Conversione di San Paolo apostolo

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ“ ๐ ๐ž๐ง๐ง๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - III domenica del tempo ordinario, la Chiesa fa memoria della ๐‚๐จ๐ง๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐๐š๐จ๐ฅ๐จ ๐š๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ๐ฅ๐จ.
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Trattandosi di una domenica, la celebrazione del Giorno del Signore ha la preminenza liturgica; tuttavia, resta intatta l'importanza di questa ricorrenza che commemora il passaggio radicale di Paolo dall’ebraismo al cristianesimo. Da fiero persecutore dei seguaci di Gesรน, egli divenne il famoso “Apostolo delle Genti”, uno dei testimoni piรน influenti della storia cristiana. L'evento รจ narrato con dovizia di particolari nei lucani “Atti degli Apostoli” (At 9, 1-9) e richiamato, seppur in modo piรน sintetico e spirituale, nelle sue stesse “Epistole”. Nelle lettere scritte in greco tra il 50 e il 60 - come quelle “ai Galati” (Gal 1, 11-17), “ai Filippesi” (Fil 3, 3-17), “la Prima a Timoteo” (1 Tim 1, 12-17) e “ai Romani” (Rm 7, 7-25) - Paolo si riferisce all'evento come a una “chiamata” e a una “scelta” divina, pur mantenendo un tono talvolta generico sulla propria vicenda personale.
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Nato a Tarso, nella provincia imperiale romana della Cilicia (nell’odierna Turchia asiatica), tra il 5 e il 10, l'apostolo ricevette alla nascita il nome di Saulo. Non รจ chiaro il motivo del successivo mutamento in Paolo: alcuni studiosi ipotizzano un omaggio al proconsole romano di Cipro, Sergio Paolo, convertitosi dopo averlo conosciuto (cf At 13, 6-12). Ebreo ellenizzato della tribรน di Beniamino e cittadino romano, Saulo si trasferรฌ adolescente a Gerusalemme per studiare alla scuola del celebre rabbino Gamaliele “il Vecchio”. Sotto la sua guida, divenne un profondo conoscitore della Legge mosaica, aderendo con entusiasmo integralista alla corrente detta dei “Farisei” (che significa “separati”), un gruppo ebraico distinto per il rigorismo etico e lo scrupoloso formalismo nell'osservanza delle tradizioni dei padri.
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Non vi sono prove di un contatto diretto tra Saulo e Gesรน durante la vita terrena del Maestro, sebbene non si escluda la sua presenza a Gerusalemme durante la Pasqua della Crocifissione. Di certo, Saulo udรฌ parlare di Cristo attraverso la testimonianza dei cristiani giudeo-ellenisti guidati da Stefano, il protomartire. Per un fariseo zelante come lui, era inaccettabile che degli ebrei ponessero al centro della fede non piรน la Legge, ma un uomo crocifisso, proclamandolo Risorto e Figlio di Dio. Considerava le loro affermazioni come "espressioni blasfeme contro Mosรจ e contro Dio" (At 6, 1), una minaccia all'identitร  d'Israele che non poteva essere tollerata.
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Dalla condanna verbale Saulo passรฒ rapidamente all'azione violenta. Egli stesso ricorderร  con dolore la sua condotta passata: "Perseguitavo fieramente la Chiesa di Dio e la devastavo" (Gal 1, 13). La sua divenne una caccia all'uomo instancabile che si estendeva da Gerusalemme fino a Damasco e Antiochia, rispettivamente una delle maggiori cittร  e la capitale della Provincia Romana di Siria. Munito di mandati formali del Sinedrio (il massimo organo di governo religioso, legislativo e giudiziario del popolo ebraico a Gerusalemme) - che aveva giurisdizione religiosa anche sui giudei della diaspora - Saulo partรฌ per Damasco con l'obiettivo di arrestare e incatenare i seguaci della "nuova via". In preda a un fanatismo che lo portava a flagellare e torturare i credenti, egli non sapeva che proprio su quella strada la sua vita sarebbe stata stravolta per sempre.
