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Nacque a Montpelhiรจr, cittร  nel meridione della regione Linguadoca, nel territorio dell’Occitania appartenente al Regno di Francia (oggi Montpellier, Francia), forse verso l'anno 1280, ma altre versioni sostengono addirittura tra il 1348 o il 1350 circa, da una famiglia benestante. La tradizione narra che venne al mondo con un “segno” riproducente la croce impresso sul petto, che si vuol vedere quale precoce segno della sua santitร . Rimase ben presto orfano di entrambi i genitori e con una cospicua ereditร , che perรฒ, nel giro di qualche anno, donรฒ quasi interamente ai poveri, lasciando la rimanenza all’amministrazione dello zio. Nel 1300, indossata la tipica veste dei pellegrini penitenti, si avviรฒ a piedi verso Roma, dove papa Bonifacio VIII aveva quell’anno proclamato il Giubileo, durante il quale accorse un gran numero di persone provenienti da tutta Europa. Condizioni igieniche non ottimali, calura estiva ed eccessiva promiscuitร , perรฒ, portarono in breve tempo all’esplosione di una forte pestilenza nella Cittร  Eterna. Rocco, che nel frattempo vi era giunto, iniziรฒ subito a prestare volontariamente la sua opera in favore degli innumerevoli ammalati, spendendosi totalmente, senza curarsi del quasi certo contagio, tanto che da tutti era giร  considerato un santo. Questo universale convincimento, si tramanda, era anche legato alla mirabolante serie di miracoli che Dio gli concedeva di compiere. Incredibilmente non fu contagiato e, calmatasi l’epidemia, potรฉ lasciare l’Urbe e risalire la penisola, raggiungendo Cesena e Rimini, nel settentrione d’Italia (oggi capoluoghi delle rispettive omonime province nella regione Emilia-Romagna), dove moltiplicรฒ i prodigi e le guarigioni che giร  aveva ovunque distribuito. Intanto, la sua fama di santo e taumaturgo si propagava sempre piรน e lui, per sfuggire alle continue manifestazioni di riconoscenza, cambiava continuamente cittร  e regione. Novara (Piemonte) e Pavia (Lombardia) furono, ad esempio, teatro di altre sue mirabili gesta. Alla fine, mentre si trovava a Piacenza (oggi capoluogo dell’omonima provincia della regione Emilia-Romagna), cittร  anch’essa in preda ad una terribile epidemia, fu anch’egli colpito dalla peste. Preoccupato anche in questo triste frangente solo del bene dei fratelli, decise, allo scopo di “non dare fastidio” e non gravare sul sistema assistenziale giร  debole, di ritirarsi in un bosco alla periferia della cittร , nel piรน totale isolamento. Qui, mentre era completamente abbandonato a sรฉ stesso, malaticcio ed affamato, solo un cane ebbe compassione di lui, facendogli compagnia, proteggendolo, leccandogli ferite e piaghe e sfamandolo con del pane che ogni giorno misteriosamente gli portava all’ora di pranzo. Non lontano dal luogo ove giaceva Rocco molto malato, sorgeva un castello appartenente a un certo Goliardo, nobile della zona. Questi notรฒ che il cane in questione, di sua proprietร , ogni giorno, all'ora di pranzo, prendeva con la bocca un pezzo di pane dalla cucina e fuggiva. Un giorno un servo di Goliardo segui l'animale e, tornato al castello, tra stupore e incredulitร , raccontรฒ al padrone di come la bestia si prendesse cura di un povero “vagabondo appestato”. Il nobile andรฒ personalmente sul posto a verificare e, trovato Rocco piรน morto che vivo, si mosse a compassione, invitandolo nel suo maniero, ma lui rifiutรฒ temendo di contagiare qualcuno, chiedendo solo di potersi costruire una capanna nel bosco cosรฌ da ripararsi dalle intemperie. Ottenne il permesso e il necessario materiale, cosรฌ da erigere una casupola atta ad accoglierlo. In tali condizioni rimase per alcuni mesi, finchรฉ una notte, un angelo apparsogli nel sonno, lo guarรฌ dalla peste e lo esortรฒ a tornare a casa. Rocco era partito da casa giovane e forte e ora vi ritornava sfigurato dalla malattia e invecchiato precocemente, al punto di essere scambiato per un pastore. Arrivato a Montpellier, fu condotto davanti al giudice (lo zio al quale aveva lasciato l'amministrazione dei suoi beni), il quale non riconoscendolo lo fece consegnare alle guardie perchรฉ lo rinchiudessero in carcere. Un giorno, mentre era in preghiera, un angelo lo avvisรฒ che era giunto il momento di ricevere il premio per la sua caritร . Rocco pregรฒ allora i suoi secondini affinchรฉ gli chiamassero un prete e, mentre parlava, il suo volto si circondรฒ di luce viva. L'accaduto fece subito il giro del paese e molti accorsero al carcere dove poterono costatare la trasformazione avvenuta in lui, mentre un alone di luce gli circondava il corpo. Rocco, ricevuti i sacramenti, si ritirรฒ nuovamente in preghiera. Il 16 agosto 1327, di buon mattino, le autoritร  e le guardie andarono per liberarlo ma lo trovarono morto, steso a terra con gli occhi fissi al cielo. Altra tradizione, tuttavia, lo vuole morto a Voghera, presso Pavia (Lombardia) - Signoria della nobile casata Visconti - verso il 1378/1379. Il corpo di Rocco fu forse inizialmente sepolto nella chiesa madre di Montpellier, prima di essere trasferito a Venezia nel 1485. Nel 1520, tuttavia, fu inumato all’interno della chiesa che porta il suo nome, nella calle Tintoretto della Cittร  Lagunare. Questa รจ l’unica chiesa confraternale veneziana pensata anche come sacrario del proprio santo titolare. Il corpo di San Rocco, conservato sotto il monumentale altare maggiore, incorniciato dagli affreschi del Pordenone, mentre sulle pareti laterali giganteggiano le tele di Jacopo Tintoretto, fin dal suo arrivo รจ meta incessante di pellegrinaggi, grazie al suo potere taumaturgico di protezione dalla peste.
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Roberto Moggi
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