๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐…๐š๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐๐ข ๐†๐ž๐ฌ๐ฎ̀, ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š ๐ž ๐†๐ข๐ฎ๐ฌ๐ž๐ฉ๐ฉ๐ž

๐Ž๐ ๐ ๐ข - ๐Ÿ๐Ÿ– ๐๐ข๐œ๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐ž ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ“ - ๐๐จ๐ฆ๐ž๐ง๐ข๐œ๐š ๐Ÿ๐ซ๐š ๐ฅ’๐จ๐ญ๐ญ๐š๐ฏ๐š ๐๐ข ๐๐š๐ญ๐š๐ฅ๐ž, ๐ฅ๐š ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐œ๐ž๐ฅ๐ž๐›๐ซ๐š ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐…๐š๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐๐ข ๐†๐ž๐ฌ๐ฎ̀, ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š ๐ž ๐†๐ข๐ฎ๐ฌ๐ž๐ฉ๐ฉ๐ž.
Questa celebrazione, comunemente nota come festa della “๐‘†๐‘Ž๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž ๐น๐‘Ž๐‘š๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘Ž”, รจ una ricorrenza mobile. La sua data รจ infatti variabile: ricorre nella domenica che intercorre tra il Natale e il 1° gennaio (๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ๐‘‘๐‘œ ๐‘›๐‘œ๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐‘‚๐‘ก๐‘ก๐‘Ž๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘’). Qualora non vi sia una domenica in tale intervallo, la festa viene celebrata il 30 dicembre.
L’odierna celebrazione ci invita a contemplare la Santa Famiglia di Nazareth, archetipo e modello fondamentale di ogni famiglia cristiana. In essa, i legami d’affetto, amore, comprensione e solidarietร  - che ogni nucleo familiare รจ chiamato a rinnovare costantemente - trovano la loro espressione piรน alta. Se la Nativitร  del Signore ci ha presentato la Famiglia raccolta nell’umiltร  della grotta di Betlemme, oggi la contempliamo nella quotidianitร  della casa di Nazareth, dove Maria e Giuseppe sono dediti alla crescita del bambino Gesรน. Possiamo facilmente immaginare questa famiglia nell'ordinarietร  del vivere: il piccolo Gesรน nella sua fanciullezza, la Vergine Santa premurosamente al Suo fianco e il giusto Giuseppe intento al lavoro nella bottega, dove il Divino Fanciullo apprende la nobile fatica del lavoro umano.
In questa famiglia modello, Maria รจ la prescelta tra tutte le creature per diventare l'umile cooperatrice del Redentore, grazie al Suo assenso all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele. Successivamente, secondo i disegni dell’Altissimo e la legge ebraica, avvenne il Suo sposalizio con il giusto Giuseppe. La Vergine, accolto nel grembo il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo, si mise in viaggio per recarsi dalla cugina Elisabetta; in quell'incontro profetico, ella manifestรฒ la gioia della sua divina gravidanza nel canto del ๐‘€๐‘Ž๐‘”๐‘›๐‘–๐‘“๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘ก. A Lei spettรฒ poi il compito di allevare il Divino Fanciullo con tutte le premure di una madre, custodendo nel cuore la profonda consapevolezza della responsabilitร  affidatale da Dio. Infine, prima dell’inizio della vita pubblica di Gesรน, i Vangeli ci riportano l'episodio del ritrovamento nel Tempio, quando Maria e Giuseppe, dopo tre giorni di angosciosa ricerca, ritrovarono il dodicenne Gesรน intento a discutere con i dottori della Legge.
Giuseppe, definito "๐‘ƒ๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘ข๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘œ" di Gesรน, รจ una figura avvolta nel mistero. I Vangeli sinottici narrano il suo fidanzamento con Maria e la successiva rivelazione dell'angelo circa la maternitร  verginale di Lei, con l'invito a non ripudiarla. Dopo il matrimonio, guidรฒ la Sacra Famiglia a Betlemme per il censimento e fu testimone degli eventi legati alla nascita di Cristo. La sua figura di custode emerge con forza: fu lui, avvertito in sogno da un angelo dopo l'adorazione dei Magi, a mettere in salvo il Bambino dalla persecuzione di Erode il Grande, fuggendo in Egitto. Solo dopo la morte del sovrano scellerato, fece ritorno in Galilea, stabilendosi a Nazareth. Giuseppe adempรฌ la legge ebraica portando Gesรน al Tempio per la circoncisione e, successivamente, per l'offerta della presentazione, offrendo un sacrificio di tortore e colombe, come prescritto. รˆ menzionato ancora nei testi sacri durante il pellegrinaggio annuale a Gerusalemme, quando, con grande apprensione, smarrรฌ il dodicenne Gesรน, ritrovato dopo tre giorni nel Tempio tra i Dottori della Legge. Dopo questo episodio, come riportano i Vangeli, il Bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. Di Giuseppe non si sa altro, nemmeno la data della sua morte, avvenuta probabilmente prima dell’inizio della vita pubblica di Gesรน, quando il Messia aveva attorno ai trent’anni d'etร . Sebbene assente durante la Passione e gli eventi successivi, la sua figura crebbe immensamente in santitร  e importanza per la Chiesa.
