Oggi
- 17 giugno 2025 - martedì della XI settimana del Tempo Ordinario, la
Chiesa ricorda, tra i vari santi e beati, San Ranieri, noto anche con la
specificazione “di Pisa”, eremita. Ranieri, questo il suo nome di
battesimo, nacque probabilmente nel 1118 (ma secondo altre fonti tra il
1115 ed il 1116) a Pisa, all’epoca
potente repubblica marinara (oggi capoluogo di provincia della regione
Toscana). I genitori, i facoltosi mercanti Gandolfo Scàcceri e Mingarda
Buzzaccherini, di cui era l’unico figlio, auspicavano per lui il lucroso
proseguimento della fiorente attività commerciale di famiglia.
Tuttavia, Ranieri, che la famiglia aveva affidato per gli studi al
rinomato precettore don Enrico, priore della locale chiesa e comunità
religiosa di San Martino, preferiva dedicarsi con leggerezza alla
musica, al canto, alle allegre compagnie, ai piaceri carnali e ad ogni
altro tipo di divertimento mondano. Ebbe una giovinezza “godereccia”,
sregolata e peccaminosa, viaggiando moltissimo. Da grande appassionato
di musica, Ranieri divenne un abile suonatore della “ghironda”, uno
strumento musicale a corda in auge ai suoi tempi ma oggi scomparso, che
ricorda vagamente l'odierno violino. Egli - come ci rammenta il suo
biografo ufficiale, Benincasa (morto nel 1170), canonico e suo devoto
discepolo dopo la conversione - amava bighellonare per le strade e i
vicoli di Pisa con gli amici, tra un vizio e l’altro, spesso non
rientrando a casa per giorni. A nulla valsero gli sforzi familiari per
farlo avvicinare a una vita più cristiana e morigerata, oltre che al
lavoro e allo studio. Ciò nonostante, a diciannove anni cambiò
improvvisamente condotta, in modo che ha del miracoloso, vivendo una
vita autenticamente alla sequela di Cristo. Per addivenire a tale
radicale cambiamento, decisivo fu l’incontro con l’eremita còrso Antonio
o secondo altri Alberto, detto “di Corsica”, famoso pellegrino ed
asceta, venuto ad abitare in città presso il monastero di San Vito.
Questi lo spinse alla conversione senza imposizioni, con l’esempio e la
parola, portandolo ad abbracciare la vita spirituale di stampo eremitico
e a porsi al servizio di Dio. Seguendo l’esempio dell’eremita della
vicina Corsica, all’età di ventitre anni, Ranieri scelse di liberarsi di
tutte le sue ricchezze donandole ai poveri, vivendo in completa povertà
fino a quando si trasferì in Terra Santa. Giunto sul posto, indossò la
cosiddetta “Pilurca”, veste tipica dei penitenti, consegnata a tutti i
pellegrini che si recavano sul Calvario. Soggiornò nei luoghi biblici
diversi anni, intrattenendo contati solo con gli altri eremiti, dandosi
alla mortificazione del corpo e alla penitenza. In questo periodo,
durante il quale furono da lui compiuti numerosi segni miracolosi, si
sottopose a numerose privazioni, imponendosi molti digiuni, fino a
concedersi cibo solo di giovedì e domenica. Nei tredici anni di
permanenza nei luoghi biblici, fu continuamente tentato e tormentato dal
demonio, che, però, con l’aiuto di Dio, riuscì a respingere sempre.
Tornò a Pisa nel 1154, ritirandosi nello stesso monastero di San Vito
dove anni prima aveva incontrato l'eremita Alberto. Intanto, mentre si
diffondeva la notizia di miracoli da lui compiuti ed era circondato da
una fama di santità, operava numerosi segni prodigiosi. Veniva anche
soprannominato Ranieri “dell’acqua”, per via della sua abitudine di
regalare acqua benedetta ai fedeli e ad alcuni suoi miracoli, legati
proprio a quest’acqua. L’ammirazione e la stima di cui godeva fra i suoi
concittadini, lo accompagnarono fino all’ultimo giorno di vita, venerdì
17 Giugno 1161. La tradizione narra che, al momento del suo decesso, le
campane dell’intera città di Pisa si misero a suonare da sole, tutte
assieme, senza che nessuno le toccasse. Nel 1632, con una manifestazione
solenne, l’Arcivescovo di Pisa, il clero locale e il Magistrato di
città, una delle massime autorità cittadine, nominarono ufficialmente
Ranieri santo patrono della città di Pisa. Nel 1689, il suo corpo venne
posto sotto l’altare maggiore della cattedrale, dove riposa ancora
adesso. Ranieri è una figura di grande rilievo nella storia della Chiesa
medievale, perché nella sua esperienza spirituale troviamo la
testimonianza precocissima di molte delle tematiche - la povertà, la
carità, il valore del lavoro, l’apostolato dei laici, l’imitazione di
Cristo, il ritorno al Vangelo, che saranno ulteriormente elaborate e
riportate alla ribalta da altri Santi posteriori. Ranieri è il patrono
della città di Pisa e della dinastia nobiliare dei Grimaldi di Monaco,
dove la sua festa si festeggia il 19 novembre. Immagine: “San Ranieri di Pisa”, olio su
tela realizzato, circa nella seconda metà del XIV secolo, dal pittore
pisano Cecco Di Pietro (1330-1402). L’opera si trova nella cappella al
medesimo santo dedicata, all’interno del Duomo di Pisa.
Roberto Moggi
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