e implorare saldezza nella fede e il ritorno dei fratelli all’unitร  della Chiesa.
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Roberto Moggi 
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