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Il racconto principale della sua conversione ci giunge dall’evangelista San Luca, medico e compagno di viaggi di Paolo, che negli “Atti degli Apostoli” dedica ampio spazio all'Apostolo delle Genti. Mentre Saulo percorreva i circa 250 chilometri che separavano Gerusalemme dalla cittร  siriana, verso mezzogiorno, accadde l'imprevedibile. Un fulgore improvviso dal cielo lo avvolse, disarcionandolo (la tradizione lo immagina a cavallo). Caduto a terra, udรฌ una voce: «Saulo, Saulo, perchรฉ mi perseguiti?». Alla sua domanda: «Chi sei, o Signore?», la risposta fu spiazzante: «Io sono Gesรน il Nazareno, che tu perseguiti». In quel momento, il persecutore comprese che colpire la Chiesa significava colpire Cristo stesso. Accecato dalla luce ma illuminato nello spirito, si rialzรฒ per dirigersi a Damasco, non piรน come inquisitore, ma come un uomo in attesa di istruzioni divine. Quel radicale cambiamento lo porterร , anni dopo, a definirsi "l'infimo degli apostoli" e a suggellare la sua fedeltร  a Cristo con il martirio a Roma tra il 64 e il 67.
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L’incontro con il Risorto lasciรฒ Saulo in uno stato di cecitร  fisica, segno tangibile dello sconvolgimento interiore che stava vivendo. Privato della vista a causa di quel fulgore celeste, fu condotto per mano dai suoi compagni fino a Damasco (cf At 22, 11). Qui fu ospitato nella casa di un uomo di nome Giuda, situata sulla via "Diritta", l'asse principale che attraversava la cittร  da oriente a occidente. In quel tempo di oscuritร  e preghiera, il Signore apparve in visione ad Anania, un membro autorevole e timorato di Dio della comunitร  cristiana locale, ordinandogli di recarsi da Saulo per guarirlo. Nonostante l'iniziale timore di Anania, che ben conosceva la fama del persecutore, Gesรน lo rassicurรฒ definendo Saulo come lo "strumento eletto" per portare il Suo nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli d'Israele, rivelandogli al contempo quanto egli stesso avrebbe dovuto soffrire per il Vangelo.
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Obbedendo alla chiamata divina, Anania si recรฒ nella casa di Giuda e impose le mani su Saulo. Immediatamente, come se gli cadessero delle squame dagli occhi, egli recuperรฒ la vista e, ricevuto il Battesimo, fu ricolmo di Spirito Santo. L'uomo che era giunto a Damasco per distruggere la Chiesa ne uscรฌ come il suo piรน ardente difensore. Questo episodio รจ rimasto cosรฌ impresso nella memoria collettiva da generare il celebre modo di dire “folgorato sulla via di Damasco”, espressione ancora oggi usata per descrivere un mutamento radicale e improvviso di pensiero o di vita. Riprese le forze, colui che era Saulo il persecutore iniziรฒ la sua nuova esistenza con il nome di Paolo, crescendo prodigiosamente nella grazia e nella sapienza di Cristo.
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Divenuto noto come Paolo “di Tarso”, egli passรฒ alla storia con l'appellativo di "Apostolo delle Genti" o "dei Gentili". Questo termine (dal latino “gentes”, che indicava i pagani e i non ebrei) sottolinea la sua instancabile missione evangelizzatrice tra i popoli greci e romani del bacino del Mediterraneo. Paolo seppe abbattere le barriere culturali e religiose del tempo, rendendo il messaggio di Gesรน universale. Da acerrimo nemico di Cristo a suo leggendario messaggero, la sua vita testimonia che non esiste cuore, per quanto indurito, che non possa essere trasformato dalla Grazia.
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Roberto Moggi 
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