Sant'Agnese

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Oggi - ๐Ÿ๐Ÿ ๐ ๐ž๐ง๐ง๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - mercoledรฌ della II settimana del tempo ordinario, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di ๐’๐š๐ง๐ญ’๐€๐ ๐ง๐ž๐ฌ๐ž, ๐ฏ๐ž๐ซ๐ ๐ข๐ง๐ž ๐ž ๐ฆ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ž.
Di Agnes (Agnese), questo il suo nome nella materna lingua latina, esistono scarse e non sempre comprovate notizie biografiche, eppure la sua figura brilla come una delle piรน pure dell'antichitร  cristiana.
๐‹๐ž ๐ซ๐š๐๐ข๐œ๐ข ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐œ๐ก๐ž ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ž๐ฉ๐จ๐ฅ๐ญ๐ฎ๐ซ๐š ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐จ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ง๐š
Sappiamo che nacque a Roma tra il 290 e il 293 in una famiglia cristiana. Adolescente, rimase vittima con i suoi congiunti dell'ultima persecuzione anticristiana, scatenata nel 303 dall’imperatore Diocleziano (regnante dal 284 al 305). Subรฌ il martirio probabilmente il 21 gennaio 305 sulla via Nomentana, appena fuori dell’Urbe, dove i fratelli di fede ne inumarono il corpo nella catacomba che oggi porta il suo nome. In questo luogo sorse poi, nel VII secolo, l'attuale basilica onoraria di Sant’Agnese fuori le mura, dove i resti furono traslati all’interno di un’arca posta nella cripta.
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Nel IX secolo il corpo fu privato della testa, trasportata nel Sancta Sanctorum del Palazzo del Laterano. In quell’occasione, verosimilmente, furono unite alle sue spoglie quelle di Santa Emerenziana, che la Passio di Agnese definisce catecumena e sua sorella di latte, lapidata nello stesso giorno dei funerali di Agnese. Il 21 gennaio 1621, i resti furono riposti in una cassa d’argento sotto l’altare maggiore della basilica nomentana. L’insigne reliquia del capo, per volere di papa San Pio X, รจ oggi custodita in un reliquiario presso la chiesa romana di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona. Un'altra reliquia (un braccio) รจ conservata nella sacrestia di San Pietro in Vincoli, sempre a Roma.
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Fermo restando il nucleo storico, la cronaca dettagliata della sua vita presenta diverse varianti. Le divergenze iniziano dalla famiglia: per la tradizione piรน consolidata apparteneva alla nobile Gens Clodia, mentre altre versioni la vorrebbero figlia di liberti. Papa San Damaso I (366-384), nel carme inciso sulla lapide visibile ancora oggi lungo la scalinata della basilica sulla Nomentana, narra che il martirio avvenne attraverso il rogo, affrontato con estremo pudore coprendo la nuditร  con la folta chioma.
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Il vescovo e dottore della Chiesa Sant’Ambrogio, nel suo “De virginibus” (Sulle vergini) del 377 e nell’inno “Agnes beatae virginis” (Agnese vergine beata), descrive invece il tentativo di costringerla all'abiura e alle nozze con un funzionario imperiale invaghitosi di lei. Agnese scelse il martirio, che secondo Ambrogio avvenne per mezzo della spada, decapitazione o “iugulatio” (taglio della gola).
Il poeta Prudenzio, nel suo “Peristephanon” del 405 (“Sulle corone”, sottinteso “del martirio”), introduce l’episodio della condanna al “lupanare” (postribolo pubblico): qui la santa sarebbe stata protetta da un bagliore angelico che accecรฒ chiunque tentasse di violarne l'illibatezza, prima di morire infine per decapitazione.
๐‹๐š ๐๐š๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ ๐ž ๐ฅ๐š ๐ญ๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ ๐ซ๐ž๐œ๐š
La Passio “Sanctae Agnetis” del V secolo (Sant’Agnese), testo destinato alla lettura pubblica, fonde questi elementi: il rifiuto del matrimonio con il figlio del prefetto, unitamente al denudamento e alla protezione divina nel postribolo.
Esiste anche una Passio di origine greca che presenta Agnese come una donna matura e guida di matrone, ma tale versione non ha trovato riscontro nella tradizione iconografica e devozionale latina, che ha sempre prediletto l'immagine della fanciulla.
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L'impatto del suo sacrificio fu immenso: la morte eroica di una ragazzina che difende fede e verginitร  divenne giustamente simbolo di purezza assoluta. Il suo nome, derivante dal greco “Hagnรฒs” ("puro, casto"), fu presto associato al latino “Agnus” (agnello), termine che definisce la sua iconografia classica (la santa รจ quasi sempre raffigurata con un agnellino in braccio). Ancora oggi, nel giorno della sua festa, vengono benedetti gli agnelli con la cui lana si tesseranno i sacri Palli per gli arcivescovi metropoliti.
๐ผ๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘’: "๐‘†๐‘Ž๐‘›๐‘ก'๐ด๐‘”๐‘›๐‘’๐‘ ๐‘’", ๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘ ๐‘ข ๐‘ก๐‘’๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘–๐‘๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘œ, ๐‘›๐‘’๐‘™ 1606, ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘œ๐‘”๐‘›๐‘’๐‘ ๐‘’ ๐ท๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘–๐‘๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘š๐‘๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘–, ๐‘›๐‘œ๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ "๐ท๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘–๐‘โ„Ž๐‘–๐‘›๐‘œ" (1581-1641). ๐ฟ'๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘ ๐‘– ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ ๐‘™๐‘Ž ๐บ๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘’๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘‘'๐ด๐‘Ÿ๐‘ก๐‘’ ๐ด๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘ƒ๐‘Ž๐‘™๐‘Ž๐‘ง๐‘ง๐‘œ ๐ต๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘–๐‘›๐‘–, ๐‘Ž ๐‘…๐‘œ๐‘š๐‘Ž.
Roberto Moggi 
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