ππ π π’ - ππ ππ’πππ¦ππ«π ππππ - π¦ππ«ππππ’̀ πππ₯π₯π πππ«π’π π’ππ―π―ππ§ππ¨, π₯π ππ‘π’ππ¬π ππ¨π§π¬ππ§ππ π₯π ππ¨π¦π¦ππ¦π¨π«ππ³π’π¨π§π ππ’ πππ§ ππ’π¨π―ππ§π§π’ ππ ππππ² (π¨ πππ§π³π’π¨), π¬ππππ«ππ¨ππ. Dette specificazioni, che seguono il suo nome, indicano rispettivamente la cittΓ natale in Polonia e la forma italiana del proprio cognome polacco Kanty.
π½ππ (Giovanni) era il suo nome di battesimo nella materna lingua polacca, mentre πΎπππ‘π¦ il proprio cognome (“πΆπππ‘ππ’π ” in latino, da cui deriva la forma italiana “πΆπππ§ππ”). Nacque nella cittΓ di Kety, a circa settanta chilometri dall’allora capitale KrakΓ³w (Cracovia), nella parte meridionale di quello che era il Regno di Polonia (ππππ πππππππ π
πππ’ππππππ). L’anno di nascita Γ¨ oggetto di dibattito storiografico e le date variano significativamente a seconda dei riferimenti consultati, tuttavia il 23 giugno 1390 Γ¨ quella piΓΉ comune e accettata, sebbene altre fonti propendano per il 1397. I genitori, ππ‘ππππ Εππ€ (Stanislao) e π΄πππ, appartenenti alla ricca borghesia cittadina, dei quali si ignora se ebbero altri figli, erano molto pii e lo educarono cristianamente, instillandogli il seme di una precoce vocazione religiosa.
Intraprese i primi studi con risultati brillanti, passando poi a quelli piΓΉ impegnativi nella prestigiosa universitΓ di Cracovia (π'ππ‘π‘π’πππ ππππ£πππ ππ‘π̀ πππ‘π‘π "π½ππππππππππ", πππ ππππ πππππ πππππ π‘ππ πππππππ‘π πππ'πππππ), dove si iscrisse nel 1413, all'etΓ di 23 anni, distinguendosi sempre. IniziΓ² nella FacoltΓ delle Arti Liberali, ottenendo il titolo di “πππππ π‘ππ” (Maestro) nel 1417. Circa nel 1418, dopo avere conseguito il relativo dottorato, assunse la cattedra di filosofia del medesimo ateneo, dedicandosi all’insegnamento per alcuni anni, durante i quali illuminΓ² la mente dei suoi discepoli e riempΓ¬ i loro cuori della piΓΉ sincera pietΓ . Nel contempo, intraprese gli studi teologici presso la locale FacoltΓ di Teologia, che era il centro principale per la formazione del clero colto, venendo ordinato sacerdote intorno al 1418-1421 (anche se alcune fonti indicano il 1424 circa), nella stessa Cracovia, dopo aver completato i primi gradi accademici e la preparazione teologica. Per la sua formazione, dunque, non frequentΓ² un seminario diocesano, all’epoca non ancora istituiti, ma una facoltΓ universitaria.
Nel 1421, fu inviato come preside della scuola del monastero del Santo Sepolcro a MiechΓ³w, a circa trenta chilometri dalla capitale, mantenendo l’incarico per otto anni. Poi - mentre manteneva con sacrificio l’incarico di preside - fu inserito nel clero dell’importante chiesa collegiata di San Floriano a Cracovia. In seguito fu chiamato al ministero pastorale quale parroco di una parrocchia della cittadina di Olkusz, a metΓ strada tra CzΔstochowa e Cracovia. Quest’ufficio, imponendogli nuovi obblighi, fece risplendere in lui nuove virtΓΉ. Fu un vero pastore di anime, adempiendo con zelo edificante e con somma cura i doveri del sacro ministero. Severo con sΓ© e indulgente verso gli altri, era al tempo stesso pastore e padre del suo gregge. Tutti erano certi di trovare in lui un tenero amico e un consolatore delle loro pene. Divenne oggetto di unanime grande ammirazione per la sua grande prodigalitΓ verso gli “ultimi”, i malati e i piΓΉ poveri.
