๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐
Oggi - ๐๐ ๐ ๐๐ง๐ง๐๐ข๐จ ๐๐๐๐ - venerdรฌ della III settimana del tempo ordinario, la Chiesa ricorda, tra i vari testimoni della fede, ๐๐๐ง๐ญ๐ ๐๐๐ซ๐ญ๐ข๐ง๐, ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐.
๐๐ง๐ ๐ญ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐ฆ๐จ๐ง๐ ๐ญ๐ซ๐ ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ ๐ญ๐ซ๐๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐
Di Martina - questo il suo nome latino invariato in italiano - spesso indicata con le specificazioni “di Roma” o “Romana” che ne indicano la provenienza, si hanno poche notizie biografiche certe, provenienti per lo piรน da una passio d'autore ignoto, risalente probabilmente al VI secolo, che attinge alla ricca tradizione popolare romana.
๐๐ ๐ฌ๐๐๐ฅ๐ญ๐ ๐๐ข ๐๐ซ๐ข๐ฌ๐ญ๐จ ๐ ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐๐ซ๐ฏ๐ข๐ณ๐ข๐จ ๐๐จ๐ฆ๐ ๐๐ข๐๐๐จ๐ง๐๐ฌ๐ฌ๐
Nacque a Roma, verosimilmente nel III secolo, da una nobile famiglia consolare. Rimasta orfana in tenera etร , scelse di non seguire le lusinghe del suo rango sociale per dedicarsi interamente a opere di pietร , distribuendo con generositร le ingenti ricchezze paterne ai poveri. Fu anche nominata "diaconessa", ufficio che nella Chiesa primitiva, secondo il Martirologio Romano, non comportava l'Ordine Sacro, ma affidava alle donne la cura dei malati, l'assistenza ai poveri e il supporto nei battesimi delle femmine.
๐๐ฅ ๐ฆ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ข๐จ ๐ฌ๐จ๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ฅ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ง๐๐ซ๐จ ๐๐๐ฏ๐๐ซ๐จ
Durante il regno dell’imperatore Alessandro Severo (dal 222 al 235), Martina fu arrestata a causa della sua fede. Sebbene l'imperatore fosse noto per una certa tolleranza religiosa, la tradizione narra di una persecuzione locale molto dura. Invitata ad abiurare e ad adorare gli dei dell'Impero, Martina oppose un fermo rifiuto.
La leggenda agiografica riporta che, trascinata davanti alla statua di Apollo e poi di Artemide (Diana), entrambe divinitร di origine greca entrate nel pantheon romano, la santa le avrebbe fatte frantumare con la sola preghiera. Sopravvissuta miracolosamente a atroci tormenti - tra cui l'esposizione alle belve nell'anfiteatro e il rogo - Martina non rinnegรฒ mai Cristo, portando molti dei suoi carnefici alla conversione. Fu infine decapitata fuori dalle mura della cittร , intorno all'anno 226.
๐๐ฅ ๐ซ๐ข๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ซ๐๐ฅ๐ข๐ช๐ฎ๐ข๐ ๐ ๐ข๐ฅ ๐๐ฎ๐ฅ๐ญ๐จ ๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ข๐ญ๐ญ๐̀ ๐๐ญ๐๐ซ๐ง๐
Le sue spoglie furono inizialmente deposte nei pressi del Carcere Mamertino. Sebbene alcuni studiosi attribuiscano a Papa Onorio I (dal 625 al 638) la prima dedica di una basilica in suo onore nel Foro Romano, il sito ufficiale della Diocesi di Roma conferma invece, al riguardo, l'importanza storica del restauro seicentesco.
Fu infatti nel 1634 che la devozione per Martina rinacque con vigore: durante i lavori di restauro della cripta nella chiesa ai piedi del Campidoglio, l'architetto pontificio Pietro Berrettini, universalmente noto come Pietro da Cortona (1596-1669), rinvenne le spoglie della martire. Papa Urbano VIII (dal 1623 al 1644), entusiasta del ritrovamento, la proclamรฒ patrona di Roma (insieme ai santi patroni storici) e ne fissรฒ la memoria liturgica al 30 gennaio, componendo personalmente l'inno “Martinae celebri plaudite nomini” (“Acclamate il nome splendido di Martina”). Oggi i suoi resti riposano nella splendida chiesa dei Santi Luca e Martina, gioiello barocco situato vicino all'Arco di Settimio Severo, tra il Foro Romano e quello di Cesare.
๐จ๐๐๐๐๐ ๐
๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐̀ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐, ๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐'๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐
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๐ผ๐๐๐๐๐๐๐: "๐๐๐๐ก๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐" (๐๐๐โ๐ ๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐ "๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐ข๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐"), ๐๐๐๐ ๐ ๐ข ๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐, ๐๐๐ 1656 ๐๐๐๐๐, ๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐ ๐ก๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐ ๐ต๐๐๐๐๐ก๐ก๐๐๐, ๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐ ๐๐ ๐ถ๐๐๐ก๐๐๐ (1596-1669). ๐ฟ'๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐ก๐๐๐ฃ๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐ ๐บ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ง๐ง๐ ๐๐๐ก๐ก๐, ๐ ๐น๐๐๐๐๐ง๐.
Roberto Moggi
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