๐๐ ๐ ๐ข - ๐๐ ๐๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐๐๐ - ๐ฆ๐๐ซ๐๐จ๐ฅ๐๐๐ข̀ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ ๐ฌ๐๐ญ๐ญ๐ข๐ฆ๐๐ง๐ ๐๐๐ฅ ๐ญ๐๐ฆ๐ฉ๐จ ๐จ๐ซ๐๐ข๐ง๐๐ซ๐ข๐จ, ๐ฅ๐ ๐๐ก๐ข๐๐ฌ๐ ๐๐๐ฅ๐๐๐ซ๐ ๐ฅ๐ ๐ฆ๐๐ฆ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐จ๐๐๐ฅ๐ข๐ ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐๐ข ๐๐๐ง ๐๐๐ซ๐ง๐๐ซ๐๐จ [๐ง๐จ๐ญ๐จ ๐๐ง๐๐ก๐ ๐๐จ๐ง ๐ฅ๐ ๐ฌ๐ฉ๐๐๐ข๐๐ข๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ “๐๐ข ๐๐ก๐ข๐๐ซ๐๐ฏ๐๐ฅ๐ฅ๐” (“๐๐ฅ๐๐ข๐ซ๐ฏ๐๐ฎ๐ฑ” ๐ข๐ง ๐๐ซ๐๐ง๐๐๐ฌ๐), ๐๐๐ฅ ๐ง๐จ๐ฆ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ’๐๐๐๐๐ณ๐ข๐ ๐๐ก๐ ๐๐จ๐ง๐๐จ̀, ๐จ “๐๐ข ๐
๐จ๐ง๐ญ๐๐ข๐ง๐”, ๐๐๐ฅ ๐ง๐จ๐ฆ๐ ๐๐๐ฅ ๐ฏ๐ข๐ฅ๐ฅ๐๐ ๐ ๐ข๐จ ๐’๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐], ๐๐๐๐ญ๐ ๐ ๐๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ก๐ข๐๐ฌ๐. Bernardus o Bernard (Bernardo), questo il suo nome rispettivamente in latino e in francese, nacque nel 1090 nel castello di Fontaine, presso Digione, nella zona centro-orientale dell’allora Regno di Francia (oggi Fontaine-lรจs-Dijon, regione Borgogna, Francia), terzo dei sette figli di un’agiata famiglia di media nobiltร , vassalla del duca di Borgogna. Fin da piccolo si fece notare per la sua accesa spiritualitร e l’assiduitร alla preghiera e ai sacramenti. Studiรฒ nella scuola dei canonici di Nรดtre Dame di Saint-Vorles, presso Chรขtillon-sur-Seine (Borgogna), dove la famiglia aveva dei possedimenti. Nel 1111, all’etร di ventuno anni, seguendo la propria vocazione, si ritirรฒ nel palazzo che la famiglia d’origine possedeva in quest’ultima cittร , insieme a cinque fratelli e ad altri parenti e amici che ne condividevano la spiritualitร , per condurvi vita di ritiro e preghiera. Quest’esperienza, lo rafforzรฒ sempre piรน nella ricerca di contatto con Dio, finchรฉ, l'anno seguente, con il bel numero di una trentina di compagni che lo seguivano, si fece monaco nel piccolo monastero cistercense di Cรฎteaux, nella stessa regione, fondato nel 1098 dal monaco Benedettino e futuro santo Robert de Molesme (1024-1111), uno dei creatori dell'Ordine Cistercense (in latino “Ordo Cisterciensis”), che ebbe origine proprio nell'abbazia di Cรฎteaux (in latino “Cistercium”, da cui deriva il nome dell’Ordine). Suo padre rimase deluso costatando come, uno per volta, i figli abbandonassero gli agi della nobiltร per seguire il loro fratello Bernardo. In effetti, per fare questo, il primogenito si separรฒ addirittura di comune accordo dalla moglie, che si fece monaca anch'essa. Anche l'ultimogenito diede l'addio al mondo, seguito dall'unica sorella e poi dallo zio Gaudry, che gettรฒ la pesante armatura da alto ufficiale di carriera per indossare il candido saio con cappuccio vestito dai Cistercensi. Da ultimo, sorprendentemente, anche il genitore chiese di entrare nel monastero in cui viveva ormai tutta la famiglia. Furono ancora molti i parenti che, seguendo il suo esempio, intrapresero la vita religiosa, tanto che un esodo cosรฌ totale di una famiglia verso il convento non si verificรฒ forse mai piรน nella storia della Chiesa. Dopo qualche anno, poichรฉ numerosi altri giovani chiedevano di entrare tra i monaci Cistercensi, fu necessario fondare altri monasteri. Di questo fu