San Giovanni Bosco, sacerdote

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Oggi - ๐Ÿ‘๐Ÿ ๐ ๐ž๐ง๐ง๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - sabato della III settimana del tempo ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐’๐š๐ง ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐จ๐ฌ๐œ๐จ, ๐ฌ๐š๐œ๐ž๐ซ๐๐จ๐ญ๐ž.
Universalmente noto come “Don Bosco”, fondatore della "Congregazioni dei Salesiani" ("Don Bosco” in suo onore) e delle “Figlie di Maria Ausiliatrice”, la sua figura brilla come faro di caritร  educativa della gioventรน nella storia moderna.
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Giovanni Melchiorre - questi i suoi due nomi di battesimo, ma abitualmente chiamato solo col primo - nacque il 16 agosto 1815 ai Becchi (o Colle dei Becchi), minuscola frazione di Castelnuovo d’Asti, nel Piemonte allora parte del Regno di Sardegna (oggi - in suo onore - Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti, regione Piemonte). Figlio di poveri contadini, Francesco Bosco e Margherita Occhiena (che il padre, rimasto precocemente vedovo, aveva sposato in seconde nozze), rimase orfano di padre a soli due anni nel 1817. Crebbe tra mille stenti con la madre, il fratello minore Giuseppe e il fratellastro Antonio, di qualche anno piรน grande (figlio della prima moglie del padre). A nove anni ebbe il celebre sogno premonitore, vide: "... una moltitudine di ragazzi rissosi trasformarsi in agnelli mansueti grazie all'intervento di Gesรน e della Vergine ...". Quella visione tracciรฒ la rotta della sua intera esistenza rivolta alla gioventรน: trasformare i lupi in agnelli attraverso la dolcezza e la caritร , in una chiamata che, in seguito, gli fu confermata piรน volte in modo straordinario.
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Fondamentale nel cammino di Giovanni fu la figura di sua madre, unanimemente chiamata "Mamma Margherita". Essa, bracciante analfabeta ma ricca di sapienza evangelica, lo sostenne contro le ostilitร  del fratellastro Antonio, che vedeva lo studio come un inutile sottrarre braccia all'agricoltura. Margherita non fu solo madre biologica, ma la prima collaboratrice di Don Bosco: lo seguรฌ per tutta la vita, fino a Torino, assistendo i suoi ragazzi come una vera mamma, con dedizione instancabile fino alla morte. Per la sua eroicitร  nelle virtรน, nel 2006 la Santa Sede l'ha dichiarata Venerabile.
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Fin da fanciullo, Giovanni mostrava doti eccezionali: attirava i coetanei con giochi di prestigio e acrobazie imparate dai saltimbanchi, per poi ripetere loro la predica ascoltata in chiesa che, avendo viva intelligenza e pronta memoria, ripeteva quasi alla lettera. Dopo aver ricevuto la Prima Comunione il 26 marzo 1826, ebbe una esperienza come garzone nella cascina della vicina famiglia Moglia, motivata dal dover sottrarsi alle prepotenze del fratellastro. Nel novembre 1829, ebbe la grazia di conoscere Don Giovanni Calosso, parroco del vicino paese di Morialdo, che, resosi conto delle sue grandi potenzialitร , gli fece gratuitamente da maestro, avviandolo negli studi e dandogli anche le prime lezioni di latino, affinchรฉ Giovanni potesse diventare presbitero come desiderava. Purtroppo il buon prete morรฌ appena un anno dopo e Giovanni potรฉ riprendere a studiare soltanto nel 1831, costretto questa volta a pagare una retta, terminando in soli quattro anni, a tempi da primato, sia le elementari che il ginnasio. Si manteneva negli studi facendo ogni sorta di mestieri che la Divina Provvidenza gli permetteva di fare.
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Il 25 ottobre 1835, a vent’anni, con tanti sacrifici riuscรฌ a coronare il suo sogno, venendo ammesso nel seminario di Chieri, presso Torino, dove studiรฒ con grande profitto per sei anni. In questo periodo frequentรฒ assiduamente, nel tempo libero, il locale duomo e, dopo adeguato discernimento, decise definitivamente di porre il suo futuro ministero pastorale al servizio della gioventรน. Il 5 giugno 1841 venne ordinato sacerdote e subito dopo, su consiglio del compaesano di poco piรน grande don Giuseppe Cafasso (1811-1860), futuro santo, giร  suo professore nel collegio religioso, passรฒ al Convitto Ecclesiastico di Torino, per perfezionarsi in teologia morale e prepararsi ancora meglio al presbiterato. Nel capoluogo piemontese, fu subito colpito dal triste e scandaloso spettacolo delle centinaia di bambini, ragazzi e giovani completamente allo sbando, che vivevano per strada di espedienti e malaffari, senza guida nรฉ lavoro, privi del pane e di un tetto, cosรฌ come dell'avvenire e della speranza, che finivano molto presto in galera o sulla forca.
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L’8 dicembre 1841, l'incontro fortuito con il giovane Bartolomeo Garelli nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi, attigua al convitto ove alloggiava, segnรฒ l'inizio ufficiale del suo apostolato: un semplice "Ave Maria" diede vita all'Oratorio. Cominciรฒ cosรฌ la sua missione tra i giovani, radunando in quel luogo sacro dei ragazzi, specialmente i piรน disperati, che cercava di sfamare, alloggiare, educare e intrattenere nella preghiera e nella sana e goliardica socialitร . Don Bosco reinterpretรฒ l'istituzione dell'oratorio, creato verso il 1550 dal grande santo toscano Filippo Neri (1515-1595), realizzando un luogo che fosse "casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita e cortile per incontrarsi" e dando vita all’Oratorio in senso moderno, che fu il posto dal quale partรฌ tutta la sua opera educativa.
