La filosofia, una sequenza sterminata di perché

Che si lavori di penna
e col cervello, 
oppure con la zappa
ed il rastrello,
se ci si arresta
chiedendosi il perché
del proprio stato,
o della vita in sé,
nell'esistenza
vissuta nel creato,
è un filosofo
che bussa all'uscio
e vuole entrare,
che nella mente
desidera abitare.
Quando succede 
che un bambino
chiede il perché
di ciò che non conosce,
è un filosofo
che fa capolino.
Se si rigetta
ciò che chiede
rispondendo
che non può capire,
è come tarpare
le ali ad un uccello
che la natura 
ha fatto per volare,
rispetto all'uomo,
fatto per pensare.

rm 
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