incaricato proprio Bernardo, che lasciรฒ Citeaux nel 1115, imbracciando una pesante croce di legno, seguito da dodici frati che cantavano inni e lodi al Signore. Lo stesso anno, insieme a detti compagni, giunse piรน a nord, nella regione della Champagne, in un vasto appezzamento di terreno sulle rive del fiume Aube, nella diocesi di Langres, che un suo parente aveva donato all’Ordine affinchรฉ vi fosse costruito un monastero. L’amenitร della zona, una bella e fertile vallata ben riparata, incantevole e luminosa, lo indusse a battezzarla col nome molto indicativo di “Clairvaux” (“Chiaravalle”). Con maestria e buona lena i frati v’innalzarono subito delle capanne, dove pregare, dormire e mangiare. L'antica regola Benedettina, che aveva mantenuto, era praticata con molto rigore: preghiera e lavoro, nell'obbedienza assoluta all'abate, anche se Bernardo preferiva "le vie del cuore" alla rigida norma fissa codificata. Poi, un po’ alla volta, da Chiaravalle cominciรฒ a diffondere la sua luce serafica dappertutto. Pur di costituzione gracile e mai in ottima salute, percorse mezza Europa a piedi o con mezzi di fortuna, in un’immane opera di evangelizzazione, non tralasciando di orientare anche alcuni concili ecumenici. A Chiaravalle, la sera, dopo le laboriose giornate, si ritirava nella propria cella a scrivere opere edificanti piene di ottimismo e dolcezza, come il “Trattato dell'amore di Dio” o il “Commento al Cantico dei Cantici”, che รจ una vera e propria “dichiarazione d'amore a Maria”, la Madre Celeste per la quale divenne addirittura cantautore, componendo parole e musica del bellissimo inno “Ave maris stella” (“Salve, stella del mare”). Sua รจ anche la nota invocazione, che tuttora si prega nella parte finale del “Salve Regina”: “… O Clemente, o pia, o dolce vergine Maria! …”. Proprio gli scritti sempre affettuosi su Maria madre di Gesรน, che egli chiamava “Mediatrice di grazie”, esprimenti la dimensione contemplativa del suo spirito, sono i piรน importanti della sua produzione, sebbene egli non riconoscesse la dottrina dell’Immacolata Concezione, che, comunque, non era allora ancora dogmatizzata. Di lui sono rimasti ben trecentotrentuno sermoni, cinquecentotrentaquattro lettere, oltre ai trattati famosi: “Grazia e libero arbitrio”, “Battesimo” e “Doveri dei vescovi”. ร anche celebre l’elogio “De laude novae militiae ad milites templi” (tradotto come "In lode della nuova milizia"), composto in onore dell’Ordine monastico-militare dei Templari, fondato nel 1119 dal suo nobile parente Hugues de Payns (1070-1136) e da alcuni altri cavalieri. Tuttavia, come evidenziato, egli fu anche capace uomo d'azione, pronto a intervenire in difesa della Chiesa ove fosse necessario, anche predicando e stigmatizzando con vigore le ingiustizie del proprio tempo. Nei suoi tanti viaggi in Europa, cercรฒ sempre di ristabilire la pace e l’unitร , illuminando ogni fazione e tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue ardenti esortazioni. Era riservato, quasi timido, ma con un forte e risoluto carattere. Papa e Chiesa erano le sue stelle fisse, mentre i tanti ecclesiastici indegni gli “andavano di traverso”. Fu severo anche con i monaci della famosa abbazia di