San Sebastiano

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Oggi - ๐Ÿ๐ŸŽ ๐ ๐ž๐ง๐ง๐š๐ข๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ” - martedรฌ della II settimana del tempo ordinario, la Chiesa celebra la memoria facoltativa di ๐’๐š๐ง ๐’๐ž๐›๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐จ, ๐ฆ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ž.
Di Sebastianus (Sebastiano), questo il suo nome nella materna lingua latina, si hanno poche e non sempre comprovate notizie. Le principali fonti informative sono il calendario “Depositio Martyrum” (“Deposizione dei martiri”) del 354, il piรน antico della Chiesa di Roma; il “Commento al salmo 118” del vescovo e dottore della Chiesa Sant'Ambrogio (340-397); la “Passio Sancti Sebastiani” ("Passione di San Sebastiano"), attribuita tradizionalmente al monaco del V secolo Arnobio il Giovane, e la “Legenda Aurea” di Jacopo da Varagine (1228-1298).
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Sebastiano nacque probabilmente intorno alla metร  del III secolo (si ritiene per lo piรน il 253 o 263), verosimilmente a Mediolanum (Milano), sebbene altre fonti indichino come luogo natale Narbo Martius (Narbona), nella Gallia Narbonense. Cresciuto in un’importante famiglia romana, visse la sua giovinezza nel capoluogo lombardo, dove ricevette un'istruzione accurata e un’educazione cristiana, maturando una fede salda e una profonda cultura.
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Ancora giovane si trasferรฌ a Roma, dove si arruolรฒ nei Pretoriani, l'aristocrazia militare alle dirette dipendenze dell’imperatore. Grazie alle sue doti, fece una rapida carriera fino a diventare alto ufficiale sotto il regno di Diocleziano (dal 284 al 305). Divenne uno dei personaggi piรน influenti della corte e comandante della prestigiosa Prima Coorte della Prima Legione, incaricata della difesa personale del sovrano.
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Nonostante il prestigio e la ricchezza, Sebastiano viveva un profondo tormento spirituale. Dopo un lungo discernimento, comprese che gli onori mondani erano insidie che lo allontanavano da Cristo. Decise quindi di seguire pienamente la chiamata del Signore. Tuttavia, scelse di non abbandonare immediatamente la carriera militare: il suo status gli permetteva infatti di muoversi liberamente per recare conforto e aiuto ai cristiani perseguitati, eludendo i controlli imperiali.
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Forte della sua autoritร , Sebastiano visitava i cristiani carcerati vestito della sua uniforme da ufficiale, esortando i condannati a non abiurare e ad affrontare il martirio con fede. Si occupava anche della sepoltura dei giustiziati e convertรฌ numerosi nobili e funzionari pubblici. La situazione precipitรฒ con l'inasprirsi delle persecuzioni. La tradizione narra che, dopo aver dato degna sepoltura ai martiri Claudio, Castorio, Sinforiano e Nicostrato (i famosi "Santi Quattro Coronati") sulla via Labicana, appena fuori l’Urbe, fu scoperto e arrestato. In ragione del suo alto rango, fu condotto davanti al co-imperatore ufficiale Massimiano (dal 286 al 305) e poi allo stesso Diocleziano.
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Diocleziano, sentendosi tradito da uno dei suoi uomini piรน fidati, gli intimรฒ di sacrificare agli dรจi pagani. Al rifiuto di Sebastiano, tra il 303 e il 304 circa, l'imperatore lo condannรฒ a morte. L’esecuzione fu organizzata quasi certamente sul centrale colle Palatino, il cuore pulsante e monumentale del potere imperiale, densamente edificato e urbanizzato. Il luogo prescelto fu presso i Gradus Helagabali (i Gradini di Elagabalo), situati nei pressi del Tempio del Sole (o di Elagabalo) sulla parte orientale del colle, nel punto dove oggi sorge la chiesa di San Sebastiano al Palatino, edificata proprio per commemorare l'evento. Legato a un palo (anche se copiosa iconografia vuole che si trattasse di un albero in un ambiente agreste), fu trafitto da una pioggia di frecce scagliate dagli arcieri. Credendolo morto, i soldati abbandonarono il suo corpo affinchรฉ fosse divorato dagli animali selvatici.
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Fu soccorso dalla pia matrona Irene (la futura Sant’Irene, detta “di Roma”), che si era recata sul posto per recuperarne la salma, trovandolo invece miracolosamente vivo. Curato con dedizione, riacquistรฒ la salute ma, anzichรฉ fuggire come consigliato dai compagni, decise di affrontare nuovamente i suoi persecutori. Raggiunse Diocleziano e Massimiano presso il tempio di Ercole, proclamando la sua fede e rimproverandoli pubblicamente per la crudeltร  contro i cristiani.
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Stupefatto e furente, Diocleziano ne ordinรฒ la pubblica flagellazione a morte nell’ippodromo del Palatino. Qui Sebastiano rese l'anima a Dio, presumibilmente sempre tra il 303 e il 304. Infatti, poichรฉ le esecuzioni della prima e della seconda condanna (flagellazione) avvennero a brevissima distanza di tempo l'una dall'altra - giusto il tempo della guarigione miracolosa - l'anno di riferimento rimane lo stesso per entrambi gli episodi.
Il suo corpo, gettato per spregio nella Cloaca Maxima (principale collettore fognario della cittร , convogliatore di rifiuti e acque reflue verso il fiume Tevere), fu recuperato dai cristiani e sepolto fuori cittร , sulla via Appia, nel luogo detto “ad Catacumbas”. L'espressione latina "ad Catacumbas" si traduce letteralmente come "presso l'avvallamento" o "vicino alle grotte". In origine, questo nome non definiva tutti i cimiteri sotterranei, ma era un toponimo specifico per una localitร  precisa di Roma, che si trovava tra il II e il III miglio della via Appia Antica, in una zona caratterizzata da profonde cave di pozzolana. Queste cavitร  artificiali, createsi con l'estrazione della pietra, furono riutilizzate dai primi cristiani per scavare gallerie e loculi dove seppellire i defunti, dando vita col tempo ad uno specifico cimitero. Poichรฉ quest’ultimo (oggi noto come Catacombe di San Sebastiano) divenne molto celebre, dal IV secolo il termine "catacomba" iniziรฒ a essere usato per estensione per indicare tutti i cimiteri cristiani sotterranei, che in precedenza venivano chiamati semplicemente coemeteria ("dormitori", da cui deriva il termine “cimiteri”).
Nel IX secolo, papa Leone IV trasferรฌ la sua testa nella Basilica dei Santi Quattro Coronati, sul romano colle Celio, dov’รจ tuttora venerata all’interno di un'apposita teca argentea posta su un altare specificamente dedicato al santo, esposta dietro una grata metallica protettiva, lungo la navata sinistra dell’edificio sacro.
Il resto delle reliquie riposa sotto l'altare della Basilica di San Sebastiano fuori le Mura, sita a due miglia fuori dalle Mura Aureliane (da cui deriva l'appellativo "fuori le mura"), sopra il vasto complesso delle Catacombe di San Sebastiano, nel luogo anticamente noto come “ad Catacumbas”.
Fu da subito considerato santo “per acclamazione”. Nei primi secoli del cristianesimo, infatti, i martiri venivano riconosciuti subito come tali. Il loro sacrificio di sangue era considerato la prova suprema di fede, che garantiva l'ingresso immediato in Paradiso e il diritto alla venerazione da parte della comunitร  dei fedeli. Per il suo instancabile servizio, papa San Caio lo definรฌ "Difensore della Chiesa".
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Roberto Moggi 
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