Il 12 aprile 1842, riuscรฌ a ottenere il primo edificio da adibire a questo scopo, l’Ospedaletto di Santa Filomena per bambine disabili, che si stava costruendo nel quartiere torinese, allora molto periferico, di Valdocco, per iniziativa della nobildonna francese Juliette Colbert de Maulรฉvrier, nota come Marchesa Giulia di Barolo (1786-1864), sposa del marchese di Barolo, futura venerabile. Don Bosco ottenne la struttura poichรฉ molto stimato dalla marchesa, per la quale era secondo cappellano in un’altra struttura d’accoglienza da lei fondata. Nel nuovo immobile, inizialmente, le riunioni avvenivano in una stanza trasformata in cappella e dedicata a San Francesco di Sales, il santo della dolcezza a cui Don Bosco si ispirรฒ per dare il nome alla sua futura famiglia religiosa, del quale la marchesa aveva fatto dipingere l’immagine su una parete. L’Oratorio, superate diverse traversie, trovรฒ poi la sua sede definitiva in un altro edificio a poche centinaia di metri dal primo, dove, col tempo, si aggiunse un internato per studenti e artigiani e, nel 1852, la relativa chiesa dedicata allo stesso San Francesco di Sales.
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Valdocco era ormai centro propulsore di una nuova spiritualitร , di un’opera senza confini che sarebbe diventata Casa Madre di tutte le sue opere. Qui Don Bosco non si limitรฒ all'istruzione elementare, ma inventรฒ la moderna formazione professionale: aprรฌ laboratori di calzoleria, sartoria e falegnameria. I ragazzi che ne frequentavano le scuole, giร  centinaia, studiavano e imparavano un mestiere nei laboratori che egli aveva fatto costruire per loro, non da ultima la prima scuola grafica di tipografia del tempo. In tutta questa prorompente opera educativa, ma anche materialmente nei lavori piรน umili e faticosi, fu molto aiutato dalla sua “Mamma Margherita”, che fece venire da Becchi per sostenerlo e perchรฉ facesse letteralmente da mamma ai tanti suoi ragazzi orfani e abbandonati. Il 17 marzo 1861 veniva proclamato il Regno d’Italia e Don Bosco dovette confrontarsi con le nuove autoritร , aprendo lo stesso anno, nella sua Valdocco, anche la prima scuola grafica di tipografia.
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Il 18 dicembre 1859, infine, prendendo il nome proprio da San Francesco di Sales, fondรฒ la sua “Congregazione Salesiana”, il cui nome completo รจ adesso “Societร  salesiana di San Giovanni Bosco” e i cui membri sono detti “Salesiani”, posta al servizio della gioventรน, che avrebbe raggiunto uno sviluppo incredibile in Italia e nel mondo. Nel 1868 potรฉ vedere finalmente consacrata, nella stessa localitร  torinese, la Basilica di Santa Maria Ausiliatrice, da lui fortemente voluta, frutto delle grazie straordinarie elargite dalla Madonna e della sua incrollabile fede. La grande basilica fu costruita - come lui stesso amava dire - "soldo dopo soldo", grazie alla Provvidenza.
Il 24 maggio 1872, solo quattro anni dopo, ispirato dal Cielo, realizzรฒ un'altra grande opera dedicata alla Vergine, fondando unitamente alla religiosa Suor Maria Domenica Mazzarello (1837-1881), anch’essa futura santa, la “Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice” per l’educazione della gioventรน femminile, facendovi confluire un primo gruppo di ragazze consacrate definite “Figlie dell’Immacolata” ed eleggendo la stessa Mazzarello superiora della Congregazione, che fu definitivamente approvata dalla Santa sede nel 1874.
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L’ardore missionario lo portรฒ, nel 1875 (spedizione partita effettivamente a novembre 1875 e arrivata nel 1876), a inviare i primi salesiani in Argentina. Nonostante il clima anticlericale del Risorgimento, la sua statura morale era tale che lo Stato Italiano lo scelse spesso come intermediario informale con la Santa Sede per la nomina dei vescovi. Fu un genio della comunicazione: nel 1877 fondรฒ il Bollettino Salesiano, ancora oggi strumento di collegamento per tutta la famiglia salesiana nel mondo.
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Negli ultimi anni, sebbene stremato nel fisico, accettรฒ l'incarico di Papa Leone XIII di costruire la Basilica del Sacro Cuore di Gesรน a Castro Pretorio, a Roma. Per finanziarla viaggiรฒ instancabilmente in Francia e Spagna, circondato da una fama di santitร  travolgente. Proprio durante i lavori a Roma si verificarono i miracoli della guarigione di un seminarista sordo e di una donna paralizzata a un braccio, segni che confermarono al popolo la sua vicinanza a Dio. Nel complesso del Sacro Cuore sono visitabili le "Camerette" dove soggiornรฒ, oggi adibite a museo.
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Don Bosco tornรฒ a Torino per le sue ultime settimane. Si spense all'alba del 31 gennaio 1888 a Valdocco, circondato dai suoi figli spirituali. รˆ stato proclamato Santo il 1° aprile 1934 da Pio XI, a chiusura dell'anno della Redenzione. San Giovanni Paolo II, nel centenario della morte, lo ha ufficialmente dichiarato "Padre e Maestro della Gioventรน".
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