Cluny in Borgogna (fondata nel 909), secondo lui troppo “viziati”, poco “attivi” e con chiese troppo adorne d’inutili ricchezze, “mentre il povero pativa la fame”, come lui spiegava. Ai suoi Cistercensi chiedeva meno funzioni, meno letture e tanto lavoro. Sempre attivissimo, fondรฒ personalmente ben sessantacinque nuovi monasteri e inviรฒ in giro per il vecchio continente i suoi miti monaci “dissodatori e seminatori”, “apostoli con la zappa”, come li definiva, che misero ordine tra terre incolte o abbandonate, acque non sfruttate e animali trascurati, cambiando con tanta fatica e molta preghiera la storia europea. Intanto lui era chiamato spesso, dalle piรน alte sfere ecclesiastiche, a importanti missioni di vertice, come quando si recรฒ nelle principali corti europee, per farvi ufficialmente riconoscere il vero papa Innocenzo II (regnante dal 1130 al 1143), insidiato dall’antipapa Anacleto II (1090-1138), riuscendo a ricomporre lo scisma con l’aiuto del suo prestigio, del suo vigore persuasivo e soprattutto della sua umiltร . Il Beato pontefice Eugenio III (sul trono dal 1143 al 1153) lo chiamรฒ poi a predicare la seconda Crociata (dal 1147 al 1150) in difesa del Regno Cristiano costituito in Gerusalemme (Terra Santa). Bernardo era ormai universalmente noto e apprezzato e, come arrivava in una cittร a predicare o per qualche altra missione, le piazze e le strade si riempivano subito di gente attenta e interessata, di tutti i livelli sociali. Tuttavia, appena tornava in monastero, riprendeva a essere obbediente alla Regola come tutti: preghiera, digiuno e tanto lavoro, poichรฉ, per lui, la vita monastica doveva essere scandita dall’impegno fisico, dalla contemplazione e dalla preghiera, avendo gli occhi fissi su Gesรน e Maria. Per Bernardo giunsero momenti amari proprio negli ultimi anni: difficoltร interne all’Ordine, la diffusione di eresie e la sofferenza fisica per un tumore allo stomaco, tanto che, dopo una vita instancabilmente spesa alla sequela di Cristo, nell’amore per Dio e i fratelli, rese l’anima al Sommo Creatore il 20 agosto 1153, spirando santamente nell’abbazia di Chiaravalle. Venne seppellito nella chiesa del monastero, ma, con i tragici fatti della Rivoluzione Francese (1789-1799), i resti andarono tutti dispersi tranne la testa, ora nella cattedrale di Troyes, a circa 150 chilometri da Parigi. Papa Alessandro III lo proclamรฒ santo nel 1174 e Pio VIII, nel 1830, gli diede il titolo di Dottore della Chiesa.
๐ผ๐๐๐๐๐๐๐: "๐๐๐ ๐ต๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ถโ๐๐๐๐๐ฃ๐๐๐๐", ๐๐๐๐ ๐ ๐ข ๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐, ๐๐๐ 1634, ๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ฝ๐ข๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐
๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ข๐ก๐ ๐๐๐โ๐ ๐๐๐๐ ๐ฝ๐๐ ๐́ ๐๐ ๐
๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ "๐๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐ก๐" (1591-1652). ๐ฟ'๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐ก๐๐๐ฃ๐ ๐๐๐ ๐๐ข๐ ๐๐ ๐๐ ๐ต๐๐๐๐๐ ๐ด๐๐ก๐๐ ๐๐ ๐ด๐ ๐ก๐ข๐๐๐๐ (๐๐ข๐ ๐๐ ๐๐ ๐ต๐๐๐๐ ๐ด๐๐ก๐ ๐๐๐๐๐ ๐ด๐ ๐ก๐ข๐๐๐), ๐ ๐๐ฃ๐๐๐๐ (๐๐๐๐๐๐).
Roberto Moggi
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