Come una punizione si tramuta in gratificazione

Come una punizione può rappresentare una gratificazione, per il saggio.

Può succedere che ci si trovi in disaccordo anche con un'eminente figura rappresentata dal filosofo Platone, riguardo alla punizione che lui riserva a chi si astiene dal partecipare alla politica.

Se sei una persona integra e onesta, che non ha peli sullo stomaco, ti conviene astenerti da qualsiasi iniziativa politica e passare inosservato, altrimenti una delle punizioni che ti spettano per aver partecipato alla politica, è quella di essere avversato e accusato di falsità, rispetto alle menzogne mostrate come indiscusse verità e millantate dagli esseri inferiori resi schiavi dalla brama del potere.
Una persona saggia, e quindi retta e onesta, si astiene da qualsiasi desiderio di potere, sapendo quanto il detenerlo e la sua brama degradino la personalità di qualsiasi essere umano, per i degradanti e spesso anche vergognosi compromessi ai quali si trova costretto a sottostare, e un famoso personaggio della politica del secondo 900, che si è ben presentato per le losche trame che ha ordito, ha detto che il potere logora chi non ce l'ha, omettendo di aggiungere che logora l'affamato di potere e non certo chi se ne astiene per non prostituirsi.
Ricordiamo sempre che la persona più degna di stima che si lascia abbindolare dalla politica e ne diventa partecipe, da quel momento è da prendere con tutto il beneficio d'inventario che merita quasi, se non del tutto, un qualsiasi politico che, a parte il ruolo che riveste, non riuscirebbe a impersonarne altri.
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