Nel 1440 fu richiamato all'insegnamento universitario e riprese la docenza a Cracovia. Qui fu autorevole maestro e autore d’importanti commenti sulla Bibbia e su San Tommaso d’Aquino. In seguito, si distinse anche in qualitΓ di precettore dei prΓ¬ncipi della regnante casa reale polacca degli π½ππππππππππ€ππ (Jagelloni in italiano). Per questo ruolo di corte, talvolta, non poteva esimersi dal partecipare a qualche ricevimento mondano, ma lo faceva a malincuore, solo per obbligo e in piena umiltΓ , disdegnando lusso e ricchezze. Basti pensare che un giorno - come narrano le cronache - si presentΓ² a un banchetto di corte nei suoi soliti abiti dimessi, venendo messo alla porta dai domestici, che lo scambiarono per un mendicante.
Giovanni era solito impiegare tutto il tempo che gli rimaneva libero nella preghiera e nella attiva caritΓ verso il prossimo. Lo commuoveva moltissimo la meditazione della Passione di Cristo e talvolta passava la notte intera nella contemplazione di questo Santo Mistero. BenchΓ© famoso professore e insigne teologo, amava la strada e il contatto col popolo piΓΉ misero quanto la cattedra, coniugando egregiamente la vicinanza agli affamati di sapere con quella verso i desiderosi di pane. Per lui la strada era il luogo privilegiato dove incontrare malati e indigenti, che lo vedevano entrare nei loro miseri rifugi, portando loro quello che spesso era necessario a lui. Ne sfamΓ² tanti, non con le ricchezze che non possedeva, ma con la sua paga di insegnante e con i suoi digiuni.
La strada, per lui, fu anche quella del pellegrinaggio. Il suo viaggio piΓΉ lungo lo fece in Terra Santa, compiendolo a piedi fin dov’era possibile. Poi andΓ² pellegrino a Roma per quattro volte a visitare le tombe dei Santi Apostoli, sempre a piedi, andata e ritorno, umile camminatore e compagno di viandanti e di poveri lungo le antiche vie che conducevano al sud dell’Europa. In uno di quei viaggi incappΓ² nei briganti che lo spogliarono di quel pochissimo che aveva. Continuato il cammino, accortosi che i banditi non gli avevano rubato alcune monetine d’irrisorio valore, corse loro dietro e gliele consegnΓ². Quelli ne rimasero talmente stupiti, che, toccati nel profondo del cuore, non solo ricusarono di riceverle, ma restituirono tutto quanto gli avevano rapinato.
Le veglie, i digiuni e le mortificazioni lo portarono ad un alto grado di perfezione, ma contestualmente ad una precoce debilitazione fisica. A Cracovia, durante la messa della Vigilia di Natale del 24 dicembre 1473, l'anima sua, adorna di molti meriti, volΓ² al Signore, alla bella etΓ di ottantatrΓ© anni. Molti miracoli furono operati per sua intercessione e la gente prese subito a considerarlo santo, mai dimentica delle sue lezioni di amore tra poveri, affamati e malati. Il suo corpo fu inumato nella chiesa collegiata di Sant’Anna in Cracovia, oggi chiesa universitaria, dove ancora riposa. Papa Clemente XIII, il 16 luglio 1767, lo innalzΓ² agli onori degli altari.
πΌπππππππ: "πππ πΊπππ£ππππ πΆπππ§ππ", π π‘ππ‘π’π ππ ππππ ππππππ§π§ππ‘π, ππ‘π‘ππππ ππ 1747, ππππ'πππ‘ππ π‘π πππππππ ππ πππππππ π‘ππππ ππ π΄ππ‘πππ πΊπππππππ’π (π πππππ πππΌπΌπΌ). πΏ'πππππ π π π‘πππ£π ππ π’ππ πππππ πππ‘πππ πππ‘πππππ πππππ πβπππ π ππ πππ πΊπππ£ππππ πΆπππ§ππ, π πΎππ‘π¦ (πππππππ).
Roberto Moggi
Home page ARGOMENTI
Roberto Moggi
Home page ARGOMENTI

Commenti
Posta un commento
Non inserire link cliccabili altrimenti il commento verrΓ eliminato. Metti la spunta a Inviami notifiche per essere avvertito via email di nuovi commenti al post.