Infine, la figura centrale รจ Gesรน, della cui infanzia i Vangeli riportano scarsi dettagli. Egli, il Figlio di Dio fatto uomo, visse nel nascondimento della sua famiglia terrena, obbediente a Sua madre e al giusto Giuseppe, collaborando nella bottega del falegname in un mirabile esempio di umiltร  e condivisione della condizione umana. รˆ plausibile che assistette il genitore nella sua vecchiaia e morte, come ogni buon figlio, prendendosi cura della madre vedova. Da Maria e Giuseppe, Gesรน apprese tutto ciรฒ che concerne l'umanitร : dal camminare al nutrirsi, dal gioco al linguaggio e all'amore. Imparรฒ a essere uomo sia dalla madre, forte e tenera, fedele e tenace, che dal padre putativo, autorevole e magnanimo, affettuoso e discreto. Ciรฒ che Gesรน assimilรฒ nei trent'anni di vita privata costituรฌ il fondamento della Sua missione pubblica triennale. Egli trattรฒ le donne con una dignitร  inaudita per l'epoca, poichรฉ da Maria potรฉ comprendere la sublime essenza della femminilitร . Predicรฒ la rivoluzione delle ๐ต๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘‘๐‘–๐‘›๐‘– perchรฉ, per primi, in Giuseppe e Maria vide i poveri in spirito, gli operatori di pace, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i miti e i puri di cuore. Insegnรฒ a chiamare Dio "๐ด๐‘๐‘๐‘Ž̀" (๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘š๐‘–๐‘›๐‘’ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘š๐‘Ž๐‘–๐‘๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ ๐‘–๐‘”๐‘›๐‘–๐‘“๐‘–๐‘๐‘Ž "๐‘๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’" ๐‘œ "๐‘๐‘Ž๐‘๐‘Ž̀"), poichรฉ Lui, Figlio dell'Onnipotente, sperimentรฒ l'abbraccio umano di un padre e desiderava che tutti potessero conoscere lo stesso amore paterno.
Nella Chiesa, questa Festa cominciรฒ a essere officiata localmente a partire dal XVII secolo, fino a quando, nel 1895, Papa Leone XIII la fissรฒ universalmente alla terza domenica dopo l’Epifania. La sua collocazione temporale ha subito diverse variazioni, da parte dei pontefici, nel corso del XX secolo: nel 1921 Benedetto XV la spostรฒ alla domenica nell’Ottava dell’Epifania e San Giovanni XXIII alla prima domenica dopo l’Epifania. Si giunse all'attuale posizione, la domenica fra l’ottava di Natale, con la riforma liturgica voluta da San Paolo VI nel 1968.
La Santa Famiglia - punto di riferimento per ogni nucleo cristiano - ci aiuta a comprendere che nascere, crescere e vivere in una famiglia รจ un'esperienza fondamentale. Essa ci esorta a portare al mondo la lieta notizia che siamo tutti parte di un'unica, grande famiglia umana, dove Dio รจ il Padre e noi siamo tutti fratelli e sorelle.
๐ผ๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘’: "๐ฟ๐‘Ž ๐‘†๐‘Ž๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž ๐น๐‘Ž๐‘š๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘™'๐ด๐‘”๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ", ๐‘œ๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘ ๐‘ข ๐‘ก๐‘Ž๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘–๐‘๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘œ, ๐‘›๐‘’๐‘™ 1507, ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘š๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘”๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘…๐‘Ž๐‘“๐‘“๐‘Ž๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ ๐‘†๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘–๐‘œ ๐‘‘๐‘Ž ๐‘ˆ๐‘Ÿ๐‘๐‘–๐‘›๐‘œ, ๐‘‘๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘…๐‘Ž๐‘“๐‘“๐‘Ž๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ (1483-1520). ๐ฟ'๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘ ๐‘– ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘ข๐‘Ž๐‘™๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ ๐‘–๐‘™ ๐‘€๐‘ข๐‘ ๐‘’๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘ƒ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‘๐‘œ, ๐‘Ž ๐‘€๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘–๐‘‘ (๐‘๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘†๐‘๐‘Ž๐‘”๐‘›๐‘Ž).
Roberto Moggi 
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